Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo di cui all'articolo 17, paragrafi 2 e 3, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione [Coteaux du Layon].
(Comunicazione 30/06/2023, pubblicata in G.U.U.E. 30 giugno 2023, n. C 230)
La presente comunicazione è pubblicata conformemente all'articolo 17, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione.
COMUNICAZIONE DELL'APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA ORDINARIA
«Coteaux du Layon»
PDO-FR-A0826-AM03
Data della comunicazione: 31.3.2023
DESCRIZIONE E MOTIVI DELLA MODIFICA APPROVATA
1. Codice geografico ufficiale
I comuni della zona geografica e della zona di prossimità immediata sono stati aggiornati in base al codice geografico ufficiale.
Il perimetro della zona geografica delimitata resta invariato.
Il documento unico è modificato ai punti 6 e 9.
2. Distanza tra i ceppi
La distanza minima tra i ceppi dello stesso filare passa da 1 m a 0,90 m.
La modifica ha lo scopo di aumentare la densità d'impianto delle vigne senza modificare la distanza interfilare.
Viene inoltre aggiunta una disposizione particolare per le vigne piantate su parcelle con pendenze superiori al 10 %, per le quali è autorizzata una distanza minima tra i ceppi di 0,80 m.
Con tale aggiunta si vuol tener conto del caso specifico delle vigne piantate su parcelle con forti pendenze, per le quali sono necessari adeguamenti specifici in fase d'impianto (impianto parallelo anziché perpendicolare al pendio).
Il documento unico è modificato al punto 5.
3. Potatura
Le norme di potatura sono uniformate per tutte le denominazioni presenti nella zona Anjou-Saumur in Val de Loire.
Obiettivo di tale uniformazione è migliorare le conoscenze degli operatori e semplificare i controlli. Questa modifica dà ai viticoltori maggior flessibilità nell'adeguarsi al sopraggiungere di gelate, ora sempre più tardive.
Il documento unico è modificato al punto 5.
4. Maturazione delle uve
Il tenore minimo di zuccheri delle uve passa da 221 a 238 g/l per la denominazione «Coteaux du Layon» e da 238 a 255 g/l per la denominazione seguita dal nome del comune di provenienza delle uve. Tale aumento è realizzato per migliorare la qualità dei vini, nei quali sono presenti residui di zucchero.
Per tenere conto delle difficoltà di fermentazione dei mosti più ricchi di zuccheri, il limite del titolo alcolometrico volumico effettivo è stato soppresso per i vini che hanno un titolo alcolometrico volumico naturale superiore o uguale al 18 %.
Il documento unico è modificato al punto 4.
5. Zuccheri
Il tenore minimo di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) dei vini a denominazione seguita dal nome del comune di provenienza delle uve passa, dopo la fermentazione, da 34 a 51 g/l.
La modifica intende aumentare la dolcezza dei vini con l'indicazione della provenienza delle uve e distinguerli meglio da quelli che ne sono privi.
Il documento unico è modificato al punto 4.
6. Pratiche enologiche
Il titolo alcolometrico volumico totale massimo dopo arricchimento per concentrazione parziale dei mosti è uniformato al 18 % per tutti i vini, indipendentemente dal fatto che la denominazione sia seguita dal nome del comune di provenienza delle uve o meno.
Il divieto di arricchimento per i vini che possono beneficiare della dicitura «Sélection de grains nobles» è soppressa, in quanto implicita.
Il documento unico è modificato al punto 5.
7. Legame con la zona geografica
Il legame è modificato facendo riferimento all'anno 2021 anziché 2018.
Il documento unico è modificato al punto 8.
8. Misure transitorie
Le misure transitorie giunte a scadenza sono soppresse.
Il documento unico non è modificato.
9. Etichettatura
Le norme di etichettatura sono precisate e uniformate per tutte le denominazioni della zona Anjou-Saumur in Val de Loire. Si tratta di una modifica puramente redazionale.
Il documento unico è modificato al punto 9.
10. Tenuta dei registri
È soppresso l'obbligo di indicare in un registro la data, il volume e il titolo volumico naturale di ciascuna selezione.
Il documento unico non è modificato.
11. Riferimento alla struttura di controllo
La formulazione del riferimento alla struttura di controllo è stata rivista per uniformarla ai disciplinari delle altre denominazioni. Si tratta di una modifica puramente redazionale.
Tale modifica non comporta alcuna variazione del documento unico.
12. Modifiche redazionali
Sono state apportate alcune modifiche redazionali al disciplinare.
Tali modifiche non comportano alcuna modifica al documento unico.
DOCUMENTO UNICO
1. Nome o nomi da registrare
Coteaux du Layon
2. Tipo di indicazione geografica
DOP - Denominazione di origine protetta
3. Categorie di prodotti vitivinicoli
1. Vino
4. Descrizione del vino (dei vini)
1. Coteaux du Layon
DESCRIZIONE TESTUALE CONCISA
Si tratta di vini bianchi tranquilli con zuccheri residui, ottenuti da uve del vitigno Chenin B raccolte a sovramaturazione (concentrazione naturale sulla pianta con presenza o meno di muffa nobile). Caratterizzati da aromi complessi, questi vini sono raffinati, eleganti e idonei all'invecchiamento. Al palato combinano delicatezza e freschezza, potenza e finezza. Questi vini presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 14 %. Il titolo alcolometrico volumico effettivo minimo è dell'11 % per i vini il cui titolo alcolometrico volumico naturale è inferiore al 18 %. Il tenore di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) è, dopo la fermentazione, superiore o pari a 34 g/l. I tenori di acidità totale e anidride solforosa totale sono quelli stabiliti dalla normativa europea.
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
25 |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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2. Dicitura «Sélection de grains nobles»
DESCRIZIONE TESTUALE CONCISA
I vini che beneficiano della dicitura «Sélection de grains nobles» esprimono tutte le qualità di un'elevata concentrazione delle uve. Sono vini originali che si distinguono per potenza e persistenza aromatica. Gli aromi fruttati e floreali si fondono con aromi di sovramaturazione come frutta secca o candita o con sentori di miele. L'equilibrio tra acidità, alcol e untuosità permette a questi vini di evolvere nel tempo verso una maggiore complessità. Questi vini presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 19 %. Il tenore di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) è, dopo la fermentazione, inferiore o uguale a 34 g/l; Il titolo alcolometrico volumico effettivo minimo è dell'11 % per i vini con un titolo alcolometrico volumico naturale inferiore al 18 %. I tenori di acidità totale e anidride solforosa totale sono quelli stabiliti dalla normativa europea.
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
25 |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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3. Coteaux du Layon, seguita dal nome del comune
DESCRIZIONE TESTUALE CONCISA
I vini che beneficiano della denominazione di origine controllata «Coteaux du Layon», seguita dal nome del comune di provenienza delle uve, presentano in genere un contenuto di zuccheri fermentescibili leggermente superiore. Le differenze nella tipologia dei terreni e nell'esposizione lasciano trapelare alcune differenze tra i vini. Ad esempio, i vini ottenuti dalle uve delle zone collinari di Rochefort-sur-Loire, leggermente esposte a nord, presentano un'accentuata sensazione di mineralità, mentre quelli ottenuti dalle uve provenienti dai pendii esposti a sud di Beaulieu-sur-Layon, Faye-d'Anjou e Saint-Aubin-de-Luigné presentano spesso le note caratteristiche legate allo sviluppo della «muffa nobile» per effetto della Botrytis cinerea. I vini prodotti con le uve provenienti dalle colline poco ripide sulla riva sinistra del Layon, nel territorio dei comuni di Rablay-sur-Layon e Saint-Lambert-du-Lattay, sono potenti e armoniosi. Questi vini presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 15 %. Il tenore di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) è, dopo la fermentazione, inferiore o uguale a 51 g/l. Il titolo alcolometrico volumico effettivo minimo è dell'11 % per i vini il cui titolo alcolometrico volumico naturale è inferiore al 18 %. I tenori di acidità totale e di anidride solforosa totale sono quelli stabiliti dalla normativa europea.
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
25 |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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4. Premier cru Chaume
DESCRIZIONE TESTUALE CONCISA
I vini che beneficiano della dicitura «Premier cru» integrata dalla denominazione geografica complementare «Chaume» si distinguono in particolare per finezza ed eleganza e per una grande e interessante complessità aromatica in cui si riscontrano spesso note di frutta candita e di pasta di mela cotogna. Questi vini presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 16,5 %. Il tenore di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) è, dopo la fermentazione, inferiore o uguale a 80 g/l. Il titolo alcolometrico volumico effettivo minimo è dell'11 % per i vini con un titolo alcolometrico volumico naturale inferiore al 18 %. I tenori di acidità totale e anidride solforosa totale sono quelli stabiliti dalla normativa europea.
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
25 |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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5. Pratiche di vinificazione
5.1. Pratiche enologiche specifiche
1. Uso di scaglie di legno
Pratica enologica specifica
È vietato l'uso di scaglie di legno.
2. Arricchimento
Pratica enologica specifica
L'arricchimento è consentito in base alle norme stabilite dal disciplinare.
Quanto ai vini che possono beneficiare della dicitura «Premier cru» integrata dalla denominazione geografica complementare «Chaume», è vietato ricorrere a qualsiasi pratica di arricchimento, così come a qualsiasi trattamento termico delle uve raccolte con temperature inferiori a -5 °C.
3. Pratica enologica specifica
Per i vini che possono beneficiare della dicitura «Premier cru» integrata dalla denominazione geografica complementare «Chaume», è vietato usare la tramoggia di ricevimento con coclea, la pigiatrice-pompa e la pressa continua.
L'affinamento dei vini è effettuato in base alle condizioni specificate nel disciplinare.
Oltre alle disposizioni di cui sopra, i vini devono rispettare gli obblighi relativi alle pratiche enologiche stabiliti a livello dell'Unione e dal Code rural et de la pêche maritime (codice rurale e della pesca marittima).
4. Densità delle viti della denominazione di origine controllata «Coteaux du Layon»
Pratica colturale
La densità minima d'impianto delle vigne è di 4 000 ceppi per ettaro. La distanza interfilare non può essere superiore a 2,50 m e la distanza tra i ceppi dello stesso filare non può essere inferiore a 0,90 m.
Le parcelle vitate in cui la distanza tra i ceppi dello stesso filare è inferiore a 0,90 m, ma superiore o pari a 0,80 m, e con pendenza superiore al 10 % hanno diritto, per la vendemmia, alla denominazione di origine controllata.
Le parcelle vitate con una densità d'impianto inferiore a 4 000 ceppi/ha, ma superiore o uguale a 3 300 ceppi/ha, beneficiano, per la vendemmia, del diritto alla denominazione di origine controllata, fermo restando il rispetto delle disposizioni relative alle norme di palizzamento e di altezza del fogliame previste dal disciplinare. In queste parcelle la distanza interfilare non può essere superiore a 3 m e la distanza tra i ceppi dello stesso filare non può essere inferiore a 1 m.
5. Densità delle viti della denominazione di origine controllata «Coteaux du Layon», seguita della dicitura «Premier cru» integrata dalla denominazione geografica complementare «Chaume»
Pratica colturale
La densità minima d'impianto delle vigne è di 4 500 ceppi per ettaro. La distanza interfilare non può essere superiore a 2,20 m e la distanza tra i ceppi dello stesso filare non può essere inferiore a 0,90 m.
Le parcelle vitate in cui la distanza tra i ceppi dello stesso filare è inferiore a 0,90 m, ma superiore o pari a 0,80 m, e con pendenza superiore al 10 % hanno diritto, per la vendemmia, alla denominazione di origine controllata seguita dalla menzione «Premier cru» integrata dalla denominazione geografica complementare «Chaume».
6. Potatura e palizzamento della vite
Pratica colturale
Le viti sono potate con la tecnica della potatura corta, lunga o mista, con un massimo di 12 gemme franche per ceppo.
Nella fase fenologica corrispondente a 11 o 12 foglie (gemme a fiore separate), il numero dei tralci fruttiferi dell'anno, per ceppo, è inferiore o uguale a 12.
Per i vini che possono beneficiare della dicitura «Premier cru» integrata dalla denominazione geografica complementare «Chaume», le viti sono potate con la tecnica della potatura corta, lunga o mista, con un massimo di 12 gemme franche per ceppo.
Nella fase fenologica corrispondente a 11 o 12 foglie (gemme a fiore separate), il numero dei tralci fruttiferi dell'anno, per ceppo, è inferiore o uguale a 10.
7. Altezza del fogliame
Pratica colturale
L'altezza del fogliame palizzato deve essere almeno pari a 0,6 volte la distanza interfilare, sapendo che l'altezza del fogliame palizzato è misurata tra il limite inferiore del fogliame, posto ad almeno 0,40 m dal suolo, e il limite superiore di cimatura, situato ad almeno 0,20 m sopra il filo superiore di palizzamento.
Le parcelle di vigne con una densità di impianto inferiore a 4 000 ceppi per ettaro, ma superiore o uguale a 3 300 ceppi per ettaro, devono inoltre rispettare le seguenti norme di palizzamento: l'altezza minima dei pali fuori terra è di 1,90 m; il palizzamento è costituito da 4 livelli di fili; l'altezza minima del filo superiore è di 1,85 m dal suolo. Queste disposizioni particolari non si applicano ai vini che possono beneficiare della dicitura «Premier cru» integrata dalla denominazione geografica complementare «Chaume».
8. Irrigazione
Pratica colturale
È vietata l'irrigazione.
9. Raccolta
Pratica colturale
Si tratta di vini ottenuti da uve raccolte a sovramaturazione (concentrazione naturale sulla pianta con presenza o meno di muffa nobile). I vini che possono beneficiare della dicitura «Sélection de grains nobles» presentano inoltre una concentrazione sulla pianta, frutto dell'azione della muffa nobile.
L'uva è raccolta manualmente mediante cernite successive.
Per i vini che possono beneficiare della dicitura «Premier cru» integrata dalla denominazione geografica complementare «Chaume», è vietato l'uso dei rimorchi autoscaricanti a coclea e dei rimorchi autoscaricanti muniti di pompa a palette; inoltre, nei contenitori utilizzati per il trasporto della vendemmia, l'altezza dell'uva deve essere inferiore o uguale a 1 metro.
5.2. Rese massime
1. Coteaux du Layon
40 ettolitri per ettaro
2. «Coteaux du Layon», seguita dal nome del comune di provenienza delle uve
35 ettolitri per ettaro
3. «Coteaux du Layon», seguita della dicitura «Premier cru» integrata dalla denominazione geografica complementare «Chaume»
30 ettolitri per ettaro
6. Zona geografica delimitata
a) Tutte le fasi di produzione hanno luogo nella zona geografica il cui perimetro comprende il territorio dei seguenti comuni del dipartimento Maine-et-Loire sulla base del codice geografico ufficiale del 2021: Aubigné-sur-Layon, Beaulieu-sur-Layon, Bellevigne-en-Layon, Chalonnes-sur-Loire, Chaudefonds-sur-Layon, Chemillé-en-Anjou (solo per il territorio dei comuni delegati di Chanzeaux e La Jumellière), Cléré-sur-Layon, Doué-en-Anjou (solo per il territorio dei comuni delegati Brigné, Concourson-sur-Layon, Saint-Georges-sur-Layon e Les Verchers-sur-Layon), Lys-Haut-Layon (solo per il territorio dei comuni delegati La Fosse-de-Tigné, Nueil-sur-Layon, Tancoigné, Tigné e Trémont), Passavant-sur-Layon, Rochefort-sur-Loire, Terranjou (solo per il territorio dei comuni delegati di Chavagnes e Martigné-Briand), Val-du-Layon.
I documenti cartografici che rappresentano la zona geografica sono consultabili sul sito internet dell'Institut national de l'origine et de la qualité.
b) Per i vini che possono beneficiare della menzione «Premier cru» integrata dalla denominazione geografica complementare «Chaume», tutte le fasi di produzione hanno luogo nella zona geografica il cui perimetro comprende il territorio del seguente comune del dipartimento Maine-et-Loire sulla base del codice geografico ufficiale del 2021: Rochefort-sur-Loire.
I documenti cartografici che rappresentano la zona geografica sono consultabili sul sito internet dell'Institut national de l'origine et de la qualité.
7. Varietà principale/i di uve da vino
Chenin B
8. Descrizione del legame/dei legami
8.1.
a) Descrizione dei fattori naturali rilevanti per il legame
I vigneti dei «Coteaux du Layon» occupano le pendici di un paesaggio collinare che si snoda lungo il Layon. Questo fiume scorre nella conca di una piccola valle che, a monte, è orientata a sud-ovest/nord-est, mentre successivamente assume orientamento nord-ovest fino alla confluenza con la Loira, a partire dal comune di Verchers-sur-Layon. Nel 2021 la zona geografica copre il territorio di 13 comuni del dipartimento di Maine-et-Loire distribuiti su entrambe le sponde del fiume Layon.
I comuni di Beaulieu-sur-Layon, Faye-d'Anjou, Rablay-sur-Layon, Rochefort-sur-Loire, Saint-Aubin-de-Luigné e Saint-Lambert-du-Lattay, i cui nomi possono seguire il nome della denominazione di origine controllata e da cui provengono le uve, formano il cuore di questa zona vitivinicola e sono situati a valle su entrambe le sponde del fiume Layon. Nel territorio del comune di Rochefort-sur-Loire sorge la collina di «Chaume», formata da un meandro rivolto a sud.
Le parcelle, delimitate con precisione per la vendemmia, presentano terreni formatisi su un substrato scistoso più o meno degradato, eventualmente coperti da formazioni detritiche appartenenti, a seconda della topografia, al Cenomaniano o al Pliocene. Alcune parcelle presentano, occasionalmente, terreni derivanti da formazioni eruttive acide (riolite) o basiche (spilite), terreni ghiaiosi su puddinga e arenaria del Carbonifero e terreni poco profondi con intercalazioni di quarzo e ftanite del Siluriano.
La topografia influisce in maniera rilevante sulla configurazione dell'ambiente, tanto che le due sponde del Layon non presentano la stessa tipologia. Le pendici della riva destra sono molto ripide, con una pendenza che raggiunge talvolta il 40 %, spesso a oltre 60 metri dal livello del fiume, mentre quelle della riva sinistra sono generalmente molto più dolci e le loro cime superano raramente un dislivello di 20 metri dal fiume.
Seppure diverse, queste parcelle presentano caratteristiche comuni: godono infatti di una buona apertura sul paesaggio e i loro terreni presentano un buon comportamento termico, una riserva idrica molto moderata e sono privi di qualsiasi segno di idromorfia.
La zona geografica forma un'enclave dal clima poco piovoso, protetta contro l'umidità oceanica dai rilievi più alti dello Choletais e dei Mauges. Le precipitazioni annue vanno da 550 mm a 600 mm circa, mentre nello Choletais superano gli 800 mm. Qui, durante il ciclo vegetativo della vite, le precipitazioni sono inferiori di 100 millimetri rispetto al resto del dipartimento. Le temperature medie annue sono relativamente elevate (circa 12 °C) e superiori di 1 °C a quelle dell'intero dipartimento di Maine-et-Loire. Il particolare mesoclima di questa zona geografica è evidenziato dalla tendenza meridionale della flora, caratterizzata tra l'altro dalla presenza di lecci e pini domestici.
b) Descrizione dei fattori umani rilevanti per il legame
La presenza dei vigneti nell'Anjou è ben nota sin dal primo secolo d.C. e, nel tempo, è sempre stata costante. Nel 1529 Bourdigné parla di questi vigneti come di un «capolavoro di Noè». In queste terre la vite prospera a partire dal VI secolo. Nel 1600, nel suo «Théâtre d'agriculture et mesnage des champs», Olivier de Serres fa un'osservazione singolare: «Generalmente in tutte le province di questo regno [...] occorre aspettare che le foglie delle viti siano cadute prima di tagliare l'uva e passando oltre, verso l'Anjou, il Maine e dintorni, che anche l'uva giunta a maturazione cominci a cadere in terra, e questo sia per il clima tardivo sia per la natura di queste uve che si nutrono al gelo...». Se ne deduce che la raccolta tardiva dell'uva costituisce, in queste terre, una pratica di lungo corso.
È tuttavia con la famiglia dei Plantageneti, a partire dal XII e dal XIII secolo, che i vigneti angioini acquistano la loro notorietà. È grazie all'influenza del regno di Enrico II e di Eleonora d'Aquitania che il «vin d'Anjou» raggiunge le tavole più prestigiose. Nel XVI secolo i vigneti dei «Coteaux du Layon» si sviluppano con l'arrivo dei mediatori olandesi che, apprezzando l'attitudine di questi vini per il trasporto via mare, fanno conoscere oltre confine le qualità del vitigno Chenin B. Questi vigneti registrano un forte successo soprattutto nel 1780, anno in cui vengono effettuati i lavori di sistemazione del Layon per il passaggio delle grandi navi della flotta olandese.
Il vitigno Chenin B sembra essere originario di questa regione. È rustico e il suo potenziale varia notevolmente in base al terreno d'impianto. Inoltre i viticoltori hanno presto compreso l'interesse di raccogliere le uve di questa varietà a maturazione avanzata e con tecniche particolari. Nel 1845 il conte Odart afferma nel «Traité des cépages»: «È inoltre necessario che l'uva sia raccolta solo quando ha superato il grado di maturazione, come quando arriva nel periodo di Ognissanti, quando la tunica, ammorbidita dalle piogge, si sfalda».
La condizione di sovramaturazione fa quindi parte integrante della raccolta. Nel 1816, nel suo «Topographie de tous les vignobles connus», Jullien precisa che: «Nelle annate buone, si vendemmia più volte; le prime due vendemmie, costituite soltanto dalle uve più mature, servono per la produzione dei vini spediti all'estero, mentre i vini della terza vendemmia sono destinati al consumo interno ...».
In questa zona vitivinicola alcuni comuni hanno sempre goduto di una grande notorietà, tanto che nella traduzione della «Nuova Geografia Universale» del geografo inglese William Guthrie (1708-1770), pubblicata nel 1802, era già menzionata la maggior parte dei comuni che oggi beneficiano della possibilità di inserire il proprio nome dopo quello della denominazione di origine controllata. Con il decreto di riconoscimento della denominazione di origine controllata «Coteaux du Layon», datato 18 febbraio 1950, questa possibilità viene offerta ai comuni di Beaulieu-sur-Layon, Faye-d'Anjou, Rablay-sur-Layon, Rochefort-sur-Loire, Saint-Aubin-de-Luigné e Saint-Lambert-du-Lattay.
La denominazione geografica complementare «Chaume» interessa il territorio di una zona collinare esposta a sud, caratterizzata da una topografia originale e al centro di un meandro, nel comune di Rochefort-sur-Loire, e tra i comuni di Beaulieu-sur-Layon e di Saint-Aubin-de-Luigné. Proprietà di Foulques Nerra trasmessa all'abbazia di Ronceray d'Angers all'inizio dell'XI secolo, questa collina finisce per acquisire ben presto grande notorietà. Più recentemente, e soprattutto dagli anni ottanta, i produttori affinano le tecniche di potatura e di gestione della vigna, perfezionano le regole di raccolta e di vendemmia a maturazione ottimale e apportano miglioramenti tecnici al controllo e alla durata di affinamento. Questo impegno collettivo sfocia nel riconoscimento della dicitura «Premier cru».
8.2. Informazioni sulla qualità e sulle caratteristiche del prodotto
I vini sono raffinati ed eleganti. Sono caratterizzati da una complessità aromatica che al palato combina delicatezza e freschezza, potenza e finezza. I degustatori più esigenti li apprezzano dopo un invecchiamento prolungato.
I vini che beneficiano della denominazione di origine controllata «Coteaux du Layon», seguita dal nome del comune di provenienza delle uve, presentano in genere un contenuto di zuccheri fermentescibili leggermente superiore. Le differenze nella tipologia dei terreni e nell'esposizione lasciano trapelare alcune differenze tra i vini. Ad esempio, i vini ottenuti dalle uve delle zone collinari di Rochefort-sur-Loire, leggermente esposte a nord, presentano un'accentuata sensazione di mineralità, mentre quelli ottenuti dalle uve provenienti dai pendii esposti a sud di Beaulieu-sur-Layon, Faye-d'Anjou e Saint-Aubin-de-Luigné presentano spesso le note caratteristiche legate allo sviluppo della «muffa nobile» per effetto della Botrytis cinerea. I vini prodotti con le uve provenienti dalle colline poco ripide sulla riva sinistra del Layon, nel territorio dei comuni di Rablay-sur-Layon e Saint-Lambert-du-Lattay, sono potenti e armoniosi.
I vini che beneficiano della dicitura «Sélection de grains nobles» esprimono tutte le qualità di un'elevata concentrazione delle uve. Sono vini originali che si distinguono per potenza e persistenza aromatica. Gli aromi fruttati e floreali si fondono con aromi di sovramaturazione come frutta secca o candita o con sentori di miele. L'equilibrio tra acidità, alcol e untuosità permette a questi vini di evolvere nel tempo verso una maggiore complessità.
I vini che beneficiano della dicitura «Premier cru» integrata dalla denominazione geografica complementare «Chaume» si distinguono in particolare per finezza ed eleganza e per una grande e interessante complessità aromatica in cui si riscontrano spesso note di frutta candita e di pasta di mela cotogna.
8.3. Interazioni causali
Grazie alla combinazione di terreni poco profondi e di una topografia che offre alle parcelle di vigne una buona esposizione, il vitigno Chenin B gode di un approvvigionamento idrico regolare, seppure limitato, che gli permette di esprimere appieno il suo potenziale. In linea con gli usi, la superficie parcellare delimitata classifica solo le parcelle situate lungo i pendii collinari e caratterizzate da terreni poco profondi. Queste condizioni richiedono una gestione ottimale della pianta e il controllo del vigore e del potenziale di produzione, sottolineati nel disciplinare da basse rese e potature corte.
Il mesoclima a tendenza meridionale, l'impianto dei vigneti su pendii talvolta ripidi e una gestione adeguata delle vigne favoriscono la concentrazione degli acini per appassimento o essiccazione su ceppo (appassimento sulla pianta), tipici di questi vigneti.
Inoltre la presenza del fiume permette di superare il semplice stadio di maturazione per raggiungere quello di sovramaturazione, grazie alla formazione delle nebbie mattutine indispensabili allo sviluppo della Botrytis cinerea e quindi della «muffa nobile», soprattutto per i vini che beneficiano della dicitura «Sélection de grains nobles».
L'attesa della sovramaturazione delle uve, la pratica della vendemmia in autunno avanzato e le cernite manuali successive, realizzate nella stessa parcella per selezionare gli acini naturalmente concentrati o interessati dalla «muffa nobile» («rôties»), testimoniano la competenza dei produttori e una particolare attitudine del vitigno Chenin B. Inoltre, mantenendo la raccolta manuale tradizionale delle uve, i viticoltori contribuiscono a preservare l'originalità e le caratteristiche di questi vigneti collinari.
L'affinamento dei vini definito dal disciplinare - che può arrivare almeno fino al 1° luglio dell'anno successivo a quello della raccolta per i vini con dicitura «Premier cru» o fino al 1° giugno del secondo anno successivo a quello della raccolta per i vini con dicitura «Sélection de grains nobles» - contribuisce a rafforzare la complessità aromatica percettibile in degustazione, favorendo al contempo una buona attitudine all'invecchiamento in bottiglia. Secondo un detto popolare locale: «I vini dei Coteaux du Layon non muoiono mai, è il tappo a morire».
Godard Faultrier, storico dell'Anjou del XIX secolo, scrive: «Se qualche angioino si fosse avvicinato all'isola di Giava prima della Rivoluzione e fosse stato introdotto al palazzo del governatore della Compagnia olandese delle Indie orientali, immagino che avrebbe provato un'immensa gioia nel vedere il vino dell'Anjou frizzare nella coppa di questo condottiero che, secondo Voltaire, appariva in pubblico solo adornato del porpora dei re e nel riconoscere da quel colore ambrato i nostri vini più prestigiosi dei Coteaux du Layon».
Consapevoli di disporre di un territorio d'eccezione che curano con la massima diligenza, i produttori hanno contribuito a sviluppare nel corso delle generazioni la reputazione, ormai internazionale, dei loro vini.
9. Ulteriori condizioni essenziali (confezionamento, etichettatura, altri requisiti)
Zona di prossimità immediata (1)
Quadro normativo:
nella legislazione dell'UE
Tipo di condizione ulteriore:
deroga relativa alla produzione nella zona geografica delimitata.
Descrizione della condizione:
a) la zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini, è costituita dal territorio dei seguenti comuni sulla base del codice geografico ufficiale del 2021:
— dipartimento Deux-Sèvres: Brion-près-Thouet, Loretz-d'Argenton, Louzy, Plaine-et-Vallées (solo per il territorio del comune delegato di Oiron), Saint-Cyr-la-Lande, Sainte-Verge, Saint-Martin-de-Mâcon, Saint-Martin-de-Sanzay, Thouars (solo per il territorio dei comuni delegati di Mauzé-Thouarsais, Sainte-Radegonde e dell'ex comune di Thouars), Tourtenay, Val en Vignes (solo per il territorio dei comuni delegati di Bouillé-Saint-Paul, Cersay e Saint-Pierre-à-Champ);
— dipartimento Indre-et-Loire: Saint-Nicolas-de-Bourgueil;
— dipartimento Loire-Atlantique: Ancenis-Saint-Géréon (solo il territorio dell'ex comune di Ancenis), Le Loroux-Bottereau, Le Pallet, La Remaudière, Vair-sur-Loire (solo per il territorio del comune delegato di Anetz), Vallet;
— dipartimento Maine-et-Loire: Allonnes, Angers, Antoigné, Artannes-sur-Thouet, Bellevigne-les-Châteaux, Blaison-Saint-Sulpice, Bouchemaine, Brain-sur-Allonnes, Brissac Loire Aubance, Brossay, Cernusson, Champtocé-sur-Loire, Chemillé-en-Anjou (solo per il territorio del comune delegato di Valanjou), Cizay-la-Madeleine, Le Coudray-Macouard, Courchamps, Denée, Dénezé-sous-Doué, Distré, Doué-en-Anjou (solo per il territorio dei comuni delegati di Forges, Meigné e Montfort), Épieds, Fontevraud-l'Abbaye, Les Garennes sur Loire, Gennes-Val-de-Loire (solo per il territorio dei comuni delegati di Chênehutte-Trèves-Cunault, Gennes, Grézillé, Saint-Georges-des-Sept-Voies et Le Thoureil), Huillé-Lézigné (solo per il territorio del comune delegato di Huillé), Ingrandes-Le-Fresne sur Loire (solo il territorio dell'ex comune d'Ingrandes), Jarzé Villages (solo per il territorio del comune delegato di Lué-en-Baugeois), Louresse-Rochemenier, Lys-Haut-Layon (solo per il territorio dei comuni delegati dis Cerqueux-sous-Passavant et Vihiers), Mauges-sur-Loire (solo per il territorio dei comuni delegati di La Chapelle-Saint-Florent, Le Marillais, Le Mesnil-en-Vallée, Montjean-sur-Loire, La Pommeraye, Saint-Florent-le-Vieil, Saint-Laurent-de-la-Plaine et Saint-Laurent-du-Mottay), Mazé-Milon (solo per il territorio del comune delegato di Fontaine-Milon), Montilliers, Montreuil-Bellay, Montsoreau, Mozé-sur-Louet, Mûrs-Erigné, Orée d'Anjou (solo per il territorio dei comuni delegati di Bouzillé, Champtoceaux, Drain, Landemont, Liré, Saint-Laurent-des-Autels e La Varenne), Parnay, La Possonnière, Le Puy-Notre-Dame, Rives-de-Loir-en-Anjou, Rou-Marson, Sainte-Gemmes-sur-Loire, Saint-Georges-sur-Loire, Saint-Germain-des-Prés, Saint-Just-sur-Dive, Saint-Macaire-du-Bois, Saint-Martin-du-Fouilloux, Saint-Melaine-sur-Aubance, Saint-Sigismond, Saumur, Savennières, Soulaines-sur-Aubance, Souzay-Champigny, Terranjou (solo per il territorio del comune delegato di Notre-Dame-d'Allençon), Tuffalun, Turquant, Les Ulmes, Varennes-sur-Loire, Varrains, Vaudelnay, Verrie, Verrières-en-Anjou;
— dipartimento Vienne: Berrie, Curçay-sur-Dive, Glénouze, Pouançay, Ranton, Saint-Léger-de-Montbrillais, Saix, Ternay, Les Trois-Moutiers.
b) - Per i vini che possono beneficiare della dicitura «Premier cru» integrata dalla denominazione geografica complementare «Chaume», la zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini, è costituita dal territorio dei seguenti comuni del dipartimento di Maine-et-Loire sulla base del codice geografico ufficiale del 2021: Aubigné-sur-Layon, Beaulieu-sur-Layon, Bellevigne-en-Layon, Brissac Loire Aubance (solo per il territorio dei comuni delegati di Brissac-Quincé e Vauchrétien), Chalonnes-sur-Loire, Chaudefonds-sur-Layon, Chemillé-en-Anjou (solo per il territorio del comune delegato di Chanzeaux), Denée, Doué-en-Anjou (solo per il territorio dei comuni delegati di Brigné e Les Verchers-sur-Layon), Mauges-sur-Loire (solo per il territorio dei comuni delegati di, Montjean-sur-Loire e La Pommeraye), Mozé-sur-Louet, Savennières, Soulaines-sur-Aubance, Terranjou et Val-du-Layon.
Etichettatura diciture supplementari - comune di provenienza delle uve
Quadro normativo:
nella legislazione nazionale
Tipo di condizione ulteriore:
disposizioni supplementari in materia di etichettatura.
Descrizione della condizione:
il nome della denominazione di origine controllata può essere seguito dal nome del comune di provenienza delle uve in base alle norme stabilite dal disciplinare.
Il nome del comune di provenienza delle uve è scritto in caratteri le cui dimensioni non superano, né in altezza né in larghezza, quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
Etichettatura dicitura «Sélection de grains nobles»
Quadro normativo:
nella legislazione dell'UE
Tipo di condizione ulteriore:
disposizioni supplementari in materia di etichettatura.
Descrizione della condizione:
il nome della denominazione di origine controllata, seguito o meno dal nome del comune di provenienza delle uve, può essere integrato dalla dicitura «Sélection de grains nobles» conformemente alle norme stabilite dal disciplinare.
I vini che beneficiano di tale dicitura devono necessariamente essere presentati con l'indicazione dell'annata.
Etichettatura dicitura «Premier cru»
Quadro normativo:
nella legislazione dell'UE
Tipo di condizione ulteriore:
disposizioni supplementari in materia di etichettatura.
Descrizione della condizione:
la dicitura «Premier cru» è riservata ai vini della denominazione di origine controllata, integrata dalla denominazione geografica complementare «Chaume», conformemente alle disposizioni del disciplinare.
Il nome della denominazione geografica complementare «Chaume» non compare sulla stessa riga della dicitura «Premier cru».
Il nome della denominazione geografica complementare «Chaume» è scritto in caratteri le cui dimensioni non superano, né in altezza né in larghezza, quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
Etichettatura denominazione geografica «Val de loire»
Quadro normativo:
nella legislazione nazionale
Tipo di condizione ulteriore:
disposizioni supplementari in materia di etichettatura.
Descrizione della condizione:
il nome della denominazione di origine controllata può essere integrato dalla denominazione geografica «Val de Loire» in base alle norme stabilite dal disciplinare per l'utilizzo di tale denominazione geografica. Le dimensioni dei caratteri della denominazione geografica «Val de Loire» non superano, né in altezza né in larghezza, i due terzi di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
Etichettatura precisazione di un'unità geografica più piccola
Quadro normativo:
nella legislazione nazionale
Tipo di condizione ulteriore:
disposizioni supplementari in materia di etichettatura.
Descrizione della condizione:
l'etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata può precisare il nome di un'unità geografica più piccola, a condizione:
— che si tratti di una località accatastata;
— che quest'ultima figuri nella dichiarazione di raccolta.
Il nome della località accatastata è stampato in caratteri le cui dimensioni non superano, né in altezza né in larghezza, la metà di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
Etichettatura dimensione dei caratteri
Quadro normativo:
nella legislazione nazionale
Tipo di condizione ulteriore:
disposizioni supplementari in materia di etichettatura.
Descrizione della condizione:
tutte le indicazioni facoltative, il cui uso può essere disciplinato dagli Stati membri in virtù delle disposizioni dell'UE, sono riportate sulle etichette in caratteri le cui dimensioni non superano, in altezza, larghezza e spessore, il doppio di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
Link al disciplinare del prodotto
https://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-8d956d59-2ac2-42b0-b97f-d652a26dd846