Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo di cui all'articolo 17, paragrafi 2 e 3, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione [Arcole].
(Comunicazione 25/10/2023, pubblicata in G.U.U.E. 25 ottobre 2023, n. C)
La presente comunicazione è pubblicata conformemente all'articolo 17, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione.
COMUNICAZIONE DELL'APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA ORDINARIA
«Arcole»
PDO-IT-A0438-AM03
Data della comunicazione: 28.7.2023
DESCRIZIONE E MOTIVI DELLA MODIFICA APPROVATA
1. Pinot grigio varietà rosato
Descrizione: inserimento della versione «rosato» per il Pinot Grigio.
Motivi: la modifica si rende necessaria per introdurre una precisa identificazione colorimetrica della versione rosata per la tipologia Pinot Grigio senza però variare le altre caratteristiche al consumo in quanto trattasi non di nuova tipologia ma di individuazione di una precisa versione dei prodotti Pinot grigio già riconosciuta dal disciplinare.
La modifica interessa gli articoli 1, 5, 6, 7 e 9 del disciplinare e la sezione 1.4 del Documento Unico.
2. Pinot grigio varietà Superiore
Descrizione: inserimento della menzione «Superiore» per il Pinot Grigio.
Motivi: la modifica si rende necessaria per introdurre una precisa identificazione di una versione del Pinot grigio che può presentare caratteristiche più elevate rispetto alla medesima versione base.
La modifica interessa gli articoli 1, 4, 5 e 6 del disciplinare e le sezioni 1.4 e 1.5.2 del Documento Unico
3. Garganega
Descrizione: reinserimento della varietà Garganega
Motivi: si precisa che per la Garganega si tratta di una reintroduzione nel disciplinare di produzione. Storicamente tale tipologia rientrava tra quelle previste dal disciplinare consolidato e successivamente, per motivi di semplificazione ed adeguamento a nuove esigenze produttive, si era deciso per una sua eliminazione. Con la presente modifica, è intenzione del Consorzio ripristinare tale tipologia valutata la sua importanza e la sua capacità di dare prodotti di qualità. La modifica si rende necessaria al fine di valorizzare una varietà da sempre conosciuta nel territorio e in grado di dare prodotti con titoli alcolometrici ed acidità funzionali all'ottenimento di vini di qualità alle esigenze di mercato.
La modifica interessa gli articoli 1, 2 e 6 del disciplinare e la sezione 1.4 del Documento Unico.
4. Arcole Nero Riserva
Descrizione: inserimento della menzione «Riserva» per la tipologia Arcole Nero.
Motivi: la modifica si rende necessaria per allineare la tipologia Arcole Nero alle altre tipologie da uve rosse della denominazione (Arcole rosso ed Arcole Merlot) che già consentono la possibilità di riferimento alla menzione «Riserva»; l’ulteriore invecchiamento può permettere il raggiungimento di parametri qualitativi superiori.
La modifica interessa gli articoli 1, 6 e 7 del disciplinare e la sezione 1.4 del Documento Unico.
5. Abbassamento del titolo alcolometrico volumico naturale minimo del Pinot grigio
Descrizione: modifica del titolo alcolometrico volumico naturale minimo del Pinot grigio
Motivi: la modifica si rende necessaria al fine di adeguare il titolo alcolometrico del Pinot grigio ai valori tendenzialmente ottenibili nel territorio.
La modifica interessa esclusivamente l'articolo 4 del disciplinare.
6. Inserimento dei valori di produzione massima e titolo alcolometrico volumico naturale minimo del Pinot grigio Superiore
Descrizione: inserimento della menzione superiore per quanto riguarda i valori di produzione massima e titolo alcolometrico volumico naturale minimo.
Motivi: la modifica si rende necessaria a seguito dell'inserimento della versione Superiore del Pinot grigio, caratterizzata da caratteristiche qualitative più elevate rispetto alla versione base.
La modifica interessa l'articolo 4 del disciplinare e la sezione 1.5.2 del Documento Unico.
7. Inserimento di un paragrafo relativo al taglio d’annata per la tipologia Pinot grigio
Descrizione: viene normato il taglio migliorativo di annata per l'elaborazione della tipologia Pinot Grigio, anche nella versione «rosato» ed anche con la menzione «Superiore»
Motivi: la modifica si rende necessaria al fine di consentire un taglio migliorativo d’annata e rendere più chiare ed esaustive le regole di vinificazione.
La modifica interessa l'articolo 5 del disciplinare e la sezione 1.5.1 del Documento Unico
8. Innalzamento del limite superiore della resa uva/vino
Descrizione: innalzamento limite superiore della resa uva/vino oltre il quale viene perso il diritto alla denominazione di origine controllata.
Motivi: la modifica si rende necessaria al fine di garantire una trasversalità rispetto alle altre grandi componenti dell’offerta di Pinot grigio del Triveneto che già presentano il limite di cui sopra all’80%; tale aggiornamento consente una oculata gestione delle masse.
La modifica interessa esclusivamente l'articolo 5 del disciplinare.
9. Modifica delle caratteristiche al consumo per Arcole Pinot Grigio
Descrizione: modifica della esistente tipologia Pinot grigio con introduzione della versione rosato e della menzione Superiore.
Motivi: la modifica si rende necessaria al fine di descrivere nel dettaglio quelli che sono i parametri analitici della tipologia Pinot grigio in seguito modifica per inserimento della versione «rosato» e della menzione «Superiore».
La modifica interessa l'articolo 6 del disciplinare e la sezione 1.4 del Documento Unico
10. Inserimento delle caratteristiche al consumo per Garganega
Descrizione: Inserimento delle caratteristiche al consumo per la tipologia Garganega.
Motivi: la modifica si rende necessaria al fine di descrivere nel dettaglio quelli che sono i parametri analitici della tipologia di nuova introduzione.
La modifica interessa l'articolo 6 del disciplinare e la sezione 1.4 del Documento Unico
11. Inserimento del riferimento alla versione «Riserva» nelle caratteristiche al consumo dell’Arcole Nero
Descrizione: si specifica che le caratteristiche al consumo della versione «Riserva» sono le medesime di quelle dell’«Arcole nero»
Motivi: per la menzione Riserva della tipologia «Arcole nero» non sono previste caratteristiche ulteriori rispetto alla menzionata tipologia base; si è pertanto provveduto ad aggiornare le caratteristiche al consumo con la dicitura « “Arcole” Nero (anche nella versione riserva)».
La modifica interessa l'articolo 6 del disciplinare e la sezione 1.4 del Documento Unico
12. Inserimento di un paragrafo relativo ai sinonimi di «rosato» utilizzabili in etichetta
Descrizione: inserimento della possibilità di specificazione in etichetta dei colori del Pinot grigio rosato.
Motivi: l’introduzione di questo comma consente l’utilizzo in etichettatura, presentazione e designazione del Pinot grigio al consumo, dei termini «ramato», «blush», «rosè» e «rosa» quali sinonimi in alternativa al termine «rosato».
La modifica interessa l'articolo 7 del disciplinare e la sezione «Ulteriori condizioni» del Documento Unico
13. Inserimento del riferimento all’Arcole Nero in merito alla qualificazione «Riserva» in etichetta
Descrizione: aggiunta dell’Arcole Nero tra i vini che possono ottenere la qualifica aggiuntiva di «Riserva»
Motivi: la modifica si rende necessaria al fine di dare seguito alla modifica introdotta all’articolo 1 del disciplinare, che consente la possibilità di riferimento alla menzione «Riserva» anche per la tipologia Arcole Nero.
La modifica interessa esclusivamente l'articolo 7 del disciplinare.
14. Aumento del volume delle bottiglie in vetro
Descrizione: aumento della volumetria delle bottiglie al fine dell’immissione al consumo.
Motivi: la modifica si rende necessaria al fine di poter rispondere alle richieste di formati di maggiori dimensioni da parte del mercato.
La modifica interessa esclusivamente l'articolo 8 del disciplinare.
15. Inserimento di un paragrafo relativo alle specificità dei Vini rosati
Descrizione: aggiornamento del legame con l’ambiente geografico in merito alle specificità dei Vini rosati
Motivi: La modifica si rende necessaria al fine di specificare le informazioni sulla qualità e sulle caratteristiche dei vini rosati attribuibili all’ambiente geografico di competenza della Doc Arcole.
DOCUMENTO UNICO
1. Denominazione/denominazioni
Arcole
2. Tipo di indicazione geografica
DOP - Denominazione di origine protetta
3. Categorie di prodotti vitivinicoli
1. Vino
5. Vino spumante di qualità
8. Vino frizzante
4. Descrizione dei vini
1. «Arcole» Chardonnay
BREVE DESCRIZIONE TESTUALE
colore: giallo paglierino;
odore: fine caratteristico, elegante;
sapore: asciutto, talvolta morbido e fine;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11 % vol;
estratto non riduttore minimo: 16 g\l;
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’ UE.
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
5,0 in grammi per litro espresso in acido tartarico |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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2. «Arcole» Chardonnay Frizzante
BREVE DESCRIZIONE TESTUALE
colore: giallo paglierino tendente a volte al verdognolo, brillante;
odore: caratteristico con profumo intenso e delicato;
sapore: di medio corpo, armonico, leggermente amarognolo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,5 % vol;
estratto non riduttore minimo: 16 g/l.
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’UE
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
5,5 in grammi per litro espresso in acido tartarico |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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3. «Arcole» Pinot Grigio e «Arcole» Pinot Grigio rosato anche con la menzione superiore
BREVE DESCRIZIONE TESTUALE
colore: da giallo paglierino ad ambrato, talvolta con riflessi ramati o rosati;
odore: delicato, caratteristico, fruttato;
sapore: asciutto, armonico, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11 % vol; 11,5 % per la menzione superiore;
estratto non riduttore minimo: 16 g/l.
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’UE
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
5,0 in grammi per litro espresso in acido tartarico |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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4. «Arcole» Garganega
BREVE DESCRIZIONE TESTUALE
colore: giallo paglierino;
odore: fine, caratteristico, elegante;
sapore: asciutto, talvolta morbido e fine;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11 % vol;
estratto non riduttore minimo: 16 g\l;
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’UE
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
5,0 in grammi per litro espresso in acido tartarico |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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5. «Arcole» Merlot
BREVE DESCRIZIONE TESTUALE
colore: rosso rubino se giovane, tendente al granato se invecchiato;
odore: piuttosto intenso, caratteristico;
sapore: asciutto, leggermente amarognolo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,5 % vol;
estratto non riduttore minimo: 18 g\l;
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’UE
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
4,5 in grammi per litro espresso in acido tartarico |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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6. «Arcole» Bianco
BREVE DESCRIZIONE TESTUALE
colore: giallo paglierino a volte tendente al verdognolo;
odore: caratteristico con profumo intenso e delicato;
sapore: asciutto, di medio corpo, armonico, leggermente amarognolo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,5 % vol;
estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’UE
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
4,5 in grammi per litro espresso in acido tartarico |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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7. «Arcole» Bianco spumante o Arcole spumante
BREVE DESCRIZIONE TESTUALE
spuma: fine e persistente;
colore: giallo paglierino più o meno intenso,
odore: caratteristico, leggermente fruttato;
sapore: sapido, caratteristico, delicato, nei tipi extra brut, brut, extra dry, dry, abboccato e dolce;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11 % vol;
estratto non riduttore minimo: 16,0 g\l.
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’UE
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
4,5 in grammi per litro espresso in acido tartarico |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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8. «Arcole» Rosso
BREVE DESCRIZIONE TESTUALE
colore: rosso rubino;
odore: intenso e delicato;
sapore: asciutto di medio corpo e armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00 % vol;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g\l.
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’UE
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
4,5 in grammi per litro espresso in acido tartarico |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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9. «Arcole» Rosso riserva
BREVE DESCRIZIONE TESTUALE
colore: rosso rubino;
odore: intenso e delicato;
sapore: asciutto di medio corpo e armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00 % vol;
estratto non riduttore minimo:22,0 g/l.
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’UE
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
4,5 in grammi per litro espresso in acido tartarico |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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10. «Arcole» Bianco Frizzante o «Arcole» Frizzante:
BREVE DESCRIZIONE TESTUALE
colore: giallo paglierino tendente talvolta al verdognolo brillante;
odore: caratteristico con profumo intenso e delicato;
sapore: di medio corpo, armonico, leggermente amarognolo, secco, abboccato o dolce;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50 % vol;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g\l.
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’UE
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
5,0 in grammi per litro espresso in acido tartarico |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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11. «Arcole» Rosato
BREVE DESCRIZIONE TESTUALE
colore: rosso rubino chiaro, brillante;
odore: caratteristico con profumo intenso e delicato;
sapore: di medio corpo, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50 % vol;
estratto non riduttore minimo: 16,0 g\l.
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’UE
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
5,0 in grammi per litro espresso in acido tartarico |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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12. «Arcole» Rosato Frizzante
BREVE DESCRIZIONE TESTUALE
odore: caratteristico con profumo intenso e delicato;
colore: rosso rubino chiaro;
sapore: di medio corpo, armonico, secco, abboccato o dolce;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50 % vol;
estratto non riduttore minimo: 16,0 g\l.
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’UE
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
5,0 in grammi per litro espresso in acido tartarico |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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13. «Arcole» Bianco Passito o «Arcole» Passito
BREVE DESCRIZIONE TESTUALE
colore: giallo dorato più o meno intenso;
odore: gradevole, intenso e fruttato;
sapore: amabile, dolce, vellutato, armonico di corpo con eventuale percezione di legno;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 14,50 % vol;
estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l.
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’UE
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
5,0 in grammi per litro espresso in acido tartarico |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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14. «Arcole» Nero
BREVE DESCRIZIONE TESTUALE
colore: rosso intenso con l'invecchiamento tendente al granato;
odore: caratteristico, accentuato, delicato;
sapore: pieno, vellutato, caldo, di buona struttura e persistenza;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,50 % vol.;
estratto non riduttore minimo: 26,0 g/l.
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’UE
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
4,5 in grammi per litro espresso in acido tartarico |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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15. «Arcole» Merlot riserva
BREVE DESCRIZIONE TESTUALE
colore: rosso rubino se giovane, tendente al granato se invecchiato;
odore: piuttosto intenso, caratteristico;
sapore: asciutto, leggermente amarognolo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12 % vol;
estratto non riduttore minimo: 22 g\l;
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’UE
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
4,5 in grammi per litro espresso in acido tartarico |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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5. Pratiche di vinificazione
5.1. Pratiche enologiche specifiche
1. Taglio d’annata nell’elaborazione della tipologia Pinot Grigio
Pratica enologica specifica
E’ consentita nell’elaborazione della tipologia Pinot Grigio (anche in versione rosato o ramato) e con la menzione «superiore» l’aggiunta di mosti o vini, anche di annate diverse, appartenenti alla medesima denominazione purché a bacca bianca nel limite massimo del 15 %, a condizione che il vigneto dal quale provengono le uve Pinot Grigio impiegate nella vinificazione sia coltivato in purezza varietale o comunque che la presenza delle uve della varietà complementare non superi complessivamente tale percentuale.
5.2. Rese massime
1. Garganega
18 000 chilogrammi di uve per ettaro
2. Pinot grigio
15 000 chilogrammi di uve per ettaro
3. Chardonnay
18 000 chilogrammi di uve per ettaro
4. Merlot
16 000 chilogrammi di uve per ettaro
5. Pinot grigio superiore
13 000 chilogrammi di uve per ettaro
6. Zona geografica delimitata
La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Arcole» comprende:
provincia di Verona: l’intero territorio amministrativo dei comuni di: Arcole, Cologna Veneta, Albaredo d’Adige, Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore d’Adige, e, parzialmente, il territorio amministrativo dei comuni di Caldiero, San Bonifacio, Soave, Colognola ai Colli, Monteforte, Lavagno, Pressana, Vago e San Martino Buon Albergo;
provincia di Vicenza: gli interi territori amministrativi dei comuni di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano, Sossano e Rovereto di Guà.
L’area è così delimitata: a partire dal km 322 della strada statale il limite segue verso ovest la suddetta strada in direzione di Caldiero intersecando il territorio comunale di Soave e Colognola ai Colli, per piegare a sud seguendo l’unghia di collina dei monti Rocca e Gazzo sopra la quota 40 e ritornando verso nord sulla strada statale 11. Da qui il limite prosegue verso ovest lungo la strada statale 11 fino ad incrociare in territorio di Lavagno l’autostrada Serenissima che segue in comune di San Martino Buon Albergo, fino alla località Mulino Vecchio, da qui continua verso sud lungo il confine comunale di San Martino Buon Albergo fino in prossimità della località Pontoncello dove segue il confine del comune di Zevio per tutto il suo sviluppo a sud del paese e raggiungendo a Porto della Bova il confine comunale di Belfiore; lo segue lungo l’Adige verso Albaredo fino alla località Moggia.
Da qui si dirige verso est lungo il confine comunale di Albaredo fino a raggiungere il confine comunale di Veronella in località Boschirolle e da qui proseguendo lungo il Dugale Ansòn per dirigersi verso nord alla località Gallinara, quindi di nuovo ad est lungo il Dugale Gatto per raggiungere verso nord il confine comunale di Cologna Veneta. La delimitazione segue quindi il confine comunale di Cologna Veneta passando per la località Pra fino a congiungersi col confine comunale di Pressana sul fiume Fratta che segue la direzione sud-est oltrepassando la strada ferrata in disarmo e la località Ponte Rosso.
Prosegue lungo tale linea fino ad incontrare il confine comunale fra Pressana e Minerbe; percorre quindi tale delimitazione fino a collegarsi con il confine provinciale padovano in località Rovenega. Si dirige quindi lungo questo confine provinciale delimitando prima la via Rovenega, poi la via Argine Padovano, quindi via Argine Padovano, entrando nel comune di Rovereto di Guà, oltrepassa la località Caprano fino ad incontrare il fiume Guà.
Il limite prosegue quindi lungo il fiume Guà in direzione nord-ovest fino ad intersecare il confine comunale fra Rovereto di Guà e Cologna Veneta in località Boara. Da qui viene seguito il confine del comune di Cologna verso est fino alla località Salboro, dirigendosi quindi verso nord-ovest, lungo il confine provinciale con Vicenza sino presso S. Sebastiano e passando dalla località Orlandi e proseguendo a nord fino allo scolo Ronego ed al confine del comune di Orgiano. Da qui lungo lo scolo Alonte il limite si dirige verso est passando per Case Como per raggiungere il confine comunale di Sossano passando per la località Pozza fino al Ponte Sbuso.
Da qui si dirige a nord passando per la località Termine, quindi Ponte Mario fino a raggiungere lo scolo Fiumicello e da qui dirigendosi per breve tratto verso nord e quindi verso est, sempre lungo il confine comunale di Sossano, passando per la località Campagnola e quindi alla località Pozza. Da qui il confine ridiscende verso sud passando dalla località Fontanella, quindi Pontelo fino al confine comunale di Orgiano che segue verso nord lungo lo scolo Liona, per piegare a est passando dalla località Dossola fino al confine comunale di Alonte che segue per breve tratto verso nord fino al confine comunale di Lonigo per Ca Bandia fino alla località Ciron per poi dirigersi verso sud-est e presso il monte Crearo si congiunge col confine comunale di Sarego che segue verso nord passando per la località Giacomelli raggiungendo infine il fiume Bredola che costeggia verso sud-est per poi continuare verso nord passando per la località Canova e Navesella.
Da qui il confine comunale di Sarego prosegue verso est passando per la località Frigon basso e la località Muraro dove si ricongiunge al confine comunale di Lonigo. Questo viene seguito verso nord fino alla ferrovia Milano-Venezia che costeggia fino alla località Dovaro per poi proseguire a nord e piegare verso est in prossimità della strada statale 11, passando raggiungendo il confine comunale di San Bonifacio in località Fossacan. Da qui la delimitazione continua verso nord lungo il confine provinciale tra Verona e Vicenza fino alla strada statale 11 a Torri di Confine e continuare verso nord fino all’autostrada Serenissima. Questa viene seguita verso ovest intersecando il torrente Aldegà ed entrando in comune di Monteforte per proseguire sempre lungo l’autostrada fino alla strada per San Lorenzo che segue verso sud fino a raggiungere la strada statale 11 vicino al ponte sul torrente Alpone in prossimità dello zuccherificio di San Bonifacio. La strada statale 11 viene seguita infine verso ovest fino al punto di partenza al Km. 322.
7. Varietà di uve da vino
Cabernet franc N. - Cabernet
Cabernet sauvignon N. - Cabernet
Carmenère N. - Cabernet nostrano
Chardonnay B.
Garganega B.
Garganega B. - Garganego
Garganega B. - Grecanico dorato B.
Merlot N.
Pinot bianco B. - Pinot
Pinot grigio
Pinot grigio - Pinot
Sauvignon B. - Sauvignon blanc
8. Descrizione del legame/dei legami
8.1. Fattori storici e umani
La Doc Arcole prende il nome da uno dei Comuni che ricadono nell’ambito della Denominazione.
Il Comune di Arcole, infatti, sia per la localizzazione geografica al centro del comprensorio, sia per lo specifico interesse produttivo che per l’importante bagaglio storico legato alle campagne napoleoniche che tanto hanno segnato la vita e la storia di questa zona, è il punto di riferimento di tutto il comprensorio. Uno dei simboli più significativi è il ponte sul torrente Alpone e l’obelisco commemorativo del confronto tra gli eserciti francesi e austriaci tra il 15 e il 17 novembre 1796.
Oggi questo ponte può essere ritenuto il simbolo dell’Arcole Doc perché esprime la tradizione e l’intimo orgoglio di questa terra.
Qui la diffusione della vite ha certamente più di 2000 anni, grazie anche alle due vie di comunicazione che rendevano appetibile l’area alla colonizzazione romana: l’Adige (via fluviale) e la Porcilana (via stradale), ma avrà nel Medioevo nuovo vigore. La possibilità del trasporto del vino proveniente dalle zone attorno ad Arcole, contribuiva ad espandere ovunque la coltura della vite.
Tutta la zona dell’Arcole veniva indicata con il toponimo di Fiumenovo, che si identifica con gran parte della piattaforma alluvionale dove un tempo erano diffusi boschi e sterpaglie insieme a laghetti. Negli inventari delle proprietà e nei singoli documenti di donazione, di affitto e di compravendita, sono immancabili i riferimenti al vino e alla sua produzione sviluppata dalla rete di abbazie quali San Pietro di Villanova e Lepia.
Le viti furono tenute in grande considerazione anche dalla Repubblica di Venezia. Il Colognese, compreso nella zona dell’Arcole, è stato, per la Repubblica Veneziana, una terra prediletta molto legata alla città lagunare, forniva in abbondanza vino, granaglie e canapa, di cui i veneziani non potevano fare a meno.
La DOC Arcole viene riconosciuta nel 2000 con D.M. 4/9/2000 - G.U. n.214 del 4/9/2000, per raccogliere questo rilevante patrimonio di storia e di viticoltura e per qualificare ulteriormente un importante territorio di grande tradizione tra le province di Verona e Vicenza. La particolarità di questo territorio è il terreno limoso sabbioso che conferisce ai vini caratteristiche uniche. Con la necessità di gestire e valorizzare questo importante momento di trasformazione ed evoluzione produttiva, è nato l’8 febbraio 2001 il Consorzio di Tutela.
L’evoluzione della viticoltura in questo areale è tipica di una viticoltura da pianura caratterizzata tradizionalmente da forme di allevamento piuttosto espanse con vitigni di diversa origine. Solo le professionalità degli operatori nel corso degli ultimi anni ha permesso di selezionare le varietà che meglio di altre si esprimono in questo areale. Sono stati selezionati i suoli migliori e sono stati adottati sistemi di impianto di nuova concezione proprio per esaltare al meglio le caratteristiche dei vini. I produttori ha opertao un’importante trasformazione del tessuto produttivo nel quale selezione, attenzione e competitività sono diventati valori caratterizzanti dell’azione dei viticoltori.
Questi progressi sono stati stimolati e valorizzati dal sistema organizzativo proprio di questo territorio da sempre coordinato dalle cantine cooperative, strutture che oltre a generare valore, sanno indirizzare i produttori verso quei vitigni maggiormente apprezzati dal mercato. I produttori che hanno deciso di investire in questa zona puntano al rinnovamento in vigna, rivedendo forme di allevamento e densità di impianti, il tutto a vantaggio di una grande qualità dell’uva.
8.2. Fattori naturali
Il territorio si presenta uniformemente pianeggiante nella parte sud occidentale, secondo i caratteri tipici di una pianura alluvionale, mentre la zona collinare inizia con il rilievo Motta a San Bonifacio e ad oriente con una parte dei Colli Berici.
I terreni di pianura, vocati a vigna, sono quelli di natura prevalentemente «sabbioso-argilloso».
Infatti la pianura risulta morfologicamente movimentata dalla presenza di dossi, terrazzi e di scarpate con non più di una decina di metri di dislivello; i terreni sono profondi, talora dotati anche in maniera rilevante di sabbia.
La morfologia del suolo di produzione del vino Arcole DOC può essere attribuita, sostanzialmente, ai fenomeni di erosione e di sedimentazione, legati principalmente ai fiume Adige e, secondariamente, ai corsi d'acqua locali.
Questi terreni sono composti prevalentemente da depositi sabbiosi e secondariamente ghiaiosi; localmente, i depositi sabbiosi contengono percentuali variabili di limo. Le aree dove affiorano dossi limoso-sabbiosi, che si sviluppano in varie direzioni, corrispondono alle antiche divagazioni del fiume stesso. Mentre i depositi limosi di origine lessinea presentano una colorazione marronrossastra, i depositi limosi di origine atesina, invece, assumono una colorazione marron chiaronocciola.
Nell'area vicentina della zona di produzione del vino Arcole DOC, il fiume Frassine avrebbe deposto, sopra i terreni formati nell'epoca quaternaria dal ghiacciaio Adige-Sarca, uno strato di terreno alluvionale colore rosso-scuro, derivante dal dilavamento di dolomie marnose, basalti, porfidi, calcari gessosi, ecc.
L'area dell'Arcole DOC presenta un clima relativamente omogeneo di tipo continentale, con estati molto calde e afose e inverni rigidi e nebbiosi. Le temperature massime si collocano fra la seconda decade di luglio e la prima di agosto e le minime tra la prima e la terza decade di gennaio.
L'escursione termica annua è abbastanza elevata, mentre la piovosità risulta contenuta anche se ben distribuita durante l'anno.
8.3. Specificità del prodotto
Pur essendo numerose le tipologie di vino previste nel disciplinare di produzione, possiamo per semplicità ricondurle a tre:
— I vini bianchi: l’Arcole Bianco, l’Arcole Chardonnay e l’Arcole Pinot Grigio sono caratterizzati da un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli quando giovane e più dorati durante l’invecchiamento. I profumi sono eleganti e sottili soprattutto per i vigneti situati sui terreni più sabbiosi. Al gusto hanno corpo snello, fragrante, sapido ed aromatico, mai eccessivamente fruttati proprio per le caratteristiche dettate dal suolo e dall’ambiente.
— I vini rossi, ottenuti con Merlot e Cabernet Sauvignon, hanno da giovani colore rosso rubino intenso con tonalità tendenti al viola. Con l’affinamento il colore assume tonalità più granato. Il profumo è sempre intenso, con spiccate note di cacao, violette e lampone. Il sapore è generalmente asciutto, secco, e nel caso del Cabernet, spiccatamente più erbaceo. Con l’invecchiamento aumentano la complessità e la sensazione di giusta morbidezza del vino.
— Vini rosati: il pinot grigio è una varietà che appartiene alla DOC sin dalla sua creazione, ma che ha acquisito un grande successo negli ultimi anni grazie alle spinte commerciali esterne. L’uva naturalmente produce vini di colore rosato se ottenuti con macerazione con le bucce, di colore più o meno intenso. All’olfatto vi sono note di piccola frutta rossa e floreale. Al sapore si presenta sapido anche con un leggero residuo zuccherino. I profumi sono eleganti e sottili soprattutto per i vigneti situati sui terreni più sabbiosi.
Arcole Nero: si ottiene con l’appassimento delle uve per circa due mesi nelle varietà Merlot e Cabernet Sauvignon e il periodo di affinamento di almeno due anni e di almeno tre mesi in botti di legno determina un colore che passa dal rosso rubino con riflessi violacei al colore rosso rubino tendente al granato e, per quelli molto invecchiati, al granato. Il bouquet è complesso e somma alle caratteristiche varietali piacevoli note di vaniglia, di legno e talvolta di fumo. Il corpo è ricco, con tannini morbidi e bouquet più delicato e fine rispetto ai vini non affinati in legno.
8.4. Legame causa effetto fra ambiente e prodotto
In un contesto pedologico alquanto variegato, è la componente limoso-sabbiosa a caratterizzare con più continuità questo territorio dando ai vini caratteristiche e riconoscibilità ben definite.
I vini bianchi dei terreni più sabbiosi esprimono profumi eleganti e sottili, un’importante espressione aromatica e un moderato contenuto alcolico; essi manifestano il massimo della loro piacevolezza nei primi anni di vita. Solo la tipologia Vendemmia Tardiva riesce ad esprimere vini più strutturati e longevi.
I vini rossi dei suddetti suoli, associati al clima molto caldo fra luglio e agosto, e ad una piovosità contenuta, esprimono vini di buona struttura ma in genere bisognosi di arrotondare il loro carattere con qualche anno in bottiglia.
Sono infatti le competenze specifiche dei produttori che permettono di ottimizzare i risultati enologici e di valorizzare al meglio le diverse varietà coltivate nell’area.
Per le tipologie Arcole Nero e Passito, il metodo tradizionale dell’appassimento e dell’affinamento utilizzato tradizionalmente dai produttori determina in modo significativo il risultato finale del vino.
I vini come questi, ottenuti dopo uno-due anni in botti di legno o serbatoi hanno un colore carico con tonalità violacee, il profumo diviene fruttato ed etereo. Il gusto è ampio, armonico, con sensazioni speziate e balsamiche perfettamente amalgamate alla presenza di tannini morbidi.
Durante l’affinamento in bottiglia il colore evolve al classico granato e i profumi e le sensazioni retro nasali assumono note eteree di frutta rossa sotto spirito.
9. Ulteriori condizioni essenziali (confezionamento, etichettatura, altri requisiti)
Utilizzo in etichetta dei sinonimi di «Rosato»
Quadro di riferimento giuridico:
Nella legislazione unionale
Tipo di condizione supplementare:
Disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione della condizione:
Per il vino Pinot grigio rosato, il riferimento al colore può essere indicato anche con i suoi sinonimi di seguito elencati:
Ramato
Blush
Rosè
Rosa
Link al disciplinare del prodotto
https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/20080