Pubblicazione della comunicazione di una modifica ordinaria approvata del disciplinare di un’indicazione geografica conformemente all’articolo 5, paragrafo 4, del regolamento delegato (UE) 2025/27 della Commissione (C/2026/3579) [Côtes de Bordeaux].
(Comunicazione 03/07/2026, pubblicata in G.U.U.E. 3 luglio 2026, n. C)
COMUNICAZIONE DELL’APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA ORDINARIA
[Articolo 24 del regolamento (UE) 2024/1143]
«Côtes de Bordeaux»
Numero di riferimento UE: PDO-FR-A0987-AM05 — 2.4.2026
1. Nome del prodotto
«Côtes de Bordeaux»
2. Tipo di indicazione geografica
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☑ |
DOP |
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☐ |
IGP |
3. Settore
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☐ |
Prodotti agricoli |
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☑ |
Vini |
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☐ |
Bevande spiritose |
4. Paese cui appartiene la zona geografica
Francia
5. Autorità dello Stato membro che comunica la modifica ordinaria
Nome
Ministère de l’agriculture et de la souveraineté alimentaire, Direction générale de la performance économique et environnementale des entreprises
6. Qualifica come modifica ordinaria
Le autorità francesi dichiarano che la domanda presentata è conforme ai requisiti dei regolamenti (UE) n. 1308/2013 e (UE) 2024/1143.
Le modifiche apportate al disciplinare sono modifiche ordinarie, conformemente alla definizione di cui all’articolo 24, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2024/1143.
La domanda di modifica della DOP «Côtes de Bordeaux» non riguarda nessuno dei tre casi che identificano una «modifica dell’Unione», in quanto essa:
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a) |
non comprende un cambiamento del nome o dell’uso del nome, oppure della categoria di prodotto o prodotti designati dall’indicazione geografica; |
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b) |
non rischia di annullare il legame con l’ambiente geografico; |
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c) |
non comporta ulteriori restrizioni alla commercializzazione del prodotto. |
Di conseguenza, le autorità francesi ritengono che tale domanda si configuri come «modifica ordinaria».
7. Descrizione della o delle modifiche ordinarie approvate
Titolo
Superficie parcellare delimitata del nome geografico complementare «Cadillac»
Descrizione
È aggiornata la superficie parcellare delimitata del nome geografico complementare «Cadillac». La data della seduta del comitato nazionale che ha approvato la modifica, ossia 11-12 giugno 2025, è aggiunta nel disciplinare al punto seguente: sezione IV, «Aree e zone in cui si svolgono le diverse operazioni», punto 2o, «Superficie parcellare delimitata», lettera c).
L’elenco dei comuni di cui alla lettera c) è soppresso.
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☐ |
La modifica interessa il documento unico. |
Titolo
Superficie parcellare delimitata del nome geografico complementare «Blaye»
Descrizione
È aggiornata la superficie parcellare delimitata del nome geografico complementare «Blaye». La data della seduta del comitato nazionale che ha approvato la modifica, ossia 12 febbraio 2026, è aggiunta nel disciplinare al punto seguente: sezione IV, «Aree e zone in cui si svolgono le diverse operazioni», punto 2o, «Superficie parcellare delimitata», lettera b).
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☑ |
La modifica interessa il documento unico. |
Titolo
Aree e zone in cui si svolgono le diverse operazioni
Descrizione
La formulazione della sezione IV, «Aree e zone in cui si svolgono le diverse operazioni», è modificata per aggiornare il riferimento al codice geografico ufficiale del 2025 e per tenere conto della digitalizzazione delle zone, ora consultabili sul sito internet dell’INAO.
Le date di approvazione da parte dell’Institut national de l’origine et de la qualité in occasione delle sedute del comitato nazionale sono inserite nel disciplinare alle lettere a), b), c), d), e) e f) del punto 1o, «Zona geografica», sezione IV, «Aree e zone in cui si svolgono le diverse operazioni».
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☐ |
La modifica interessa il documento unico. |
DOCUMENTO UNICO
Denominazioni di origine e indicazioni geografiche dei vini
«Côtes de Bordeaux»
Numero di riferimento UE: PDO-FR-A0987-AM05 — 2.4.2026
1. Nome
«Côtes de Bordeaux»
2. Tipo di indicazione geografica
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☑ |
DOP |
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☐ |
IGP |
3. Paese cui appartiene la zona geografica delimitata
Francia
4. Classificazione del prodotto agricolo in riferimento alla voce e al codice della nomenclatura combinata, a norma dell’articolo 6, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2024/1143
2204 — Vini di uve fresche, compresi i vini arricchiti d’alcole; mosti di uva, diversi da quelli della voce 2009
5. Categorie di prodotti vitivinicoli elencate all’allegato VII, parte II, del regolamento (UE) n. 1308/2013
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1. |
Vino |
6. Descrizione del vino o dei vini
Prodotto vitivinicolo
Vini rossi fermi
Caratteristiche organolettiche
Aspetto
La denominazione di origine controllata «Côtes de Bordeaux» è riservata ai vini rossi fermi.
I nomi geografici complementari «Cadillac», «Castillon», «Blaye», «Francs» e «Sainte-Foy» sono riservati ai vini rossi fermi.
Odore
I vini che beneficiano della denominazione di origine controllata «Côtes de Bordeaux» sono rotondi e fruttati e offrono un potenziale d’invecchiamento compreso tra tre e dieci anni.
Sapore
Per i vini rossi, il vitigno maggiormente presente è la varietà d’uva Merlot N che esprime molto positivamente tutte le sue caratteristiche su terreni argilloso-calcarei, e che grazie all’assemblaggio con il Cabernet-Sauvignon N, il Cabernet franc N e il Cot N (conosciuto localmente come Malbec) offre vini fruttati e morbidi.
Informazioni supplementari sulle caratteristiche organolettiche
I vini rossi della denominazione «Côtes de Bordeaux» accompagnati dal nome geografico complementare «Blaye» sono eleganti e raffinati per il colore profondo e intenso, la frutta e la finezza del bouquet. Presentano un buon potenziale d’invecchiamento.
I vini rossi della denominazione «Côtes de Bordeaux» accompagnati dal nome geografico complementare «Castillon» sono di colore rubino scuro. Il loro bouquet esprime una sensazione di concentrazione, profondità, spesso con note di prugne, cuoio, selvaggina, talvolta leggere note fresche di sottobosco e di piccoli frutti rossi maturi. Al palato sono vini fruttati, strutturati e potenti. Presentano un buon potenziale d’invecchiamento.
I vini rossi della denominazione «Côtes de Bordeaux» accompagnati dal nome geografico complementare «Cadillac» si distinguono per il colore intenso, quasi nero, la grande finezza aromatica e il sapore rotondo e strutturato. Possono essere degustati giovani, ma meritano di essere consumati più invecchiati, tra i quattro e i dieci anni, o anche più a lungo; è in quel momento che la struttura si ammorbidisce e il bouquet si arricchisce di complessità e intensità.
I vini rossi della denominazione «Côtes de Bordeaux» accompagnati dal nome geografico complementare «Francs» sono ricchi di colore, corposi e presentano una certa rotondità.
I vini rossi della denominazione «Côtes de Bordeaux» accompagnati dal nome geografico complementare «Sainte-Foy» presentano un’elevata intensità colorante con una componente aromatica dominata dai frutti rossi. Al palato sono sostanzialmente equilibrati, con una certa freschezza nell’attacco e astringenza nel finale. L’assemblaggio con il Cabernet franc e il Cabernet Sauvignon apporta complessità e struttura.
Caratteristiche analitiche
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
— |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
— |
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Acidità totale minima |
— |
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Unità di acidità totale minima |
in milliequivalenti per litro |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
— |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
— |
Informazioni supplementari sulle caratteristiche analitiche
I vini presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo dell’11 %.
Il tenore di zuccheri fermentescibili dei vini è inferiore o uguale a 3 g/l.
In seguito all’arricchimento i vini non superano il titolo alcolometrico volumico totale del 13,5 %.
La fermentazione malolattica è obbligatoria per i vini rossi. Ciascun lotto di vino rosso, prima del condizionamento (vini sfusi) o dopo il condizionamento, presenta un tenore massimo di acido malico pari a 0,3 g/l.
I vini presentano un tenore massimo di acidità volatile di 13,26 mEq/l fino al 31 luglio dell’anno successivo a quello della vendemmia e di 16,33 mEq/l dopo tale data.
Prima del condizionamento o se sfusi, i vini presentano un tenore di anidride solforosa inferiore o uguale a 140 mg/l.
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☑ |
Eventuali altre caratteristiche analitiche non riportate in questo punto rispettano i limiti previsti dalla legislazione dell’UE applicabile. |
Prodotto vitivinicolo
Vini bianchi fermi
Caratteristiche organolettiche
Aspetto
Il nome geografico complementare «Blaye» è riservato ai vini bianchi secchi fermi.
Il nome geografico complementare «Francs» è riservato ai vini bianchi secchi fermi e ai bianchi dolci cosiddetti «liquoreux».
Il nome geografico complementare «Sainte-Foy» è riservato ai vini bianchi secchi fermi, ai bianchi «moelleux» e ai bianchi dolci «liquoreux».
Odore
I vini bianchi sono ottenuti di norma dal Sauvignon B associato al Sémillon B e al Muscadelle B. I vini che beneficiano della denominazione di origine controllata «Côtes de Bordeaux» sono fruttati.
Sapore
I vini che beneficiano della denominazione di origine controllata «Côtes de Bordeaux» sono rotondi e offrono un potenziale d’invecchiamento compreso tra tre e dieci anni.
Informazioni supplementari sulle caratteristiche organolettiche
I vini bianchi della denominazione «Côtes de Bordeaux» accompagnati dal nome geografico complementare «Blaye» sono per lo più caratterizzati da aromi di ginestra, agrumi e frutta gialla.
I vini bianchi secchi della denominazione «Côtes de Bordeaux» accompagnati dal nome geografico complementare «Francs» presentano vivacità nell’attacco, seguita da grassezza ed eleganza. I vini bianchi che contengono zuccheri residui della denominazione «Côtes de Bordeaux» accompagnati dal nome geografico complementare «Francs» sviluppano frequentemente aromi di miele e agrumi.
I vini bianchi della denominazione «Côtes de Bordeaux» accompagnati dal nome geografico complementare «Sainte-Foy» sviluppano aromi di fiori bianchi e di frutta fresca grazie all’assemblaggio del Sémillon B con il Muscadelle B. La loro rotondità, unita a una leggera acidità, è gradevole al palato. Questi vini, persistenti, sono sapidi e grassi e nel finale presentano note di frutta esotica. Infine, i vini che contengono zuccheri residui presentano una morbidezza, una dolcezza e una finezza notevoli.
Caratteristiche analitiche
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
— |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
— |
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Acidità totale minima |
— |
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Unità di acidità totale minima |
in milliequivalenti per litro |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
— |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
— |
Informazioni supplementari sulle caratteristiche analitiche
I vini bianchi fermi presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 10,5 %. Il tenore di zuccheri fermentescibili dei vini è inferiore o uguale a 4 g/l. In seguito all’arricchimento i vini non superano il titolo alcolometrico volumico totale del 13 %. I vini presentano un tenore massimo di acidità volatile di 13,26 mEq/l fino al 31 luglio dell’anno successivo a quello della vendemmia e di 16,33 mEq/l dopo tale data. Prima del condizionamento o se sfusi, i vini presentano un tenore di anidride solforosa inferiore o uguale a 180 mg/l.
I vini bianchi fermi dolci cosiddetti «liquoreux» presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 14,5 %. Il tenore di zuccheri fermentescibili è superiore a 51 g/l. Prima del condizionamento o se sfusi, i vini hanno un tenore di anidride solforosa inferiore o uguale a 400 mg/l. A titolo di deroga, prima del condizionamento (vini sfusi) i vini presentano un tenore di acidità volatile stabilito con decreto.
I vini bianchi cosiddetti «moelleux» contenenti zuccheri residui provengono da uve che sono raccolte con un tenore zuccherino minimo di 221 grammi per litro di mosto. Si tratta di vini che presentano notevole amabilità, dolcezza e finezza. Titolo alcolometrico volumico naturale ≥ 13,5 %. Titolo alcolometrico volumico totale dopo l’arricchimento: 15 %. Il tenore di zuccheri fermentescibili è compreso tra 17 e 45 g/l.
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☑ |
Eventuali altre caratteristiche analitiche non riportate in questo punto rispettano i limiti previsti dalla legislazione dell’UE applicabile. |
7. Pratiche di vinificazione
7.1. Pratiche enologiche specifiche utilizzate nell’elaborazione del vino o dei vini e relative restrizioni applicabili a detta elaborazione
Pratica di vinificazione
Densità e distanza
Tipo di pratica enologica
Pratica colturale
Descrizione
La densità minima di impianto delle vigne è di 4 500 ceppi per ettaro. La distanza massima tra i filari è equivalente a:
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— |
2,50 metri per le viti potate a Guyot (semplice o doppio) o allevate a cordone basso speronato; |
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— |
3 metri per le viti con impianto a Lyra a due piani di palizzamento. La distanza minima tra i ceppi del medesimo filare è pari a: |
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— |
0,85 metri per le viti potate a Guyot (semplice o doppio) o allevate a cordone basso speronato; |
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— |
0,74 metri per le viti con impianto a Lyra a due piani di palizzamento. |
Pratica di vinificazione
Norme di potatura
Tipo di pratica enologica
Pratica colturale
Descrizione
La potatura è effettuata entro la fase foglie distese (fase 9 di Lorenz). Le viti sono sottoposte a potatura sia corta (a sperone) sia lunga (capo a frutto) con 45 000 gemme al massimo per ettaro e non più di 14 gemme franche per ceppo.
Pratica di vinificazione
Disposizioni specifiche per la vendemmia
Tipo di pratica enologica
Pratica colturale
Descrizione
L’uva è raccolta mediante cernite manuali successive per i vini bianchi dolci cosiddetti «liquoreux».
Pratica di vinificazione
Arricchimento
Tipo di pratica enologica
Pratica enologica specifica
Descrizione
Le tecniche sottrattive di arricchimento sono autorizzate per i vini rossi entro il limite di un tasso di concentrazione del 15 %. Dopo l’arricchimento, i vini non superano il titolo alcolometrico volumico totale del 13,5 % per i vini rossi, del 13 % per i vini bianchi secchi e del 15 % per i vini bianchi dolci cosiddetti «moelleux». I vini dolci denominati «liquoreux» non sono in alcun modo soggetti all’arricchimento.
7.2. Rese massime
Tutti i vini/categoria/varietà/tipo
Vini rossi fermi
Resa massima
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Resa massima |
65 |
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Unità di resa massima |
ettolitri per ettaro |
Tutti i vini/categoria/varietà/tipo
Vini bianchi secchi fermi
Resa massima
|
Resa massima |
72 |
|
Unità di resa massima |
ettolitri per ettaro |
Tutti i vini/categoria/varietà/tipo
Vini bianchi fermi dolci cosiddetti «liquoreux»
Resa massima
|
Resa massima |
40 |
|
Unità di resa massima |
ettolitri per ettaro |
Tutti i vini/categoria/varietà/tipo
Vini bianchi fermi dolci cosiddetti «moelleux»
Resa massima
|
Resa massima |
55 |
|
Unità di resa massima |
ettolitri per ettaro |
8. Indicazione della o delle varietà di uve da cui il vino o i vini sono ottenuti
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— |
Cabernet franc N |
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— |
Cabernet-Sauvignon N |
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— |
Cot N — Malbec |
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— |
Merlot N |
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— |
Muscadelle B |
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— |
Sauvignon B — Sauvignon blanc |
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— |
Sauvignon gris G — Fié gris |
|
— |
Semillon B |
9. Definizione concisa della zona geografica delimitata
1o - Zona geografica
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a) |
La vendemmia, la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini hanno luogo sul territorio dei comuni o di parti dei comuni seguenti del dipartimento della Gironda come approvato dall’Institut national de l’origine et de la qualité nella seduta del comitato nazionale competente dell’8 giugno 2016 sulla base del codice geografico ufficiale del 1o gennaio 2025: Anglade, Bassens, Baurech, Béguey, Belvès-de-Castillon, Berson, Blaye, Bouliac, Braud-et-Saint-Louis, Cadillac-sur-Garonne, Cambes, Camblanes-et-Meynac, Campugnan, Capian, Caplong, Carbon-Blanc, Cardan, Carignan-de-Bordeaux, Cars, Cartelègue, Castillon-la-Bataille, Cavignac, Cénac, Cenon, Cézac, Civrac-de-Blaye, Cubnezais, Donnezac, Donzac, Etauliers, Eynesse, Eyrans, Floirac, Fours, Francs, Gabarnac, Gardegan-et-Tourtirac, Générac, Gensac, Haux, Landerrouat, Langoiran, Laroque, Laruscade, Latresne, Lestiac-sur-Garonne, Les Lèves-et-Thoumeyragues, Ligueux, Lormont, Loupiac, Marcenais, Margueron, Marsas, Massugas, Mazion, Monprimblanc, Omet, Paillet, Pellegrue, Pessac-sur-Dordogne, Pineuilh, Plassac, Pleine-Selve, la parte corrispondente al territorio di Lafosse del comune di Pugnac prima della sua fusione con quest’ultimo il 1o luglio 1974, la parte corrispondente al territorio di Monbadon del comune di Puisseguin prima della sua fusione con quest’ultimo il 1o gennaio 1989, Quinsac, Reignac, Riocaud, Rions, La Roquille, Saint-André-et-Appelles, Saint-Androny, Saint-Aubin-de-Blaye, Saint-Avit-de-Soulège, Saint-Avit-Saint-Nazaire, Saint-Caprais-de-Bordeaux, Saint-Christoly-de-Blaye, Saint-Cibard, Saint-Ciers-sur-Gironde, Saint-Genès-de-Blaye, Saint-Genès-de-Castillon, Saint-Germain-de-Grave, Saint-Girons-d’Aiguevives, Saint-Magne-de-Castillon, Saint-Maixant, Saint-Mariens, Saint-Martin-Lacaussade, Saint-Palais, Saint-Paul, Saint-Philippe-d’Aiguille, Saint-Philippe-du-Seignal, Saint-Quentin-de-Caplong, Sainte-Foy-la-Grande, Saint-Savin, Saint-Seurin-de-Cursac, Saint-Vivien-de-Blaye, Saint-Yzan-de-Soudiac, Sainte-Colombe, Sainte-Croix-du-Mont, Sainte-Eulalie, Les Salles-de-Castillon, Saugon, Semens, Tabanac, Tayac, Le Tourne, Val-de-Livenne, Verdelais, Villenave-de-Rions e Yvrac. |
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b) |
Per il nome geografico complementare «Blaye», la vendemmia, la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini hanno luogo sul territorio dei comuni seguenti del dipartimento della Gironda come approvato dall’Institut national de l’origine et de la qualité nella seduta del comitato nazionale competente del 5 marzo 2009 sulla base del codice geografico ufficiale del 1o gennaio 2025: Anglade, Berson, Blaye, Braud-et-Saint-Louis, Campugnan, Cars, Cartelègue, Cavignac, Cézac, Civrac-de-Blaye, Cubnezais, Donnezac, Etauliers, Eyrans, Fours, Générac, Laruscade, Marcenais, Marsas, Mazion, Plassac, Pleine-Selve, la parte corrispondente al territorio di Lafosse del comune di Pugnac prima della sua fusione con quest’ultimo il 1o luglio 1974, Reignac, Saint-Androny, Saint-Aubin-de-Blaye, Saint-Christoly-de-Blaye, Saint-Ciers-sur-Gironde, Saint-Genès-de-Blaye, Saint-Girons-d’Aiguevives, Saint-Mariens, Saint-Martin-Lacaussade, Saint-Palais, Saint-Paul, Saint-Savin, Saint-Seurin-de-Cursac, Saint-Vivien-de-Blaye, Saint-Yzan-de-Soudiac, Saugon e Val-de-Livenne. |
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c) |
Per il nome geografico complementare «Cadillac», la vendemmia, la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini hanno luogo sul territorio dei comuni seguenti del dipartimento della Gironda come approvato dall’Institut national de l’origine et de la qualité nella seduta del comitato nazionale competente del 5 marzo 2009 sulla base del codice geografico ufficiale del 1o gennaio 2025: Bassens, Baurech, Béguey, Bouliac, Cadillac-sur-Garonne, Cambes, Camblanes-et-Meynac, Capian, Carbon-Blanc, Cardan, Carignan-de-Bordeaux, Cénac, Cenon, Donzac, Floirac, Gabarnac, Haux, Langoiran, Laroque, Latresne, Lestiac-sur-Garonne, Lormont, Loupiac, Monprimblanc, Omet, Paillet, Quinsac, Rions, Saint-Caprais-de-Bordeaux, Sainte-Croix-du-Mont, Sainte-Eulalie, Saint-Germain-de-Grave, Saint-Maixant, Semens, Tabanac, Le Tourne, Verdelais, Villenave-de-Rions e Yvrac. |
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d) |
Per il nome geografico complementare «Castillon», la vendemmia, la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini hanno luogo sul territorio dei comuni seguenti del dipartimento della Gironda come approvato dall’Institut national de l’origine et de la qualité nella seduta del comitato nazionale competente del 5 marzo 2009 sulla base del codice geografico ufficiale del 1o gennaio 2025: Belvès-de-Castillon, Castillon-la-Bataille, Gardegan-et-Tourtirac, Les Salles-de-Castillon, la parte corrispondente al territorio di Monbadon del comune di Puisseguin prima della sua fusione con quest’ultimo il 1o gennaio 1989, Sainte-Colombe, Saint-Genès-de-Castillon, Saint-Magne-de-Castillon e Saint-Philippe-d’Aiguille. |
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e) |
Per il nome geografico complementare «Francs», la vendemmia, la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini hanno luogo sul territorio dei comuni seguenti del dipartimento della Gironda come approvato dall’Institut national de l’origine et de la qualité nella seduta del comitato nazionale competente del 5 marzo 2009 sulla base del codice geografico ufficiale del 1o gennaio 2025: Francs, Saint-Cibard e Tayac. |
|
f) |
Per il nome geografico complementare «Sainte-Foy», la vendemmia, la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini hanno luogo sul territorio dei comuni seguenti del dipartimento della Gironda come approvato dall’Institut national de l’origine et de la qualité nella seduta del comitato nazionale competente dell’8 giugno 2016 sulla base del codice geografico ufficiale del 1o gennaio 2025: Caplong, Eynesse, Gensac, Landerrouat, Les Lèves-et-Thoumeyragues, Ligueux, Margueron, Massugas, Pellegrue, Pessac-sur-Dordogne, Pineuilh, Riocaud, La Roquille, Saint-André-et-Appelles, Saint-Avit-de-Soulège, Saint-Avit-Saint-Nazaire, Saint-Philippe-du-Seignal, Saint-Quentin-de-Caplong e Sainte-Foy-la-Grande. |
I documenti cartografici che rappresentano la zona geografica sono consultabili sul sito internet dell’Institut national de l’origine et de la qualité.
2o - Superficie parcellare delimitata
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a) |
Per la denominazione di origine controllata «Côtes de Bordeaux», i vini devono provenire esclusivamente da viti situate nelle superfici parcellari di produzione di cui alle lettere b), c), d), e) o in parcelle identificate conformemente alla lettera f). |
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b) |
Per il nome geografico complementare «Blaye», i vini provengono esclusivamente da viti situate nella superficie parcellare di produzione approvata per la denominazione di origine controllata «Premières Côtes de Blaye» dall’Institut national de l’origine et de la qualité nelle sedute del comitato nazionale competente del 31 maggio 1991 per i comuni di Berson, Blaye, Cars, Civrac-de-Blaye, Eyrans, Fours, Marcenais, Mazion, Saint-Androny, Saint-Genès-de-Blaye, Saint-Martin-Lacaussade, Saint-Seurin-de-Cursac e Saint-Yzan-de-Soudiac, del 4 novembre 1992 per il comune di Cavignac, del 7 novembre 2013 per il comune di Reignac, del 3 maggio 2017 per i comuni di Laruscade, Marsas, Plassac, Saint-Mariens, e Saugon e del 12 febbraio 2026 per i comuni di Anglade, Braud-et-Saint-Louis, Campugnan, Cartelègue, Cézac, Cubnezais, Donnezac, Etauliers, Générac, Pleine-Selve, per la parte corrispondente al territorio di Lafosse del comune di Pugnac prima della sua fusione con quest’ultimo il 1o luglio 1974, Saint-Aubin-de-Blaye, Saint-Christoly-de-Blaye, Saint-Ciers-sur-Gironde, Saint-Girons-d’Aiguevives, Saint-Palais, Saint-Paul, Saint-Savin, Saint-Vivien-de-Blaye e Val-de-Livenne. |
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c) |
Per il nome geografico complementare «Cadillac», i vini sono ottenuti esclusivamente da viti situate nella superficie parcellare di produzione approvata per la denominazione di origine controllata «Premières Côtes de Bordeaux» dall’Institut national de l’origine et de la qualité nelle sedute del comitato nazionale competente del 7 e 8 novembre 2002, dell’8 e 9 novembre 2006, del 5 marzo 2009, del 10 e 11 febbraio 2010, del 5 novembre 2015, del 3 maggio 2017 e dell’11 e 12 giugno 2025. |
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d) |
Per il nome geografico complementare «Castillon», i vini sono ottenuti esclusivamente da viti situate nella superficie parcellare di produzione approvata per la denominazione di origine controllata «Côtes de Castillon» dall’Institut national de l’origine et de la qualité nella seduta del comitato nazionale competente del 25 febbraio 1988 e della commissione permanente del 10 luglio 2014. |
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e) |
Per il nome geografico complementare «Francs», i vini sono ottenuti esclusivamente da viti situate nella superficie parcellare di produzione approvata dall’Institut national de l’origine et de la qualité nella seduta del comitato nazionale competente del 3 giugno 1983 e del 9 giugno 2015. |
I documenti cartografici che rappresentano la superficie parcellare delimitata sono consultabili sul sito internet dell’Institut national de l’origine et de la qualité.
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f) |
Per il nome geografico complementare «Sainte-Foy», i vini sono ottenuti da uve raccolte su parcelle che sono state sottoposte a una procedura di identificazione. |
L’identificazione delle parcelle avviene sulla base di criteri relativi all’ubicazione delle stesse, stabiliti dal comitato nazionale competente dell’Institut national de l’origine et de la qualité nella seduta del 13 febbraio 2014, previo parere della commissione di esperti designata a tal fine.
Ogni produttore che desideri far identificare una parcella viticola presenta domanda all’organismo di tutela e di gestione che ne trasmette una copia ai servizi dell’Institut national de l’origine et de la qualité entro il 31 marzo dell’anno della vendemmia.
L’elenco delle nuove parcelle identificate è approvato ogni anno dal comitato nazionale competente dell’Institut national de l’origine et de la qualité, previo parere della commissione di esperti summenzionata.
Gli elenchi dei criteri e delle parcelle identificate possono essere consultati presso i servizi dell’Institut national de l’origine et de la qualité e dell’organismo di tutela e di gestione interessato.
10. Legame con la zona geografica
Categoria di prodotti vitivinicoli
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1. |
Vino |
Sintesi del legame
La zona geografica della denominazione di origine controllata «Côtes de Bordeaux», compresa nel dipartimento della Gironda, è situata sulle rive dei fiumi Garonna, Dordogna e Gironda, in un ambiente collinare caratterizzato prevalentemente da suoli argilloso-calcarei. La struttura della presente denominazione è organizzata intorno a cinque centri vitivinicoli storici: Blaye, Cadillac, Castillon-la-Bataille, Francs e Sainte-Foy-la-Grande. I terreni viticoli delle zone collinari «Côtes de Bordeaux» dominano su vallate ove le acque dolci e salate si mescolano. Le influenze oceaniche risalgono le terre quanto più profondamente possibile e i fiumi Dordogna e Garonna si fondono generando un solo ampio flusso, l’estuario della Gironda. La conformazione naturale delle «Côtes de Bordeaux» unisce la pianura e l’area ai piedi dei colli, dominanti il fiume e con un’esposizione orientata principalmente a sud-ovest, al pendio ripido dal dislivello variabile (da una trentina di metri a più di settanta) sormontato da altipiani più o meno segnati dalla rete idrografica secondaria. Questa vasta regione beneficia di condizioni climatiche privilegiate relativamente omogenee per la produzione vinicola, vale a dire di una posizione in prossimità di grandi masse d’acqua (l’oceano Atlantico, l’estuario della Gironda, le valli della Garonna e della Dordogna) che svolgono una funzione importante di termoregolazione; le influenze oceaniche moderano inoltre gli effetti delle gelate primaverili. Depositari di una lunga tradizione, i vini «Côtes de Bordeaux» presentano qualità che derivano dalla varietà ambientale, dai vitigni e dalla componente umana. Tradizionalmente le parcelle sono state selezionate tanto nelle aree situate ai piedi delle colline quanto sui pendii o in pianura, in funzione della capacità di drenaggio di tali zone e della relativa situazione topografica. Un migliaio di viticoltori, nel produrre i vini in questione, affina ogni anno nel migliore dei modi le proprie competenze. Ciascuna azienda agricola mette così in opera nei vigneti e nelle cantine tutto quanto dovuto per ottenere un prodotto di riconosciuto valore, come: i requisiti riguardanti la densità di impianto, il limite massimo di carico per parcella, le regole di assemblaggio dei vitigni principali e dei vitigni accessori, l’affinamento minimo dei vini fino al 15 marzo dell’anno successivo alla vendemmia. Le terre vitivinicole «Côtes de Bordeaux» offrono allo stesso tempo un patrimonio straordinario, rappresentato da castelli storici, manieri, fortezze e chiese romane, oltreché da dimore sontuose entrate a far parte dei ricordi di scrittori o artisti celebri. Villaggi ben conservati dalle strette vie, grandi casali e mulini fortificati sono la testimonianza di un’intensa attività viticola e del commercio ad essa legato. Rappresentando il 14 % circa della produzione di Bordeaux, i vini «Côtes de Bordeaux» sono oggi una concreta risorsa nel panorama dei vini bordolesi, a testimonianza della ricchezza sotto l’aspetto storico dei vitigni tradizionali della regione e del loro potenziale. La denominazione «Côtes de Bordeaux» e i suoi nomi geografici complementari hanno acquisito sui principali mercati di vendita (Francia e Belgio) una considerevole notorietà. Durante gli ultimi dieci anni, la crescita a livello della grande distribuzione delle vendite in Francia è stata superiore al 40 % e più del 15 % delle famiglie francesi ha acquistato vini con questa denominazione. Per quanto riguarda le esportazioni, i vini «Côtes de Bordeaux» godono di grande fama in Europa (soprattutto in Belgio) e registrano una tendenza in crescita, in particolare sui mercati asiatici. Questi vini fermi sono prevalentemente ottenuti da assemblaggi tra varietà d’uva principali e vitigni accessori. Per i vini rossi, il vitigno maggiormente presente è la varietà d’uva Merlot N che esprime molto positivamente tutte le sue caratteristiche su terreni argilloso-calcarei, e che grazie all’assemblaggio con il Cabernet-Sauvignon N, il Cabernet franc N e il Cot N (conosciuto localmente come Malbec) offre vini fruttati e morbidi. I vini bianchi sono ottenuti di norma dalla varietà d’uva Sauvignon B associata ai vitigni Sémillon B e Muscadelle B. I vini che beneficiano della denominazione di origine controllata «Côtes de Bordeaux» sono rotondi e fruttati e offrono un potenziale d’invecchiamento compreso tra tre e dieci anni.
11. Ulteriori requisiti applicabili
Titolo del requisito / della deroga
Zona di prossimità immediata
Quadro normativo
Nella legislazione nazionale
Tipo di ulteriore requisito / deroga
Deroga relativa alla produzione nella zona geografica delimitata
Descrizione del requisito / della deroga
3o - Zona di prossimità immediata
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a) |
Per la denominazione di origine controllata «Côtes de Bordeaux», la zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini, è costituita dal territorio dei comuni indicati di seguito sulla base del codice geografico ufficiale del 1o gennaio 2025:
Ambarès-et-Lagrave, Arbanats, Artigues-près-Bordeaux, Auriolles, Ayguemorte-les-Graves, Baigneaux, Baron, Barsac, Beautiran, Bellebat, Bellefond, Beychac-et-Caillau, Blésignac, Bommes, Bonnetan, Bossugan, Branne, La Brède, Budos, Cabara, Cadarsac, Cadaujac, Camarsac, Camiac-et-Saint-Denis, Camiran, Casseuil, Castelviel, la parte del comune di Castets et Castillon corrispondente al territorio del comune delegato di Castets-en-Dorthe, Castres-Gironde, Caudrot, Caumont, Cazaugitat, Cérons, Cessac, Civrac-sur-Dordogne, Coirac, Coubeyrac, Courpiac, Créon, Croignon, Cursan, Daignac, Dardenac, Daubèze, Doulezon, Escoussans, Espiet, Les Esseintes, Faleyras, Fargues, Fargues-Saint-Hilaire, Flaujagues, Frontenac, Gauriac, Gauriaguet, Génissac, Gironde-sur-Dropt, Gornac, Grézillac, Guillac, Illats, Isle-Saint-Georges, Izon, Jugazan, Juillac, Ladaux, Landiras, Langon, Lansac, Lapouyade Léogeats, Léognan, Lignan-de-Bordeaux, Listrac-de-Durèze, Loupes, Lugaignac, Lugasson, Lussac, Madirac, Martillac, Martres, Mazères, Mombrier, Montagne, Montignac, Montussan, Morizès, Mouliets-et-Villemartin, Moulon, Mourens, Naujan-et-Postiac, Nérigean, Peujard, Le Pian-sur-Garonne, Podensac, Pompignac, Porte-de-Benauge, Portets, Le Pout, Preignac, Pugnac, Puisseguin, Pujols, Pujols-sur-Ciron, Rauzan, Roaillan, Romagne, Sadirac, Saint-Antoine-du-Queyret, Saint-Aubin-de-Branne, Saint-Brice, Saint-André-de-Cubzac, Saint-André-du-Bois, Saint-Brice, Saint-Christophe-des-Bardes, Saint-Ciers-de-Canesse, Saint-Emilion, Saint-Etienne-de-Lisse, Saint-Exupéry, Saint-Félix-de-Foncaude, Saint-Ferme, Saint-Genès-de-Lombaud, Saint-Germain-du-Puch, Saint-Hilaire-du-Bois, Saint-Hippolyte, Saint-Jean-de-Blaignac, Saint-Laurent-d’Arce, Saint-Laurent-du-Bois, Saint-Laurent-du-Plan, Saint-Laurent-des-Combes, Saint-Léon, Saint-Loubert, Saint-Loubès, Saint-Macaire, Saint-Martial, Saint-Martin-de-Sescas, Saint-Médard-d’Eyrans, Saint-Michel-de-Rieufret, Saint-Morillon, Saint-Pierre-de-Bat, Saint-Pierre-de-Mons, Saint-Pey-d’Armens, Saint-Pey-de-Castets, Saint-Pierre-d’Aurillac, Saint-Quentin-de-Baron, Saint-Selve, Saint-Sulpice-et-Cameyrac, Saint-Sulpice-de-Faleyrens, Saint-Sulpice-de-Pommiers, Saint-Trojan, Saint-Vincent-de-Paul, Saint-Vincent-de-Pertignas, Sainte-Florence, Sainte-Foy-la-longue, Sainte-Radegonde, Sainte-Terre, Salleboeuf, Samonac, Sauternes, La Sauve, Soulignac, Soussac, Targon, Tauriac, Teuillac, Tizac-de-Curton, Tizac-de-Lapouyade, Toulenne, Tresses, Vignonet, Villeneuve e Virelade;
Bergerac, Bonneville-et-Saint-Avit-de-Fumadière, Bosset, Cunèges, Le Fleix, La Force, Fraisse, Gageac-et-Rouillac, Gardonne, Ginestet, Lamonzie-Saint-Martin, Lamothe-Montravel, Les Lèches, Lunas, Mescoules, Minzac, Monbazillac, Monestier, Monfaucon, Montazeau, Montcaret, Nastringues, Pomport, Port-Sainte-Foy-et-Ponchapt, Prigonrieux, Razac-de-Saussignac, Ribagnac, Rouffignac-de-Sigoulès, Saint-Antoine-de-Breuilh, Saint-Georges-de-Blancaneix, Saint-Géry, Saint-Méard-de-Gurçon, Saint-Michel-de-Montaigne, Saint-Pierre-d’Eyraud, Saint-Seurin-de-Prats, Saint-Vivien, Saussignac, Sigoulès et Flaugeac, Thénac, Vélines e Villefranche-de-Lonchat;
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b) |
Per il nome geografico complementare «Blaye», la zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini, è costituita dal territorio dei comuni seguenti sulla base del codice geografico ufficiale del 1o gennaio 2025:
Gauriac, Gauriaguet, Lansac, Lapouyade, Mombrier, Peujard, la parte del comune di Pugnac corrispondente al territorio di quest’ultimo prima della sua fusione con Lafosse il 1o luglio 1974, Saint-André-de-Cubzac, Saint-Ciers-de-Canesse, Saint-Laurent-d’Arce, Saint-Trojan, Tauriac, Teuillac, Tizac-de-Lapouyade e Villeneuve;
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c) |
Per il nome geografico complementare «Cadillac», la zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini, è costituita dal territorio dei comuni del dipartimento della Gironda indicati di seguito sulla base del codice geografico ufficiale del 1o gennaio 2025: Ambarès-et-Lagrave, Arbanats, Artigues-près-Bordeaux, Ayguemorte-les-Graves, Baigneaux, Baron, Barsac, Beautiran, Bellebat, Bellefond, Beychac-et-Caillau, Blésignac, Bommes, Bonnetan, Branne, La Brède, Budos, Cabara, Cadarsac, Cadaujac, Camarsac, Camiac-et-Saint-Denis, Camiran, Casseuil, Castelviel, la parte del comune di Castets et Castillon corrispondente al territorio del comune delegato di Castets-en-Dorthe, Castres-Gironde, Caudrot, Cérons, Cessac, Coirac, Courpiac, Créon, Croignon, Cursan, Daignac, Dardenac, Daubèze, Escoussans, Espiet, Les Esseintes, Faleyras, Fargues, Fargues-Saint-Hilaire, Frontenac, Génissac, Gironde-sur-Dropt, Gornac, Grézillac, Guillac, Illats, Isle-Saint-Georges, Izon, Jugazan, Ladaux, Landiras, Langon, Léogeats, Léognan, Lignan-de-Bordeaux, Loupes, Lugaignac, Lugasson, Madirac, Martillac, Martres, Mazères, Montignac, Montussan, Morizès, Moulon, Mourens, Naujan-et-Postiac, Nérigean, Le Pian-sur-Garonne, Podensac, Pompignac, Porte-de-Benauge, Portets, Le Pout, Preignac, Pujols-sur-Ciron, Rauzan, Roaillan, Romagne, Sadirac, Saint-André-du-Bois, Saint-Aubin-de-Branne, Saint-Brice, Saint-Exupéry, Saint-Félix-de-Foncaude, Saint-Genès-de-Lombaud, Saint-Germain-du-Puch, Saint Hilaire-du-Bois, Saint-Laurent-du-Bois, Saint-Laurent-du-Plan, Saint Léon, Saint-Loubert, Saint-Loubès, Saint-Macaire, Saint-Martial, Saint-Martin-de-Sescas, Saint-Médard-d’Eyrans, Saint-Michel-de-Rieufret, Saint-Morillon, Saint-Pierre-d’Aurillac, Saint-Pierre-de-Bat, Saint-Pierre-de-Mons, Saint-Quentin-de-Baron, Saint-Selve, Saint-Sulpice-de-Pommiers, Saint-Sulpice-et-Cameyrac, Saint-Vincent-de-Paul, Sainte-Foy-la-longue, Salleboeuf, Sauternes, La Sauve, Soulignac, Targon, Tizac-de-Curton, Toulenne, Tresses e Virelade. |
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d) |
Per il nome geografico complementare «Castillon», la zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini, è costituita dal territorio dei comuni seguenti sulla base del codice geografico ufficiale del 1o gennaio 2025:
Francs, Montagne, Puisseguin, Saint-Christophe-des-Bardes, Saint-Cibard, Saint-Etienne-de-Lisse, Saint-Hippolyte, Saint-Jean-de-Blaignac, Saint-Pey-d’Armens, Saint-Pey-de-Castets, Saint-Emilion, Saint-Laurent-des-Combes, Saint-Sulpice-de-Faleyrens, Sainte-Terre, Tayac e Vignonet;
Minzac, Saint-Méard-de-Gurçon, Saint-Michel-de-Montaigne e Villefranche-de-Lonchat. |
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e) |
Per il nome geografico complementare «Francs», la zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini, è costituita dal territorio dei comuni seguenti sulla base del codice geografico ufficiale del 1o gennaio 2025:
Belvès-de-Castillon, Castillon, Gardegan-et-Tourtirac, Lussac, Montagne, Puisseguin, Saint-Emilion, Saint-Etienne-de-Lisse, Saint-Genès-de-Castillon, Saint-Laurent-des-Combes, Saint-Magne-de-Castillon, Saint-Philippe-d’Aiguille, Sainte-Colombe, Les Salles-de-Castillon e Vignonet;
Minzac, Saint Méard-de-Gurçon, Saint-Michel-de-Montaigne e Villefranche-de-Lonchat. |
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f) |
Per il nome geografico complementare «Sainte-Foy», la zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini, è costituita dal territorio dei comuni seguenti sulla base del codice geografico ufficiale del 1o gennaio 2025:
Auriolles, Bossugan, Caumont, Cazaugitat, Civrac-sur-Dordogne, Coubeyrac, Doulezon, Flaujagues, Juillac, Listrac-de-Durèze, Mouliets-et-Villemartin, Pujols, Rauzan, Saint-Antoine-du-Queyret, Saint-Ferme, Saint-Jean-de-Blaignac, Saint-Pey-de-Castets, Saint-Vincent-de-Pertignas, Sainte-Florence, Sainte-Radegonde e Soussac;
Bergerac, Bonneville-et-Saint-Avit-de-Fumadière, Bosset, Cunèges, Le Fleix, La Force, Fraisse, Gageac-et-Rouillac, Gardonne, Ginestet, Lamonzie-Saint-Martin, Lamothe-Montravel, Les Lèches, Lunas, Mescoules, Monbazillac, Monestier, Monfaucon, Montazeau, Montcaret, Nastringues, Pomport, Port-Sainte-Foy-et-Ponchapt, Prigonrieux, Razac-de-Saussignac, Ribagnac, Rouffignac-de-Sigoulès, Saint-Antoine-de-Breuilh, Saint-Georges-de-Blancaneix, Saint-Géry, Saint-Michel-de-Montaigne, Saint-Pierre-d’Eyraud, Saint-Seurin-de-Prats, Saint-Vivien, Saussignac, Sigoulès et Flaugeac, Thénac e Vélines. Conformemente all’articolo 5, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione, la zona di prossimità immediata equivale a una zona nelle immediate vicinanze della zona geografica delimitata di cui trattasi. |
Titolo del requisito / della deroga
Nomi geografici complementari
Quadro normativo
Nella legislazione nazionale
Tipo di ulteriore requisito / deroga
Disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione del requisito / della deroga
Il nome della denominazione può essere completato da uno dei nomi geografici complementari «Blaye», «Cadillac», «Castillon», «Francs» o «Sainte-Foy» per i vini che soddisfano le condizioni di produzione previste per tali nomi geografici complementari.
Titolo del requisito / della deroga
Unità geografica più ampia
Quadro normativo
Nella legislazione nazionale
Tipo di ulteriore requisito / deroga
Disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione del requisito / della deroga
L’etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata può precisare l’unità geografica più ampia «Vin de Bordeaux» o «Grand Vin de Bordeaux». Le dimensioni dei caratteri dell’unità geografica più ampia non superano, né in altezza né in larghezza, i due terzi di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
Titolo del requisito / della deroga
Identificatore comune
Quadro normativo
Nella legislazione nazionale
Tipo di ulteriore requisito / deroga
Disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione del requisito / della deroga
L’etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine «Côtes de Bordeaux», completata o no da uno dei nomi geografici complementari «Blaye», «Cadillac», «Castillon», «Francs» o «Sainte-Foy», deve comprendere l’identificatore comune secondo le disposizioni della carta collettiva in vigore elaborata dal gruppo e resa disponibile a tutti gli operatori.
Titolo del requisito / della deroga
Unità geografica più piccola
Quadro normativo
Nella legislazione nazionale
Tipo di ulteriore requisito / deroga
Disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione del requisito / della deroga
L’etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata può precisare il nome di un’unità geografica più piccola, a condizione:
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che si tratti di una località accatastata; |
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che essa figuri nella dichiarazione di raccolta. |
Titolo del requisito / della deroga
Menzioni da riportare sull’etichetta
Quadro normativo
Nella legislazione nazionale
Tipo di ulteriore requisito / deroga
Disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione del requisito / della deroga
I vini bianchi che beneficiano della denominazione di origine «Côtes de Bordeaux» completata dal nome geografico complementare «Sainte-Foy» il cui tenore di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) è compreso tra 17 e 45 grammi per litro sono presentati con la menzione «moelleux».
Riferimento elettronico (URL) alla pubblicazione del disciplinare
https://info.agriculture.gouv.fr/boagri/document_administratif-eb0e9ab0-8b16-46a0-a705-59f6140c1b51