Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo di cui all’articolo 17, paragrafi 2 e 3, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione [Coteaux Varois en Provence].
(Comunicazione 05/08/2022, pubblicata in G.U.U.E. 5 agosto 2022, n. C 298)
La presente comunicazione è pubblicata conformemente all’articolo 17, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione.
COMUNICAZIONE DELL’APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA ORDINARIA CHE MODIFICA IL DOCUMENTO UNICO
«Coteaux Varois en Provence»
PDO-FR-A0725-AM02
Data della comunicazione: 18.5.2022
DESCRIZIONE E MOTIVI DELLA MODIFICA APPROVATA
1. Nome della denominazione
L’ortografia della denominazione «Coteaux Varois en Provence» è stata armonizzata in tutto il disciplinare per mettere in maiuscolo la «V» di Varois.
Il documento unico non è interessato da questa modifica.
2. Aree e zone in cui si svolgono le diverse operazioni
Nel capitolo I del disciplinare della denominazione «Coteaux Varois en Provence», il punto «IV - Aree e zone in cui si svolgono le diverse operazioni» è modificato con l'inserimento del riferimento al codice geografico ufficiale che riconosce e stabilisce l'elenco dei comuni per dipartimento a livello nazionale. Questa modifica redazionale consente di identificare la zona geografica con riferimento alla versione del codice geografico ufficiale vigente nel 2020, pubblicato dall'INSEE, e di tutelare giuridicamente la delimitazione della zona geografica.
Il documento unico è completato con questo riferimento al punto «Zona geografica» e al punto «Zona di prossimità immediata».
3. Conduzione dei vigneti
Il capitolo I del disciplinare della denominazione «Coteaux Varois en Provence» è aggiornato al punto «VI. - Conduzione dei vigneti» con la revisione dei criteri che definiscono la densità d'impianto. Viene eliminato il numero minimo di ceppi per ettaro. La densità d'impianto è calcolata in relazione a una superficie massima di 2,50 m2 per ceppo. Questa superficie è ottenuta moltiplicando la distanza interfilare per la distanza tra i ceppi. La distanza interfilare non può essere superiore a 2,50 metri, mentre la distanza tra i ceppi dello stesso filare non può essere inferiore a 0,80 metri.
Il documento unico è modificato al punto «Pratiche di vinificazione».
4. Disposizioni relative all’immissione in commercio dei prodotti
Il disciplinare della denominazione «Coteaux Varois en Provence» è aggiornato al capitolo I, sezione IX, punto «4. Disposizioni relative all'immissione in commercio» per eliminare la data dalla quale è consentita la circolazione dei vini tra i vari commercianti. L'eliminazione di questa data permette la libera circolazione dei vini tra i commercianti appena conclusa la vinificazione.
Il documento unico non è interessato da questa modifica.
5. Obblighi di dichiarazione
Il capitolo II del disciplinare della denominazione «Coteaux Varois en Provence» viene modificato al punto «3. Dichiarazione preventiva di confezionamento» per precisare semplicemente che l'operatore che intende confezionare un vino della denominazione deve rilasciare all'organismo di controllo autorizzato una dichiarazione di confezionamento relativa alla partita di prodotto interessata. Una partita di prodotto è definita come un insieme omogeneo proveniente da uno o più contenitori. Le modalità di dichiarazione che gli operatori sono tenuti a osservare sono riportate nel piano di controllo della denominazione.
Il documento unico non è interessato da questa modifica.
6. Punti principali del disciplinare da controllare
Il capitolo III del disciplinare della denominazione «Coteaux Varois en Provence» viene modificato per aggiornare l'elenco dei punti principali del disciplinare da sottoporre al controllo dei prodotti.
Il documento unico non è interessato da questa modifica.
Nel capitolo III del disciplinare sono stati aggiornati anche i recapiti dell’autorità di controllo. Questo aggiornamento è stato riportato al punto «Recapiti» del documento unico.
DOCUMENTO UNICO
1. Nome del prodotto
Coteaux Varois en Provence
2. Tipo di indicazione geografica
DOP - Denominazione di origine protetta
3. Categorie di prodotti vitivinicoli
1. Vino
4. Descrizione del vino (dei vini)
1. Descrizione analitica
DESCRIZIONE TESTUALE CONCISA
I vini della denominazione «Coteaux Varois en Provence» sono vini fermi rossi, rosati e bianchi.
In fase di confezionamento i vini rossi presentano un tenore massimo di acido malico pari a 0,4 g/l.
Dopo la fermentazione i vini hanno un tenore di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) inferiore o uguale a 4 g/l per i vini bianchi e rosati e a 3 g/l per i vini rossi.
I vini presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo dell’11 %.
Gli altri criteri analitici sono conformi alla normativa europea.
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
in milliequivalenti per litro
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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2. Descrizione organolettica
DESCRIZIONE TESTUALE CONCISA
I vini secchi rosati, di un rosa vivo e puro, sono i protagonisti del trio di vitigni provenzali Cinsaut N, Grenache N e Syrah N e sono caratterizzati da aromi fruttati freschi, spesso di frutti rossi. Alcune note speziate o di «gariga», che ricordano il timo, il rosmarino, la ginestra, il ginepro, ecc., arricchiscono talvolta la complessità del profilo aromatico. Questi vini presentano un buon equilibrio tra freschezza e struttura al palato.
I vini rossi, ottenuti principalmente da un assemblaggio armonico di vitigni Grenache N, Syrah N e Mourvèdre N, sono generosi e strutturati, con buon potenziale di invecchiamento, caratterizzati da tannini ricchi e setosi accompagnati da note fruttate che evolvono verso sentori speziati e di gariga.
I vini secchi bianchi, ottenuti principalmente dal vitigno Vermentino B, spesso assemblato ai vitigni Grenache B, Clairette B e Semillon B o Ugni blanc B, sono delicatamente profumati e offrono un buon equilibrio tra freschezza e rotondità.
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol) |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol) |
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Acidità totale minima |
in milliequivalenti per litro |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro) |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro) |
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5. Pratiche di vinificazione
5.1. Pratiche enologiche specifiche1.
Pratica colturale
Densità di impianto:
Ciascun ceppo dispone di una superficie massima di 2,50 m2. Questa superficie è ottenuta moltiplicando la distanza interfilare per la distanza tra i ceppi.
La distanza interfilare non può essere superiore a 2,50 metri, mentre la distanza tra i ceppi dello stesso filare non può essere inferiore a 0,80 metri.
— Le viti sono sottoposte a potatura corta (alberello o cordone di Royat).
Ciascun ceppo ha al massimo 6 speroni, ognuno con non più di 2 gemme franche, pari a un massimo di 12 gemme franche per ceppo.
— I vitigni Cabernet Sauvignon N e Syrah N possono essere sottoposti a potatura lunga a Guyot, con un massimo di 10 gemme franche per ceppo, di cui 8 gemme franche sul capo a frutto.
Durante il periodo vegetativo della vite, l’irrigazione può essere autorizzata solo in caso di siccità persistente e che comprometta il corretto sviluppo fisiologico della vigna e la buona maturazione dell’uva.
Pratica enologica specifica
Per l’elaborazione dei vini rosati è ammesso l’impiego del carbone per uso enologico per i mosti e i vini nuovi ancora in fermentazione provenienti dalla pressa, nel limite del 20 % del volume dei vini rosati prodotti dal vinificatore in questione, per la vendemmia considerata.
Oltre alla disposizione di cui sopra, i vini devono rispettare gli obblighi relativi alle pratiche enologiche stabiliti a livello dell’UE e dal Code rural et de la pêche maritime (codice rurale e della pesca marittima).
5.2. Rese massime
60 ettolitri per ettaro
6. Zona geografica delimitata
La vendemmia, la vinificazione e l’elaborazione dei vini hanno luogo nel territorio dei seguenti comuni del dipartimento del Var sulla base del codice geografico ufficiale del 2020: Barjols, Bras, Brignoles, Brue-Auriac, Camps-la-Source, La Celle, Châteauvert, Forcalqueiret, Garéoult, Méounes-lès-Montrieux, Nans-les-Pins, Néoules, Ollières, Pontevès, Rocbaron, La Roquebrussanne, Rougiers, Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, Saint-Zacharie, Sainte-Anastasie-sur-Issole, Salernes, Seillons-Source-d’Argens, Signes, Tavernes, Tourves, Le Val, Varages, Villecroze.
7. Varietà principale/i di uve da vino
Cabernet Sauvignon N
Carignan N
Cinsaut N - Cinsault
Clairette B
Grenache N
Grenache blanc B
Mourvèdre N - Monastrell
Semillon B
Syrah N - Shiraz
Tibouren N
Ugni blanc B
Vermentino B - Rolle
8. Descrizione del legame/dei legami
8.1. Descrizione dei fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica appartiene alla regione naturale della Provenza calcarea. Delimitata a sud dalle montagne di Tolone e della Sainte-Baume, a est dalla Barre di Saint-Quinis, a nord dall’altopiano di Canjuers, a ovest dal monte Aurélien e dalla dorsale della Sainte-Victoire, la zona geografica si distingue per i suoi rilievi pronunciati che raggiungono un’altitudine compresa tra i 600 metri e gli oltre 1 000 metri del massiccio della Sainte-Baume. La zona geografica si estende sul territorio di 28 comuni del dipartimento del Var, raggruppati intorno al comune di Brignoles.
All’interno della zona geografica, le parcelle delimitate con precisione per la raccolta delle uve rispettano le pratiche d’impianto dei vigneti.
La geologia e topografia della zona geografica sono caratterizzate, da un lato, da una serie di corrugamenti argilloso-calcarei orientati da est a ovest, alternati a zone di «gravettes» (termine locale indicante i depositi alluvionali e colluviali sassosi) e di silice e, dall'altro, da un altopiano costituito da formazioni triassiche in cui hanno origine i principali fiumi del Var.
L’altitudine dei vigneti, compresa tra i 350 e i 500 metri per le parcelle più alte, e la presenza di massicci rocciosi calcarei che bloccano gli influssi marittimi conferiscono al clima mediterraneo della zona geografica un carattere più continentale, come dimostra la presenza del leccio nella regione di Brignoles e della roverella più a nord. Le precipitazioni annue variano dai 700 ai 900 millimetri, mentre la temperatura media si aggira intorno ai 13 oC. Gli autunni e le primavere sono spesso molto miti. Le estati sono caratterizzate da temperature a volte roventi durante il giorno, mitigate da notti più fresche. Gli inverni sono molto freddi e rigidi, più che nel resto della regione provenzale.
Il territorio vitivinicolo, incastonato tra i massicci calcarei boscosi, si sviluppa sui fondi di argilla di decalcificazione e nella parte pedemontana dei versanti calcarei coperti da depositi colluviali sassosi. Le valli sono strette e i bacini situati a diverse altitudini. Il territorio vitivinicolo è circondato dalla zona geografica della DOC «Côtes de Provence» e da quella della DOC «Coteaux d'Aix-en-Provence», dalle quali tuttavia si distingue per il tipo di suoli, esclusivamente calcarei (o argilloso-calcarei), e per il clima più fresco.
8.2. Descrizione dei fattori umani rilevanti per il legame
La vite è presente fin dall’epoca romana, ma dopo le invasioni barbariche del V e VI secolo la sua espansione subì una battuta d’arresto. I vigneti presero nuovamente piede grazie, prima, ai monaci dell’abbazia di Saint-Victor e, poi, ai templari e ai conti di Provenza, la cui residenza si trovava a Brignoles. I vini erano consumati per lo più a livello locale, presenti soprattutto sulle tavole dei conti di Provenza o del Parlamento di Aix, dal Medioevo sino alla fine del XIX secolo.
La posizione continentale della zona geografica ha portato gli agricoltori a vivere in autarchia, coltivando su una stessa parcella vite, cereali e ulivi e creando così un caratteristico paesaggio di vigneti promiscui.
Come per tutti i vigneti provenzali, l’impianto dei vitigni varia notevolmente a seconda dei commerci sviluppatisi lungo le vie di comunicazione che attraversavano la zona geografica, passando per la Spagna, l’Italia e la valle del Rodano. Nel tempo sono state selezionate una dozzina di varietà in funzione del grado di adattamento alle caratteristiche della zona e dell’idoneità a produrre vini di qualità, tra cui in particolare i vitigni Cinsaut N, Grenache N e Grenache blanc B, Mourvèdre N, Syrah N, Tibouren N, Carignan N, Clairette B, Ugni B e Vermentino B (conosciuto localmente come Rolle).
La fine del XIX secolo, segnata dallo sviluppo delle miniere di bauxite intorno a Brignoles, ha contribuito alla diffusione della viticoltura da parte dei minatori, interessati a integrare il proprio reddito. Questa evoluzione della viticoltura rafforza l’influenza della cooperativa, nata all’inizio del XX secolo e molto affermata nel Var centrale.
Il nome «Coteaux varois» fa la sua prima comparsa nel 1945 in un testo normativo che fissa i prezzi dei vini. Un decreto del 29 gennaio 1975, integrato da un successivo del 18 dicembre 1978, delimita la zona di produzione del «Vin de Pays des Coteaux varois». Il decreto del 28 giugno 1984 riconosce la denominazione di origine «vin délimité de qualité supérieure»«Coteaux varois». La denominazione di origine controllata è riconosciuta il 26 marzo 1993, prima con il nome di «Coteaux varois» poi, il 2 agosto 2005, con quello di «Coteaux varois en Provence».
Nel 2009 si contano 81 cantine private e 10 cantine cooperative, una superficie vitata di 2 560 ettari e una produzione di 117 500 ettolitri.
I vini rosati rappresentano l’85 % della produzione, i vini rossi il 12,5 % e i vini bianchi il 2,5 %.
8.3. Interazioni causali
Il clima mediterraneo con influssi continentali, più fresco rispetto alle zone costiere, e i terreni argilloso-calcarei sassosi con regime idrico equilibrato che si scaldano facilmente favoriscono una buona maturazione delle uve e dei polifenoli, grazie alla limitazione dello stress idrico. L’alternanza di notti fresche e giornate calde, tipica di questa zona geografica durante la stagione estiva, contribuisce alla qualità e alla maturazione dei polifenoli, soprattutto nel periodo precedente la vendemmia. Questa caratteristica polifenolica determina in particolare la ricchezza e la finezza dei tannini dei vini rossi.
I vigneti risentono del Mistral, vento forte, freddo e secco proveniente da nord, che li preserva durante tutto il ciclo vegetativo, limitando lo sviluppo delle malattie crittogamiche, soprattutto dopo i frequenti temporali agostani.
Tutte queste caratteristiche contribuiscono a una vendemmia ben matura, concentrata e sana, all’origine di vini fruttati e complessi che offrono un piacevole e caratteristico equilibrio di rotondità e vivacità.
La notorietà e la reputazione dei vini della denominazione di origine controllata «Coteaux Varois en Provence» crescono, nel cuore della Provenza, grazie al dinamismo dei produttori, che possono contare sulla Maison des vins ospitata nei locali dell'ex abbazia di La Celle, luogo di tranquillità e di ritiro. Costeggiato da un viale di cipressi, il suo vigneto è condotto alla francese e presenta una collezione di oltre 80 vitigni della regione della Provenza.
9. Ulteriori condizioni essenziali (confezionamento, etichettatura, altri requisiti)
Quadro normativo:
legislazione nazionale
Tipo di condizione supplementare:
deroga relativa alla produzione nella zona geografica delimitata
Descrizione della condizione:
La zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione e l’elaborazione dei vini, è costituita dal territorio dei seguenti comuni sulla base del codice geografico ufficiale del 2020:
— Dipartimento del Var: Besse-sur-Issole, Carcès, Correns, Cotignac, Cuers, Entrecasteaux, Flassans-sur-Issole, Montfort-sur-Argens, Pierrefeu-du-Var, Pourcieux;
— Dipartimento delle Bouches-du-Rhône: Auriol.
Quadro normativo:
legislazione nazionale
Tipo di condizione supplementare:
disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione della condizione:
a)
- L’etichettatura dei vini può precisare il nome dell’unità geografica più ampia «Vin de Provence».
Le dimensioni dei caratteri di questa unità geografica più ampia non superano, né in altezza né in larghezza, quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
L’unità geografica più ampia «Vin de Provence» figura nello stesso campo visivo del nome della denominazione.
b)
- L’etichettatura dei vini può precisare il nome di un’unità geografica più piccola, a condizione:
— che si tratti di una località accatastata;
— che essa figuri nella dichiarazione di raccolta.
Il nome della località accatastata è stampato in caratteri le cui dimensioni non superano, né in altezza né in larghezza, la metà di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione.
Link al disciplinare del prodotto