Organo: Commissione europea
Categoria: Nessuna
Tipo documento: Comunicazione Commissione UE
Data provvedimento: 25-08-2021
Tipo gazzetta: Gazzetta Ufficiale UE serie C
Data gazzetta: 25-08-2021
Numero gazzetta: 342

Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo di cui all’articolo 17, paragrafi 2 e 3, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione [Chénas].

(Comunicazione 25/08/2021, pubblicata in G.U.U.E. 25 agosto 2021, n. C 342)


La presente comunicazione è pubblicata conformemente all’articolo 17, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione.

 

COMUNICAZIONE DELL’APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA ORDINARIA CHE MODIFICA IL DOCUMENTO UNICO

«Chénas»

PDO-FR-A1029-AM02

Data di comunicazione: 7 giugno 2021

DESCRIZIONE E MOTIVI DELLA MODIFICA APPROVATA

1.   Zona geografica

Nel capitolo I, sezione IV, punto 1, dopo «seguenti» sono aggiunte le parole «secondo il codice geografico ufficiale del 2019».

È introdotto un riferimento al codice geografico ufficiale dell’anno 2019 ed è aggiornato l’elenco dei comuni. Tale modifica è di carattere redazionale e non modifica in alcun modo il perimetro della zona geografica della denominazione. È resa necessaria dalle fusioni o dalle scissioni di comuni, o di parti di comuni, oppure dai cambiamenti di nome.

La nuova formulazione permette di garantire la continuità di un’identificazione precisa dei comuni della zona geografica nel disciplinare. Il punto 6 del documento unico è stato modificato per apportare tali modifiche.

Si aggiunge altresì una frase per informare che sul sito dell’INAO sono disponibili documenti cartografici relativi alla zona geografica.

Il documento unico non è interessato da questa modifica.

2.   Superficie parcellare

Alla sezione IV, punto 2, il primo paragrafo è sostituito dalle disposizioni seguenti: «I vini sono ottenuti esclusivamente da vigneti situati nella superficie parcellare di produzione approvata dall’Institut national de l’origine et de la qualité (Istituto nazionale dell’origine e della qualità) nella consultazione scritta del comitato nazionale competente conclusasi il 17 luglio 2020.»

Questa modifica ha lo scopo di indicare la data di approvazione, da parte dell’autorità nazionale competente, della nuova superficie parcellare delimitata all’interno della zona geografica di produzione. La delimitazione delle parcelle consiste nell’individuare, all’interno della zona geografica di produzione, le parcelle idonee alla produzione della denominazione di origine protetta in esame.

Il documento unico non è interessato da tale modifica.

3.   Zona di prossimità immediata

Nel capitolo I, sezione IV, punto 3, dopo «seguenti» sono aggiunte le parole «secondo il codice geografico ufficiale del 2019».

Questa modifica redazionale consente di identificare la zona di prossimità immediata con riferimento alla versione vigente nel 2019 del codice geografico ufficiale pubblicato dall’INSEE.

Il perimetro di tale zona resta esattamente identico.

L’aggiunta di tale riferimento consente di tutelare giuridicamente la definizione della zona di prossimità immediata, affinché questa non subisca ulteriori conseguenze in seguito a fusioni o scissioni di comuni o di parti di comuni, oppure in seguito a cambiamenti di nome.

L’elenco dei comuni che compongono la zona di prossimità immediata è stato a sua volta aggiornato senza modificare il perimetro, per tener conto delle modifiche amministrative intervenute prima del 2019.

La voce «Condizioni supplementari» del documento unico è modificata di conseguenza.

4.   Disposizioni relative all’affinamento

Nel capitolo I, sezione IX, punto 2, la data «1o marzo» è sostituita dalla data «15 gennaio».

La data minima fino alla quale i vini sono sottoposti ad affinamento è anticipata dal 1o marzo al 15 gennaio dell’anno successivo a quello della raccolta, in quanto, a causa dei cambiamenti climatici, le vendemmie precoci stanno diventando sempre più comuni, consentendo di completare la vinificazione anticipatamente.

L’anticipazione della data minima di fine dell’affinamento non incide sulla qualità dei vini, poiché le condizioni climatiche e pedologiche della zona conferiscono alla varietà Gamay N una precocità che consente di apprezzare i vini già da giovani. Come precisato nel capitolo I, sezione X: «i vini possono essere bevuti giovani [...]».

Il documento unico è modificato al punto 5.

5.   Immissione in commercio

Nel capitolo I, sezione IX, punto 5, la data «15 marzo» è sostituita dalla data «1° febbraio».

Coerentemente con l’anticipazione della data minima di fine dell’affinamento, la data di commercializzazione dei vini al consumatore è spostata dal 15 marzo al 1o febbraio.

Questa modifica non comporta modifiche del documento unico.

6.   Circolazione tra depositari autorizzati

Nel capitolo I, sezione IX, punto 5, la lettera b) riguardante la data della commercializzazione dei vini tra depositari autorizzati è soppressa.

Tale modifica non comporta alcuna variazione del documento unico.

La riduzione del periodo minimo di affinamento e l’anticipazione della data di immissione in commercio dei vini richiedono di consentire una circolazione più rapida dei vini tra gli operatori ed è quindi irrilevante stabilire una data precoce prima della quale la circolazione dei vini non può avvenire.

Nel capitolo I, sezione IX, punto 5, il titolo è pertanto modificato sopprimendo «alla circolazione dei prodotti e».

Il documento unico non è interessato da tali modifiche del disciplinare.

7.   Legame con la zona geografica - Descrizione dei fattori naturali rilevanti per il legame

Nel capitolo I, sezione X, punto 1, alla lettera a), al fine di chiarire la formulazione, prima dei termini «ad un’altitudine compresa tra 210 e 380 metri» è aggiunto il termine «principalmente».

Il documento unico è modificato al punto 8.

8.   Misure transitorie

Nel capitolo I, sezione XI, punto 1, lettera a), prima delle parole «fino al raccolto 2034 compreso» sono aggiunte le parole «al più tardi» al fine di chiarire le condizioni di tale misura.

Il punto 3 è soppresso poiché si è concluso il periodo durante il quale i produttori potevano beneficiare di una misura specifica concernente il periodo di affinamento e, di conseguenza, la data di immissione in commercio è trascorsa.

Il documento unico non è interessato da tali modifiche del disciplinare.

9.   Elementi relativi al controllo del disciplinare

— Gli operatori sono ora controllati da un organismo di certificazione, e le parole «piano di controllo» sostituiscono le parole «piano d’ispezione» nei diversi paragrafi pertinenti del capitolo II del disciplinare.

Il documento unico non è interessato da tale modifica.

— Riferimenti relativi alla struttura di controllo

Al capitolo III, sezione II: le norme redazionali di questa parte sono state modificate, dopo l’omologazione del disciplinare nel dicembre 2011, affinché non siano più indicati i riferimenti completi dell’autorità di controllo dal momento che i controlli sono effettuati da un organismo di certificazione.

Il documento unico non è interessato da tale modifica.

DOCUMENTO UNICO

1.   Nome del prodotto

Chénas

2.   Tipo di indicazione geografica

DOP - Denominazione di origine protetta

3.   Categorie di prodotti vitivinicoli

    1. Vino

4.   Descrizione del vino (dei vini)

Descrizione testuale concisa

Si tratta di vini secchi fermi rossi. I vini hanno un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 10,5 %.

In seguito all’arricchimento i vini non superano il titolo alcolometrico volumico totale del 13 %.

In fase di confezionamento i vini presentano un tenore massimo di acido malico pari a 0,4 g/l.

I vini finiti, pronti per essere immessi in consumo, rispondono alle seguenti norme analitiche:

tenore massimo di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio): 3 grammi per litro.

Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo, il titolo alcolometrico effettivo minimo, l’acidità totale minima e il tenore massimo di anidride solforosa totale, si applicano le norme previste dalla regolamentazione dell’Unione.

I vini hanno un colore che richiama il rosso granato intenso. Al naso presentano spesso note floreali e fruttate che si evolvono con l’invecchiamento verso aromi speziati. La struttura al palato è delicata e generosa, con un equilibrio tra potenza ed eleganza.

Questi vini sono spesso degustati giovani, ma guadagnano in complessità dopo alcuni anni di conservazione.

Caratteristiche analitiche generali

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

Acidità totale minima

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

14,17

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)


5.   Pratiche di vinificazione

5.1.   Pratiche enologiche specifiche

1.   Pratica enologica specifica

— È vietato l’uso di scaglie di legno.

— In seguito all’arricchimento i vini non superano il titolo alcolometrico volumico totale del 13 %.

— Le tecniche sottrattive di arricchimento sono consentite entro il limite di un tasso di concentrazione del 10 %.

I vini sono sottoposti ad affinamento almeno fino al 15 gennaio dell’anno successivo a quello della vendemmia.

Oltre alle disposizioni di cui sopra, i vini devono rispettare gli obblighi relativi alle pratiche enologiche stabiliti a livello dell’UE e nel «Code rural et de la pêche maritime» (codice rurale e della pesca marittima).

2.   Pratica colturale

Densità di impianto

La densità minima d’impianto della vigna è di 6 000 ceppi per ettaro.

Questi vigneti presentano una distanza tra i filari pari o inferiore a 2,10 metri, mentre la distanza tra i ceppi del medesimo filare è pari o superiore a 0,80 metri.

A condizione che venga rispettata la densità minima di 6 000 ceppi per ettaro, e ai fini della meccanizzazione, i vigneti possono presentare interfilari con una distanza pari o inferiore a 3 metri.

Norme di potatura

— la potatura è completata entro il 15 maggio;

— i vini provengono da vigneti sottoposti a potatura corta (alberello, ventaglio o cordone di Royat semplice, doppio o «charmet») con un massimo di 10 gemme franche per ceppo;

— ciascun ceppo ha da tre a cinque speroni, ognuno dei quali reca al massimo due gemme franche; nella prospettiva di un rinnovo, ciascun ceppo può avere anche uno sperone recante al massimo due gemme franche, potato su un succhione derivante da un ramo vecchio;

— in caso di potatura di formazione o di una modifica della modalità di potatura, le viti sono potate con un massimo di 12 gemme franche per ceppo.

È vietata l’irrigazione.

Disposizioni relative alla raccolta meccanica

— l’altezza del raccolto nei contenitori che consentono il trasporto dalla parcella alla cantina non supera 0,50 metri;

— i contenitori sono fabbricati con materiali inerti e per uso alimentare;

— le macchine e le attrezzature per la raccolta e il trasporto del raccolto sono dotate di un sistema di scarico dell’acqua o di protezione adeguato.

5.2.   Rese massime

1. 61 ettolitri per ettaro

6.   Zona geografica delimitata

La raccolta delle uve, la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini hanno luogo nel territorio dei seguenti comuni, secondo il codice ufficiale geografico del 2019:

— dipartimento del Rodano: Chénas;

— dipartimento di Saône-et-Loire: La Chapelle-de-Guinchay.

7.   Varietà principale/i di uve da vino

Gamay N

8.   Descrizione del legame/dei legami

8.1.   Descrizione dei fattori naturali rilevanti per il legame

La zona geografica si estende principalmente sul fianco orientale della «Montagne de Rémont» (510 metri di altitudine) e sulle terrazze che si affacciano sulla pianura della Saona. Il paesaggio collinare è imponente, a ovest, dove i versanti talvolta ripidi dominano la valle della Mauvaise e il borgo di Chénas, e più smussato a est, nell’area pedemontana.

La zona geografica si trova sul fianco orientale a nord dei «Monts du Beaujolais», a 15 km a sud-ovest di Mâcon e a 25 km a nord di Villefranche-sur-Saône.

Essa si estende quindi nel territorio dei comuni di Chénas, nel dipartimento del Rodano e di La-Chapelle-de-Guinchay, a sud del dipartimento di Saône-et-Loire.

Il sottosuolo è costituito da graniti alterati intersecati da filoni di quarzo e manganese e affiora sotto forma di arena (sabbia grossolana risultante dalla disgregazione del granito) o di blocchi arrotondati. A est, su pendii più dolci, spandimenti e terrazze antiche, che nascondono il substrato granitico, si estendono fino al territorio del comune di La-Chapelle-de-Guinchay.

I suoli sono prevalentemente silicei, impregnati di ossido di ferro con reazione acida. Sulle formazioni granitiche sono sabbiosi e chiamati localmente «grès» o «gore». A ovest, le arene sabbiose di colore rosa, sui contrafforti della «Montagne de Rémont», si arricchiscono di limo a valle. Sulle terrazze, pietrisco e ghiaia si mescolano alle arene.

I suoli sono sempre ben drenati.

Le parcelle delimitate con precisione per la vendemmia delle uve si trovano sui versanti che assicurano il drenaggio dell’acqua piovana, per lo più a un’altitudine compresa tra 210 e 380 metri.

Il clima è di tipo oceanico attenuato e subisce influssi continentali e meridionali (calura estiva, precipitazioni massime in autunno e primavera). Questo clima contrastante, caratterizzato da una forte calura estiva che spesso dura fino all’autunno, è propizio per la vite.

I «Monts du Beaujolais» svolgono un ruolo essenziale di protezione dai venti provenienti dall’ovest, attenuando così l’influsso oceanico. L’effetto «Föhn» che essi provocano rende più secca l’aria oceanica, accrescendo al contempo la luminosità e riducendo le precipitazioni.

L’ampia valle della Saona ha un’intercettazione della luce ottimale e attenua le variazioni di temperatura.

8.2.   Descrizione dei fattori umani rilevanti per il legame

La presenza della vite a «Chénas» è antica. Suzanne BLANCHET, nella sua opera «Les vins de Bourgogne», ci racconta che, dalla regione di Mâcon a quella di Lione, ove predomina la foresta, la coltivazione della vite è praticata fin dal primo secolo (PLINIO IL VECCHIO).

Etimologicamente, «Chénas» deve il proprio nome alla foresta di querce che una volta ricopriva le sue colline. Molte fonti indicano che, a seguito di un’ordinanza reale emanata da Filippo V IL LUNGO nel 1316, le querce della «Montagne de Rémont» furono estirpate per essere sostituite da viti.

A partire dalla fine del XV secolo, la viticoltura fu sviluppata dalla borghesia di Lione, arricchitasi grazie alla seta e alle banche.

Il decreto dell’11 settembre 1936 riconobbe la denominazione di origine controllata «Chénas» per una parte del territorio del comune di Chénas. La superficie parcellare delimitata si estendeva sui versanti limitrofi del comune di La-Chapelle-de-Guinchay già nel 1945.

Parallelamente, una quarantina di produttori fonda la cantina cooperativa, che dal 1934 ha sede in un annesso del Château des Michauds, a Chénas, e vinifica circa il 25 % dei volumi della denominazione di origine controllata, ponendosi come elemento propulsore dell’economia. La sua cantina a volta del XVI secolo, a tre centri, è una delle più grandi del «Beaujolais».

Le proprietà sono per lo più di origine familiare, per cui diverse generazioni si succedono e si avvicendano nel lavoro comune.

Inoltre, i produttori sono attenti a isolare le parcelle migliori e ad apporre sulle etichette i nomi delle località più rinomate.

La denominazione di origine controllata «Chénas» è caratterizzata dall’intreccio fra tradizioni specifiche della regione e tecniche moderne.

I vigneti sono dedicati esclusivamente alla produzione di vini rossi principalmente della varietà Gamay N. I produttori, alla ricerca di un vino di qualità, hanno appreso a controllarne l’accrescimento, in particolare ricorrendo a un’elevata densità di impianto e a una potatura corta a speroni, con vigne potate ad «alberello».

Per assicurare alle uve una buona maturità, il produttore si accerta che la superficie fogliare esposta sia sufficiente. Per la coltivazione delle viti è quindi possibile utilizzare un palizzamento fisso che facilita anche la meccanizzazione.

Per garantire un’estrazione ottimale dei composti aromatici e polifenolici delle uve, molti produttori utilizzano tecniche consistenti nell’immergere le uve nel succo durante la fermentazione. Queste tecniche garantiscono una buona estrazione, preservando nel contempo il carattere fruttato dei vini. Il tempo di macerazione spesso supera i 10 giorni. Poiché la varietà Gamay N è sensibile all’ossidazione, i produttori fanno tutto il possibile per garantire l’integrità delle uve e trasportarle rapidamente alla cantina. Il confezionamento è effettuato dopo alcuni mesi di affinamento, con un potenziale di conservazione compreso tra i 4 e gli 8 anni, o persino più lungo nelle grandi annate.

Nel 2010 i vigneti «Chénas» coprivano una superficie di 242 ettari, con una produzione media annua di 7 600 ettolitri, elaborata da 289 produttori. Dal 25 % al 30 % della produzione è venduto direttamente alla proprietà.

8.3.   Interazioni causali

Le parcelle di vigne, protette dai venti che soffiano da ovest grazie ai «Monts du Beaujolais» ed esposte verso nord-est, est e sud, godono di temperature miti sin dall’alba grazie all’effetto dei primi raggi del sole.

L’impianto del vigneto su versanti talvolta molto ripidi, che si aprono sulla vasta pianura della Saona, a un’altitudine compresa principalmente tra 210 e 380 metri, gli consente di sfuggire alla maggior parte delle gelate primaverili e alle nebbie mattutine, favorisce il soleggiamento, garanzia di una buona attività fotosintetica, e assicura il rapido drenaggio delle eventuali acque piovane in eccesso e quindi la maturazione ottimale delle uve, la cui integrità è preservata fino alla cantina.

La natura generica, granitica e poco argillosa dei terreni delle parcelle delimitate per la raccolta delle uve incide sull’originalità del gusto dei vini, che hanno una piacevole complessità aromatica, con qualche sfumatura. Le parcelle che presentano suoli ghiaiosi e sabbiosi, dalle caratteristiche filtranti, delle antiche terrazze, situate per lo più nel comune di La-Chapelle-de-Guinchay, sono all’origine dei vini morbidi e fruttati.

I vini più corposi e strutturati sono invece ottenuti alle parcelle che si trovano sui versanti del comune di Chénas e che presentano terreni sviluppati sull’arena granitica.

Le caratteristiche dei vini dipendono anche dalle competenze dei produttori, che utilizzano tutte le pratiche e le tecniche volte a elaborare vini da invecchiamento, privilegiando il colore e la finezza e preservando nel contempo il carattere fruttato e l’eleganza.

La reputazione del vino «Chénas» è riconosciuta sin dal XVII secolo. Luigi XIII lo considerava d’altronde «l’unico vino meritevole di essere presente alla sua tavola», il che gli conferisce la fama di «vino di potere».

Nel XVIII secolo, i vini «Chénas» sono trasportati a Parigi dai commercianti di vini della Borgogna e poi, intorno al XIX secolo, commercializzati nella Francia settentrionale ed esportati in Inghilterra. All’epoca erano già noti per essere vini che si mantengono per molto tempo e che sopportano molto bene il trasporto.

L’interesse reciproco tra la capitale e i vini di «Chénas» continua nel tempo, visto che ogni anno, a metà marzo, si svolge la manifestazione «Printemps de Chénas» (primavera di Chénas), in cui per una settimana si celebrano i vini in circa sessanta enoteche di Parigi.

9.   Ulteriori condizioni essenziali (confezionamento, etichettatura, altri requisiti)

Zona di prossimità immediata

Quadro normativo:

legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

deroga relativa alla produzione nella zona geografica delimitata

Descrizione della condizione:

la zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione, l’elaborazione e l’affinamento dei vini, è costituita dal territorio dei seguenti comuni sulla base del codice geografico ufficiale del 2019:

— dipartimento della Côte-d’Or:

Agencourt, Aloxe-Corton, Ancey, Arcenant, Argilly, Autricourt, Auxey-Duresses, Baubigny, Beaune, Belan-sur-Ource, Bévy, Bissey-la-Côte, Bligny-lès-Beaune, Boncourt-le-Bois, Bouix, Bouze-lès-Beaune, Brion-sur-Ource, Brochon, Cérilly, Chamboeuf, Chambolle-Musigny, Channay, Charrey-sur-Seine, Chassagne-Montrachet, Châtillon-sur-Seine, Chaumont-le-Bois, Chaux, Chenôve, Chevannes, Chorey-lès-Beaune, Clémencey, Collonges-lès-Bévy, Combertault, Comblanchien, Corcelles-les-Arts, Corcelles-les-Monts, Corgoloin, Cormot-Vauchignon, Corpeau, Couchey, Curley, Curtil-Vergy, Daix, Dijon, Ebaty, Echevronne, Epernay-sous-Gevrey, L’Etang-Vergy, Etrochey, Fixin, Flagey-Echézeaux, Flavignerot, Fleurey-sur-Ouche, Fussey, Gerland, Gevrey-Chambertin, Gilly-lès-Cîteaux, Gomméville, Grancey-sur-Ource, Griselles, Ladoix-Serrigny, Lantenay, Larrey, Levernois, Magny-lès-Villers, Mâlain, Marcenay, Marey-lès-Fussey, Marsannay-la-Côte, Massingy, Mavilly-Mandelot, Meloisey, Merceuil, Messanges, Meuilley, Meursanges, Meursault, Molesme, Montagny-lès-Beaune, Monthelie, Montliot-et-Courcelles, Morey-Saint-Denis, Mosson, Nantoux, Nicey, Noiron-sur-Seine, Nolay, Nuits-Saint-Georges, Obtrée, Pernand-Vergelesses, Perrigny-lès-Dijon, Plombières-lès-Dijon, Poinçon-lès-Larrey, Pommard, Pothières, Premeaux-Prissey, Prusly-sur-Ource, Puligny-Montrachet, Quincey, Reulle-Vergy, La Rochepot, Ruffey-lès-Beaune, Saint-Aubin, Saint-Bernard, Saint-Philibert, Saint-Romain, Sainte-Colombe-sur-Seine, Sainte-Marie-la-Blanche, Santenay, Savigny-lès-Beaune, Segrois, Tailly, Talant, Thoires, Vannaire, Velars-sur-Ouche, Vertault, Vignoles, Villars-Fontaine, Villebichot, Villedieu, Villers-la-Faye, Villers-Patras, Villy-le-Moutier, Vix, Volnay, Vosne-Romanée e Vougeot;

— dipartimento del Rodano:

Alix, Anse, L’Arbresle, Les Ardillats, Arnas, Bagnols, Beaujeu, Belleville-en-Beaujolais, Belmont-d’Azergues, Blacé, Le Breuil, Bully, Cercié, Chambost-Allières, Chamelet, Charentay, Charnay, Chasselay, Châtillon, Chazay-d’Azergues, Chessy, Chiroubles, Cogny, Corcelles-en-Beaujolais, Dardilly, Denicé, Deux Grosnes (esclusivamente per la parte corrispondente al territorio dell’ex comune di Avenas), Dracé, Emeringes, Fleurie, Fleurieux-sur-l’Arbresle, Frontenas, Gleizé, Juliénas, Jullié, Lacenas, Lachassagne, Lancié, Lantignié, Légny, Létra, Limas, Lozanne, Lucenay, Marchampt, Marcy, Moiré, Montmelas-Saint-Sorlin, Morancé, Odenas, Le Perréon, Pommiers, Porte des Pierres Dorées, Quincié-en-Beaujolais, Régnié-Durette, Rivolet, Sain-Bel, Saint-Clément-sur-Valsonne, Saint-Cyr-le-Chatoux, Saint-Didier-sur-Beaujeu, Saint-Etienne-des-Oullières, Saint-Etienne-la-Varenne, Saint-Georges-de-Reneins, Saint-Germain-Nuelles, Saint-Jean-des-Vignes, Saint-Julien, Saint-Just-d’Avray, Saint-Lager, Saint-Romain-de-Popey, Saint-Vérand, Sainte-Paule, Salles-Arbuissonnas-en-Beaujolais, Sarcey, Taponas, Ternand, Theizé, Val d’Oingt, Vaux-en-Beaujolais, Vauxrenard, Vernay, Villefranche-sur-Saône, Ville-sur-Jarnioux, Villié-Morgon, Vindry-sur-Turdine (esclusivamente per la parte corrispondente al territorio degli ex comuni di Dareizé, Les Olmes e Saint-Loup);

— dipartimento di Saône-et-Loire:

Aluze, Ameugny, Azé, Barizey, Beaumont-sur-Grosne, Berzé-la-Ville, Berzé-le-Châtel, Bissey-sous-Cruchaud, Bissy-la-Mâconnaise, Bissy-sous-Uxelles, Bissy-sur-Fley, Blanot, Bonnay, Bouzeron, Boyer, Bray, Bresse-sur-Grosne, Burgy, Burnand, Bussières, Buxy, Cersot, Chagny, Chaintré, Chalon-sur-Saône, Chamilly, Champagny-sous-Uxelles, Champforgeuil, Chânes, Change, Chapaize, La Chapelle-de-Bragny, La Chapelle-sous-Brancion, Charbonnières, Chardonnay, La Charmée, Charnay-lès-Mâcon, Charrecey, Chasselas, Chassey-le-Camp, Château, Châtenoy-le-Royal, Chaudenay, Cheilly-lès-Maranges, Chenôves, Chevagny-les-Chevrières, Chissey-lès-Mâcon, Clessé, Cluny, Cormatin, Cortambert, Cortevaix, Couches, Crêches-sur-Saône, Créot, Cruzille, Culles-les-Roches, Curtil-sous-Burnand, Davayé, Demigny, Dennevy, Dezize-lès-Maranges, Donzy-le-Pertuis, Dracy-le-Fort, Dracy-lès-Couches, Epertully, Etrigny, Farges-lès-Chalon, Farges-lès-Mâcon, Flagy, Fleurville, Fley, Fontaines, Fragnes-La-Loyère (esclusivamente per la parte corrispondente al territorio dell’ex comune di La Loyère), Fuissé, Genouilly, Germagny, Givry, Granges, Grevilly, Hurigny, Igé, Jalogny, Jambles, Jugy, Jully-lès-Buxy, Lacrost, Laives, Laizé, Lalheue, Leynes, Lournand, Lugny, Mâcon, Malay, Mancey, Martailly-lès-Brancion, Massilly, Mellecey, Mercurey, Messey-sur-Grosne, Milly-Lamartine, Montagny-lès-Buxy, Montbellet, Montceaux-Ragny, Moroges, Nanton, Ozenay, Paris-l’Hôpital, Péronne, Pierreclos, Plottes, Préty, Prissé, Pruzilly, Remigny, La Roche-Vineuse, Romanèche-Thorins, Rosey, Royer, Rully, Saint-Albain, Saint-Ambreuil, Saint-Amour-Bellevue, Saint-Boil, Saint-Clément-sur-Guye, Saint-Denis-de-Vaux, Saint-Désert, Saint-Gengoux-de-Scissé, Saint-Gengoux-le-National, Saint-Germain-lès-Buxy, Saint-Gervais-sur-Couches, Saint-Gilles, Saint-Jean-de-Trézy, Saint-Jean-de-Vaux, Saint-Léger-sur-Dheune, Saint-Mard-de-Vaux, Saint-Martin-Belle-Roche, Saint-Martin-du-Tartre, Saint-Martin-sous-Montaigu, Saint-Maurice-de-Satonnay, Saint-Maurice-des-Champs, Saint-Maurice-lès-Couches, Saint-Pierre-de-Varennes, Saint-Rémy, Saint-Sernin-du-Plain, Saint-Symphorien-d’Ancelles, Saint-Vallerin, Saint-Vérand, Saint-Ythaire, Saisy, La Salle, Salornay-sur-Guye, Sampigny-lès-Maranges, Sancé, Santilly, Sassangy, Saules, Savigny-sur-Grosne, Sennecey-le-Grand, Senozan, Sercy, Serrières, Sigy-le-Châtel, Sologny, Solutré-Pouilly, Taizé, Tournus, Uchizy, Varennes-lès-Mâcon, Vaux-en-Pré, Vergisson, Vers, Verzé, Le Villars, La Vineuse sur Fregande (esclusivamente per la parte corrispondente al territorio degli ex comuni di Donzy-le-National, Massy e La Vineuse), Vinzelles e Viré;

— dipartimento dello Yonne:

Aigremont, Annay-sur-Serein, Arcy-sur-Cure, Asquins, Augy, Auxerre, Avallon, Bazarnes, Beine, Bernouil, Béru, Bessy-sur-Cure, Bleigny-le-Carreau, Censy, Chablis, Champlay, Champs-sur-Yonne, Chamvres, La Chapelle-Vaupelteigne, Charentenay, Châtel-Gérard, Chemilly-sur-Serein, Cheney, Chevannes, Chichée, Chitry, Collan, Coulangeron, Coulanges-la-Vineuse, Courgis, Cruzy-le-Châtel, Dannemoine, Deux Rivières, Dyé, Epineuil, Escamps, Escolives-Sainte-Camille, Fleys, Fontenay-près-Chablis, Gy-l’Evêque, Héry, Irancy, Island, Joigny, Jouancy, Junay, Jussy, Lichères-près-Aigremont, Lignorelles, Ligny-le-Châtel, Lucy-sur-Cure, Maligny, Mélisey, Merry-Sec, Migé, Molay, Molosmes, Montigny-la-Resle, Montholon (esclusivamente per la parte corrispondente al territorio degli ex comuni di Champvallon, Villiers sur Tholon e Volgré), Mouffy, Moulins-en-Tonnerrois, Nitry, Noyers, Ouanne, Paroy-sur-Tholon, Pasilly, Pierre-Perthuis, Poilly-sur-Serein, Pontigny, Préhy, Quenne, Roffey, Rouvray, Saint-Bris-le-Vineux, Saint-Cyr-les-Colons, Saint-Père, Sainte-Pallaye, Sainte-Vertu, Sarry, Senan, Serrigny, Tharoiseau, Tissey, Tonnerre, Tronchoy, Val-de-Mercy, Vallan, Venouse, Venoy, Vermenton, Vézannes, Vézelay, Vézinnes, Villeneuve-Saint-Salves, Villy, Vincelles, Vincelottes, Viviers e Yrouerre.

Etichettatura

Quadro normativo:

legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

disposizioni supplementari in materia di etichettatura

Descrizione della condizione:

a) L’etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata può precisare il nome di un’unità geografica più piccola, a condizione:

— che si tratti del nome di una località accatastata;

— che essa figuri nella dichiarazione di raccolta.

Il nome della località accatastata è menzionato subito dopo il nome della denominazione di origine controllata e stampato in caratteri le cui dimensioni non superano, né in altezza né in larghezza, quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.

b) L’etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata può precisare l’unità geografica più grande: «Vin du Beaujolais», «Grand Vin du Beaujolais» oppure «Cru du Beaujolais».

Le dimensioni dei caratteri dell’unità geografica ampliata non superano, né in altezza né in larghezza, i due terzi di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.

Link al disciplinare del prodotto

https://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-e5dfd5ed-af6b-458d-a857-b70c416ba98c