Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo di cui all'articolo 17, paragrafi 2 e 3, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione [Grignan-les-Adhémar].
(Comunicazione 09/02/2023, pubblicata in G.U.U.E. 9 febbraio 2023, n. C 49)
La presente comunicazione è pubblicata conformemente all'articolo 17, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione.
COMUNICAZIONE DELL'APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA ORDINARIA
«Grignan-les-Adhémar»
PDO-FR-A0929-AM02
Data della comunicazione: 11.11.2022
DESCRIZIONE E MOTIVI DELLA MODIFICA APPROVATA
1. Zona di prossimità immediata
Il capitolo I del disciplinare della denominazione «Grignan-les-Adhémar», sezione IV, punto 3° «Zona di prossimità immediata» è modificato.
La zona di prossimità immediata è stata modificata per sopprimere i comuni periferici rispetto all'attività vitivinicola in cui non si effettua più vinificazione, promuovendo al tempo stesso la continuità geografica e il legame tra la produzione di uve e la trasformazione.
— Soppressione di tre comuni periferici rispetto all'attività vitivinicola (comuni di montagna): Comps, Orcinas, Chaudebonne.
— Soppressione del comune di Morières-les-Avignon.
— Aggiunta del comune di Travaillan, che svolge un'attività vitivinicola importante e che è adiacente alla zona di prossimità immediata esistente.
Le modifiche sono riportate nel documento unico al punto «Condizioni supplementari».
2. Tipo di vitigni
Il capitolo I del disciplinare della denominazione «Grignan-les-Adhémar», è modificato alla sezione V «Assortimento varietale» e alla sezione IX «Trasformazione, elaborazione, affinamento, confezionamento, stoccaggio».
— Per i vini rosati, il Cinsault N diventa vitigno principale, andandosi ad aggiungere al Syrah N e al Grenache N. Non ci sono modifiche per i vini rossi.
— Per i vini bianchi, i vitigni sono suddivisi in vitigni principali (Viognier B, Grenache B, Marsanne B) e accessori (Bourboulenc B, Clairette B).
Queste modifiche riguardanti la suddivisione dei vitigni per colore non incidono sul documento unico e sull'elenco dei vitigni per la produzione dei vini della denominazione.
— Viene introdotta una percentuale minima di vitigni bianchi del 10 % per la produzione dei vini rossi e del 20 % per la produzione dei vini rosati.
— La presenza dei vitigni principali nell'assemblaggio è fissata a una percentuale minima del 70 %.
— Viene introdotta una disposizione che consente alle piccole aziende agricole di meno di 1,5 ha che non vinificano la propria produzione di non essere soggette alle norme di proporzione dei vitigni in azienda.
— Viene introdotta una deroga di cinque anni per permettere alle aziende agricole di conformarsi alle norme di proporzione dei vitigni in caso di cambiamento involontario di struttura (espropriazione, successione).
Queste modifiche non incidono sul documento unico.
3. Densità minima d’impianto
Il capitolo I del disciplinare della denominazione «Grignan-les-Adhémar» è modificato alla sezione VI «Conduzione del vigneto» per sopprimere la derogazione che consente a determinate vecchie parcelle indicate dall'INAO di avere una densità minima d'impianto di 3 300 ceppi/ha anziché 4 000.
Le parcelle in questione sono state ristrutturate e rispettano adesso le norme generali.
La deroga è soppressa anche nel documento unico al punto «Pratiche di vinificazione».
4. Norme di potatura
Il capitolo I del disciplinare della denominazione «Grignan-les-Adhémar» è modificato alla sezione VI «Conduzione del vigneto» per modificare le norme di potatura.
Sono autorizzate le potature corte (a cordone di Royat e ad alberello) con un massimo di 12 gemme franche per ceppo.
Per tenere conto del periodo di formazione del cordone, è introdotta una disposizione che consente l'utilizzo della potatura a Guyot durante il periodo di costituzione. La potatura a Guyot, solo semplice, è estesa a tutte le parcelle di Syrah e Viognier senza limite d'età, con lo stesso numero di gemme per ceppo della potatura corta (massimo 12 gemme franche). Questo tipo di potatura mira a contrastare l'indebolimento del legno e a porre rimedio alla fragilità del legno al momento del passaggio della vendemmiatrice.
Le modifiche sono riportate nel documento unico al punto «Pratiche di vinificazione».
5. Norme di palizzamento
Il capitolo I del disciplinare della denominazione «Grignan-les-Adhémar» è modificato alla sezione VI «Conduzioni del vigneto» per quanto riguarda le norme di palizzamento al fine di precisare che il palizzamento è obbligatorio per i vitigni Marsanne B, Marselan N, Roussanne B, Syrah N e Viognier B, con almeno un filo portante a livello dei fili di sostegno (modo di conduzione con «palizzamento a piano sollevato»).
La disposizione è riportata al punto «Pratiche di vinificazione» del documento unico.
Nella sezione XI del disciplinare di produzione è prevista una misura transitoria per precisare che l'obbligo di palizzamento non si applica alle vecchie vigne piantate prima del 2011. Ai vini prodotti su queste parcelle si applica una resa ridotta.
Nello stesso paragrafo è soppressa la disposizione specifica sull'altezza del fogliame applicabile alle parcelle vecchie indicate dall'INAO. Le parcelle in questione sono state ristrutturate e rispettano le norme generali (cfr. punto «Densità d'impianto»).
Queste disposizioni non incidono sul documento unico.
6. Tenore zuccherino delle uve e titolo alcolometrico volumico naturale minimo
Il capitolo I del disciplinare della denominazione «Grignan-les-Adhémar» è modificato alla sezione VII «Raccolta, trasporto e maturità delle uve».
Tenuto conto del livello di maturazione constatato in questa zona meridionale, si propone di aumentare il tenore zuccherino delle uve, portando il titolo alcolometrico volumico naturale minimo al 12 % per i vini rossi e all'11,5 % per i vini rosati e bianchi (anziché l'11 %). Le modifiche sono state riportate nel documento unico nella descrizione dei vini.
Di conseguenza i tenori zuccherini minimi delle uve sono stati aumentati nel disciplinare. Queste modifiche non incidono sul documento unico.
7. Resa
Il capitolo I del disciplinare della denominazione «Grignan-les-Adhémar» è modificato alla sezione VIII «Rese».
La resa limite massima è ridotta da 60 a 58 hl/ha. Le modifiche sono riportate nel documento unico al punto «Rese massime».
Le rese annue di base dei vini sono aumentate da 45 a 48 hl/ha per i rossi e da 45 a 52 hl/ha per i rosati per permettere un incremento della produzione dei rossi e dei rosati pur rispettando le caratteristiche della DOP. Il valore per i bianchi rimane di 52 hl/ha. Queste modifiche non incidono sul documento unico.
8. Obblighi di dichiarazione e principali punti da controllare
I capitoli II e III del disciplinare della denominazione «Grignan-les-Adhémar» sono modificati per semplificarli e per adeguarli al piano di controllo della denominazione, alle modalità di dichiarazione di rivendicazione, di confezionamento e di controllo dei principali punti da controllare per la produzione dei vini.
Il documento unico non è interessato da questo aggiornamento del disciplinare.
DOCUMENTO UNICO
1. Nome del prodotto
Grignan-les-Adhémar
2. Tipo di indicazione geografica
DOP - Denominazione di origine protetta
3. Categorie di prodotti vitivinicoli
1. Vino
4. Descrizione del vino (dei vini)
1. Descrizione analitica
DESCRIZIONE TESTUALE CONCISA
I vini della denominazione di origine «Grignan-les-Adhémar» sono vini fermi rossi, rosati o bianchi. I vini presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 12 % per i vini rossi e dell'11,5 % per i vini bianchi e rosati.
I vini hanno, dopo la fermentazione, un tenore di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) inferiore o uguale a:
— vini bianchi e rosati 4 g/l;
— vini rossi con un titolo alcolometrico volumico naturale inferiore o uguale al 14 %: 3 g/l;
— vini rossi con un titolo alcolometrico volumico naturale superiore al 14 %: 4 g/l.
In fase di confezionamento, i vini hanno un tenore di acidità volatile inferiore o pari a:
— 18,37 milliequivalenti/l per i vini rossi; - 14,28 milliequivalenti/l per i vini bianchi e rosati;
— i vini rossi hanno in fase di confezionamento:
un indice dei polifenoli totali (DO 280 nm) superiore o uguale a 40;
un'intensità colorante modificata (DO 420 nm + DO 520 nm + DO 620 nm) superiore a 5;
un tenore massimo di acido malico pari a 0,4 grammi per litro.
Dopo l'arricchimento, i vini non superano il titolo alcolometrico volumico totale del 13 %.
Gli altri criteri analitici rispettano i valori della normativa europea.
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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2. Descrizione organolettica
DESCRIZIONE TESTUALE CONCISA
Le caratteristiche sensoriali di tutti questi prodotti li legano alla grande famiglia dei vini della valle del Rodano, in quanto esistono analogie di terreno e di assortimento varietale.
I vini rossi tuttavia si contraddistinguono per la loro unicità, in particolare grazie alla presenza del vitigno Grenache N che, coltivato al limite della zona di maturazione, apporta finezza, eleganza di frutto e rotondità. Il vitigno Syrah N completa l'assemblaggio per garantire struttura tannica, intensità di colore e finezza degli aromi vegetali e floreali. Questi vini rossi possono essere bevuti giovani e vantano un eccellente potenziale d'invecchiamento dovuto alla percentuale elevata di Syrah N utilizzata per questa denominazione di origine controllata della parte meridionale della zona vitivinicola della valle del Rodano.
Ottenuti per pressatura o salasso, i vini rosati sono fruttati ed eleganti e di colore da rosa tenue a rosso chiaro. In bocca si caratterizzano per la loro freschezza e morbidezza e la predominanza di frutti rossi.
I vini bianchi sono il frutto di assemblaggio di vitigni meridionali, come Bourboulenc B, Grenache B, Clairette B, e di vitigni più settentrionali, come Marsanne B, Roussanne B o Viognier B. Questa gamma di vitigni offre la possibilità di assemblarli in molteplici combinazioni e di produrre vini bianchi secchi che sviluppano una grande complessità aromatica (fiori, frutti, mineralità...) e un'acidità in bocca sempre controbilanciata dalla rotondità.
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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5. Pratiche di vinificazione
5.1. Pratiche enologiche specifiche
1.
Pratica colturale
Densità di impianto
— La densità minima d'impianto delle vigne è di 4 000 ceppi per ettaro. Le vigne non possono presentare una distanza interfilare superiore a 2,50 metri.
- La distanza tra i ceppi su uno stesso filare non può essere inferiore a 1 m e non può superare 1,50 m.
Norme di potatura
Disposizioni generali
— Le viti sono potate corte (ad alberello o a cordone di Royat), con un massimo di 12 gemme franche per ceppo.
— Durante il periodo di costituzione del cordone di Royat, limitato a un massimo di 2 anni, è consentita la potatura a Guyot.
— Per le parcelle piantate a partire dal 1o agosto 2022, l'altezza del cordone non è superiore à 70 cm.
Disposizioni specifiche
— I vitigni Viognier B e Syrah N possono inoltre essere sottoposti a potatura a Guyot semplice con non più di 10 gemme franche sul capo a frutto e uno sperone avente al massimo 2 gemme franche.
Norme di palizzamento
Il palizzamento è obbligatorio per i vitigni Marsanne B, Marselan N, Roussanne B, Syrah N et Viognier B, con almeno un filo portante a livello dei fili di sostegno (modo di conduzione con «palizzamento a piano sollevato»).
Può essere autorizzata l'irrigazione.
2.
Pratica enologica specifica
— Le tecniche sottrattive di arricchimento sono autorizzate per i vini rossi entro il limite di un tasso di concentrazione del 10 %.
— Per la produzione dei vini rosati, è ammesso l'impiego del carbone per uso enologico, da solo o in combinazione con altre sostanze in appositi preparati, da parte del vinificatore, esclusivamente sui mosti pressati e in proporzione non superiore al 20 % del volume vinificato dall'operatore in questione per la raccolta considerata.
Oltre alle disposizioni di cui sopra, i vini devono rispettare gli obblighi relativi alle pratiche enologiche stabiliti a livello dell'Unione e dal Code rural et de la pêche maritime (codice rurale e della pesca marittima).
5.2. Rese massime
1.
58 ettolitri per ettaro
6. Zona geografica delimitata
La vendemmia, la vinificazione e l'elaborazione dei vini sono effettuate nel territorio dei seguenti comuni del dipartimento Drôme: Allan, La Baume-de-Transit, Chamaret, Chantemerle-lès-Grignan, Châteauneuf-du-Rhône, Clansayes, Colonselle, Donzère, Grignan, La Garde-Adhémar, Les Granges-Gontardes, Malataverne, Montségur-sur-Lauzon, Réauville, La Roche-Saint-Secret-Béconne, Roussas, Salles-sous-Bois, Saint-Paul-Trois-Châteaux, Saint-Restitut, Solérieux, Valaurie.
7. Varietà principale/i di uve da vino
Bourboulenc B - Doucillon blanc
Carignan N
Cinsaut N - Cinsault
Clairette B
Grenache N
Grenache blanc B
Marsanne B
Marselan N
Mourvèdre N - Monastrell
Roussanne B
Syrah N - Shiraz
Viognier B
8. Descrizione del legame/dei legami
8.1. Fattori naturali ed umani rilevanti per il legame
Descrizione dei fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica della denominazione «Grignan-les-Adhémar» si trova nel cuore della Drôme provençale, designazione del territorio di transizione e crocevia tra l'attuale Delfinato e il Comtat, il Massiccio centrale e le Prealpi. Si trova sulla riva sinistra del Rodano, a sud di Montélimar e a nord di Bollène nel dipartimento della Drôme, e comprende il territorio di 21 comuni situati tra il Rodano a ovest e l'Enclave des Papes a est. L'orografia è caratterizzata dall'alternanza di zone pianeggianti e collinari di altitudine moderata, in media 200 m.
Il substrato dell'intera zona geografica è costituito principalmente da formazioni del Miocene medio: a est (nei comuni di Grignan e Colonzelle) sabbie marnose e marne a banchi di molassa dette «Molasses de Grignan». Nel centro questi depositi elveziani proseguono con le sabbie e le arenarie giallastre (Saffres) di Valréas. Essi danno suoli leggeri sabbiosi più o meno profondi, poco ricchi di riserve minerali.
A sud il comune di La Baume-de-Transit si contraddistingue per le terrazze wurmiane, caratterizzate da suoli argilloso-calcarei e sassosi depositati dal fiume Aygues, mentre a ovest si trovano le terrazze fluviali del Rodano.
A nord terrazze fluviale più antiche si appoggiano alle colline che chiudono la valle del Rodano e sono in parte ricoperte da ghiaione calcareo proveniente dai versanti. Questi territori, caratterizzati da suoli poveri e magri, erano dominati dalla gariga (Bois des Mattes) e sono stati colonizzati dalla vite in tempi relativamente recenti (1960-1970).
Il territorio è caratterizzato da un clima di transizione: di tipo mediterraneo, si attenua in modo variabile spostandosi verso il nord della regione, in coincidenza con il limite settentrionale della coltivazione dell'olivo e del vitigno Grenache N.
Le precipitazioni sono irregolari, con medie annue che variano tra i 700 mm e i 1 000 m.
Le temperature miti si aggirano in media sui 13 °C, con un soleggiamento elevato di circa 2 500 ore all'anno. La frequenza del vento (soprattutto il maestrale) rafforza l'aridità dei versanti occupati spesso dalla vite.
Il clima risente inoltre delle influenze continentali, dovute a una serie di colline che attraversano la valle del Rodano, che rendono gli inverni più rigidi.
La coltivazione dei vigneti in una zona di transizione climatica implica situazioni locali fortemente differenziate a seconda dell'altitudine e della topografia.
Descrizione dei fattori umani rilevanti per il legame
Tra i numerosi resti romani che testimoniano la presenza della vite e del vino in questa regione, l'importante azienda vitivinicola rinvenuta nel 1983 nel comune dei Donzère, nel cuore del territorio, costituisce innegabilmente un elemento fondamentale nella storia prestigiosa di questa zona vitivinicola.
Fin dalle origini la zona vitivinicola ha sempre prosperato. Nel 1850 la sua superficie totale tocca i 2 500 ha. Nel 1885, analogamente ad altre zone vitivinicole francesi, è tuttavia colpita duramente dalla crisi della filossera. Nonostante questa perdita di interesse per la vite, un piccolo gruppo di viticoltori dinamici e fedeli alle tradizioni vitivinicole della regione si indirizza verso la viticoltura di qualità.
Nel 1962 è stata quindi presentata domanda presso l'Institut national de l'origine e de la qualité affinché ai vini della regione fosse riconosciuta l'«appellation d'origine vin délimité de qualité supérieure»«Coteaux du Tricastin».
La richiesta è ufficialmente accettata con il decreto del 13 marzo 1964, che ne definisce le condizioni di produzione.
Dieci anni dopo i produttori migliorano l'assortimento varietale adeguandolo alle condizioni viticole, adattano e perfezionano le tecniche di produzione e ottengono il riconoscimento della denominazione di origine controllata il 27 luglio 1973.
Gli anni tra il 1970 e il 1980 sono segnati da un rinnovamento dei vigneti e da un rapido aumento della produzione, che passa, tra il 1976 e il 1983, da 53 000 hl a 78 000 hl.
Il 16 novembre 2010 la modifica del nome della denominazione di origine controllata da «Coteaux du Tricastin» a «Grignan-les-Adhémar», richiesta da tempo dai produttori, è ufficializzata con decreto.
Nel 2010 la zona vitivinicola si estende su 2 600 ha con una produzione media di 55 000 hl, ripartita tra una quarantina di cantine private e 12 cantine cooperative. Sebbene i vini della denominazione di origine controllata «Grignan-les-Adhémar» siano bianchi, rosati e rossi, si producono soprattutto vini rossi, che nel 2008 rappresentano circa il 75 % del volume totale.
Alcuni impianti recenti mirano a sviluppare progressivamente la produzione di vini bianchi secchi, che rappresentano, sempre nel 2008, il 7 % del volume prodotto.
8.2. Interazioni causali
Tra il Delfinato e la Provenza, sulla riva sinistra del Rodano, si coltivano vigneti che beneficiano delle influenze mediterranee della Drôme provençale. I vigneti sono costituiti da vitigni spesso meridionali, coltivati al limite della zona di maturazione, che esprimono un'originalità particolare dovuta all'abitudine dei produttori di impiantare le viti ad altitudine media e di privilegiare le esposizioni più soleggiate.
L'origine molto antica della zona vitivinicola e soprattutto delle competenze legate alla vinificazione sono dimostrate fin dall'epoca della Gallia pre-romana, come testimonia la scoperta di una delle prime «ville vitivinicole» dell'antichità.
Nel corso della storia le competenze sono state trasmesse sull'intero territorio dei Tricastini e i produttori hanno saputo conservare i vigneti per generazioni, nonostante le gravi minacce. Tra queste ultime, la fillossera ha portato alla nascita delle associazioni di produttori, che hanno imparato a stabilire regole comuni per permettere di sviluppare una produzione di quantità.
I progressi di questa collaborazione sono stati scanditi dal riconoscimento dei vini prodotti in tali vigneti prima come «appellation d'origine vin délimité de qualité supérieure» e poi come denominazione di origine controllata «Coteaux du Tricastin», in un periodo in cui le esigenze della domanda potevano giustificare l'aumento della produzione anziché la scelta della qualità legata all'origine.
I vini sono tutti ottenuti dalla vendemmia di uve provenienti da parcelle attentamente selezionate e dall'assemblaggio di diversi vitigni piantati su parcelle con suoli poveri, spesso filtranti e caldi. Questi elementi conferiscono originalità ai vini rossi, che sono morbidi, fruttati e tuttavia strutturati, e un ampio ventaglio aromatico ai vini bianchi secchi, che si contraddistinguono per il tipico carattere meridionale; i vini rosati sono come i vini rossi: morbidi e fruttati.
La qualità e la reputazione di questi vini sono da tempo consolidate, benché la loro identità sia cambiata nel tempo, in quanto hanno assunto di volta in volta il nome di un particolare comune o della regione.
Nel 2010, sebbene i produttori ne avessero espresso il desiderio da molti anni, il nome della denominazione di origine controllata è stato modificato in «Grignan-les-Adhémar», mettendo nuovamente l'accento del legame tra il cuore geografico di questo territorio e i suoi vini sul comune di Grignan, la cui storia è legata alla famiglia degli «Adhémar de Grignan». Infatti François de Castellane Adhémar, conte di Grignan, che fu governatore di Provenza nel XVII secolo e che sposò nel 1669 la figlia di Madame de Sévigné, associò definitivamente il nome della famiglia a quello del comune di Grignan.
Nel 1781 Faujas de Saint-Fonds scrive nell'«Histoire naturelle de la province de Dauphiné» [Storia naturale della provincia del Delfinato] dei vini famosi, conosciuti come «vins de Donzère», prodotti nel comune omonimo: «i siti più rinomati sono Roussettes, Suel, Figerasse e Javelin, che occupano diversi pendii, della lunghezza di circa mezza lega, con un suolo in cui abbondano pietre e sassi e ciottoli». E prosegue: «Anche la piana di Grès [...] produce dei buoni vini, come pure i siti di Opplilias, Borillon e Lerminas, il cui vino deve essere tagliato con quello di Grès». Continuando la lettura, si scopre che questi vini sono già conosciuti e apprezzati al di fuori della zona geografica e talvolta ben oltre: «I vini di Donzère sono esportati a Parigi, Lione, Grenoble, nel Velay e nel Vivarais; non temono i viaggi in mare, infatti sono stati inviati con successo a Costantinopoli». Nella stessa opera l'autore ritiene che dai vitigni coltivati allora (Clairette, Picardan e Rosani) «si ottengano vini bianchi deliziosi».
Nel 1896 una pubblicazione sui vigneti di Château-Bizard, situati ad Allan, mette i vini provenienti dai comuni di Allan, Roussas e La Garde-Adhémar sullo stesso piano degli altri vini detti della «côte du Rhône». I vini del comune di Allan sono citati anche nella topografia dei vigneti francesi di Jullien (1822). L'autore li classifica immediatamente dopo «Ermitage» e «Côte-Rôtie». Nel trattato di viticoltura di G. Foex (1895), a pagina 811, l'autore fa riferimento ai vigneti di Allan e stabilisce analogie tra il vino di questa zona e quello di Châteauneuf-du-Pape".
Il comune di Grignan, cuore geografico della denominazione di origine controllata, citato molto spesso nella storia di questi vigneti, ha ritrovato la sua reputazione come zona vitivinicola grazie agli sforzi per ricercare la qualità da parte dei produttori. Essa si rispecchia in particolare nelle numerose manifestazioni che vi si svolgono e dalla creazione della «Maison des vins de Grignan-les-Adhémar». "
9. Ulteriori condizioni essenziali (confezionamento, etichettatura, altri requisiti)
Quadro normativo:
nella legislazione nazionale
Tipo di condizione ulteriore:
deroga relativa alla produzione nella zona geografica delimitata
Descrizione della condizione:
la zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione e l'elaborazione dei vini, è costituita dal territorio dei seguenti comuni:
— dipartimento Ardèche: Alba-la-Romaine, Aubignas, Bidon, Bourg-Saint-Andéol, Gras, Larnas, Ruoms, Saint-Just, Saint-Marcel-d'Ardèche, Saint-Martin-d'Ardèche, Saint-Montan, Saint-Remèze, Saint-Thomé, Le Teil, Valvignières, Viviers;
— dipartimento Drôme: Aleyrac, Arpavon, Aubres, La Bégude-de-Mazenc, Bouchet, Châteauneuf-de-Bordette, Condorcet, Curnier, Dieulefit, Espeluche, Eyrolles, Eyzahut, Mirabel-aux-Baronnies, Montaulieu, Montboucher-sur-Jabron, Montbrison, Montélimar, Montjoux, Montjoyer, Nyons, Le Pègue, Piégon, Pierrelatte, Les Pilles, Le Poët-Laval, Pont-de-Barret, Portes-en-Valdaine, Puygiron, Rochebaudin, Rochefort-en-Valdaine, Rochegude, Rousset-les-Vignes, Salettes, Saint-Ferréol-Trente-Pas, Saint-Gervais-sur-Roubion, Saint-Maurice-sur-Eygues, Saint-Pantaléon-les-Vignes, Sainte-Jalle, Souspierre, Suze-la-Rousse, Taulignan, Teyssières, La Touche, Tulette, Valouse, Venterol, Vesc, Vinsobres;
— dipartimento Gard: Pont-Saint-Esprit, Saint-Paulet-de-Caisson;
— dipartimento Vaucluse: Bollène, Buisson, Cairanne, Entrechaux, Faucon, Gigondas, Grillon, Lagarde-Paréol, Lamotte-du-Rhône, Lapalud, Montdragon, Mornas, Puyméras, Rasteau, Richerenche, Roaix, Sablet, Séguret, Saint-Marcellin-lès-Vaison, Saint-Romain-en-Viennois, Saint-Roman-de-Malegarde, Sainte-Cécile-les-Vignes, Travaillan, Vacqueyras, Vaison-la-Romaine, Valréas, Villedieu, Violès, Visan.
Quadro normativo:
nella legislazione nazionale
Tipo di condizione ulteriore:
disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione della condizione:
l'etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata può specificare l'unità geografica più ampia «Vignobles de la Vallée du Rhône» in base alle condizioni precisate nella convenzione sottoscritta tra i vari organismi di tutela e di gestione interessati.
Link al disciplinare del prodotto
https://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-f57bb70c-e0a8-44c0-bc75-3aeca81c658d