Organo: Commissione europea
Categoria: Nessuna
Tipo documento: Comunicazione Commissione UE
Data provvedimento: 03-12-2021
Tipo gazzetta: Gazzetta Ufficiale UE serie C
Data gazzetta: 03-12-2021
Numero gazzetta: 486

Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo di cui all’articolo 17, paragrafi 2 e 3, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione [Côtes de Duras].

(Comunicazione 03/12/2021, pubblicata in G.U.U.E. 3 dicembre 2021, n. C 486)


La presente comunicazione è pubblicata conformemente all’articolo 17, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione.


COMUNICAZIONE DELL’APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA ORDINARIA CHE MODIFICA IL DOCUMENTO UNICO

«Côtes de Duras»

PDO-FR-A0165-AM01

Data della comunicazione: 1o ottobre 2021

DESCRIZIONE E MOTIVI DELLA MODIFICA APPROVATA

1.   Codice geografico ufficiale

I comuni della zona geografica e della zona di prossimità immediata sono stati aggiornati in base al codice geografico ufficiale.

Il perimetro della zona rimane invariato.

Il documento unico è modificato ai punti 6 e 9.

2.   Vini rosati

I vitigni Sémillon B, Sauvignon B, Sauvignon gris G e Muscadelle B sono aggiunti all’elenco delle varietà accessorie autorizzate per la produzione di vini rosati.

I vitigni accessori sono limitati al 20 % dell’azienda.

In fase di assemblaggio la percentuale totale di vitigni accessori è inferiore o pari al 20 %, di cui al massimo il 10 % per le varietà Sauvignon B e Sauvignon gris considerate insieme e il 10 % per la varietà Muscadelle B.

L’introduzione di vitigni bianchi nella produzione dei vini rosati consente di garantire la freschezza e il profilo organolettico, che possono essere compromessi in presenza di determinate condizioni climatiche avverse (in particolare le temperature elevate dopo l’invaiatura).

Questa aggiunta non incide sulla qualità del prodotto.

La modifica non comporta alcuna variazione del documento unico.

3.   Produzione massima media per parcella

La produzione massima media per parcella dei vini bianchi è stata ridotta portandola al livello dei vini rossi e rosati allo scopo di facilitare le operazioni dei controlli.

La modifica non comporta alcuna variazione del documento unico.

4.   Carbone per uso enologico

Finora vietato, l’uso del carbone è ora consentito in modo inquadrato e limitato: «Per l’elaborazione dei vini rosati è autorizzato l’uso del carbone per uso enologico per i mosti nel limite del 20 % del volume dei vini rosati prodotti dal vinificatore in questione, per la vendemmia considerata.». L’obiettivo è usare il carbone in modo mirato, in quelle partite che presentano una qualità organolettica o analitica inferiore (a causa di un’alterazione aromatica legata in particolare a fenomeni di ossidazione), senza con ciò modificare la tipicità del prodotto.

Il documento unico è interessato da tale modifica al punto 5.1.

5.   Riferimento alla struttura di controllo

La formulazione del riferimento alla struttura di controllo è stata riveduta al fine di armonizzare tale formulazione ai disciplinari delle altre denominazioni. Tale modifica è puramente redazionale.

Questa modifica non comporta modifiche del documento unico.

DOCUMENTO UNICO

1.   Nome del prodotto

Côtes de Duras

2.   Tipo di indicazione geografica

DOP - Denominazione di origine protetta

3.   Categorie di prodotti vitivinicoli

    1. Vino

4.   Descrizione del vino (dei vini)

1.   Vini rossi e rosati

DESCRIZIONE TESTUALE CONCISA

I vini rossi e rosati sono vini secchi fermi. In fase di confezionamento i vini rossi hanno un tenore di acido malico inferiore o uguale a 0,4 grammi per litro. I vini rossi e rosati presentano un tenore di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) inferiore o uguale a 3 grammi per litro.

Dopo l’arricchimento i vini non superano un titolo alcolometrico volumico totale del 13 % per i vini rossi e rosati. I tenori di acidità volatile e di anidride solforosa totale sono quelli stabiliti dalla normativa europea. I vini rossi e rosati presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo pari al 10,5 %. I vini rossi sono in genere caratterizzati dalla morbidezza e dalla rotondità del vitigno Merlot N e, in misura accessoria, del vitigno Cot N, proprietà che si coniugano con il potere tannico delle varietà Cabernet franc N e Cabernet-Sauvignon N. Per limitare l’acidità naturale di questi vini, la fermentazione malolattica deve essere effettuata prima del confezionamento.

I vini rosati, ottenuti di norma da assemblaggi, sono secchi e presentano un piacevole carattere fruttato e una notevole freschezza. Al fine di preservare le uve prima della vinificazione o per evitare l’estrazione di tannini astringenti, non è consentito l’utilizzo di taluni materiali.

CARATTERISTICHE ANALITICHE GENERALI

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

Acidità totale minima

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)


2.   Vini bianchi

DESCRIZIONE TESTUALE CONCISA

I vini bianchi fermi possono essere secchi, amabili o dolci.

I vini bianchi secchi presentano un tenore di zuccheri fermentescibili inferiore o uguale a 3 grammi per litro. Gli altri vini bianchi hanno un tenore di zuccheri fermentescibili superiore a 12 grammi per litro e un titolo alcolometrico volumico effettivo superiore o uguale al 10,5 % vol. Dopo l’arricchimento i vini bianchi non superano un titolo alcolometrico volumico totale del 13 % per i vini secchi e del 14 % per gli altri vini bianchi.

I vini presentano un titolo alcolometrico volumico naturale minimo pari al 10,5 % per i vini bianchi secchi e all’11,5 % per gli altri vini bianchi.

I tenori di acidità volatile e di anidride solforosa totale sono quelli stabiliti dalla normativa europea.

Per i vini bianchi secchi, la diversità dei vitigni e le regole di assemblaggio favoriscono l’emergere di vini caratterizzati da due stili diversi: un bianco secco molto fruttato e fresco, dagli aromi dominanti di bosso o di germogli di ribes nero, prodotto di norma dal vitigno Sauvignon B e un bianco secco più complesso e corposo nel quale varietà come Muscadelle B e Sémillon B apportano elementi di rotondità e corposità. Per queste due tipologie di vino, la menzione «secco» deve essere obbligatoriamente riportata sull’etichetta.

I vini bianchi amabili sono ottenuti per la gran parte dal vitigno Sémillon B e in misura accessoria dalla varietà Muscadelle B. Sono generalmente vini grassi e concentrati senza eccessi e presentano aromi di frutta matura, talvolta di frutta candita. Gli altri vitigni conferiscono freschezza in bocca nonché un migliore potenziale di invecchiamento.

CARATTERISTICHE ANALITICHE GENERALI

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

Acidità totale minima

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)


5.   Pratiche di vinificazione

5.1.   Pratiche enologiche specifiche

1.   Pratica enologica specifica

Le tecniche sottrattive di arricchimento sono autorizzate per i vini rossi entro il limite di un tasso massimo di concentrazione del 10 %. L’aumento del titolo alcolometrico volumico naturale del lotto oggetto di trattamento è pari o inferiore all’1 % vol. Per l’elaborazione dei vini rosati è autorizzato l’uso del carbone per uso enologico per i mosti nel limite del 20 % del volume dei vini rosati prodotti dal vinificatore in questione, per la vendemmia considerata. Dopo l’arricchimento i vini non superano il titolo alcolometrico volumico totale del 13 % per i vini rossi, rosati e bianchi secchi e del 14 % per gli altri vini bianchi. Oltre alle disposizioni di cui sopra, i vini devono rispettare gli obblighi relativi alle pratiche enologiche stabiliti a livello dell’Unione e dal «Code rural et de la pêche maritime» (codice rurale e della pesca marittima).

2.   Pratica colturale

La densità minima di impianto delle vigne è di 4 000 ceppi per ettaro. La distanza tra i filari è inferiore o uguale a 2,50 metri. Ciascun ceppo dispone di una superficie massima di 2,50 metri quadrati. Questa superficie si ottiene moltiplicando la distanza interfilare per la distanza tra i ceppi dello stesso filare. Tale densità di impianto può essere ridotta a 3 300 ceppi per ettaro per quanto riguarda la piantatura di vigneti destinati alla produzione di vino bianco del tipo secco. In tal caso, la distanza tra i vigneti deve essere inferiore o uguale a 3 metri e la distanza tra i ceppi del medesimo filare deve essere superiore a 0,85 metri.

Le vigne sono potate secondo le tecniche seguenti:

— potatura a Guyot semplice o doppio;

— potatura a sperone (corta) a cordone di Royat o a ventaglio;

— potatura lunga (aste).

Dopo la spollonatura, ciascun ceppo reca al massimo 15 gemme franche per il vitigno Sauvignon B e per il vitigno Sauvignon gris G e 13 gemme per le altre varietà.

Per le vigne coltivate in base ad una densità inferiore a 4 000 ceppi per ettaro, in seguito alla spollonatura, ciascun ceppo reca al massimo 18 gemme franche per ceppo per il vitigno Sauvignon B e per il vitigno Sauvignon gris G e 15 gemme franche per le altre varietà.

È vietata l’irrigazione.

5.2.   Rese massime

1.   Vini rossi e rosati

66 ettolitri per ettaro

2.   Vini bianchi secchi

72 ettolitri per ettaro

3.   Vini bianchi diversi dai vini secchi

66 ettolitri per ettaro

6.   Zona geografica delimitata

La vendemmia, la vinificazione e l’elaborazione dei vini hanno luogo nel territorio dei seguenti comuni del dipartimento di Lot-et-Garonne (sulla base del codice geografico ufficiale del 26 febbraio 2020): Auriac-sur-Dropt, Baleyssagues, Duras, Esclottes, Loubès-Bernac, Moustier, Pardaillan, Saint-Astier, Saint-Jean-de-Duras, Saint-Sernin, Sainte-Colombe-de-Duras, Sauvetat-du-Dropt (La), Savignac-de-Duras, Soumensac e Villeneuve-de-Duras.

7.   Varietà principale/i di uve da vino

Cabernet franc N

Cabernet-Sauvignon N

Chenin B

Colombard B

Mauzac B

Merlot N

Muscadelle B

Ondenc B

Sémillon B

Ugni blanc B

8.   Descrizione del legame/dei legami

8.1.   Descrizione dei fattori umani rilevanti per il legame

Delimitata a sud dalla valle del fiume Dropt, la zona geografica consiste in un prolungamento dell’altopiano dell’Entre-Deux-Mers, 70 chilometri a est di Bordeaux e in posizione intermedia tra le vallate dei fiumi Garonne e Dordogne. La parte settentrionale della zona geografica segna la linea di demarcazione delle acque tra il bacino della Dordogne e quello della Garonne. L’altopiano, orientato interamente verso sud, è stato profondamente segnato dalla rete idrografica dei corsi d’acqua del Dousset a ovest, Dourdèze al centro e Malromé ed Escourru a est. La zona geografica corrisponde ai 15 comuni del cantone di Duras.

Il paesaggio è caratterizzato da una successione di colline e di valloni più o meno incassati. La topografia tormentata è legata alla natura friabile delle molasse affioranti e alla carsificazione dei materiali calcarei sottostanti. A mezza costa e anche nella parte superiore delle colline, taluni affioramenti calcarei duri formano delle piccole falesie nettamente visibili nel paesaggio.

Le formazioni geologiche maggiormente friabili sono costituite da «molasse del Fronsadais» nella parte inferiore dei versanti collinari e da «molasse dell’Agenais» sulla sommità dei rilievi. A metà pendio compare il «calcare di Castillon» dal colore bianco e dall’aspetto gessoso e più o meno fessurato. In cima alle molasse dell’Agenais affiora, localmente, il calcare chiaro dell’Agenais. Questo calcare bianco, duro e cavernoso, raggiunge il suo apice in forma pianeggiante in corrispondenza dei comuni di Loubès-Bernac e Soumensac, e apporta argille di decalcificazione. Le molasse del Fronsadais hanno dato origine a terreni bruni argillosi, talvolta argilloso-ghiaiosi, che sono sfruttati per la viticoltura solo nelle zone della valle del Dropt non soggette al gelo. Il calcare di Castillon, all’affioramento, determina la presenza di rendzine dal terreno molto magro, sulle quali è difficile coltivare. Qui dominano soprattutto le «lande delle piante di ginepro». Laddove aumenta lo spessore del suolo, la vite può beneficiare di un terreno magro e perfettamente drenato. Le molasse dell’Agenais portano allo sviluppo di suoli privi di carbonati e spesso fortemente lisciviati, la cui copertura ad opera del limo eolico permette la formazione di terreni definiti «boulbènes». La superficie parcellare delimitata, la cui superficie è pari a 9 871 ettari, copre appena la metà della zona geografica.

Il clima oceanico determina una pluviometria distribuita durante tutto l’arco dell’anno, con un picco invernale e uno nel mese di maggio. In primavera le temperature sono miti e favoriscono una crescita precoce della vite; le stagioni autunnali sono soleggiate e talvolta precedute da un episodio piovoso all’equinozio. In questa zona i vitigni tradizionali dell’Aquitania si sono sviluppati del tutto naturalmente grazie al loro adattamento all’ambiente.

8.2.   Descrizione dei fattori umani rilevanti per il legame

All’epoca della Guyana britannica, nel periodo tra i secoli XI e XIV, l’economia viticola dell’area di Duras ha conosciuto un certo slancio grazie alle spedizioni in Inghilterra dei vini dell’«Haut-Pays», definizione che raggruppava tutti i vigneti situati a monte di Bordeaux e il cui commercio era effettuato attraverso la Dordogne e la Garonne. Durante il governo dell’Ancien Régime, il protezionismo messo in atto dai bordolesi è soggetto a qualche fase di allentamento, e i vini dell’Haut-Pays pagano quindi un diritto di «doppio marchio», mentre quelli provenienti dalla regione di Duras devono versare solo un diritto di «mezzo marchio». Nel XVII secolo, il duca di Duras riceve persino l’autorizzazione a disporre ogni anno di botti bordolesi per il contenimento di 1 000 tonnellate di vino prodotto a Duras.

All’inizio del XX secolo, la produzione della regione vinicola Côtes de Duras è orientata principalmente a favore dei vini bianchi amabili, come avviene per il vino Bergerac, alquanto apprezzato nella regione di Parigi. Ma la disaffezione del consumatore nei confronti di questo tipo di prodotto dopo la seconda guerra mondiale spinge la comunità locale ad adeguare la propria produzione al cambiamento.

Nel 1924 viene istituita un’associazione di tutela dei vini del cantone di Duras, il cui obiettivo è il riconoscimento della denominazione di origine «Vino del cantone di Duras». A fronte della contestazione di questa denominazione da parte di un intermediario, la questione è conclusa per effetto di una decisione del tribunale civile di Agen il 28 giugno 1927. La sentenza stabilisce che: «Se i vigneti delle colline del cantone di Duras non conferiscono ai propri vini i profumi tipici dei vini pregiati, essi consentono quanto meno di ottenere dei vini di prim’ordine unanimemente apprezzati dai consumatori». Il giudice definisce i vini di Duras quali «vini fruttati, corposi e dal carattere rivelatore della loro origine». La denominazione di origine controllata «Côtes de Duras» è riconosciuta il 16 febbraio 1937 per i vini bianchi e i vini rossi. Nei primi anni ’60, il passaggio ai vitigni dei vini rossi e alla varietà Sauvignon B nella regione di Bordeaux è ben avviato, e l’economia della zona di Duras segue l’esempio, alla luce di opportunità economiche in pieno sviluppo. Dal 1970 in poi, i vini bianchi secchi ottenuti dal vitigno Sauvignon B diventano i prodotti di punta della regione. I progressi nel controllo delle temperature di vinificazione, grazie in particolare agli investimenti cooperativi, consentono l’elaborazione di vini ottenuti dal vitigno Sauvignon B, dagli aromi molto caratterizzati e facilmente identificati dal consumatore.

La cantina-cooperativa di Duras è creata in quel periodo, nel momento in cui una cantina non lontana, situata nella Gironde, già produce il 20 % dei vini della denominazione di origine controllata. Nel 1985 l’Union interprofessionnelle garantisce la promozione dei vini, e le due cantine si fondono nel 1998. Nel frattempo, la padronanza degli enologi bordolesi nei confronti delle tecniche di vinificazione dei vini rossi va a beneficio degli operatori della vicina regione di Duras, e la produzione dei vini rosati trova il suo naturale sviluppo.

Nel 2009 la produzione media dei vini rossi è di 65 000 ettolitri per i vini rossi e di 5 000 ettolitri per i vini rosati. La produzione dei vini bianchi secchi è pari a 40 000 ettolitri, mentre per i vini bianchi amabili il prodotto si limita a 2 000 ettolitri commercializzati direttamente in bottiglie. Per i vini bianchi secchi, la diversità dei vitigni, le norme di proporzione nel vigneto e le regole di assemblaggio favoriscono l’emergere di vini caratterizzati da due stili diversi: un bianco secco molto fruttato e fresco, dagli aromi dominanti di bosso o di germogli di ribes, prodotto di norma dal solo vitigno Sauvignon B, e un bianco secco più complesso e corposo nel quale varietà come Muscadelle B e Sémillon B apportano elementi di rotondità e corposità. Per queste due tipologie di vino, la menzione «secco» deve essere obbligatoriamente riportata sull’etichetta.

I vini bianchi amabili sono ottenuti per la gran parte dal vitigno Sémillon B e in misura accessoria dalla varietà Muscadelle B. Sono generalmente vini grassi e concentrati senza eccessi e presentano aromi di frutta matura, talvolta di frutta candita. Gli altri vitigni conferiscono, nell’assemblaggio, freschezza in bocca nonché un migliore potenziale di invecchiamento.

I vini rossi sono in genere caratterizzati dalla morbidezza e dalla rotondità del vitigno Merlot N e, in misura accessoria, del vitigno Cot N, proprietà che si coniugano con il potere tannico delle varietà Cabernet franc N e Cabernet-Sauvignon N. Per limitare l’acidità naturale di questi vini, la fermentazione malolattica deve essere effettuata prima del confezionamento.

8.3.   Fattore

I vini rosati, ottenuti di norma da assemblaggi, sono secchi e presentano un piacevole carattere fruttato e una notevole freschezza. Al fine di preservare le uve prima della vinificazione o per evitare l’estrazione di tannini astringenti, non è consentito l’utilizzo di taluni materiali. Il fiume Dropt e le sue valli tributarie hanno dato forma ai rilievi e messo in luce versanti ben esposti. La superficie parcellare delimitata si basa quindi su criteri topografici e le migliori parcelle competono spesso con un’arboricoltura molto diffusa. La produzione del vino bianco amabile è dovuta alla coltivazione della varietà Sémillon B nel contesto di un clima oceanico che, grazie all’umidità autunnale del primo mattino e ai pomeriggi soleggiati, contribuisce alla sovramaturazione e all’eventuale sviluppo della muffa nobile per effetto della Botrytis cinerea.

I diversi livelli molassici, più o meno lisciviati e con un contenuto variabile di argilla presente nei terreni detti «boulbènes», favoriscono la coltivazione del vitigno Sauvignon B, il quale dispiega il suo potenziale aromatico indispensabile per la produzione di vini bianchi secchi intensi.

Le argille di decalcificazione e le condizioni propizie legate alle stagioni autunnali soleggiate contribuiscono alla maturità delle varietà di uve nere, che apportano in tal modo ai vini rossi una buona base tannica.

I produttori hanno saputo valorizzare le potenzialità del proprio territorio selezionando le parcelle più adatte alla coltivazione della vigna e sviluppando le tecniche di controllo delle temperature di fermentazione per i vini bianchi e le tecniche di estrazione dei tannini per i vini rossi.

Agli inizi del XVI secolo, tra i vini detti «di Bordeaux» sono compresi sia i vini «di Graves», «del Médoc», «del Blayais», eccetera... sia quelli del «paese di recente conquista». Tale «conquista» riguarda la conversione di anime corrotte ed è legata a numerose parrocchie e giurisdizioni influenti, come le giurisdizioni di Montravel, di Sainte-Foy o del ducato di Duras. Francesco I dà un nuovo impulso alla coltivazione della vite sulle aree collinari della regione di Duras, il cui vino è molto apprezzato alla corte dei Valois alla stregua di «un nettare».

Le crisi che seguono non risparmiano la regione di Duras (guerre, ostacoli alla commercializzazione, fillossera, esclusione dall’Haut-Pays), ma la viticoltura ha resistito e ha saputo trovare il suo adattamento. La produzione è suddivisa pressoché equamente tra l’impresa cooperativa e le cantine indipendenti. Grazie allo sviluppo dell’agriturismo, la vendita diretta diviene il metodo di commercializzazione preminente, rappresentando infatti il 60 % dei volumi venduti. Con il 15 % dei volumi commercializzati nel Nord Europa, la notorietà dei vini della denominazione d’origine controllata «Duras» oltrepassa ampiamente i confini regionali dell’Aquitania e dell’Ile-de-France, dove è nata e progredita la reputazione di questi vini.

9.   Ulteriori condizioni essenziali (confezionamento, etichettatura, altri requisiti)

Quadro normativo:

legislazione nazionale.

Tipo di condizione ulteriore:

disposizioni supplementari in materia di etichettatura.

Descrizione della condizione

Il termine «sec» figura obbligatoriamente sull’etichetta dei vini bianchi con un tenore di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) inferiore o uguale a 3 grammi per litro.

L’etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata «Côtes de Duras» può precisare l’unità geografica più ampia «Sud-Ouest». Questa unità geografica più ampia può essere indicata anche su prospetti e contenitori di qualsiasi tipo. Le dimensioni dei caratteri dell’unità geografica più ampia non superano, né in altezza né in larghezza, quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.

Quadro normativo:

legislazione nazionale.

Tipo di condizione ulteriore:

deroga relativa alla produzione nella zona geografica delimitata.

Descrizione della condizione

La zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione e l’elaborazione dei vini, è costituita dal territorio dei comuni indicati di seguito (sulla base del codice geografico ufficiale del 26 febbraio 2020).

— Dipartimento della Dordogne

Comuni interamente compresi: Sadillac, Thénac.

Comuni parzialmente compresi: Saint-Julien-Innocence-Eulalie per il solo territorio dell’ex comune di Sainte-Eulalie-d’Eymet che è divenuto comune delegato all’interno di Saint-Julien-Innocence-Eulalie in data 1° gennaio 2019.

— Dipartimento della Gironde: Dieulivol, Landerrouat, Lèves-et-Thoumeyragues (Les), Margueron, Monségur, Pellegrue, Riocaud, Saint-Avit-Saint-Nazaire.

— Dipartimento di Lot-et-Garonne: Lévignac-de-Guyenne, Mauvezin-sur-Gupie, Monteton, Roumagne.

Link al disciplinare del prodotto:

http://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-918e1e36-8c05-4755-8ea3-a2acdf360f18