Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo di cui all'articolo 17, paragrafi 2 e 3, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione [Rosé des Riceys].
(Comunicazione 15/06/2023, pubblicata in G.U.U.E. 15 giugno 2023, n. C 208)
La presente comunicazione è pubblicata conformemente all'articolo 17, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione.
COMUNICAZIONE DELL'APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA ORDINARIA
«Rosé des Riceys»
PDO-FR-A1363-AM03
Data di comunicazione: 19.4.2023
DESCRIZIONE E MOTIVI DELLA MODIFICA APPROVATA
1. Densità di impianto
Al capitolo I, sezione VI, punto 1, lettera a), del disciplinare sono state modificate le regole generali relative alla densità per consentire, al momento dell'impianto, di avere una maggiore distanza tra i filari e una minore distanza tra i ceppi.
Queste nuove norme, decise dopo diversi anni di sperimentazione, agevoleranno l'adattamento dei vigneti ai cambiamenti climatici e alle pratiche agroambientali. La riduzione della distanza minima tra i ceppi permette di compensare in parte la minore densità di impianto.
Tale modifica comporta una modifica del punto 5 del documento unico.
2. Norme di potatura
Al capitolo I, sezione VI, punto 1, lettera b), del disciplinare viene modificata la formulazione delle modalità di potatura (potatura a cordone di Royat, a Guyot semplice o doppio) per tenere conto delle nuove norme in materia di densità.
Queste modifiche non incidono sul documento unico.
3. Altre pratiche colturali
Al capitolo I, sezione VI, punto 2, del disciplinare sono aggiunte due pratiche colturali:
— l'interfilare deve presentare una copertura vegetale, seminata o spontanea, dal 30 novembre al 31 gennaio dell'anno successivo;
— l'impianto e la sostituzione dei vigneti sono effettuati con piante in cui tutti i componenti (marze e portainnesti) sono stati trattati con acqua calda prima dell'innesto. In caso contrario, le piante devono essere trattate con acqua calda prima dell'impianto. Il trattamento con acqua calda deve essere effettuato esclusivamente in un impianto riconosciuto da FranceAgriMer.
Le nuove norme hanno un obiettivo agroecologico.
Le modifiche non incidono sul documento unico.
4. Riferimenti relativi alla struttura di controllo
Nel capitolo III, sezione II, del disciplinare è stato aggiornato l'indirizzo della struttura di controllo.
Il secondo paragrafo è stato modificato per quanto riguarda la formulazione e il terzo paragrafo è stato soppresso per conformarsi alle nuove norme redazionali del punto II del disciplinare.
Il documento unico non è interessato da tale modifica.
DOCUMENTO UNICO
1. Nome del prodotto
Rosé des Riceys
2. Tipo di indicazione geografica
DOP — Denominazione di origine protetta
3. Categorie di prodotti vitivinicoli
1. Vino
4. Descrizione del vino (dei vini)
Caratteristiche analitiche
DESCRIZIONE TESTUALE CONCISA
Si tratta di vini rosati fermi. I vini presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 10 %.
In caso di arricchimento i vini non superano il titolo alcolometrico volumico totale del 13 % (dopo l'arricchimento).
I vini presentano un tenore in zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) inferiore o pari a 3 grammi per litro.
Visivamente, il suo colore, luminoso e intenso, va dal salmone chiaro al rosso robbia. Vino sottile e delicato, è dotato di una buona persistenza in bocca. Il vino giovane può presentare aromi di frutti rossi. Dopo diversi anni di invecchiamento sviluppa un bouquet complesso, caratterizzato spesso da aromi di frutta secca e di spezie, a volte di frutta candita, a seconda delle annate. In generale, è un vino caratterizzato da finezza, equilibrio gustativo e armonia.
Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo, il titolo alcolometrico effettivo minimo, l'acidità totale minima, l'acidità volatile massima, il tenore massimo di anidride solforosa totale, si applicano le norme previste dalla regolamentazione generale.
|
Caratteristiche analitiche generali |
|
|
Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
13 |
|
Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
|
|
Acidità totale minima |
in milliequivalenti per litro |
|
Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
|
|
Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
|
5. Pratiche di vinificazione
5. Pratiche di vinificazione
5.1. Pratiche enologiche specifiche
1. Pratiche enologiche
Restrizioni applicabili all'elaborazione
È vietato l'impiego di carbone per uso enologico, singolarmente o in combinazione nelle preparazioni.
È vietato l'uso di scaglie di legno.
L'aumento del volume del mosto in fermentazione non deve superare l'1,12 %, per l'1 % di aumento del titolo alcolometrico volumico durante l'operazione di arricchimento.
Oltre alle disposizioni di cui sopra, i vini devono rispettare gli obblighi relativi alle pratiche enologiche stabiliti a livello dell'UE e nel Code rural et de la pêche maritime (codice rurale e della pesca marittima).
2. Densità di impianto
Pratica colturale
— Disposizioni generali
I vigneti sono piantati con una distanza tra i filari non superiore a 2 metri.
La distanza tra i ceppi su uno stesso filare è compresa tra 0,70 e 1,50 metri.
La somma della distanza tra i filari e della distanza tra i ceppi in uno stesso filare non può essere superiore a 3 metri.
È vietata fino all'estirpazione qualsiasi trasformazione della parcella che comporti una modifica della densità di impianto.
— Disposizioni particolari
Per consentire il passaggio di macchinari adeguati, le particelle aventi
— una pendenza superiore al 35 %,
— una pendenza superiore al 25 % e un'inclinazione superiore al 10 %,
possono presentare interfilari di larghezza compresa tra 1,50 e 3 metri, con una frequenza massima di un filare su 6. In tal caso, la somma della distanza tra gli altri filari e della distanza tra i ceppi in uno stesso filare non può essere superiore a 2,30 metri.
3. Norme di potatura
Pratica colturale
Sono vietate le sovrapposizioni tra i ceppi e fra i tralci da frutto.
Il numero di gemme franche è inferiore o pari a 18 gemme per metro quadrato.
La potatura è effettuata al massimo entro lo stadio fenologico (F) (12 Lorentz), ossia quattro foglie distese.
Le vigne sono potate secondo le seguenti tecniche:
— potatura in cordone di Royat,
— potatura a Guyot semplice, doppio o asimmetrico.
5.2. Rese massime
15 500 kg di uve per ettaro
6. Zona geografica delimitata
Tutte le fasi di produzione hanno luogo nella zona geografica approvata dall'Institut national de l'origine et de la qualité (Istituto nazionale dell'origine e della qualità) nella seduta del comitato nazionale competente del 12 febbraio 1969.
Alla data di approvazione del presente disciplinare da parte del comitato nazionale competente, il perimetro di questa zona era composto dai territori dei seguenti comuni secondo il codice ufficiale geografico del 2019:
a) la raccolta delle uve, la vinificazione, l’affinamento e l’invecchiamento dei vini sono effettuati nel territorio del seguente comune del dipartimento dell’Aube: Les Riceys;
b) la vinificazione, l’affinamento e l’invecchiamento dei vini sono effettuati anche nel territorio dei seguenti comuni del dipartimento dell’Aube: Avirey-Lingey, Bagneux-la-Fosse, Balnot-sur-Laignes, Bragelogne-Beauvoir, Gyé-sur-Seine, Mussy-sur-Seine, Neuville-sur-Seine.
7. Varietà principale/i di uve da vino
Pinot noir N
8. Descrizione del legame/dei legami
Legame con la zona geografica
1 — Informazioni sulla zona geografica
— Descrizione dei fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica si estende su otto comuni nel sud del dipartimento dell'Aube. Il paesaggio dei Riceys appartiene alla sequenza geologica della Côte des Bar. Il piano kimmeridgiano costituisce la parte fondamentale del substrato geologico, scavato in profondità al centro dalla valle della Laignes e da numerosi valloni periferici. Il kimmeridgiano, caratterizzato da un'alternanza di marne e banchi calcarei, è all'origine dei migliori terreni dei vigneti, costituiti da suoli colluviali argillo-calcarei di colore grigio che hanno coperto le pendenze, e che comprendono una miriade di piccole pietre che contribuiscono al riscaldamento del suolo. I vigneti piantati su particelle ben delimitate sono situati sui pendii più ripidi, più alti e più soleggiati, esposti a est e a sud. L'ubicazione settentrionale è caratterizzata da un clima piuttosto freddo, ma la configurazione circolare dei vigneti, incassati nei valloni, contribuisce a conferire loro un mesoclima molto favorevole.
— Descrizione dei fattori umani rilevanti per il legame
L'origine dei vigneti dei Riceys risale all'VIII secolo ed è attestata da documenti comprovanti l'esistenza di vigne sul territorio del comune. Dall'inizio del XVIII secolo i vini dei Riceys danno vita a importanti scambi commerciali con i Paesi Bassi, il Belgio, la regione parigina e il nord della Francia, come testimoniano le statistiche delle spedizioni redatte dagli uffici delle tratte della provincia della Champagne. Nel 1875 i vigneti prosperano e quasi 35 commercianti vendono vini dei Riceys. Questa prosperità è indebolita dalla crisi fillosserica e dallo sviluppo dell'industria tessile nell'Aube, che assorbe la manodopera rurale. I vigneti vengono ristabiliti in parte grazie all'inserimento dell'Aube nell'area della Champagne Viticole dal 1927, ma la ricostruzione è difficile. Resistono alcuni coltivatori che l'8 dicembre 1947 vedono ricompensata la loro tenacia con il riconoscimento della denominazione di origine controllata «Rosé des Riceys». Grazie all'insediamento di molti giovani viticoltori negli anni '60 una ripresa dell'attività viticola rilancia la produzione. Il 26 settembre 1968 viene fondato il sindacato dei produttori della DOC Rosé des Riceys.
2 — Informazioni sulla qualità e sulle caratteristiche del prodotto
Il «Rosé des Riceys» è un vino fermo obbligatoriamente di annata. Visivamente, il suo colore, luminoso e intenso, va dal salmone chiaro al rosso robbia. Vino sottile e delicato, è dotato di una buona persistenza in bocca. Il vino giovane può presentare aromi di frutti rossi. Dopo diversi anni di invecchiamento sviluppa un bouquet complesso, caratterizzato spesso da aromi di frutta secca e di spezie, a volte di frutta candita, a seconda delle annate. In generale, è un vino caratterizzato da finezza, equilibrio gustativo e armonia.
3 — Interazioni causali
I terreni pietrosi dei versanti esposti meglio a sud e a est, nonché i più scoscesi, grazie a una luminosità ottimale e a un buon riscaldamento del terreno consentono un avvio precoce della vegetazione in primavera, ottimizzano la fotosintesi e garantiscono la maturazione degli acini. L'altitudine dei pendii viticoli evita il contatto con l'aria fredda stagnante del fondovalle e il manto forestale che copre la parte alta dei versanti, insieme ai numerosi boschetti disseminati sul territorio, conferisce una protezione apprezzabile contro le masse d'aria fredda provenienti dagli altopiani. La pendenza dei versanti viticoli assicura un drenaggio naturale ottimale, garantito anche dalla fissurazione dei calcari kimmeridgiani. Le marne, intercalate tra i banchi calcarei, forniscono la riserva idrica necessaria in estate, soprattutto durante le annate calde e asciutte. Infine le temperature calde che si registrano d'estate, associate al calore sprigionato dai raggi del sole che si riflettono sulle pietre kimmeridgiane, conferiscono al vino le sue note caratteristiche di frutta candita e di spezie durante l'invecchiamento. Già nel XIX secolo Jules GUYOT riteneva che il Pinot nero N fosse il vitigno migliore per la produzione di vini dei Riceys. L'intera raccolta di uve deve essere sistemata nei tini per preservare al meglio gli aromi del vitigno Pinot nero N e consentirne il pieno sviluppo durante la macerazione, la cui durata è controllata alla perfezione dalla competenza e dall'esperienza del vinificatore. Per citare Victor Rendu, «aux Riceys, on réserve les plans fins pour les premières cuvées. On évite les longues cuvaisons afin de conserver à ce vin la finesse et la franchise de goût qui caractérise le vin des Riceys». In altri termini, le piante migliori sono riservate alle prime cuvées, evitando lunghe macerazioni per preservare la finezza e il gusto schietto che caratterizzano il vino dei Riceys.
9. Ulteriori condizioni essenziali (confezionamento, etichettatura, altri requisiti)
Indicazione dell'annata
Quadro normativo:
legislazione nazionale
Tipo di condizione ulteriore:
disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione della condizione:
i vini devono essere presentati obbligatoriamente con l'indicazione dell'annata.
Denominazione aggiuntiva
Quadro normativo:
legislazione nazionale
Tipo di condizione ulteriore:
disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione della condizione:
l'etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata può precisare il nome di un'unità geografica più piccola, a condizione:
— che si tratti del nome di una località accatastata;
— che esso figuri nella dichiarazione di raccolta.
L'indicazione di una località è consentita solo se tutte le uve utilizzate per la produzione dei vini sono uve provenienti dalla località in questione.
Link al disciplinare del prodotto