Che significa il termine Superiore in un vino?

 

Vi è mai capitato di scorrere la carta dei vini e di leggere la dicitura “Superiore”?

Non sempre al consumatore è chiaro il reale significato di questa parola abbinata a un vino, ma è spinto a sceglierlo invogliato dall’idea che l’uso dell’aggettivo “superiore” si traduca comunque in un livello qualitativo più elevato rispetto ad altri vini ed effettivamente è proprio così.

 La menzione tradizionale “superiore”, presente nel portale E-Bacchus dell'Unione Europea e riservata esplicitamente al nostro Paese, può essere attribuita, infatti, solo a vini a Doc o Docg (possibilità esclusa nel caso dei vini indicazione geografica tipica) che abbiano una serie di elementi caratterizzanti, descritti all’art. 31 della legge n. 238/2016.

Nello specifico, gli elementi richiesti per il vino in questione sono alcune caratteristiche qualitative più elevate rispetto a quelle richieste per le rispettive denominazioni:

1) una resa per ettaro delle uve più bassa (inferiore di almeno il 10%);

2) un titolo alcolometrico minimo più alto (maggiore dello 0,5% in volume sia per quanto riguarda quello potenziale naturale delle uve sia per quello minimo totale dei vini al consumo).

Si rammenta che tale menzione può essere utilizzata solo se prevista specificamente dal disciplinare di produzione del vino e non può essere abbinata in etichetta alla menzione “riserva” (usata per vini DO che siano stati sottoposti a un periodo di invecchiamento particolare) o “novello” (se il vino a DO/IG presenta i requisiti dell’allegato 7 del d.m. 13 agosto 2012), salvo alcune denominazioni di vecchio riconoscimento.

Alcuni vini a denominazione di origine controllata e garantita includono già nel nome stesso la menzione tradizionale “superiore”, che quindi, deve essere riportata in etichetta di seguito al nome geografico della relativa DOP (Aglianico del Vulture superiore Docg, Barbera del Monferrato superiore Docg , Bardolino superiore Docg, Dolcetto di Ovada superiore Docg, Frascati superiore Docg, Soave superiore Docg e Valtellina superiore Docg) e quindi la menzione tradizionale “superiore” non può essere riportata in modo separato.

Sono oltre 100 gli altri vini a DOP che prevedono la menzione tradizionale “superiore”, ma non nel nome stesso della DOP, ed in questo caso essa può essere riportata in modo separato dal nome della DOP.