Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo di cui all’articolo 17, paragrafi 2 e 3, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione [Gros Plant du Pays nantais].
(Comunicazione 11/11/2020, pubblicata in G.U.U.E. 11 novembre 2020, n. C 380)
La presente comunicazione è pubblicata conformemente all’articolo 17, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione.
COMUNICAZIONE DI MODIFICA ORDINARIA CHE MODIFICA IL DOCUMENTO UNICO
«GROS PLANT DU PAYS NANTAIS»
PDO-FR-A0275-AM02
Data di comunicazione: 15 settembre 2020
DESCRIZIONE E MOTIVI DELLA MODIFICA APPROVATA
1. Zona geografica
La zona geografica è stata rivista a seguito di una fusione tra comuni, con una conseguente modifica del nome di alcuni di essi.
I comuni «Saint-Géréon» e «Ancenis» sono pertanto sostituiti dal comune «Ancenis-Saint-Géréon». Il comune «Saint-Hilaire-de-Loulay» è sostituito da «Montaigu-Vendée (per il solo territorio del comune delegato di Saint-Hilaire-de-Loulay)».
Tale modifica è di carattere meramente redazionale e non cambia la zona geografica.
Il documento unico è interessato da tale modifica al punto 6.
2. Superficie parcellare delimitata
Nel capitolo 1, sezione IV, punto 2, del disciplinare, dopo le parole «15 novembre 2018» si aggiunge «e 17 giugno 2020».
Questa modifica ha lo scopo di inserire la data di approvazione, da parte dell’autorità nazionale competente, di una modifica della superficie parcellare delimitata all’interno della zona geografica di produzione. La delimitazione delle parcelle consiste nell’individuare, all’interno della zona geografica di produzione, le parcelle idonee alla produzione della denominazione di origine protetta in esame.
Il documento unico non è interessato da tale modifica.
3. Legame con la zona geografica
Il documento unico è stato rivisto per sopprimere il riferimento al numero di comuni che compongono la zona geografica.
Il documento unico è interessato da tale modifica al punto 8.
DOCUMENTO UNICO
1. Nome del prodotto
Gros Plant du Pays nantais
2. Tipo di indicazione geografica
DOP - Denominazione di origine protetta
3. Categorie di prodotti vitivinicoli
1. Vino
4. Descrizione del vino (dei vini)
Sono vini bianchi, secchi e tranquilli.
I vini presentano:
— un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 9 %;
— un tenore massimo di zuccheri fermentescibili (glucosio e fruttosio) di 4 grammi per litro;
— un tenore massimo di acidità volatile di 10 milliequivalenti per litro;
— un titolo alcolometrico volumico totale massimo dopo l’arricchimento dell’11 %.
I tenori di acidità totale e di anidride solforosa totale dei vini e il titolo alcolometrico totale effettivo sono conformi ai limiti stabiliti dalla normativa dell’Unione europea. Sono vini bianchi, secchi e tranquilli.
Presentano un colore giallo molto pallido che a volte, nei primi anni di vita, è striato di riflessi verdi.
Il loro equilibrio gustativo è acidulo, complessivamente dominato dalla freschezza e dalla leggerezza.
Al naso, esprimono aromi sottili, con dominante fruttata o floreale, spesso accompagnati da un tocco iodato.
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Caratteristiche analitiche generali |
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Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol): |
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Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol): |
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Acidità totale minima: |
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Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro): |
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Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro): |
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5. Pratiche di vinificazione
a. Pratiche enologiche specifiche
Pratica colturale
I vigneti presentano una densità minima di impianto di 5 000 ceppi per ettaro.
La distanza tra i filari è inferiore o uguale a 2,20 metri e la distanza fra i ceppi dello stesso filare è compresa tra 0,90 e 1,10 metri.
Le viti sono potate con un massimo di 14 gemme franche per ceppo:
— o a potatura corta (cordone di Royat, alberello, ventaglio);
— o a potatura Guyot semplice.
La potatura viene ultimata prima del germogliamento o stadio 5 della scala di Eichhorn e Lorentz.
Nella fase di allegagione, il numero di tralci fruttiferi dell’anno per ceppo è inferiore o uguale a 12.
Pratica enologica specifica
È vietato qualsiasi trattamento termico del raccolto con il ricorso a temperature inferiori a -5 °C.
Dopo l’arricchimento i vini non superano il titolo alcolometrico volumico totale dell’11 %.
Oltre alle disposizioni di cui sopra, i vini rispettano gli obblighi relativi alle pratiche enologiche stabiliti a livello dell’Unione europea e nel Code rural et de la pêche maritime (codice rurale e della pesca marittima).
b. Rese massime
75 ettolitri per ettaro
6. Zona geografica delimitata
Tutte le fasi di produzione hanno luogo nella zona geografica approvata dall’Institut national de l’origine et de la qualité nella seduta del comitato nazionale competente del 20 giugno 2018. Alla data di approvazione del presente disciplinare da parte del comitato nazionale competente, il perimetro di questa zona comprende il territorio dei seguenti comuni secondo il codice ufficiale geografico dell’anno 2020:
— dipartimento della Loire-Atlantique: Aigrefeuille-sur-Maine, Ancenis-Saint-Géréon, Basse-Goulaine, La Bernerie-en-Retz, Le Bignon, La Boissière-du-Doré, Bouaye, Brains, Carquefou, Le Cellier, La Chapelle-Heulin, Château-Thébaud, Chaumes-en-Retz (per il solo territorio del comune delegato di Chéméré), La Chevrolière, Clisson, Corcoué-sur-Logne, Divatte-sur-Loire, Geneston, Gétigné, Gorges, La Haie-Fouassière, Haute-Goulaine, Le Landreau, Legé, La Limouzinière, Le Loroux-Bottereau, Maisdon-sur-Sèvre, Mauves-sur-Loire, Monnières, Montbert, Les Moutiers-en-Retz, Mouzillon, Oudon, Le Pallet, La Planche, Pont-Saint-Martin, Port-Saint-Père, La Regrippière, La Remaudière, Remouillé, Saint-Aignan-Grandlieu, Saint-Colomban, Sainte-Pazanne, Saint-Fiacre-sur-Maine, Saint-Hilaire-de-Chaléons, Saint-Hilaire-de-Clisson, Saint-Julien-de-Concelles, Saint-Léger-les-Vignes, Saint-Lumine-de-Clisson, Saint-Lumine-de-Coutais, Saint-Mars-de-Coutais, Saint-Philbert-de-Grand-Lieu, Les Sorinières, Thouaré-sur-Loire, Vair-sur-Loire, Vallet, Vertou, Vieillevigne, Villeneuve-en-Retz;
— dipartimento di Maine-et-Loire: Mauges-sur-Loire (per il solo territorio del comune delegato di La Chapelle-Saint-Florent), Montrevault-sur-Èvre (per il solo territorio del comune delegato di La Chaussaire), Orée d’Anjou, Sèvremoine (per il solo territorio dei comuni delegati di Saint-Crespin-sur-Moine e Tillières);
— dipartimento della Vendée: Cugand, Montaigu-Vendée (per il solo territorio del comune delegato di Saint-Hilaire-de-Loulay), Rocheservière, Saint-Étienne-du-Bois, Saint-Philbert-de-Bouaine.
7. Varietà principale/i di uve da vino
Colombard B
Folle blanche B
Montils B
8. Descrizione del legame/dei legami
Descrizione dei fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica è caratterizzata da rilievi segnati dai corsi d’acqua che formano una fitta rete a sud e ad est della città di Nantes. Il Pays nantais, che si estende dai versanti dei Mauges a est fino alla costa dell’Oceano Atlantico a ovest e dalla Loira a nord fino alle pianure della Vandea a sud, presenta un paesaggio caratterizzato dall’alternanza di colline coltivate a vigne e valli destinate all’allevamento del bestiame. Il vigneto sorge principalmente sui pendii e sulle collinette circostanti il lago di Grand-Lieu e i suoi affluenti e sui versanti della palude di Goulaine e della valle della Loira. Questa zona geografica costituisce il prolungamento più occidentale della zona viticola della Valle della Loira e comprende i dipartimenti della Loire-Atlantique, di Maine-et-Loire e della Vendée.
La zona poggia su un basamento geologico antico e complesso, dove si alternano formazioni plutoniche (graniti, gabbri) e rocce metamorfiche (gneiss, micascisti, anfiboliti, eclogiti), talvolta ricoperte da sedimenti di sabbia e ghiaia dell’era Terziaria. Queste diverse rocce, quando si trovano in situazione erosiva, sono spesso all’origine di terreni acidi, ricchi di elementi grossolani (sabbia, ciottoli, ghiaia), sani e aerati, naturalmente ben drenati, poco fertili e con una moderata riserva d’acqua. Nel rispetto delle consuetudini, la superficie parcellare di vendemmia delimita con precisione i pendii più ripidi caratterizzati da suoli sabbiosi poco profondi.
Il clima del Pays nantais dipende dall’influenza oceanica, la cui penetrazione è ampiamente agevolata dall’estuario della Loira. Nel corso dell’anno la variazione delle temperature è scarsa. Gli inverni sono particolarmente miti e in primavera il terreno si riscalda precocemente. In estate le temperature si mantengono fresche grazie alle brezze marine, che riducono la frequenza e l’intensità degli episodi di grande caldo. Le precipitazioni sono relativamente ben distribuite durante tutto l’anno ma con una marcata carenza in estate. Il soleggiamento è elevato per questa latitudine.
Descrizione dei fattori umani rilevanti per il legame
Espressione di un’antichissima tradizione vitivinicola, i vigneti nantesi sono tra i più vasti della Francia medievale. Dal XVI secolo in poi, sotto l’impulso del commercio olandese, l’attività vitivinicola viene indirizzata verso la distillazione. Si diffonde allora, soppiantando i vitigni autoctoni, il vitigno charentais Folle Blanche B, rinomato per la produzione di acquaviti pregiate. Nell’ambiente naturale del Pays nantais, questo vitigno rivela la sua vocazione alla produzione di vini bianchi. Il nome «Gros Plant» compare per la prima volta in uno scritto del 1732 per designare questi vini, che riscuotono grande successo nella Francia occidentale. A metà del XIX secolo, mentre le attività di distillazione del Pays nantais vanno diminuendo, il vigneto del «Gros Plant» copre ancora 20 000 ettari.
Dopo la crisi della fillossera, accanto al Folle Blanche B, vengono piantati, in proporzioni minori, i vitigni Montils B e Colombard B, anch’essi originari della Charante. Per controllare il vigore delle piante naturalmente fertili, i produttori adottano norme rigorose: densità di impianto medio-alta, potatura corta delle viti, rigida limitazione del numero di rami fruttiferi. Le parcelle destinate a tale produzione sono selezionate in base alla loro tendenza alla precocità, alla loro scarsa riserva idrica e alla minore fertilità. Con la riduzione delle rese, la qualità dei vini migliora. Grazie all’attività promozionale della confraternita bacchica dei cavalieri di Bretvins, creata nel 1948, e all’impegno del primo Syndicat de défense, costituito nel 1951, il nome «Gros Plant du Pays nantais» è riconosciuto come denominazione di origine «vin délimité de qualité supérieure» con una sentenza del 26 febbraio 1954. I vini acquisiscono così una reputazione a livello nazionale.
Nell’ottica di produrre vini più ricchi e più complessi, gli operatori adottano un particolare percorso tecnico di vinificazione, il cosiddetto «metodo Nantes», che consiste nel mantenere i vini sulle relative fecce fini per almeno un inverno senza alcuna spillatura: una competenza nata dall’abitudine dei produttori di tenere una botte del loro miglior vino su fecce per festeggiare gli eventi familiari della primavera successiva. Questo metodo di affinamento conferisce ai vini rotondità e grassezza, arricchendoli in particolare con mannoproteine e altri composti derivanti dall’autolisi delle pareti cellulari dei lieviti. Questo metodo, che si basa sul fatto di non manipolare i vini e sul mantenerli in un’atmosfera carica di anidride carbonica, limitando fortemente i fenomeni di ossidazione e il rilascio dei composti volatili, permette inoltre di conservare fino alla primavera e oltre gli aromi formatisi durante la fermentazione alcolica. La normativa specifica della menzione tradizionale «sur lie» è stata definita nel 1977 e dal 1994 comporta l’imbottigliamento dei vini all’interno delle stesse cantine di vinificazione per limitarne la spillatura e il travaso.
Nel 2009, il vigneto della denominazione di origine controllata si estende su quasi 1 500 ettari, coltivati da 600 produttori, per una produzione annua di circa 100 000 ettolitri, di cui più di un terzo beneficia della menzione «sur lie». I vini della denominazione di origine controllata «Gros Plant du Pays nantais» sono vini bianchi tranquilli. Presentano un colore giallo molto pallido che a volte, nei primi anni di vita, è striato di riflessi verdi. Il loro equilibrio gustativo è acidulo, complessivamente dominato dalla freschezza e dalla leggerezza. Al naso, esprimono aromi sottili, con dominante fruttata o floreale, spesso accompagnati da un tocco iodato.
I vini che beneficiano della menzione «sur lie» sono generalmente caratterizzati al palato da un equilibrio più orientato verso la rotondità, un bouquet olfattivo più complesso e possono presentare un leggero perlant dovuto all’anidride carbonica residua formatasi durante la fermentazione alcolica. Per preservarne la freschezza, la ricchezza aromatica e l’anidride carbonica endogena, sono protetti dall’ossidazione durante il processo di affinamento. Avendo un contenuto di anidride carbonica troppo elevato per essere confezionati in contenitori flessibili, vengono imbottigliati e il processo richiede una cura particolare. L’insediamento nella regione nantese dei vitigni che conferiscono originalità ai vini della denominazione di origine controllata deriva sia dalla posizione geografica che dalla storia di Nantes. Situata alla confluenza della Loira e dell’Oceano Atlantico, questa grande città portuale ha precocemente sviluppato un commercio enologico attivo verso i centri urbani del nord Europa. Piazza commerciale di notevole importanza, Nantes ha attirato numerosi commercianti, tra i quali molti olandesi che hanno contribuito in modo decisivo all’espansione nella zona geografica del vitigno Folle Blanche B prima dell’insediamento del Montils B e del Colombard B, il cui comportamento agronomico è molto simile.
Nella regione nantese, le condizioni pedoclimatiche hanno permesso di produrre con tali vitigni vini bianchi equilibrati con aromi delicati. I terreni acidi grossolani della zona, sviluppatisi su depositi di granito, gneiss, micascisti o ghiaia sabbiosa, combinati al clima invernale mite di Nantes, favoriscono un inizio precoce del ciclo vegetativo delle viti e il raggiungimento di una perfetta maturazione dell’uva. La posizione settentrionale del vigneto che beneficia della denominazione di origine controllata e la sua esposizione agli influssi oceanici garantiscono temperature estive fresche che permettono di conservare i precursori dei delicati aromi presenti negli acini delle uve.
Per adattare i vitigni selezionati al contesto naturale del Pays nantais, gli operatori della zona hanno potuto contare su una competenza enologica consolidata, espressione di una tradizione plurisecolare nel commercio di vini pregiati. Le scelte tecniche effettuate nella selezione delle parcelle prima dell’impianto, come nel controllo del vigore delle viti, consentono di sfruttare al meglio i terreni poco fertili e la generosa esposizione al sole della zona geografica per ottenere raccolti maturi e sani.
Il metodo nantese di affinamento dei vini sulle relative fecce fini senza alcuna spillatura permette alle molecole odorose formatesi durante la fermentazione di esprimersi nel prodotto finale. Il clima invernale mite favorisce gli scambi con le fecce, in modo che i vini acquistino ricchezza. Questo processo di affinamento conferisce ai vini che beneficiano della dicitura «sur lie» un carattere più rotondo, aromi fruttati o floreali fini e delicati e un leggero perlant dovuto all’anidride carbonica residua formatasi a fine fermentazione. Per preservare i benefici di questo affinamento ed evitare ogni ossidazione, gli operatori hanno acquisito una particolare competenza nel confezionamento dei vini, imbottigliandoli direttamente in cantina. Questa pratica tradizionale, che riduce al minimo la manipolazione dei prodotti, è perfettamente indicata per preservare i delicati composti odorosi dei vini.
Il «Gros Plant du Pays nantais», il vino della Loira «più vicino all’oceano» dato che la zona geografica si estende fino alla baia di Bourgneuf, offre una sensazione acidula al palato ed esprime generalmente aromi iodati che si abbinano perfettamente a crostacei e ostriche. I produttori da sempre mettono in risalto questa caratteristica associazione tra i vini e la gastronomia locale che ha permesso di ottenere, già nel 1954, il riconoscimento come denominazione di origine «vin délimité de qualité supérieure». Ancora oggi, l’ubicazione del vigneto, lungo il litorale che si estende tra la Bretagna e la Vandea, rappresenta un atout commerciale poiché il turismo estivo contribuisce notevolmente alla sua reputazione e rafforza l’immagine di un vino che si abbina perfettamente ai prodotti del mare.
9. Ulteriori condizioni essenziali (confezionamento, etichettatura, altri requisiti)
Quadro normativo:
Legislazione nazionale
Tipo di condizione ulteriore:
Deroga relativa alla produzione nella zona geografica delimitata
Descrizione della condizione:
La zona di prossimità immediata, definita in deroga per la vinificazione e l’elaborazione dei vini, nonché per la vinificazione, l’elaborazione, l’affinamento e il condizionamento dei vini che possono beneficiare della dicitura «sur lie», è costituita dal territorio dei seguenti comuni secondo il codice geografico ufficiale dell’anno 2018:
— dipartimento della Loire-Atlantique: Boussay, Chaumes-en-Retz (per il solo territorio del comune delegato di Arthon-en-Retz), Couffé, Ligné, Loireauxence (per il solo territorio del comune delegato di Varades), La Marne, Mésanger, Paulx, Rezé;
— dipartimento di Maine-et-Loire: Beaupréau-en-Mauges (per il solo territorio del comune delegato di Gesté), Montrevault-sur-Èvre (per il solo territorio dei comuni delegati di La Boissière-sur-Èvre, Le Fuilet e Le Puiset-Doré).
Quadro normativo:
Legislazione nazionale
Tipo di condizione ulteriore:
Disposizioni supplementari in materia di etichettatura
Descrizione della condizione:
Il nome della denominazione di origine controllata può essere integrato con la dicitura «sur lie» per i vini che soddisfano le condizioni di produzione previste nel disciplinare per tale dicitura.
Il nome della denominazione di origine controllata può essere integrato dalla denominazione geografica «Val de Loire» in base alle norme del disciplinare per l’utilizzo di tale denominazione.
Le dimensioni dei caratteri della menzione «sur lie» e della denominazione geografica «Val de Loire» sono inferiori o uguali, in altezza, larghezza e spessore, a quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.
I vini che beneficiano di tale dicitura devono necessariamente essere presentati con l’indicazione dell’annata.
L’etichettatura dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata può precisare il nome di un’unità geografica più piccola, a condizione:
— che si tratti di una località accatastata;
— che essa figuri nella dichiarazione di raccolta.
Il nome della località accatastata è stampato in caratteri le cui dimensioni non superano, in altezza, larghezza e spessore, la metà di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata e figura nello stesso campo visivo del nome della denominazione di origine controllata.
Quadro normativo:
Legislazione nazionale
Tipo di condizione ulteriore:
Confezionamento nella zona geografica delimitata
Descrizione della condizione:
Per preservare le caratteristiche frutto del processo di vinificazione e affinamento di questi vini, in particolare la freschezza, la complessità aromatica e il leggero perlant dovuto al contenuto di anidride carbonica endogena e al fine di limitare i travasi, i vini che possono beneficiare della menzione «sur lie» vengono imbottigliati nelle cantine di vinificazione tra il 1° marzo e il 31 dicembre dell’anno successivo a quello della raccolta.
Link al disciplinare del prodotto
https://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-8fd4318d-e004-4c39-afe6-5016a5faef3f