Organo: Commissione europea
Categoria: Nessuna
Tipo documento: Comunicazione Commissione UE
Data provvedimento: 27-08-2021
Tipo gazzetta: Gazzetta Ufficiale UE serie C
Data gazzetta: 27-08-2021
Numero gazzetta: 344

Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo di cui all’articolo 17, paragrafi 2 e 3, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione [Côte de Brouilly].

(Comunicazione 27/08/2021, pubblicata in G.U.U.E. 27 agosto 2021, n. C 344)


La presente comunicazione è pubblicata conformemente all’articolo 17, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione.

 

COMUNICAZIONE DELL’APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA ORDINARIA

«Côte de Brouilly»

PDO-FR-A1027-AM02

Data della comunicazione: 4 giugno 2021

DESCRIZIONE E MOTIVI DELLA MODIFICA APPROVATA

1.   Zona geografica

Al capitolo I, sezione IV, punto 1, dopo «Rhône» sono aggiunte le parole «secondo il codice geografico ufficiale del 2019».

Questa modifica redazionale consente di identificare la zona geografica con riferimento alla versione vigente nel 2019 del codice geografico ufficiale, pubblicato dall’INSEE, e di tutelare giuridicamente la delimitazione della zona geografica.

Il perimetro della zona geografica resta rigorosamente identico.

I termini «sono effettuati» sono sostituiti dai termini «hanno luogo».

Il documento unico è modificato al punto 6.

È aggiunta altresì una frase per informare che sul sito dell’INAO sono disponibili documenti cartografici relativi alla zona geografica.

Il documento unico non è interessato da tale modifica.

2.   Zona di prossimità immediata

Nel capitolo I, sezione IV, punto 3, dopo «seguenti» sono aggiunte le parole «secondo il codice geografico ufficiale del 2019».

È introdotto un riferimento al codice geografico del 2019 ed è aggiornato l’elenco dei comuni. È aggiunta inoltre la data in cui il comitato nazionale competente dell’Institut national de l’origine et de la qualité ha approvato la zona geografica riveduta della denominazione. Tali modifiche sono di carattere redazionale e non modificano in alcun modo il perimetro della zona geografica della denominazione. Si sono rese necessarie a seguito delle fusioni o delle scissioni di comuni, o di parti di comuni, o anche dei cambiamenti di nome.

La nuova formulazione consente di garantire la continuità di una precisa identificazione dei comuni della zona geografica nel disciplinare.

Il documento unico è modificato al punto 9.

3.   Disposizioni relative all’affinamento

Al capitolo I, sezione IX, punto 2, la data «1° marzo» è sostituita dalla data «15 gennaio».

La data minima entro cui i vini sono sottoposti ad affinamento è anticipata dal 1° marzo al 15 gennaio dell’anno successivo a quello della vendemmia, posto che la raccolta precoce delle uve, in conseguenza dei cambiamenti climatici, è un fenomeno sempre più frequente e consente di portare a termine la vinificazione prima.

Il contesto naturale dei vigneti favorisce spesso vendemmie tra le più precoci della regione del «Beaujolais», permettendo al vitigno Gamay N di raggiungere rapidamente una maturazione ottimale, elemento fondamentale dei vini che possono essere apprezzati giovani.

Il documento unico è modificato al punto 5. Pratiche di vinificazione

4.   Immissione in commercio

Al capitolo I, sezione IX, punto 5, la data «15 marzo» è sostituita dalla data «1° febbraio».

In linea con l’avanzamento della data minima di fine del periodo di affinamento, la data di immissione in commercio dei vini è spostata dal 15 marzo al 1° febbraio.

La modifica non comporta alcuna variazione del documento unico.

5.   Circolazione tra depositari autorizzati

Al capitolo I, sezione IX, punto 5, è soppressa la lettera b) riguardante la data della commercializzazione dei vini tra depositari autorizzati.

Con la riduzione del periodo minimo di affinamento e l’avanzamento della data di immissione in commercio si rende necessario consentire una più rapida circolazione dei vini tra gli operatori, ed è irrilevante fissare una data anticipata prima della quale la circolazione dei vini non possa aver luogo.

Al capitolo I, sezione IX, il titolo del punto 5 è pertanto modificato mediante rimozione delle parole «alla circolazione dei prodotti e».

Il documento unico non è interessato da tali modifiche del disciplinare.

6.   Misure transitorie

Al capitolo I, sezione XI, punto 1, è soppressa la lettera a) poiché la misura transitoria relativa alle regole di proporzione dei vitigni all’interno dell’azienda produttrice e del loro assemblaggio è obsoleta.

Il titolo del punto 1 è pertanto modificato mediante rimozione delle parole «regole di proporzione all’interno dell’azienda produttrice e di assemblaggio dei vitigni».

Al punto 2, lettera a), sono aggiunti i termini «al più tardi» davanti a «fino alla vendemmia del 2034 inclusa» per precisare le condizioni di tale misura.

Il punto 4 è soppresso poiché le misure specifiche in questione sono giunte a scadenza.

Il documento unico non è interessato da tali modifiche del disciplinare.

7.   Elementi relativi al controllo del disciplinare

— Gli operatori sono ora controllati da un organismo di certificazione; le parole «piani di controllo» sostituiscono le parole «piano d’ispezione» nei diversi paragrafi pertinenti del capitolo II del disciplinare.

Il documento unico non è interessato da tale modifica.

— Riferimenti relativi alla struttura di controllo

Al capitolo III, sezione II: le norme redazionali di questa parte sono state modificate, dopo l’omologazione del disciplinare nel dicembre 2011, affinché non compaiano più i riferimenti completi dell’autorità di controllo, dal momento che i controlli sono effettuati da un organismo di certificazione.

Il documento unico non è interessato da tale modifica.

DOCUMENTO UNICO

1.   Nome del prodotto

Côte de Brouilly

2.   Tipo di indicazione geografica

DOP - Denominazione di origine protetta

3.   Categorie di prodotti vitivinicoli

    1. Vino

4.   Descrizione del vino (dei vini)

Descrizione testuale concisa

Si tratta di vini secchi fermi rossi. I vini hanno un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 10,5 %.

In seguito all’arricchimento i vini non superano il titolo alcolometrico volumico totale del 13 %.

In fase di confezionamento i vini presentano un tenore massimo di acido malico pari a 0,4 grammi per litro.

I vini finiti, pronti per essere immessi in consumo, rispondono alle seguenti norme analitiche:

tenore massimo di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) pari a 3 grammi per litro.

Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo, il titolo alcolometrico effettivo minimo, l’acidità totale minima e il tenore massimo di anidride solforosa totale si applicano le norme previste dalla regolamentazione dell’Unione.

Il «Côte de Brouilly» è un vino rosso fermo, giovane, di un bel rosso violaceo tendente al rosso granato. Offre all’esame olfattivo note floreali e fruttate che evolvono con il tempo in aromi speziati. Alla degustazione è fruttato e corposo nonché caratterizzato da una certa mineralità.

Caratteristiche analitiche generali

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

Acidità totale minima

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

14,17

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)


5.   Pratiche di vinificazione

5.1.   Pratiche enologiche essenziali

1.   Pratica enologica essenziale

Pratica enologica essenziale

— è vietato l’uso di scaglie di legno;

— in seguito all’arricchimento i vini non superano il titolo alcolometrico volumico totale del 13 %;

— le tecniche di sottrattive di arricchimento (TSE) sono autorizzate fino a un tasso di concentrazione del 10 %;

— i vini sono sottoposti ad affinamento almeno fino al 15 gennaio dell’anno successivo a quello della vendemmia.

Oltre alle disposizioni di cui sopra, i vini devono rispettare gli obblighi relativi alle pratiche enologiche stabiliti a livello dell’UE e nel «Code rural et de la pêche maritime».

2.   Pratica colturale

Densità di impianto

La densità minima d’impianto della vigna è di 6 000 ceppi per ettaro.

Questi vigneti presentano una distanza tra i filari pari o inferiore a 2,10 metri, mentre la distanza tra i ceppi del medesimo filare è pari o superiore a 0,80 metri.

A condizione che venga rispettata la densità minima di 6 000 ceppi per ettaro, e ai fini della meccanizzazione, i vigneti possono presentare interfilari con una distanza pari o inferiore a 3 metri.

Norme di potatura:

la potatura è completata entro il 15 maggio;

i vini provengono da vigneti sottoposti a potatura corta (alberello, ventaglio o cordone di Royat semplice, doppio o «charmet») con un massimo di 10 gemme franche per ceppo;

ciascun ceppo ha da 3 a 5 speroni, ognuno dei quali reca al massimo 2 gemme franche; nella prospettiva di un rinnovo, ciascun ceppo può avere anche uno sperone recante al massimo 2 gemme franche, potato su un succhione derivante da un ramo vecchio;

in caso di potatura di formazione o di una modifica della modalità di potatura, le viti sono potate con un massimo di 12 gemme franche per ceppo.

L’irrigazione non è autorizzata.

Disposizioni relative alla raccolta meccanica:

l’altezza del raccolto nei contenitori che consentono il trasporto dalla parcella alla cantina non supera 0,50 metri;

i contenitori sono fabbricati con materiali inerti e per uso alimentare;

le macchine e le attrezzature per la raccolta e il trasporto del raccolto sono dotate di un sistema di scarico dell’acqua o di protezione adeguato.

5.2.   Rese massime

1. 61 ettolitri per ettaro

6.   Zona geografica delimitata

La raccolta delle uve, la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini hanno luogo nel territorio dei seguenti comuni del dipartimento del Rodano, secondo il codice ufficiale geografico del 2019: Cercié, Odenas, Quincié-en-Beaujolais e Saint-Lager.

7.   Varietà principale/i di uve da vino

Gamay N

8.   Descrizione del legame/dei legami

8.1.   Descrizione dei fattori umani rilevanti per il legame

La zona geografica è situata sui versanti del «Mont Brouilly» nel cuore della zona vitivinicola del «Beaujolais». Vero e proprio faro su un vasto mare di vigneti, il «Mont Brouilly» è una montagna di dimensioni ridotte che si stacca dal confine orientale dei «Monts du Beaujolais», 40 chilometri a nord di Lione e a 15 chilometri da Villefranche-sur-Saône.

La zona geografica comprende anche il territorio dei comuni di Cercié, Odenas, Quincié-en-Beaujolais e Saint-Lager, nel dipartimento del Rodano.

Il «Mont Brouilly» si contraddistingue molto nettamente tra i «Monts du Beaujolais» per la sua natura geologica costituita da porfidi (rocce metamorfiche massicce), dette localmente «pietre blu», e da formazioni granitiche presenti nella parte inferiore dei versanti orientati a ovest e a nord-ovest.

Il versante esposto a levante, situato nel territorio del comune di Saint-Lager, ospita la metà dei vigneti. Il versante esposto a mezzogiorno si trova sul territorio del comune di Odenas, quello rivolto a ponente è situato nel territorio del comune di Quincié-en-Beaujolais mentre il pendio settentrionale è compreso nel territorio del comune di Cercié. Su quest’ultimo pendio la quota di impianto dei vigneti non supera i 350 metri, mentre altrove raggiunge ovunque i 400 metri.

I suoli sono poveri, molto sassosi e argillosi sulle «pietre blu», mentre risultano sabbiosi e alquanto filtranti sui graniti.

Le condizioni atmosferiche sono caratterizzate da un clima oceanico degradato e temperato, soggetto a influenze continentali decise (temporali estivi, nebbie gelate d’inverno) e provenienti principalmente da sud (calore estivo, massime precipitazioni in autunno e primavera).

Oltre l’80 % dei vigneti volge a est e a sud, beneficiando della protezione dai venti provenienti da ovest offerta dai «Monts du Beaujolais». I primi raggi del sole riscaldano e irraggiano le pendici coltivate a viti fin dall’alba. L’impianto dei vigneti sui pendii consente alle viti di sfuggire per lo più alle gelate primaverili e alle nebbie mattutine della pianura della Saône e di beneficiare della massima esposizione solare, garantendo anche il rapido drenaggio di eventuali precipitazioni in eccesso.

8.2.   Descrizione dei fattori umani rilevanti per il legame

Il toponimo «Brouilly» sembra provenire dal nome di un luogotenente romano, Brulius, il quale si sarebbe installato nel quarto secolo sulle pendici del «mont» impiantandovi qualche ceppo di vite. Lo sviluppo delle viti è tuttavia attestato solo nel secolo XI, il che pone le vigne «Côte de Brouilly» tra i più antichi vigneti del «Beaujolais».

Nel XVII secolo sono numerose le proprietà viticole che si stabiliscono nei villaggi situati in prossimità del «Mont Brouilly», come testimonia l’esistenza di castelli i cui vigneti sono spesso coltivati grazie al lavoro della mezzadria locale.

Scossi dai flagelli che investono i vigneti nel XIX secolo, i produttori fanno erigere sulla sommità del monte, nel 1857, una cappella che prende il nome di «Notre Dame du Raisin» (Nostra Signora dell’uva), per proteggere le viti dagli attacchi dell’oidio.

Il pellegrinaggio che si svolge ogni anno l’8 settembre, lungo un percorso attraverso le vigne, conduce i partecipanti fino ai piedi dell’edificio.

Nel 1934 viene creata l’«Association des Producteurs du vin de la Côte de Brouilly».

La denominazione di origine controllata «Côte de Brouilly» è riconosciuta da un decreto del 19 ottobre 1938, ed è caratterizzata dal connubio di tradizioni tipiche regionali e tecniche moderne.

I vigneti sono dedicati esclusivamente alla produzione di vini rossi ottenuti principalmente dal vitigno Gamay N, che è sensibile al gelo tardivo e teme le scottature solari. I produttori, alla ricerca di un vino di qualità, hanno appreso a controllare la crescita del vitigno, ricorrendo nello specifico ad una densità di impianto elevata e ad una potatura corta, a sperone, con coltivazione ad alberello.

Per assicurare una buona maturazione delle uve, il produttore si accerta che la superficie fogliare esposta sia sufficiente. Per la coltivazione delle viti è possibile utilizzare un palizzamento fisso, che agevola al contempo la meccanizzazione.

Al fine di garantire un’estrazione ottimale dei composti aromatici e polifenolici delle uve, molti produttori applicano tecniche che consistono nell’immergere le uve nel mosto durante la fermentazione, ad esempio, a «cappello sommerso», follatura o la tecnica del rimontaggio.

Nel 2010, la coltivazione operata da 182 produttori copre 320 ettari, per una produzione di 16 000 ettolitri.

8.3.   Interazioni causali

La zona geografica è caratterizzata da condizioni geografiche peculiari. Circoscritta alle pendici di un’unica montagna, riunisce i produttori in un ambiente naturale difficile, dove il lavoro sui pendii è impegnativo.

Consapevoli dell’originalità del loro vino, i produttori si sono adoprati per preservare la peculiarità di un prodotto tra i primi del «Beaujolais», e assicurano ancora una parte significativa della commercializzazione tramite la vendita diretta.

L’apertura sulla vasta pianura della Saône favorisce una luminosità che va a beneficio dell’attività clorofilliana della pianta. La posizione in quota e l’orientamento a sud e verso il sorgere del sole consentono la maturazione ottimale e regolare delle uve. Questo contesto naturale conduce spesso a vendemmie tra le più precoci della regione del «Beaujolais».

Nelle particolari condizioni geografiche e nel corso delle generazioni, i produttori hanno sviluppato tecniche che permettono di estrarre il meglio dal vitigno Gamay N, il quale si trova, nell’ambito della zona geografica, in uno dei suoi siti di elezione. Varietà poco vigorosa ma fertile, ben adattata, selezionata e adottata dai produttori, richiede una potatura corta per non esaurire i ceppi e preparare una raccolta di qualità.

Le parcelle delimitate con precisione per la raccolta delle uve, situate sulle pendici del «mont», orientate nel modo migliore e su terreni poco fertili, sono l’elemento che garantisce l’originalità espressa dal vitigno Gamay-N, impiantato nelle condizioni ottimali per la produzione di grandi vini.

Le parcelle caratterizzate da suoli che si sono sviluppati sulle «pietre blu» sono all’origine di vini fermi, carichi di una mineralità tipica del «Côte de Brouilly», pur rivelando un marcato carattere fruttato. Localmente gli appezzamenti di terreno con suoli che si sono formati sulle sabbie granitiche danno vita a vini più morbidi e precoci. La collina offre d’altro canto esposizioni diversificate, che conferiscono ai vini una gamma di sfumature.

D’altronde nel 1856 Jullien, nella sua «Topographie de tous les vignobles connus», riporta: «BROUILLY, situato nella parte più elevata del monte che porta lo stesso nome, produce vini di poco inferiori ai vini di Chénas (Moulin-à vent): di colore ombroso, robusti, si conservano a lungo, soprattutto i vini dei borghi di Néronde, Odenas e Saint-Lager che producono vini di colore gradevole, corposi, inebrianti […]».

Il «Mont Brouilly» è un punto di riferimento degno di nota. I versanti sono ricoperti di piante di vite e la cima boscosa, che culmina a 484 metri, è sormontata da una piccola cappella. Il sito influenza fortemente l’identità dei propri abitanti, al punto che i suoi prodotti più rinomati ne portano il nome.

9.   Ulteriori condizioni essenziali (confezionamento, etichettatura, altri requisiti)

Zona di prossimità immediata

Quadro giuridico

Legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore

Deroga relativa alla produzione nella zona geografica delimitata

Descrizione della condizione

La zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini, è costituita dal territorio dei comuni indicati di seguito sulla base del codice geografico ufficiale del 2019.

— Dipartimento della Côte-d’Or:

Agencourt, Aloxe-Corton, Ancey, Arcenant, Argilly, Autricourt, Auxey-Duresses, Baubigny, Beaune, Belan-sur-Ource, Bévy, Bissey-la-Côte, Bligny-lès-Beaune, Boncourt-le-Bois, Bouix, Bouze-lès-Beaune, Brion-sur-Ource, Brochon, Cérilly, Chamboeuf, Chambolle-Musigny, Channay, Charrey-sur-Seine, Chassagne-Montrachet, Châtillon-sur-Seine, Chaumont-le-Bois, Chaux, Chenôve, Chevannes, Chorey-lès-Beaune, Clémencey, Collonges-lès-Bévy, Combertault, Comblanchien, Corcelles-les-Arts, Corcelles-les-Monts, Corgoloin, Cormot-Vauchignon, Corpeau, Couchey, Curley, Curtil-Vergy, Daix, Dijon, Ebaty, Echevronne, Epernay-sous-Gevrey, L’Etang-Vergy, Etrochey, Fixin, Flagey-Echézeaux, Flavignerot, Fleurey-sur-Ouche, Fussey, Gerland, Gevrey-Chambertin, Gilly-lès-Cîteaux, Gomméville, Grancey-sur-Ource, Griselles, Ladoix-Serrigny, Lantenay, Larrey, Levernois, Magny-lès-Villers, Mâlain, Marcenay, Marey-lès-Fussey, Marsannay-la-Côte, Massingy, Mavilly-Mandelot, Meloisey, Merceuil, Messanges, Meuilley, Meursanges, Meursault, Molesme, Montagny-lès-Beaune, Monthelie, Montliot-et-Courcelles, Morey-Saint-Denis, Mosson, Nantoux, Nicey, Noiron-sur-Seine, Nolay, Nuits-Saint-Georges, Obtrée, Pernand-Vergelesses, Perrigny-lès-Dijon, Plombières-lès-Dijon, Poinçon-lès-Larrey, Pommard, Pothières, Premeaux-Prissey, Prusly-sur-Ource, Puligny-Montrachet, Quincey, Reulle-Vergy, La Rochepot, Ruffey-lès-Beaune, Saint-Aubin, Saint-Bernard, Saint-Philibert, Saint-Romain, Sainte-Colombe-sur-Seine, Sainte-Marie-la-Blanche, Santenay, Savigny-lès-Beaune, Segrois, Tailly, Talant, Thoires, Vannaire, Velars-sur-Ouche, Vertault, Vignoles, Villars-Fontaine, Villebichot, Villedieu, Villers-la-Faye, Villers-Patras, Villy-le-Moutier, Vix, Volnay, Vosne-Romanée, Vougeot;

— Dipartimento del Rodano:

Alix, Anse, L’Arbresle, Les Ardillats, Arnas, Bagnols, Beaujeu, Belleville-en-Beaujolais, Belmont-d’Azergues, Blacé, Le Breuil, Bully, Chambost-Allières, Chamelet, Charentay, Charnay, Chasselay, Châtillon, Chazay-d’Azergues, Chénas, Chessy, Chiroubles, Cogny, Corcelles-en-Beaujolais, Dardilly, Denicé, Deux Grosnes (solo per la parte corrispondente ai territori dell’ex comune di Avenas), Dracé, Emeringes, Fleurie, Fleurieux-sur-l’Arbresle, Frontenas, Gleizé, Juliénas, Jullié, Lacenas, Lachassagne, Lancié, Lantignié, Légny, Létra, Limas, Lozanne, Lucenay, Marchampt, Marcy, Moiré, Montmelas-Saint-Sorlin, Morancé, Le Perréon, Pommiers, Porte des Pierres Dorées, Régnié-Durette, Rivolet, Sain-Bel, Saint-Clément-sur-Valsonne, Saint-Cyr-le-Chatoux, Saint-Didier-sur-Beaujeu, Saint-Etienne-des-Oullières, Saint-Etienne-la-Varenne, Saint-Georges-de-Reneins, Saint-Germain-Nuelles, Saint-Jean-des-Vignes, Saint-Julien, Saint-Just-d’Avray, Saint-Romain-de-Popey, Saint-Vérand, Sainte-Paule, Salles-Arbuissonnas-en-Beaujolais, Sarcey, Taponas, Ternand, Theizé, Val d’Oingt, Vaux-en-Beaujolais, Vauxrenard, Vernay, Villefranche-sur-Saône, Ville-sur-Jarnioux, Villié-Morgon, Vindry-sur-Turdine (solo per la parte corrispondente ai territori degli ex comuni di Dareizé, Les Olmes e Saint-Loup);

— Dipartimento di Saône-et-Loire:

Aluze, Ameugny, Azé, Barizey, Beaumont-sur-Grosne, Berzé-la-Ville, Berzé-le-Châtel, Bissey-sous-Cruchaud, Bissy-la-Mâconnaise, Bissy-sous-Uxelles, Bissy-sur-Fley, Blanot, Bonnay, Bouzeron, Boyer, Bray, Bresse-sur-Grosne, Burgy, Burnand, Bussières, Buxy, Cersot, Chagny, Chaintré, Chalon-sur-Saône, Chamilly, Champagny-sous-Uxelles, Champforgeuil, Chânes, Change, Chapaize, La Chapelle-de-Bragny, La Chapelle-de-Guinchay, La Chapelle-sous-Brancion, Charbonnières, Chardonnay, La Charmée, Charnay-lès-Mâcon, Charrecey, Chasselas, Chassey-le-Camp, Château, Châtenoy-le-Royal, Chaudenay, Cheilly-lès-Maranges, Chenôves, Chevagny-les-Chevrières, Chissey-lès-Mâcon, Clessé, Cluny, Cormatin, Cortambert, Cortevaix, Couches, Crêches-sur-Saône, Créot, Cruzille, Culles-les-Roches, Curtil-sous-Burnand, Davayé, Demigny, Dennevy, Dezize-lès-Maranges, Donzy-le-Pertuis, Dracy-le-Fort, Dracy-lès-Couches, Epertully, Etrigny, Farges-lès-Chalon, Farges-lès-Mâcon, Flagy, Fleurville, Fley, Fontaines, Fragnes-La-Loyère (solo per la parte corrispondente ai territori dell’ex comune di La Loyère), Fuissé, Genouilly, Germagny, Givry, Granges, Grevilly, Hurigny, Igé, Jalogny, Jambles, Jugy, Jully-lès-Buxy, Lacrost, Laives, Laizé, Lalheue, Leynes, Lournand, Lugny, Mâcon, Malay, Mancey, Martailly-lès-Brancion, Massilly, Mellecey, Mercurey, Messey-sur-Grosne, Milly-Lamartine, Montagny-lès-Buxy, Montbellet, Montceaux-Ragny, Moroges, Nanton, Ozenay, Paris-l’Hôpital, Péronne, Pierreclos, Plottes, Préty, Prissé, Pruzilly, Remigny, La Roche-Vineuse, Romanèche-Thorins, Rosey, Royer, Rully, Saint-Albain, Saint-Ambreuil, Saint-Amour-Bellevue, Saint-Boil, Saint-Clément-sur-Guye, Saint-Denis-de-Vaux, Saint-Désert, Saint-Gengoux-de-Scissé, Saint-Gengoux-le-National, Saint-Germain-lès-Buxy, Saint-Gervais-sur-Couches, Saint-Gilles, Saint-Jean-de-Trézy, Saint-Jean-de-Vaux, Saint-Léger-sur-Dheune, Saint-Mard-de-Vaux, Saint-Martin-Belle-Roche, Saint-Martin-du-Tartre, Saint-Martin-sous-Montaigu, Saint-Maurice-de-Satonnay, Saint-Maurice-des-Champs, Saint-Maurice-lès-Couches, Saint-Pierre-de-Varennes, Saint-Rémy, Saint-Sernin-du-Plain, Saint-Symphorien-d’Ancelles, Saint-Vallerin, Saint-Vérand, Saint-Ythaire, Saisy, La Salle, Salornay-sur-Guye, Sampigny-lès-Maranges, Sancé, Santilly, Sassangy, Saules, Savigny-sur-Grosne, Sennecey-le-Grand, Senozan, Sercy, Serrières, Sigy-le-Châtel, Sologny, Solutré-Pouilly, Taizé, Tournus, Uchizy, Varennes-lès-Mâcon, Vaux-en-Pré, Vergisson, Vers, Verzé, Le Villars, La Vineuse sur Fregande (solo per la parte corrispondente ai territori degli ex comuni di Donzy-le-National, Massy e La Vineuse), Vinzelles, Viré;

— Dipartimento dell’Yonne:

Aigremont, Annay-sur-Serein, Arcy-sur-Cure, Asquins, Augy, Auxerre, Avallon, Bazarnes, Beine, Bernouil, Béru, Bessy-sur-Cure, Bleigny-le-Carreau, Censy, Chablis, Champlay, Champs-sur-Yonne, Chamvres, La Chapelle-Vaupelteigne, Charentenay, Châtel-Gérard, Chemilly-sur-Serein, Cheney, Chevannes, Chichée, Chitry, Collan, Coulangeron, Coulanges-la-Vineuse, Courgis, Cruzy-le-Châtel, Dannemoine, Deux Rivières, Dyé, Epineuil, Escamps, Escolives-Sainte-Camille, Fleys, Fontenay-près-Chablis, Gy-l’Evêque, Héry, Irancy, Island, Joigny, Jouancy, Junay, Jussy, Lichères-près-Aigremont, Lignorelles, Ligny-le-Châtel, Lucy-sur-Cure, Maligny, Mélisey, Merry-Sec, Migé, Molay, Molosmes, Montigny-la-Resle, Montholon (solo per la parte corrispondente ai territori degli ex comuni di Champvallon, Villiers sur Tholon e Volgré), Mouffy, Moulins-en-Tonnerrois, Nitry, Noyers, Ouanne, Paroy-sur-Tholon, Pasilly, Pierre-Perthuis, Poilly-sur-Serein, Pontigny, Préhy, Quenne, Roffey, Rouvray, Saint-Bris-le-Vineux, Saint-Cyr-les-Colons, Saint-Père, Sainte-Pallaye, Sainte-Vertu, Sarry, Senan, Serrigny, Tharoiseau, Tissey, Tonnerre, Tronchoy, Val-de-Mercy, Vallan, Venouse, Venoy, Vermenton, Vézannes, Vézelay, Vézinnes, Villeneuve-Saint-Salves, Villy, Vincelles, Vincelottes, Viviers, Yrouerre.

Etichettatura

Quadro giuridico

Legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore

Disposizioni supplementari in materia di etichettatura

Descrizione della condizione

a) - L’etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata può precisare il nome di un’unità geografica più piccola, a condizione:

— che si tratti del nome di una località accatastata;

— che essa figuri nella dichiarazione di raccolta.

Il nome della località accatastata è menzionato subito dopo il nome della denominazione di origine controllata e stampato in caratteri le cui dimensioni non superano, né in altezza né in larghezza, quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.

b) - L’etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata può precisare l’unità geografica più grande: «Vin du Beaujolais» oppure «Grand Vin du Beaujolais» oppure «Cru du Beaujolais».

Le dimensioni dei caratteri dell’unità geografica ampliata non superano, né in altezza né in larghezza, i due terzi di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.

Link al disciplinare del prodotto

https://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-4a05d946-3b5f-4ba8-bce7-50d1821f3765