Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo di cui all'articolo 17, paragrafi 2 e 3, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione [Quarts de Chaume].
(Comunicazione 09/02/2023, pubblicata in G.U.U.E. 9 febbraio 2023, n. C 49)
La presente comunicazione è pubblicata conformemente all'articolo 17, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione.
COMUNICAZIONE DELL'APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA ORDINARIA
«Quarts de Chaume»
PDO-FR-A0829-AM02
Data della comunicazione: 14.11.2022
DESCRIZIONE E MOTIVI DELLA MODIFICA APPROVATA
1. Codice geografico ufficiale
I comuni della zona geografica e della zona di prossimità immediata sono stati aggiornati in base al codice geografico ufficiale.
Il perimetro della zona geografica delimitata resta invariato.
Il documento unico è modificato ai punti 6 e 9.
2. Distanza tra i ceppi
La distanza minima tra i ceppi dello stesso filare passa da 1 m a 0,90 m.
La modifica ha lo scopo di aumentare la densità d'impianto delle vigne senza modificare la distanza interfilare.
Viene inoltre aggiunta una disposizione particolare per le vigne piantate su parcelle con pendenze superiori al 10 %, per le quali è autorizzata una distanza minima tra i ceppi di 0,80 m.
Con tale aggiunta si vuol tener conto del caso specifico delle vigne piantate su parcelle con forti pendenze, per le quali sono necessari adeguamenti specifici in fase d'impianto (impianto parallelo anziché perpendicolare al pendio).
Il documento unico è modificato al punto 5.
3. Potatura
Le norme di potatura sono uniformate per tutte le denominazioni presenti nella zona Anjou-Saumur in Val de Loire.
Obiettivo di tale uniformazione è migliorare le conoscenze degli operatori e semplificare i controlli. Questa modifica dà ai viticoltori maggior flessibilità nell'adeguarsi al sopraggiungere di gelate, ora sempre più tardive.
Il documento unico è modificato al punto 5.
4. Maturazione delle uve
Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo è pari al 18 %. Per tenere conto delle difficoltà di fermentazione dei mosti molto ricchi di zuccheri, il limite del titolo alcolometrico volumico effettivo è stato soppresso e il disciplinare non prevede più un valore minimo.
Il documento unico è modificato al punto 4.
5. Misure transitorie
Le misure transitorie giunte a scadenza sono soppresse.
Il documento unico non è modificato.
6. Etichettatura
Le norme di etichettatura sono precisate e uniformate per tutte le denominazioni della zona Anjou-Saumur in Val de Loire. Si tratta di una modifica puramente redazionale.
Il documento unico è modificato al punto 9.
7. Modifiche redazionali
Sono state apportate alcune modifiche redazionali al disciplinare.
Tali modifiche non comportano alcuna modifica al documento unico.
8. Riferimento alla struttura di controllo
La formulazione del riferimento alla struttura di controllo è stata rivista per uniformarla ai disciplinari delle altre denominazioni. Si tratta di una modifica puramente redazionale.
Tale modifica comporta alcuna variazione del documento unico.
DOCUMENTO UNICO
1. Nome del prodotto
Quarts de Chaume
2. Tipo di indicazione geografica
DOP - Denominazione di origine protetta
3. Categorie di prodotti vitivinicoli
1. Vino
4. Descrizione del vino (dei vini)
DESCRIZIONE TESTUALE CONCISA
I vini sono vini bianchi fermi ottenuti da uve raccolte a sovramaturazione aventi le seguenti caratteristiche analitiche principali:
- un titolo alcolometrico volumico naturale minimo pari al 18 %;
- un tenore di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) dopo la fermentazione superiore a 85 g/l.
I tenori di anidride solforosa totale e di acidità totale sono quelli stabiliti dalla normativa europea.
I vini sono vini bianchi dolci ottenuti dal solo vitigno Chenin B. Si tratta di vini potenti e delicati, caratterizzati da una notevole complessità aromatica, che, al palato, presentano una notevole armonia tra dolcezza e vivacità, spesso sottolineata da una punta di amaro. La loro capacità di invecchiamento è notevole.
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
25 |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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5. Pratiche di vinificazione
5.1. Pratiche enologiche specifiche
1.
Pratica enologica specifica
È vietato usare la tramoggia di ricevimento con coclea, la pigiatrice-pompa e la pressa continua.
È vietata qualsiasi tecnica di arricchimento. Sono vietati i trattamenti termici delle uve vendemmiate con ricorso a temperature inferiori a -5 °C. È vietato l'uso di scaglie di legno.
I vini sono oggetto di affinamento almeno fino al 1° luglio dell'anno successivo a quello della vendemmia.
Oltre alle disposizioni di cui sopra, i vini devono rispettare gli obblighi relativi alle pratiche enologiche stabiliti a livello dell'Unione e dal Code rural et de la pêche maritime (codice rurale e della pesca marittima).
2. Densità
Pratica colturale
la densità minima d'impianto delle vigne è di 5 000 ceppi per ettaro. La distanza interfilare non può essere superiore a 2 m e la distanza tra i ceppi dello stesso filare non può essere inferiore a 0,90 m
Le parcelle vitate in cui la distanza tra i ceppi dello stesso filare è inferiore a 0,90 m, ma superiore o pari a 0,80 m, e con pendenza superiore al 10 % hanno diritto, per la vendemmia, alla denominazione di origine controllata.
3. Potatura e palizzamento della vite
Pratica colturale
Le viti sono potate con la tecnica della potatura corta, lunga o mista, con un massimo di 12 gemme franche per ceppo.
Nella fase fenologica corrispondente a 11 o 12 foglie (gemme a fiore separate), il numero dei tralci fruttiferi dell'anno, per ceppo, è inferiore o uguale a 10.
L'altezza del fogliame palizzato deve essere almeno pari a 0,6 volte la distanza interfilare, sapendo che l'altezza del fogliame palizzato è misurata tra il limite inferiore del fogliame, posto ad almeno 0,40 m dal suolo, e il limite superiore di cimatura, situato ad almeno 0,20 m sopra il filo superiore di palizzamento.
4. Irrigazione
Pratica colturale
È vietata l'irrigazione.
5. Raccolta
Pratica colturale
I vini sono ottenuti da uve raccolte in sovramaturazione.
L'uva è raccolta manualmente mediante cernite successive.
6. Trasporto del raccolto
Pratica colturale
È vietato l'uso dei rimorchi autoscaricanti a coclea e dei rimorchi autoscaricanti muniti di pompa a palette.
Nei contenitori utilizzati per il trasporto della vendemmia, l'altezza dell'uva deve essere inferiore o uguale a 1 metro.
5.2. Rese massime
1.
25 ettolitri per ettaro
6. Zona geografica delimitata
Tutte le fasi di produzione hanno luogo nella zona geografica il cui perimetro comprende il territorio del seguente comune del dipartimento Maine-et-Loire sulla base del codice geografico ufficiale del 2021: Rochefort-sur-Loire.
7. Varietà principale/i di uve da vino
Chenin B
8. Descrizione del legame/dei legami
8.1.
a) Descrizione dei fattori naturali rilevanti per il legame
Situata nel cuore dell'Anjou, la zona geografica è attraversata da un ripido pendio che si sviluppa in direzione est/ovest al di sopra del fiume Layon. Si estende interamente sul territorio del comune di Rochefort-sur-Loire. Le parcelle, delimitate con precisione per la raccolta delle uve, occupano una quarantina di ettari esposti a sud ai piedi di tale ripido pendio. Con un dislivello da 25 a 75 m, la superficie parcellare delimitata si inserisce nelle ultime pendici del pendio, nel cuore di un meandro del fiume Layon, che essa sovrasta.
Dette parcelle delimitate poggiano sostanzialmente su un sottosuolo scistoso brioveriano, una peculiarità di questo sito, in quanto tale stadio geologico, caratteristico della riva sinistra del Layon, è presente soltanto in alcuni punti della riva destra. Sulla parte superiore della superficie parcellare delimitata sono localmente presenti puddinghe, conglomerati di ciottoli di origine fluviale, molto erose. In molti casi i suoli, notevolmente erosi, lasciano apparire la roccia madre; tuttavia, più di frequente, le viti sono impiantate su un suolo argilloso molto sottile. Tali suoli molto superficiali hanno una riserva idrica molto limitata e la loro pendenza favorisce un drenaggio eccellente.
Il clima della zona geografica, analogamente a quello della zona geografica della denominazione di origine controllata «Coteaux du Layon», è di tipo oceanico moderato. Grazie all'effetto «Föhn» e alla protezione dall'umidità oceanica fornita dai rilievi più elevati del massiccio dei Mauges a ovest, nella zona geografica il livello di precipitazioni annuo è di circa 600 mm, mentre nel massiccio dei Mauges è di 800 mm. La piccola valle di «Bézigon», formata da un meandro del fiume Layon, favorisce le foschie mattutine che nascondono le vigne per l'intera mattinata in autunno. Tale contesto naturale, ben riparato dai venti del nord, dell'est e dell'ovest, beneficia di un notevole soleggiamento che consente ai suoli sassosi di riscaldarsi in primavera. La presenza di lecci, lungo tutto il pendio, di mimose e di mandorli rivelano in questo luogo la più bella espressione del clima mite dell'Anjou, la cosiddetta «douceur angevine».
b) Descrizione dei fattori umani rilevanti per il legame
Questi vigneti devono il nome a un uso antico. Nel 1028 Foulques Nerra lascia in eredità all'abbazia di Ronceray d'Angers una proprietà situata nel comune di Rochefort-sur-Loire. Le monache dell'abbazia, consapevoli dell'interesse del sito, sanno adottare le misure per sfruttarla al meglio. Così, nel XV secolo, i signori di Guerche, locatari del «tènement de Chaume», pagano le monache con «i migliori quarti della vendemmia effettuata sul rovescio del lato esposto a sud». Lo sfruttamento da parte dell'abbazia di Ronceray, nel corso di molti secoli, ha consentito di conservare numerosi documenti relativi ai vini prodotti nel «tènement de Chaume», come testimonia una convocazione datata 23 settembre 1674 per fissare il divieto di vendemmia. Durante il XVII e il XVIII secolo questi vini sono molto ricercati dagli intermediari olandesi che fanno dei vigneti situati sulle sponde del Layon il loro luogo privilegiato di approvvigionamento.
La rivoluzione francese consente ai civili di acquistare residenze nella zona geografica. I vigneti vengono ristrutturati e suddivisi tra alcuni proprietari che si adoperano per migliorare la qualità dei vini. All'inizio del XX secolo Mignot, titolare dell'azienda agricola di «Château de Bellerive», denuncia ripetutamente gli effetti dannosi della potatura lunga per il vitigno Chenin B.
I produttori comprendono inoltre molto rapidamente l'importanza di vendemmiare le uve a maturità avanzata, utilizzando tecniche specifiche. Nel 1845 il conte Odart afferma nel «Traité des cépages»: «È inoltre necessario che l'uva sia raccolta solo quando ha superato il grado di maturazione, come quando arriva nel periodo di Ognissanti, quando la tunica, ammorbidita dalle piogge, si sfalda». La condizione di sovramaturazione fa quindi parte integrante della raccolta. Nel 1816, nel suo «Topographie de tous les vignobles connus», Jullien specifica che: «nel caso dei buoni cru, la vendemmia viene effettuata a più riprese; le prime due vendemmie, costituite soltanto dalle uve più mature, servono per la produzione dei vini spediti all'estero, mentre i vini della terza vendemmia sono destinati al consumo interno [...]».
Il decreto di riconoscimento della denominazione di origine controllata «Quarts de Chaume», datato 10 agosto 1954, è il risultato della storia di questo sito e della ricerca di qualità e autenticità che ha ispirato i produttori nel corso di generazioni.
8.2.
2 Informazioni sulla qualità e sulle caratteristiche del prodotto
I vini che beneficiano della denominazione di origine controllata «Quarts de Chaume» sono vini bianchi dolci ottenuti dal solo vitigno Chenin B. Si tratta di vini potenti e delicati, caratterizzati da una notevole complessità aromatica, che, al palato, presentano una notevole armonia tra dolcezza e vivacità, spesso sottolineata da una punta di amaro. La loro capacità di invecchiamento è notevole.
3 Interazioni causali
L'influenza meridionale del clima oceanico, associata a una situazione topografica particolarmente favorevole, a un'esposizione peculiare ai piedi del pendio e a suoli poco profondi e sassosi prodotti dall'erosione degli scisti brioveriani, conferisce a questo sito tutte le caratteristiche necessarie per l'elaborazione di grandi vini. Il vitigno Chenin B, un vitigno autoctono, trova nella zona di «Quarts de Chaume» uno dei siti di elezione, in cui sviluppa tutto il potenziale, che si esprime con particolare potenza ed eleganza. Gestite nell'ottica di una resa limitata, queste vigne attentamente curate dai produttori.
La peculiarità del sito risiede nella sua posizione nel cuore di un meandro del fiume Layon. Al mattino presto, le foschie autunnali depositano fini goccioline sulla buccia dell'uva in piena maturazione, favorendo lo sviluppo della Botrytis cinerea. Questo fungo, all'origine della «muffa nobile», si diffonde sui grappoli dorati grazie al calore dei raggi del sole, concentrando lo zucchero negli acini e conferendo complessità aromatica. Talvolta, in alcune annate, al termine della stagione più arida, la concentrazione si ottiene per appassimento, mediante la semplice azione meccanica del vento e del calore che disidrata l'uva. Le uve vengono quindi raccolte mediante cernite manuali successive all'interno di una medesima parcella, con un tenore minimo di zucchero di 298 grammi per litro.
Nella regione vitivinicola dell'Anjou, nel corso del tempo si sono affermati siti che producono regolarmente vini eccezionali, come il «Quarts de Chaume». Si estendono in ambienti privilegiati nei quali le condizioni topografiche, pedoclimatiche sono ottimali. Individuati e rinomati da secoli, sono oggetto della massima cura dei produttori, tanto le vigne quanto le cantine. Questi siti sono all'origine, anno dopo anno, di vini originali che da diversi secoli sono ai vertici della classifica dei vini di Anjou, con la menzione di «cru». Dal XV secolo la raccolta delle uve del «tènement de Chaume» è particolarmente ambita. La notorietà è innanzitutto locale, testimoniata dalle cure a esso dedicate dalla badessa del monastero di Ronceray e dalle sue monache, dal parroco della parrocchia di Rochefort che non esita, durante gli anni novanta del seicento, a reclamare con precisione quanto a lui dovuto: «il contenuto di una grossa botte di vino di Chaulme che Monsieur de la Guerche mi ha dato, da ritirare dalle diciannove che percepisce presso la menzionata proprietà di Chaulme».
La notorietà e la reputazione si sono diffuse grazie al fiume Layon, rotta di navigazione e commerciale. Alla fine del XVIII secolo la sua navigabilità consentiva agli Olandesi di venire ad approvvigionarsi di questi vini che resistono così bene al trasporto marittimo. Nel XIX secolo numerosi scritti lodano i vini di «Quarts de Chaume». Nella classificazione contenuta nella sua opera «Nuova geografia universale», pubblicata in francese nel 1802, il geografo inglese William Guthrie (1708-1770) parla del «cru di Quarts de Chaume». Maisonneuve, nel suo libro «L'Anjou, ses vignes et ses vins», pubblicato nel 1925, fa riferimento ai vini di «Quarts de Chaume» definendoli «les perles du Layon» (le perle del Layon).
La consuetudine prevede un affinamento dei vini per diversi mesi, che li rende particolarmente adatti alla conservazione e contribuisce a rafforzarne la complessità aromatica, evidente durante la degustazione. La menzione «grand cru» attualmente associata a questi vini, testimonia usi, competenze acquisite e una reputazione storica costruita nel corso delle generazioni e solidamente affermata.
9. Ulteriori condizioni essenziali (confezionamento, etichettatura, altri requisiti)
Zona di prossimità immediata
Quadro normativo:
nella legislazione dell'UE
Tipo di condizione ulteriore:
deroga relativa alla produzione nella zona geografica delimitata.
Descrizione della condizione:
la zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione, l'elaborazione e l'affinamento dei vini, è costituita dal territorio dei seguenti comuni del dipartimento Maine-et-Loire sulla base del codice geografico ufficiale del 2021: Aubigné-sur-Layon, Beaulieu-sur-Layon, Bellevigne-en-Layon, Brissac Loire Aubance (solo il territorio dei comuni delegati di Brissac-Quincé e Vauchrétien), Chalonnes-sur-Loire, Chaudefonds-sur-Layon, Chemillé-en-Anjou (solo il territorio del comune delegato di Chanzeaux), Denée, Doué-en-Anjou (solo il territorio dei comuni delegati di Brigné e Les Verchers-sur-Layon), Mauges-sur-Loire (solo il territorio dei comuni delegati di Montjean-sur-Loire e La Pommeraye), Mozé-sur-Louet, Savennières, Soulaines-sur-Aubance, Terranjou (solo il territorio dei comuni delegati di Chavagnes e Notre-Dame-d'Allençon), Val-du-Layon.
Etichettatura
Quadro normativo:
nella legislazione nazionale
Tipo di condizione ulteriore:
disposizioni supplementari in materia di etichettatura.
Descrizione della condizione:
tutte le indicazioni facoltative, il cui uso può essere disciplinato dagli Stati membri in virtù delle disposizioni dell'UE, sono riportate sulle etichette in caratteri le cui dimensioni non superano, in altezza, larghezza e spessore, il doppio di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
Il nome della denominazione di origine controllata può essere integrato dalla menzione tradizionale «grand cru» secondo le norme stabilite nel disciplinare di produzione.
Il nome della denominazione di origine controllata può essere integrato dalla denominazione geografica «Val de Loire» secondo le norme stabilite nel disciplinare di produzione per l'utilizzo di tale denominazione geografica. Le dimensioni dei caratteri della denominazione geografica «Val de Loire» non superano, né in altezza né in larghezza, i due terzi di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
L'etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata può precisare il nome di un'unità geografica più piccola, a condizione:
— che si tratti di una località accatastata;
— che quest'ultima figuri nella dichiarazione di raccolta.
Il nome della località accatastata è stampato con caratteri le cui dimensioni non superano, né in altezza né in larghezza, la metà di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
Link al disciplinare del prodotto
https://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-f1846582-d0b3-45b0-89bc-e063ecf4008c