Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo di cui all'articolo 17, paragrafi 2 e 3, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione [Coteaux de Saumur].
(Comunicazione 26/09/2023, pubblicata in G.U.U.E. 26 settembre 2023, n. C 339)
La presente comunicazione è pubblicata conformemente all'articolo 17, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione.
COMUNICAZIONE DELL'APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA ORDINARIA
«Coteaux de Saumur»
PDO-FR-A0179-AM02
Data della comunicazione: 27 giugno 2023
DESCRIZIONE E MOTIVI DELLA MODIFICA APPROVATA
1. Codice ufficiale geografico
I comuni della zona geografica e della zona di prossimità immediata sono stati aggiornati in base al codice geografico ufficiale.
Il perimetro della zona geografica delimitata resta invariato.
Il documento unico è modificato ai punti 6 e 9.
2. Distanza tra i ceppi
La distanza minima tra i ceppi passa da 1 m a 0,90 m.
La modifica ha lo scopo di aumentare la densità d'impianto delle vigne senza modificare la distanza interfilare.
Viene inoltre aggiunta una disposizione particolare per le vigne piantate su parcelle con pendenze superiori al 10 %, per le quali è autorizzata una distanza minima tra i ceppi di 0,80 m.
Con tale aggiunta si vuol tener conto del caso specifico delle vigne piantate su parcelle con forti pendenze, per le quali sono necessari adeguamenti specifici in fase d'impianto (impianto parallelo anziché perpendicolare al pendio).
Il documento unico è modificato al punto 5.
3. Potatura
Le norme di potatura sono uniformate per tutte le denominazioni presenti nella zona Anjou-Saumur in Val de Loire.
Obiettivo di tale uniformazione è migliorare le conoscenze degli operatori e semplificare i controlli. Questa modifica dà ai viticoltori maggior flessibilità nell'adeguarsi al sopraggiungere di gelate, ora sempre più tardive.
Il documento unico è modificato al punto 5.
4. Legame con la zona geografica
Il legame è modificato facendo riferimento all'anno 2021 anziché 2018 e adeguando il numero di comuni a seguito delle fusioni intervenute.
Il documento unico è modificato al punto 8.
5. Misure transitorie
Le misure transitorie giunte a scadenza sono state soppresse.
Tali modifiche non comportano alcuna modifica al documento unico.
6. Etichettatura
È stato chiarito il quadro normativo per le indicazioni facoltative.
Il documento unico è modificato al punto 9.
7. Modifiche redazionali:
Sono state apportate alcune modifiche redazionali al disciplinare.
Tali modifiche non comportano alcuna modifica al documento unico.
8. Riferimento alla struttura di controllo
La formulazione del riferimento alla struttura di controllo è stata rivista per uniformarla ai disciplinari delle altre denominazioni. Si tratta di una modifica puramente redazionale.
Tale modifica non comporta alcuna modifica al documento unico.
DOCUMENTO UNICO
1. Nome del prodotto
Coteaux de Saumur
2. Tipo di indicazione geografica
DOP - Denominazione di origine protetta
3. Categorie di prodotti vitivinicoli
1. Vino
4. Descrizione del vino (dei vini)
DESCRIZIONE TESTUALE CONCISA
Si tratta di vini bianchi tranquilli ottenuti da uve raccolte in sovramaturazione, le cui principali caratteristiche analitiche sono di seguito illustrate: I vini presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 15 %. I vini presentano, dopo la fermentazione, un tenore di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) superiore o uguale a 34 grammi per litro. Il titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) è pari a 10, tranne per i vini con un titolo alcolometrico volumico naturale inferiore al 18 % per i quali è uguale a 11.
I criteri analitici sono conformi alla normativa europea vigente.
I vini si distinguono per la loro finezza, abbinando spesso aromi delicati di fiori bianchi o di frutta fresca o candita, ed evocano la dolcezza dei paesaggi della Loira. Al palato coniugano eleganza e complessità sprigionando, dietro un'apparente fragilità, una sapiente alchimia di sensazioni di freschezza e morbidezza. Questa struttura equilibrata è la garanzia di un'ottima capacità di invecchiamento che rivela spesso note di cera e di miele.
|
Caratteristiche analitiche generali |
|
|
Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
|
|
Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
|
|
Acidità totale minima |
|
|
Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
25 |
|
Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
|
5. Pratiche di vinificazione
a. Pratiche enologiche essenziali
1. Pratica enologica specifica
È vietata qualsiasi pratica di arricchimento.
È vietato l'uso di pezzi di legno.
I vini sono sottoposti ad affinamento almeno fino al 15 febbraio dell'anno successivo a quello della vendemmia.
Oltre alle disposizioni di cui sopra, i vini devono rispettare gli obblighi relativi alle pratiche enologiche stabiliti a livello dell'Unione e dal Code rural et de la pêche maritime (codice rurale e della pesca marittima).
2. Densità
Pratica colturale
La densità massima d'impianto delle vigne è di 4 000 ceppi per ettaro. Le viti non possono presentare una distanza tra i filari superiore a 2,50 metri e una distanza tra i ceppi dello stesso filare inferiore a 0,90 metro.
Le parcelle vitate in cui la distanza tra i ceppi dello stesso filare è inferiore a 0,90 m, ma superiore o pari a 0,80 m, e con pendenza superiore al 10 % hanno diritto, per la vendemmia, alla denominazione di origine controllata.
Le parcelle di vigne con una densità d'impianto inferiore a 4 000 ceppi/ha, ma superiore o uguale a 3 300 ceppi/ha, beneficiano, per la raccolta, del diritto alla denominazione di origine controllata, fermo restando il rispetto delle disposizioni relative alle norme di palizzamento e di altezza del fogliame previste dal disciplinare. In queste parcelle la distanza tra i filari non può essere superiore a 3 metri, mentre la distanza tra i ceppi dello stesso filare non può essere inferiore a 1 metro.
3. Potatura e palizzamento della vite
Pratica colturale
Le viti sono potate con la tecnica della potatura corta, lunga o mista, con un massimo di 12 gemme franche per ceppo. Nella fase fenologica corrispondente a 11 o 12 foglie (gemme a fiore separate), il numero dei tralci fruttiferi dell'anno, per ceppo, è inferiore o uguale a 10.
L'altezza del fogliame palizzato deve essere almeno pari a 0,6 volte la distanza tra i filari, sapendo che l'altezza del fogliame palizzato è misurata tra il limite inferiore del fogliame, posto ad almeno 0,40 metri dal suolo, e il limite superiore di cimatura, situato ad almeno 0,20 metri sopra il filo superiore di palizzamento.
Le parcelle di vigne con una densità d'impianto inferiore a 4 000 ceppi per ettaro, ma superiore o uguale a 3 300 ceppi per ettaro, devono inoltre rispettare le seguenti norme di palizzamento: l'altezza minima dei picchetti di palizzamento fuori terra è di 1,90 metri; il palizzamento è costituito da 4 livelli di fili; l'altezza minima del filo superiore è di 1,85 metri dal suolo.
4. Irrigazione
Pratica colturale
È vietata l'irrigazione.
I vini sono ottenuti da uve raccolte in sovramaturazione. L'uva è raccolta manualmente mediante cernite successive.
b. Rese massime
40 ettolitri per ettaro
6. Zona geografica delimitata
Tutte le fasi di produzione hanno luogo nella zona geografica il cui perimetro comprende il territorio dei seguenti comuni sulla base del codice geografico ufficiale del 2021:
— dipartimento di Deux-Sèvres: Saint-Martin-de-Mâcon, Tourtenay;
— dipartimento di Maine-et-Loire: Bellevigne-les-Châteaux, Cizay-la-Madeleine, Le Coudray-Macouard, Courchamps, Distré, Doué-en-Anjou (solo per il territorio dei comuni delegati di Meigné e Les Verchers-sur-Layon), Épieds, Fontevraud-l'Abbaye, Montsoreau, Parnay, Le Puy-Notre-Dame, Saumur, Souzay-Champigny, Turquant, Les Ulmes, Varrains, Vaudelnay;
— dipartimento di Vienne: Berrie, Curçay-sur-Dive, Glénouze, Pouançay, Ranton, Saint-Léger-de-Montbrillais, Saix, Ternay, Les Trois-Moutiers.
I documenti cartografici che rappresentano la zona geografica sono consultabili sul sito internet dell'Institut national de l'origine et de la qualité.
7. Varietà principale/i di uve da vino
Chenin B
8. Descrizione del legame/dei legami
1 Informazioni sulla zona geografica
a) - Descrizione dei fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica corrisponde alle colline calcaree della denominazione di origine controllata «Saumur». Nel 2021 copriva il territorio di 17 comuni del dipartimento di Maine-et-Loire, 2 comuni del dipartimento di Deux-Sèvres e 9 comuni del dipartimento di Vienne. Delimitata a nord dalla Loira, questa zona è attraversata da sud a nord dalla valle del Thouet e del suo affluente, la Dive. Questo reticolo idrografico ha plasmato il paesaggio con un susseguirsi di pendii variamente esposti, di altitudine compresa tra 40 e 110 metri.
Il paesaggio è segnato dalla coltivazione della vite che ha colonizzato le esposizioni favorevoli pur mantenendo, in cima alle colline, boschi di diverse essenze, seppur dominati da querce e castagni. Nel cuore delle parcelle di vigne sorge un foro di aerazione per le enormi cavità un tempo utilizzate per estrarre le pietre destinate alla costruzione delle abitazioni e oggi adibite a fungaie. Questo paesaggio è caratterizzato dall'armonia tra vigneti e architettura e da un rapporto quasi osmotico tra i borghi viticoli e i vigneti adiacenti alle proprietà borghesi dalle facciate di un bianco immacolato, ornate di sculture e caratteristiche dell'«Anjou Blanc», che hanno contribuito alla creazione di un parco naturale regionale e alla classificazione di questa regione come patrimonio mondiale dell'UNESCO.
I terreni delle parcelle delimitate con precisione per la vendemmia poggiano sulle diverse formazioni del Turoniano: rendzina e suoli bruni calcarei di diverso spessore coperti localmente, sulla sommità dei pendii, da sabbie e argille provenienti da formazioni più recenti come il Senoniano o l'Eocene. Si tratta di suoli con un buon comportamento termico e una moderata riserva idrica, privi di qualsiasi segno di idromorfia.
Il clima del Saumurois è oceanico ma il massiccio dei Mauges, a ovest del vigneto, attenua questa caratteristica con un effetto «Föhn». Nella zona riparata dai venti umidi, la pluviometria media annua è di 600 mm, mentre sulle colline dei Mauges supera gli 800 mm. Questa differenza di precipitazioni è ancora più marcata durante il ciclo vegetativo della vite, in particolare da giugno fino al periodo della vendemmia. Anche la Loira e i suoi affluenti svolgono un ruolo importante nel favorire la formazione delle nebbie mattutine nel periodo della raccolta. A sud della zona geografica, il «Seuil du Poitou» apporta un'influenza meridionale che si riflette nella presenza di una vegetazione che può essere sorprendente vedere lungo le rive della Loira (lecci, ulivi, mandorli, ecc.). Le temperature medie annue sono relativamente elevate (circa 12 °C).
b) - Descrizione dei fattori umani rilevanti per il legame
La viticoltura del Saumurois, la cui presenza è attestata sin dal IX secolo, si è sviluppata soprattutto nel XVI secolo con l'arrivo dei mediatori olandesi che, apprezzando l'attitudine di questi vini per il trasporto via mare, hanno saputo far conoscere le qualità del vitigno Chenin B fuori dai confini regionali. Già allora diverse caratteristiche di questi vini si spiegavano con il modo in cui la vigna era gestita: le viti destinate alla produzione dei vini «per il mare» erano potate corte, al contrario di quelle riservate ai vini «per Parigi». Il vitigno Chenin B sembra essere originario di questo vigneto; è rustico e il suo potenziale varia notevolmente in base al terreno d'impianto.
Inoltre i viticoltori hanno presto compreso l'interesse di raccogliere le uve di questa varietà a maturazione avanzata e con tecniche particolari. Nel 1845 il conte Odart afferma nel «Traité des cépages»: «È inoltre necessario che l'uva venga raccolta solo quando ha superato il grado di maturazione, come giunge nel periodo di Ognissanti quando la tunica, ammorbidita dalle piogge, si sfalda». La condizione di sovramaturazione fa quindi parte integrante della raccolta. Nel 1816, nel suo «Topographie de tous les vignobles connus», Jullien precisa che: «Nelle annate buone, si vendemmia più volte: le prime due vendemmie, costituite soltanto dalle uve più mature, servono per la produzione dei vini spediti all'estero, mentre i vini della terza vendemmia sono destinati al consumo interno ...».
Il nome «Coteaux de Saumur» risale al Medioevo e definiva inizialmente una zona geografica comprendente i comuni lungo la Loira, da Saumur (dopo la fusione con il comune di Dampierre) a Montsoreau. I comuni sulla riva destra del Thouet sono stati aggiunti in seguito.
Nel 1865 P-A Millet de la Turtaudière, in un'opera intitolata «Indicateur de Maine-et-Loire», scrive: «I vini bianchi dei Coteaux de Saumur sono prodotti soprattutto nei comuni di Dampierre, Souzay, Parnay, Turquant e Montsoreau, ma i vini dello stesso colore prodotti a Chacé, Varrains, Brézé e Saint Cyr dovrebbero essere inclusi nella stessa categoria, avendo le medesime eccellenti qualità riconosciute ai primi». Questa definizione fu di buon auspicio per la zona geografica che venne iscritta nel decreto di riconoscimento della denominazione di origine controllata «Coteaux de Saumur».
2 Informazioni sulla qualità e le caratteristiche del prodotto
I vini «Coteaux de Saumur» si distinguono per la finezza, abbinando spesso aromi delicati di fiori bianchi o di frutta fresca o candita, ed evocano la dolcezza dei paesaggi della Loira. Al palato coniugano eleganza e complessità sprigionando, dietro un'apparente fragilità, una sapiente alchimia di sensazioni di freschezza e morbidezza. Questa struttura equilibrata è la garanzia di un'ottima capacità di invecchiamento che rivela spesso note di cera e di miele.
3. - Interazioni causali
La combinazione di un clima relativamente caldo e secco e di suoli calcarei e gessosi, che garantiscono un buon drenaggio e favoriscono un regolare ma non eccessivo approvvigionamento idrico, hanno permesso al vitigno locale Chenin B di affermarsi sui versanti meglio esposti. Questa topografia, fattore importante per la produzione della denominazione di origine controllata «Coteaux de Saumur», garantisce una buona ventilazione delle uve, favorendo la concentrazione sulla pianta e lo sviluppo della muffa nobile. Anche la Loira e i suoi affluenti svolgono un ruolo essenziale nel favorire, durante il periodo della raccolta, la formazione delle nebbie mattutine indispensabili allo sviluppo della Botrytis cinerea.
I viticoltori hanno presto compreso l'interesse di saper coltivare il vitigno Chenin B. Nel 1876, nella sua presentazione della «Viticulture de la France», J. Guyot scrive a Saumur, a proposito di questo vitigno: «Qui non si può negare l'influenza della potatura sulla qualità del vino, ma bisogna anche riconoscere che le viti pregiate non dipendono solo dalla potatura, ma anche dal terreno, dal luogo...».
In linea con gli usi, la superficie parcellare delimitata classifica solo le parcelle situate lungo i pendii collinari. Queste condizioni richiedono una gestione ottimale della pianta e il controllo del vigore e del potenziale di produzione, sottolineati da una pratica fatta di basse rese e potatura adeguata. Come da tradizione, l'uva viene raccolta a mano con cernite successive una volta raggiunta la sovramaturazione, che si ottiene per effetto della muffa nobile o per concentrazione naturale sulla pianta.
Numerosi scritti testimoniano la notorietà dei vini di Saumur. Nel 1529 Bourdigné parla di questo vigneto come del «capolavoro di Noè», evocando soprattutto l'attaccamento di bretoni e normanni a questi prodotti. Più tardi, nel 1618, Jean Hiret non esita a classificarli tra i «migliori vini bianchi di Francia», ma se a celebrare i vini di Saumur sono stati i poeti, i Capetingi (soprattutto San Luigi) e la dinastia dei Plantageneti ne sono stati degli ottimi mecenati. L'influenza del regno di Enrico II e di Eleonora d'Aquitania ha poi permesso a questi vini di giungere sulle tavole più prestigiose. Nel 1816, in «Topographie de tous les vignobles connus», Jullien parla dei vini di Saumur come di vini di prima categoria e scrive: «Le colline ben esposte del territorio di Saumur producono vini bianchi corposi, molto alcolici, che ben sopportano il trasporto via mare; esprimono finezza e buon gusto». Aggiunge poi: «Le spedizioni per il Maine e la Normandia passano in parte attraverso la Mayenne, mentre quelle per Parigi e Orleans risalgono la Loira; infine quelle per l'estero discendono la Loira fino a Nantes da dove, passando via mare, vengono portati a destinazione».
Il vigneto di Saumur, il cui sviluppo è legato al commercio fluviale, è destinato alla produzione di vini originali e di qualità. Questa ricerca della qualità è testimoniata da numerosi scritti, tra cui quelli del conte Odart nel 1845 in «Traité des cépages» e di Victor Rendu nel 1857 in «Ampélographie Française», che già allora evocano la vendemmia tardiva per cernite successive del vitigno Chenin B, contribuendo alla reputazione dei buoni vini bianchi delle rive della Loira. Nel 2010 la notorietà dei «Coteaux de Saumur» è ancora molto presente. Prodotto raro e costoso, viene commercializzato soprattutto attraverso la vendita diretta a pochi consumatori ben informati e appassionati.
9. Ulteriori condizioni essenziali (confezionamento, etichettatura, altri requisiti)
Zona di prossimità immediata
Quadro normativo:
Legislazione dell'UE
Tipo di condizione ulteriore:
Deroga relativa alla produzione nella zona geografica delimitata
Descrizione della condizione:
La zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione, l'elaborazione e l'affinamento dei vini, è costituita dal territorio dei seguenti comuni del dipartimento di Maine-et-Loire sulla base del codice geografico ufficiale del 2021: Artannes-sur-Thouet, Brossay, Doué-en-Anjou (solo per il territorio dei comuni delegati di Doué-la-Fontaine, Forges e Montfort), Montreuil-Bellay, Rou-Marson, Saint-Just-sur-Dive.
Etichettatura
Quadro normativo:
Legislazione nazionale
Tipo di condizione ulteriore:
Disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione della condizione:
— tutte le indicazioni facoltative, il cui uso può essere disciplinato dagli Stati membri in virtù delle disposizioni dell'UE, sono riportate sulle etichette in caratteri le cui dimensioni non superano, né in altezza né in larghezza, il doppio di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
— Il nome della denominazione di origine controllata può essere completato dalla denominazione geografica «Val de Loire» in base alle norme del disciplinare per l'utilizzo di tale denominazione. Le dimensioni dei caratteri della denominazione geografica «Val de Loire» non superano, né in altezza né in larghezza, i due terzi di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
— L'etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata può precisare il nome di un'unità geografica più piccola, a condizione:
— che si tratti di una località accatastata;
— che essa figuri nella dichiarazione di raccolta.
Il nome della località accatastata è stampato in caratteri le cui dimensioni non superano, né in altezza né in larghezza, la metà di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
Link al disciplinare del prodotto
https://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-30c423b6-eb30-4c57-a08a-7d3b5d562c20