Pubblicazione della comunicazione di una modifica ordinaria approvata del disciplinare di un'indicazione geografica conformemente all'articolo 5, paragrafo 4, del regolamento delegato (UE) 2025/27 della Commissione [Coteaux du Layon].
(Comunicazione 11/05/2026, pubblicata in G.U.U.E. 11 maggio 2026, n. C)
COMUNICAZIONE DELL'APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA ORDINARIA
[Articolo 24 del regolamento (UE) 2024/1143]
«Coteaux du Layon»
Numero di riferimento UE: PDO-FR-A0826-AM05 — 9.2.2026
1. Nome del prodotto
«Coteaux du Layon»
2. Tipo di indicazione geografica
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☑ |
DOP |
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☐ |
IGP |
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☐ |
IG |
3. Settore
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☐ |
Prodotti agricoli |
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☑ |
Vini |
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☐ |
Bevande spiritose |
4. Paese cui appartiene la zona geografica
Francia
5. Autorità dello Stato membro che comunica la modifica ordinaria
Nome
Ministère de l'Agriculture et de la souveraineté alimentaire, Direction générale de la Performance économique et environnementale des entreprises
6. Qualifica come modifica ordinaria
Le autorità francesi dichiarano che la domanda presentata è conforme ai requisiti dei regolamenti (UE) n. 1308/2013 e (UE) 2024/1143.
Le modifiche apportate al disciplinare sono modifiche ordinarie, conformemente alla definizione di cui all'articolo 24, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2024/1143.
La domanda di modifica della DOP «Coteaux du Layon» non riguarda nessuno dei tre casi che identificano una «modifica dell'Unione», in quanto essa:
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a) |
non comprende un cambiamento del nome o dell'uso del nome, oppure della categoria di prodotto o prodotti designati dall'indicazione geografica; |
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b) |
non rischia di annullare il legame con l'ambiente geografico; |
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c) |
non comporta ulteriori restrizioni alla commercializzazione del prodotto. |
Di conseguenza, le autorità francesi ritengono che tale domanda si configuri come «modifica ordinaria».
7. Descrizione della o delle modifiche ordinarie approvate
Titolo
Etichettatura
Descrizione
Il gruppo di produttori della denominazione «Coteaux du Layon» ha deciso di designare i vini con un'unità geografica più ampia, adottando la menzione «Vin de Loire» invece di «Val de Loire».
Questa evoluzione è frutto della direzione intrapresa dai produttori dei vini della Loira in materia di comunicazione.
L'obiettivo è rendere l'identità dei vini più trasparente e meglio allineata alla realtà dei vini prodotti dagli operatori del bacino della Loira.
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☑ |
La modifica interessa il documento unico. |
DOCUMENTO UNICO
Denominazioni di origine e indicazioni geografiche dei vini
«Coteaux du Layon»
Numero di riferimento UE: PDO-FR-A0826-AM05 — 9.2.2026
1. Nome
«Coteaux du Layon»
2. Tipo di indicazione geografica
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☑ |
DOP |
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☐ |
IGP |
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☐ |
IG |
3. Paese cui appartiene la zona geografica delimitata
Francia
4. Classificazione del prodotto agricolo in riferimento alla voce e al codice della nomenclatura combinata, a norma dell'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2024/1143
2204 – Vini di uve fresche, compresi i vini arricchiti d'alcole; mosti di uva, diversi da quelli della voce 2009
5. Categorie di prodotti vitivinicoli elencate all'allegato VII, parte II, del regolamento (UE) n. 1308/2013
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1. |
Vino |
6. Descrizione del vino o dei vini
Prodotto vitivinicolo
Coteaux du Layon
Caratteristiche organolettiche
Aspetto
La denominazione di origine controllata «Coteaux du Layon» è riservata ai vini bianchi fermi.
Odore
Gli aromi fruttati e floreali si fondono con aromi di sovramaturazione come frutta secca o candita o con sentori di miele.
Sapore
I vini sono raffinati ed eleganti. Sono caratterizzati da una complessità aromatica che al palato combina delicatezza e freschezza, potenza e finezza. I degustatori più esigenti li apprezzano dopo un invecchiamento prolungato.
Informazioni supplementari sulle caratteristiche organolettiche
I vini che beneficiano della denominazione di origine controllata «Coteaux du Layon», seguita dal nome del comune di provenienza delle uve, presentano in genere un contenuto di zuccheri fermentescibili leggermente superiore. I vini che beneficiano della denominazione di origine controllata «Coteaux du Layon», seguita dal nome del comune di provenienza delle uve, presentano in genere un contenuto di zuccheri fermentescibili leggermente superiore. Le differenze nella tipologia dei suoli e nell'esposizione lasciano trapelare alcune differenze tra i vini. Ad esempio, quelli ottenuti dalle uve delle zone collinari di Rochefort-sur-Loire, leggermente esposte a nord, presentano un'accentuata sensazione di mineralità, mentre quelli ottenuti dalle uve provenienti dai pendii esposti a sud di Beaulieu-sur-Layon, Faye-d'Anjou e Saint-Aubin-de-Luigné presentano spesso le note caratteristiche legate allo sviluppo della muffa nobile per effetto della Botrytis cinerea. I vini prodotti con le uve provenienti dalle colline poco ripide sulla riva sinistra del Layon, nel territorio dei comuni di Rablay-sur-Layon e Saint-Lambert-du-Lattay, sono potenti e armoniosi.
I vini che beneficiano della menzione «Sélection de grains nobles» esprimono tutte le qualità di un'elevata concentrazione delle uve. Sono vini originali che si distinguono per potenza e persistenza aromatica. Gli aromi fruttati e floreali si fondono con aromi di sovramaturazione come frutta secca o candita o con sentori di miele. L'equilibrio tra acidità, alcole e untuosità permette a questi vini di evolvere nel tempo verso una maggiore complessità.
I vini che beneficiano della menzione «Premier cru» integrata dal nome geografico complementare «Chaume» si distinguono in particolare per finezza ed eleganza e per una grande e interessante complessità aromatica in cui si riscontrano spesso note di frutta candita e di pasta di mela cotogna.
Caratteristiche analitiche
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
— |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
— |
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Acidità totale minima |
— |
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Unità di acidità totale minima |
— |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
25 |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
— |
Informazioni supplementari sulle caratteristiche analitiche
I vini bianchi presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 14 %. Il titolo alcolometrico volumico effettivo minimo è dell'11 % per i vini il cui titolo alcolometrico volumico naturale è inferiore al 18 %. Il tenore di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) è, dopo la fermentazione, superiore o pari a 34 g/l. I tenori di acidità totale e anidride solforosa totale sono quelli stabiliti dalla legislazione europea.
I vini che beneficiano della menzione «Sélection de grains nobles» presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 19 %. Il tenore di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) è, dopo la fermentazione, superiore o pari a 34 g/l. Il titolo alcolometrico volumico effettivo minimo è dell'11 % per i vini con un titolo alcolometrico volumico naturale inferiore al 18 %. I tenori di acidità totale e anidride solforosa totale sono quelli stabiliti dalla legislazione europea.
I vini che beneficiano della denominazione «Coteaux du Layon» seguita dal nome del comune di provenienza presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 15 %. Il tenore di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) è, dopo la fermentazione, superiore o pari a 51 g/l. Il titolo alcolometrico volumico effettivo minimo è dell'11 % per i vini il cui titolo alcolometrico volumico naturale è inferiore al 18 %. I tenori di acidità totale e di anidride solforosa totale sono quelli stabiliti dalla legislazione europea.
I vini che beneficiano della menzione «Premier cru» integrata dal nome geografico complementare «Chaume» presentano un tenore di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio), dopo la fermentazione, superiore o pari a 80 g/l. Il titolo alcolometrico volumico effettivo minimo è dell'11 % per i vini con un titolo alcolometrico volumico naturale inferiore al 18 %. I tenori di acidità totale e anidride solforosa totale sono quelli stabiliti dalla legislazione europea.
Tutti i vini presentano un tenore di acidità volatile inferiore o pari a 25 milliequivalenti per litro.
☑Eventuali altre caratteristiche analitiche non riportate in questo punto rispettano i limiti previsti dalla legislazione dell'UE applicabile.
7. Pratiche di vinificazione
7.1. Pratiche enologiche specifiche utilizzate nell'elaborazione del vino o dei vini e relative restrizioni applicabili a detta elaborazione
Pratica di vinificazione
Uso di scaglie di legno
Tipo di pratica enologica
Pratica enologica specifica
Descrizione
È vietato l'uso di scaglie di legno.
Pratica di vinificazione
Arricchimento
Tipo di pratica enologica
Pratica enologica specifica
Descrizione
L'arricchimento è consentito in base alle norme stabilite dal disciplinare. Quanto ai vini che possono beneficiare della menzione «Premier cru» integrata dal nome geografico complementare «Chaume», è vietato ricorrere a qualsiasi pratica di arricchimento, così come a qualsiasi trattamento termico delle uve raccolte con temperature inferiori a -5 °C.
Pratica di vinificazione
—
Tipo di pratica enologica
Pratica enologica specifica
Descrizione
Per i vini che possono beneficiare della menzione «Premier cru» integrata dal nome geografico complementare «Chaume», è vietato usare la tramoggia di ricevimento con coclea, la pigiatrice-pompa e la pressa continua. L'affinamento dei vini è effettuato in base alle condizioni specificate nel disciplinare. Oltre alle disposizioni di cui sopra, i vini devono rispettare gli obblighi relativi alle pratiche enologiche stabiliti a livello dell'Unione e dal Code rural et de la pêche maritime.
Pratica di vinificazione
Densità delle viti della denominazione di origine controllata «Coteaux du Layon»
Tipo di pratica enologica
Pratica colturale
Descrizione
La densità minima d'impianto delle vigne è di 4 000 ceppi per ettaro. La distanza interfilare non può essere superiore a 2,50 m e la distanza tra i ceppi dello stesso filare non può essere inferiore a 0,90 m. Le parcelle vitate in cui la distanza tra i ceppi dello stesso filare è inferiore a 0,90 m, ma superiore o pari a 0,80 m, e con pendenza superiore al 10 % hanno diritto, per la vendemmia, alla denominazione di origine controllata. Le parcelle vitate con una densità d'impianto inferiore a 4 000 ceppi/ha, ma superiore o pari a 3 300 ceppi/ha, hanno diritto, per la vendemmia, alla denominazione di origine controllata, fermo restando il rispetto delle disposizioni relative alle norme di palizzamento e di altezza del fogliame previste dal disciplinare. In queste parcelle la distanza interfilare non può essere superiore a 3 m e la distanza tra i ceppi dello stesso filare non può essere inferiore a 1 m.
Pratica di vinificazione
Densità delle viti della denominazione di origine controllata «Coteaux du Layon», seguita della menzione «Premier cru» integrata dal nome geografico complementare «Chaume»
Tipo di pratica enologica
Pratica colturale
Descrizione
La densità minima d'impianto delle vigne è di 4 500 ceppi per ettaro. La distanza interfilare non può essere superiore a 2,20 m e la distanza tra i ceppi dello stesso filare non può essere inferiore a 0,90 m. Le parcelle vitate in cui la distanza tra i ceppi dello stesso filare è inferiore a 0,90 m, ma superiore o pari a 0,80 m, e con pendenza superiore al 10 % hanno diritto, per la vendemmia, alla denominazione di origine controllata seguita dalla menzione «Premier cru» integrata dal nome geografico complementare «Chaume».
Pratica di vinificazione
Potatura e palizzamento della vite
Tipo di pratica enologica
Pratica colturale
Descrizione
Le viti sono potate con la tecnica della potatura corta, lunga o mista, con un massimo di 12 gemme franche per ceppo. Nella fase fenologica corrispondente a 11 o 12 foglie (gemme a fiore separate), il numero dei tralci fruttiferi dell'anno, per ceppo, è inferiore o pari a 12. Per i vini che possono beneficiare della menzione «Premier cru» integrata dal nome geografico complementare «Chaume», le viti sono potate con la tecnica della potatura corta, lunga o mista, con un massimo di 12 gemme franche per ceppo. Nella fase fenologica corrispondente a 11 o 12 foglie (gemme a fiore separate), il numero dei tralci fruttiferi dell'anno, per ceppo, è inferiore o pari a 10.
Pratica di vinificazione
Altezza del fogliame
Tipo di pratica enologica
Pratica colturale
Descrizione
L'altezza del fogliame palizzato deve essere almeno pari a 0,6 volte la distanza interfilare, sapendo che l'altezza del fogliame palizzato è misurata tra il limite inferiore del fogliame, posto ad almeno 0,40 m dal suolo, e il limite superiore di cimatura, situato ad almeno 0,20 m sopra il filo superiore di palizzamento. Le parcelle vitate con una densità di impianto inferiore a 4 000 ceppi per ettaro, ma superiore o pari a 3 300 ceppi per ettaro, devono inoltre rispettare le seguenti norme di palizzamento: l'altezza minima dei pali fuori terra è di 1,90 m; il palizzamento è costituito da quattro livelli di fili; l'altezza minima del filo superiore è di 1,85 m dal suolo. Queste disposizioni particolari non si applicano ai vini che possono beneficiare della menzione «Premier cru» integrata dal nome geografico complementare «Chaume».
Pratica di vinificazione
Irrigazione
Tipo di pratica enologica
Pratica colturale
Descrizione
È vietata l'irrigazione.
Pratica di vinificazione
Raccolta
Tipo di pratica enologica
Pratica colturale
Descrizione
Si tratta di vini ottenuti da uve raccolte a sovramaturazione (concentrazione naturale sulla pianta con presenza o meno di muffa nobile). I vini che possono beneficiare della menzione «Sélection de grains nobles» presentano inoltre una concentrazione sulla pianta, frutto dell'azione della muffa nobile. L'uva è raccolta manualmente mediante cernite successive. Per i vini che possono beneficiare della menzione «Premier cru» integrata dal nome geografico complementare «Chaume», è vietato l'uso dei rimorchi autoscaricanti a coclea e dei rimorchi autoscaricanti muniti di pompa a palette; inoltre, nei contenitori utilizzati per il trasporto della vendemmia, l'altezza dell'uva deve essere inferiore o pari a 1 m.
7.2. Rese massime
Tutti i vini/categoria/varietà/tipo
Coteaux du Layon
Resa massima
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Resa massima |
40 |
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Unità di resa massima |
ettolitri per ettaro |
Tutti i vini/categoria/varietà/tipo
«Coteaux du Layon», seguita dal nome del comune di provenienza delle uve
Resa massima
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Resa massima |
35 |
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Unità di resa massima |
ettolitri per ettaro |
Tutti i vini/categoria/varietà/tipo
«Coteaux du Layon», seguita della menzione «Premier cru» integrata dal nome geografico complementare «Chaume»
Resa massima
|
Resa massima |
30 |
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Unità di resa massima |
ettolitri per ettaro |
8. Indicazione della o delle varietà di uve da cui il vino o i vini sono ottenuti
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— |
Chenin B |
9. Definizione concisa della zona geografica delimitata
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a) |
Tutte le fasi di produzione hanno luogo nella zona geografica il cui perimetro comprende il territorio dei seguenti comuni del dipartimento di Maine-et-Loire sulla base del codice geografico ufficiale del 2023: Aubigné-sur-Layon, Beaulieu-sur-Layon, Bellevigne-en-Layon, Chalonnes-sur-Loire, Chaudefonds-sur-Layon, Chemillé-en-Anjou (solo per il territorio dei comuni delegati di Chanzeaux e La Jumellière), Cléré-sur-Layon, Doué-en-Anjou (solo per il territorio dei comuni delegati di Brigné, Concourson-sur-Layon, Saint-Georges-sur-Layon e Les Verchers-sur-Layon), Lys-Haut-Layon (solo per il territorio dei comuni delegati di La Fosse-de-Tigné, Nueil-sur-Layon, Tancoigné, Tigné et Trémont), Passavant-sur-Layon, Rochefort-sur-Loire, Terranjou (solo per il territorio dei comuni delegati di Chavagnes e Martigné-Briand), Val-du-Layon. I documenti cartografici che rappresentano la zona geografica sono consultabili sul sito internet dell'Institut national de l'origine et de la qualité. |
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b) |
Per i vini che possono beneficiare della menzione «Premier cru» integrata dal nome geografico complementare «Chaume», tutte le fasi di produzione hanno luogo nella zona geografica il cui perimetro comprende il territorio del seguente comune del dipartimento di Maine-et-Loire sulla base del codice geografico ufficiale del 2023: Rochefort-sur-Loire. I documenti cartografici che rappresentano la zona geografica sono consultabili sul sito internet dell'Institut national de l'origine et de la qualité. |
10. Legame con la zona geografica
Categoria di prodotti vitivinicoli
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1. |
Vino |
Sintesi del legame
1 - Informazioni sulla zona geografica
a) Descrizione dei fattori naturali rilevanti per il legame
I vigneti dei «Coteaux du Layon» occupano le pendici di un paesaggio collinare che si snoda lungo il Layon. Questo fiume scorre nella conca di una piccola valle che, a monte, è orientata a sud-ovest/nord-est, mentre successivamente assume orientamento nord-ovest fino alla confluenza con la Loira, a partire dal comune di Verchers-sur-Layon. Nel 2021 la zona geografica copre il territorio di 13 comuni del dipartimento di Maine-et-Loire distribuiti su entrambe le sponde del fiume Layon. I comuni di Beaulieu-sur-Layon, Faye-d'Anjou, Rablay-sur-Layon, Rochefort-sur-Loire, Saint-Aubin-de-Luigné e Saint-Lambert-du-Lattay, i cui nomi possono seguire il nome della denominazione di origine controllata e da cui provengono le uve, formano il cuore di questa zona vitivinicola e sono situati a valle su entrambe le sponde del fiume Layon. Nel territorio del comune di Rochefort-sur-Loire sorge la collina di «Chaume», formata da un meandro rivolto a sud. Le parcelle, delimitate con precisione per la vendemmia, presentano suoli formatisi su un substrato scistoso più o meno degradato, eventualmente coperti da formazioni detritiche appartenenti, a seconda della topografia, al Cenomaniano o al Pliocene. Alcune parcelle presentano, occasionalmente, suoli derivanti da formazioni eruttive acide (riolite) o basiche (spilite), suoli ghiaiosi su puddinga e arenaria del Carbonifero e terreni poco profondi con intercalazioni di quarzo e ftanite del Siluriano. La topografia influisce in maniera rilevante sulla configurazione dell'ambiente, tanto che le due sponde del Layon non presentano la stessa tipologia. Le pendici della riva destra sono molto ripide, con una pendenza che raggiunge talvolta il 40 %, spesso a oltre 60 m dal livello del fiume, mentre quelle della riva sinistra sono generalmente molto più dolci e le loro cime superano raramente un dislivello di 20 m dal fiume. Seppure diverse, queste parcelle presentano caratteristiche comuni: godono infatti di una buona apertura sul paesaggio e i loro terreni presentano un buon comportamento termico, una riserva idrica molto moderata e sono prive di qualsiasi segno di idromorfia. La zona geografica forma un'enclave dal clima poco piovoso, protetta contro l'umidità oceanica dai rilievi più alti dello Choletais e dei Mauges. Le precipitazioni annue vanno da 550 mm a 600 mm circa, mentre nello Choletais superano gli 800 mm. Qui, durante il ciclo vegetativo della vite, le precipitazioni sono inferiori di 100 mm rispetto al resto del dipartimento. Le temperature medie annue sono relativamente elevate (circa 12 °C) e superiori di 1 °C a quelle dell'intero dipartimento di Maine-et-Loire. Il particolare mesoclima di questa zona geografica è evidenziato dalla tendenza meridionale della flora, caratterizzata tra l'altro dalla presenza di lecci e pini domestici.
b) Descrizione dei fattori umani rilevanti per il legame
La presenza dei vigneti nell'Anjou è ben nota sin dal I secolo d.C. e, nel tempo, è sempre stata costante. Nel 1529 Bourdigné parla di questi vigneti come di un «capolavoro di Noè». In queste terre la vite prospera a partire dal VI secolo. Nel 1600, nel suo Théâtre d'agriculture et mesnage des champs, Olivier de Serres fa un'osservazione singolare: «Generalmente in tutte le province di questo regno [...] occorre aspettare che le foglie delle viti siano cadute prima di tagliare l'uva e passando oltre, verso l'Anjou, il Maine e dintorni, che anche l'uva giunta a maturazione cominci a cadere in terra, e questo sia per il clima tardivo sia per la natura di queste uve che si nutrono al gelo..». Se ne deduce che la raccolta tardiva dell'uva costituisce, in queste terre, una pratica di lungo corso. È tuttavia con la famiglia dei Plantageneti, a partire dal XII e dal XIII secolo, che i vigneti angioini acquistano la loro notorietà. Grazie all'influenza del regno di Enrico II e di Eleonora d'Aquitania, il «vin d'Anjou» raggiunge le tavole più prestigiose. Nel XVI secolo i vigneti dei «Coteaux du Layon» si sviluppano con l'arrivo dei mediatori olandesi che, apprezzando l'attitudine di questi vini per il trasporto via mare, fanno conoscere oltre confine le qualità del vitigno Chenin B. Questi vigneti registrano un forte successo soprattutto nel 1780, anno in cui vengono effettuati i lavori di sistemazione del Layon per il passaggio delle grandi navi della flotta olandese. Il vitigno Chenin B sembra essere originario di questa regione. È rustico e il suo potenziale varia notevolmente in base al terreno d'impianto. Inoltre i viticoltori hanno presto compreso l'interesse di raccogliere le uve di questa varietà a maturazione avanzata e con tecniche particolari. Nel 1845 il conte Odart afferma nel Traité des cépages: «È inoltre necessario che l'uva sia raccolta solo quando ha superato il grado di maturazione, che giunge nel periodo di Ognissanti, quando la buccia, ammorbidita dalle piogge, si sfalda». La condizione di sovramaturazione fa quindi parte integrante della raccolta. Nel 1816, nel suo Topographie de tous les vignobles connus, Jullien precisa che: «Nelle annate buone, si vendemmia più volte; le prime due vendemmie, costituite soltanto dalle uve più mature, servono per la produzione dei vini spediti all'estero, mentre i vini della terza vendemmia sono destinati al consumo interno [...]». In questa zona vitivinicola alcuni comuni hanno sempre goduto di una grande notorietà, tanto che nella traduzione della Nuova Geografia Universale del geografo inglese William Guthrie (1708-1770), pubblicata nel 1802, era già menzionata la maggior parte dei comuni che oggi beneficiano della possibilità di inserire il proprio nome dopo quello della denominazione di origine controllata. Con il decreto di riconoscimento della denominazione di origine controllata «Coteaux du Layon», datato 18 febbraio 1950, questa possibilità viene offerta ai comuni di Beaulieu-sur-Layon, Faye-d'Anjou, Rablay-sur-Layon, Rochefort-sur-Loire, Saint-Aubin-de-Luigné e Saint-Lambert-du-Lattay. Il nome geografico complementare «Chaume» interessa il territorio di una zona collinare esposta a sud, caratterizzata da una topografia originale e al centro di un meandro, nel comune di Rochefort-sur-Loire, e tra i comuni di Beaulieu-sur-Layon e di Saint-Aubin-de-Luigné. Proprietà di Foulques Nerra trasmessa all'abbazia di Ronceray d'Angers all'inizio dell'XI secolo, questa collina finisce per acquisire ben presto grande notorietà. Più recentemente, e soprattutto dagli anni Ottanta, i produttori affinano le tecniche di potatura e di gestione della vigna, perfezionano le regole di raccolta e di vendemmia a maturazione ottimale e apportano miglioramenti tecnici al controllo e alla durata di affinamento. Questo impegno collettivo sfocia nel riconoscimento della menzione «Premier cru».
2 - Informazioni sulla qualità e sulle caratteristiche del prodotto
I vini sono raffinati ed eleganti. Sono caratterizzati da una complessità aromatica che al palato combina delicatezza e freschezza, potenza e finezza. I degustatori più esigenti li apprezzano dopo un invecchiamento prolungato. I vini che beneficiano della denominazione di origine controllata «Coteaux du Layon», seguita dal nome del comune di provenienza delle uve, presentano in genere un contenuto di zuccheri fermentescibili leggermente superiore. Le differenze nella tipologia dei suoli e nell'esposizione lasciano trapelare alcune differenze tra i vini. Ad esempio, quelli ottenuti dalle uve delle zone collinari di Rochefort-sur-Loire, leggermente esposte a nord, presentano un'accentuata sensazione di mineralità, mentre quelli ottenuti dalle uve provenienti dai pendii esposti a sud di Beaulieu-sur-Layon, Faye-d'Anjou e Saint-Aubin-de-Luigné presentano spesso le note caratteristiche legate allo sviluppo della muffa nobile per effetto della Botrytis cinerea. I vini prodotti con le uve provenienti dalle colline poco ripide sulla riva sinistra del Layon, nel territorio dei comuni di Rablay-sur-Layon e Saint-Lambert-du-Lattay, sono potenti e armoniosi. I vini che beneficiano della menzione «Sélection de grains nobles» esprimono tutte le qualità di un'elevata concentrazione delle uve. Sono vini originali che si distinguono per potenza e persistenza aromatica. Gli aromi fruttati e floreali si fondono con aromi di sovramaturazione come frutta secca o candita o con sentori di miele. L'equilibrio tra acidità, alcole e untuosità permette a questi vini di evolvere nel tempo verso una maggiore complessità. I vini che beneficiano della menzione «Premier cru» integrata dal nome geografico complementare «Chaume» si distinguono in particolare per finezza ed eleganza e per una grande e interessante complessità aromatica in cui si riscontrano spesso note di frutta candita e di pasta di mela cotogna.
3 - Legami causali
Grazie alla combinazione di suoli poco profondi e di una topografia che offre alle parcelle di vigne una buona esposizione, il vitigno Chenin B gode di un approvvigionamento idrico regolare, seppure limitato, che gli permette di esprimere appieno il suo potenziale. In linea con gli usi, la superficie parcellare delimitata classifica solo le parcelle situate lungo i pendii collinari e caratterizzate da terreni poco profondi. Queste condizioni richiedono una gestione ottimale della pianta e il controllo del vigore e del potenziale di produzione, sottolineati nel disciplinare da basse rese e potature corte. Il mesoclima a tendenza meridionale, l'impianto dei vigneti su pendii talvolta ripidi e una gestione adeguata delle vigne favoriscono la concentrazione degli acini per appassimento o essiccazione su ceppo (appassimento sulla pianta), tipici di questi vigneti. Inoltre la presenza del fiume permette di superare il semplice stadio di maturazione per raggiungere quello di sovramaturazione, grazie alla formazione delle nebbie mattutine indispensabili allo sviluppo della Botrytis cinerea e quindi della muffa nobile, soprattutto per i vini che beneficiano della menzione «Sélection de grains nobles». L'attesa della sovramaturazione delle uve, la pratica della vendemmia in autunno avanzato e le cernite manuali successive, realizzate nella stessa parcella per selezionare gli acini naturalmente concentrati o interessati dalla muffa nobile («rôties»), testimoniano la competenza dei produttori e una particolare attitudine del vitigno Chenin B. Inoltre, mantenendo la raccolta manuale tradizionale delle uve, i viticoltori contribuiscono a preservare l'originalità e le caratteristiche di questi vigneti collinari. L'affinamento dei vini definito dal disciplinare – che può arrivare almeno fino al 1o luglio dell'anno successivo a quello della vendemmia per i vini con la menzione «Premier cru» o fino al 1o giugno del secondo anno successivo a quello della vendemmia per i vini con la menzione «Sélection de grains nobles» – contribuisce a rafforzare la complessità aromatica percettibile in degustazione, favorendo al contempo una buona attitudine all'invecchiamento in bottiglia. Secondo un detto popolare locale: «I vini dei Coteaux du Layon non muoiono mai, è il tappo a morire». Godard Faultrier, storico dell'Anjou del XIX secolo, scrive: «Se qualche angioino si fosse avvicinato all'isola di Giava prima della Rivoluzione e fosse stato introdotto al palazzo del governatore della Compagnia olandese delle Indie orientali, immagino che avrebbe provato un'immensa gioia nel vedere, nella coppa di questo condottiero, frizzare il vino dell'Anjou che, secondo Voltaire, appariva in pubblico solo adornato del porpora dei re e nel riconoscere da quel colore ambrato i nostri vini più prestigiosi dei Coteaux du Layon». Consapevoli di disporre di un territorio d'eccezione che curano con la massima diligenza, i produttori hanno contribuito a sviluppare nel corso delle generazioni la reputazione, ormai internazionale, dei loro vini.
11. Ulteriori requisiti applicabili
Titolo del requisito / della deroga
Zona di prossimità immediata
Quadro normativo
Nella legislazione dell'UE
Tipo di ulteriore requisito / deroga
Deroga relativa alla produzione nella zona geografica delimitata
Descrizione del requisito / della deroga
La zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione, l'elaborazione e l'affinamento dei vini, è costituita dal territorio dei comuni elencati nel disciplinare, sulla base del codice geografico ufficiale del 2023.
I comuni in questione sono situati nei dipartimenti seguenti: Deux-Sèvres, Indre-et-Loire, Loire-Atlantique, Maine-et-Loire e Vienne.
Per i vini che possono beneficiare della menzione «Premier cru» integrata dal nome geografico complementare «Chaume», la zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione, l'elaborazione e l'affinamento dei vini, è costituita dal territorio dei seguenti comuni del dipartimento di Maine-et-Loire sulla base del codice geografico ufficiale del 2023: Aubigné-sur-Layon, Beaulieu-sur-Layon, Bellevigne-en-Layon, Brissac Loire Aubance (solo per il territorio dei comuni delegati di Brissac-Quincé e Vauchrétien), Chalonnes-sur-Loire, Chaudefonds-sur-Layon, Chemillé-en-Anjou (solo per il territorio del comune delegato di Chanzeaux), Denée, Doué-en-Anjou (solo per il territorio dei comuni delegati di Brigné e Les Verchers-sur-Layon), Mauges-sur-Loire (solo per il territorio dei comuni delegati di Montjean-sur-Loire e La Pommeraye), Mozé-sur-Louet, Savennières, Soulaines-sur-Aubance, Terranjou, Val-du-Layon.
Conformemente all'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione, la zona di prossimità immediata equivale a una zona nelle immediate vicinanze della zona geografica delimitata di cui trattasi.
Titolo del requisito / della deroga
Etichettatura: menzioni supplementari - comune di provenienza delle uve
Quadro normativo
Nella legislazione nazionale
Tipo di ulteriore requisito / deroga
Disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione del requisito / della deroga
Il nome della denominazione di origine controllata può essere seguito dal nome del comune di provenienza delle uve in base alle norme stabilite dal disciplinare. Il nome del comune di provenienza delle uve è scritto in caratteri le cui dimensioni non superano, né in altezza né in larghezza, quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
Titolo del requisito / della deroga
Etichettatura: menzione «Sélection de grains nobles»
Quadro normativo
Nella legislazione dell'UE
Tipo di ulteriore requisito / deroga
Disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione del requisito / della deroga
Il nome della denominazione di origine controllata, seguito o meno dal nome del comune di provenienza delle uve, può essere integrato dalla menzione «Sélection de grains nobles» conformemente alle norme stabilite dal disciplinare. I vini che beneficiano di tale menzione devono necessariamente essere presentati con l'indicazione dell'annata.
Titolo del requisito / della deroga
Menzione «Premier cru»
Quadro normativo
Nella legislazione dell'UE
Tipo di ulteriore requisito / deroga
Disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione del requisito / della deroga
La menzione «Premier cru» è riservata ai vini della denominazione di origine controllata, integrata dal nome geografico complementare «Chaume», conformemente alle disposizioni del disciplinare. Il nome geografico complementare «Chaume» non compare sulla stessa riga della menzione «Premier cru». Il nome geografico complementare «Chaume» è scritto in caratteri le cui dimensioni non superano, né in altezza né in larghezza, quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
Titolo del requisito / della deroga
Etichettatura: nome geografico «Vin de Loire»
Quadro normativo
Nella legislazione nazionale
Tipo di ulteriore requisito / deroga
Disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione del requisito / della deroga
Il nome della denominazione di origine controllata può essere integrato dal nome geografico «Vin de Loire» in base alle norme del disciplinare per l'utilizzo di tale nome. Le dimensioni dei caratteri del nome geografico «Vin de Loire» non superano, né in altezza né in larghezza, i due terzi di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
Titolo del requisito / della deroga
Etichettatura: precisazione di un'unità geografica più piccola
Quadro normativo
Nella legislazione nazionale
Tipo di ulteriore requisito / deroga
Disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione del requisito / della deroga
L'etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata può precisare il nome di un'unità geografica più piccola, a condizione: - che si tratti di una località accatastata; - che essa figuri nella dichiarazione di raccolta. Il nome della località accatastata è stampato in caratteri le cui dimensioni non superano, né in altezza né in larghezza, la metà di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
Titolo del requisito / della deroga
Etichettatura: dimensione dei caratteri
Quadro normativo
Nella legislazione nazionale
Tipo di ulteriore requisito / deroga
Disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione del requisito / della deroga
Tutte le menzioni facoltative, il cui uso può essere disciplinato dagli Stati membri in virtù delle disposizioni dell'UE, sono riportate sulle etichette in caratteri le cui dimensioni non superano, in altezza, larghezza e spessore, il doppio di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
Riferimento elettronico (URL) alla pubblicazione del disciplinare
https://info.agriculture.gouv.fr/boagri/document_administratif-d26eabb2-cb5c-4667-8a66-121925a37a7c