Organo: Commissione europea
Categoria: Nessuna
Tipo documento: Comunicazione Commissione UE
Data provvedimento: 24-07-2019
Tipo gazzetta: Gazzetta Ufficiale UE serie C
Data gazzetta: 24-07-2019
Numero gazzetta: 248

Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo di cui all’articolo 17, paragrafi 2 e 3, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione.

(Comunicazione 24/07/2019, pubblicata in G.U.U.E. 24 luglio 2019, n. C 248)

La presente comunicazione è pubblicata conformemente all’articolo 17, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione.


COMUNICAZIONE DELL’APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA ORDINARIA

«Crémant de Bourgogne»

Numero di riferimento: PDO-FR-A0676-AM01

Data della comunicazione: 11.4.2019

DESCRIZIONE E MOTIVI DELLA MODIFICA APPROVATA

1.   Aggiornamento dell’elenco dei comuni della zona geografica

Descrizione e motivi

Alcuni comuni hanno cambiato nome o si sono fusi dopo la prima approvazione del disciplinare. Di conseguenza l’elenco dei comuni che compongono la zona geografica è stato aggiornato ma senza modificarne il perimetro. Per rafforzare la certezza del diritto, questo elenco è indicato rispetto alla versione vigente del codice ufficiale geografico pubblicato annualmente dall’INSEE.

Il punto 6 del documento unico è pertanto modificato di conseguenza.

2.   Superficie parcellare delimitata

Descrizione e motivi

La delimitazione delle parcelle consiste nell’individuare, all’interno della zona geografica di produzione, le parcelle idonee alla produzione della denominazione di origine controllata in esame.

La delimitazione delle parcelle è stata completata in diversi comuni della zona geografica. Questa operazione è stata l’occasione per confermare la delimitazione dei comuni già delimitati. Ciò ha indotto l’autorità nazionale competente ad approvare la delimitazione delle parcelle in tutta la zona a una nuova data di approvazione.

Le vecchie date di approvazione da parte dell’autorità nazionale competente relative alla delimitazione delle parcelle per comune, quali riportate nell’allegato del disciplinare della denominazione, sono state soppresse.

Il documento unico non è interessato da questa modifica.

DOCUMENTO UNICO

1.   Denominazione del prodotto

Crémant de Bourgogne

2.   Tipo di indicazione geografica

DOP — Denominazione di origine protetta

3.   Categorie di prodotti vitivinicoli

5. Vino spumante di qualità

4.   Descrizione del vino (dei vini)

I vini sono vini spumanti di qualità bianchi o rosati.

a) Prima dell’aggiunta dello sciroppo di dosaggio e in caso di arricchimento del mosto, i vini non superano il titolo alcolometrico volumico totale del 13 %.

b) I tenori di acidità totale, acidità volatile, anidride solforosa totale, zuccheri e la sovrapressione di anidride carbonica misurata a una temperatura di 20 °C sono quelli stabiliti dalla normativa comunitaria.

Il vino è caratterizzato da una spuma fine e sostenuta con bollicine delicate e persistenti. Al naso il vino giovane rivela spesso note fruttate, floreali e minerali, associate a una certa freschezza. Con il tempo si esprimono aromi più complessi che evolvono verso note secondarie e terziarie. La freschezza in bocca è esaltata dal rilascio dell’anidride carbonica.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

Acidità totale minima

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)


5.   Pratiche di vinificazione

a.    Pratiche enologiche essenziali

Pratica enologica specifica

a) Per l’elaborazione dei vini rosati è vietato l’uso del carbone ad uso enologico, singolarmente o in combinazione nelle preparazioni;

b) È vietato l’uso di pezzi di legno;

c) Oltre alle disposizioni di cui sopra, i vini devono rispettare gli obblighi relativi alle pratiche enologiche stabilite a livello comunitario e nel codice rurale e della pesca marittima;

d) I siti di pressatura devono soddisfare criteri relativi al ricevimento del raccolto, agli impianti di pressatura e alle presse, al caricamento delle presse, al frazionamento dei succhi e all’igiene.

Densità di impianto

Pratica colturale

— Le viti hanno una densità minima di impianto di 5 000 ceppi per ettaro, con una distanza tra i filari inferiore o pari a 2,50 metri;

— Quando la densità di impianto è superiore a 8 000 ceppi per ettaro, le viti non possono presentare una distanza tra i ceppi sullo stesso filare inferiore a 0,50 metri;

— Quando la densità di impianto è inferiore o uguale a 8 000 ceppi per ettaro, le viti non possono presentare una distanza tra i ceppi dello stesso filare inferiore a 0,80 metri;

— Le viti impiantate alla rinfusa hanno una densità minima di impianto di 9 000 ceppi per ettaro e una distanza tra i ceppi superiore a 0,50 metri;

Norme di potatura

Pratica colturale

Disposizioni generali

Le viti sono potate secondo le seguenti tecniche:

— a potatura corta (viti allevate a cordone Royat) con un numero di gemme franche per metro quadro inferiore o pari a 12, oppure;

— a potatura lunga a Guyot semplice o Guyot doppio con un numero di gemme franche per metro quadro inferiore o pari a 10.

Le varietà Chardonnay B e Sacy B (solo nei comuni del dipartimento del Rodano e nei comuni del dipartimento di Saône-et-Loire compresi nel vigneto delimitato della denominazione di origine controllata «Mâcon») sono in potatura «à queue du Mâconnais» (ad archetto), con un numero di gemme franche per metro quadro inferiore o pari a 10.

Le varietà Chardonnay B e Sacy B (ad eccezione dei comuni del dipartimento del Rodano e dei comuni del dipartimento di Saône-et-Loire compresi nel vigneto delimitato della denominazione di origine controllata «Mâcon») sono in potatura «Chablis», con un numero di gemme franche per metro quadro inferiore o pari a 10.

Norme di potatura particolari

Pratica colturale

Disposizioni particolari

La potatura a Guyot semplice può essere adattata:

— con un secondo sperone per alternare la posizione del tralcio tra un anno e l’altro;

— con un tralcio accorciato a un massimo di 3 gemme franche e uno sperone limitato a 2 gemme franche.

Indipendentemente dal metodo di potatura, le viti possono essere potate con gemme franche aggiuntive, a condizione che nella fase fenologica corrispondente a 11 o 12 foglie il numero di tralci fruttiferi dell’anno per metro quadro sia inferiore o pari al numero di gemme franche definito per le norme di potatura.

Irrigazione e trasporto del raccolto

Pratica colturale

Irrigazione

È vietata l’irrigazione.

Trasporto del raccolto

a) Durante il trasporto, il raccolto è protetto contro la pioggia.

b) Il raccolto viene trasportato dal luogo di raccolta all’impianto di pressatura in recipienti:

— che non superano la profondità di 0,50 metri per evitare qualsiasi compattazione;

— non stagni e che permettono al succo di fluire rapidamente e completamente durante il trasporto e nell’attesa della pressatura.

c) Il tempo che intercorre tra la vendemmia e la pressatura è il più ridotto possibile. In nessun caso questa durata può superare le 24 ore.

b.    Rese massime

Resa

90 ettolitri per ettaro

6.   Zona geografica delimitata

a) La raccolta delle uve, la vinificazione, l’elaborazione, l’affinamento e il confezionamento dei vini sono effettuati nella zona geografica approvata dall’Institut national de l’origine et de la qualité nella seduta del comitato nazionale competente del 7 luglio 2011. Il perimetro di questa zona comprende il territorio dei seguenti comuni in base al codice ufficiale geografico del 2018:

— Dipartimento della Côte-d’Or:

Aloxe-Corton, Ancey, Arcenant, Auxey-Duresses, Baubigny, Beaune, Belan-sur-Ource, Bévy, Bissey-la-Côte, Bligny-lès-Beaune, Boncourt-le-Bois, Bouix, Bouze-lès-Beaune, Brion-sur-Ource, Brochon, Chambolle-Musigny, Charrey-sur-Seine, Chassagne-Montrachet, Chaumont-le-Bois, Chaux, Chenôve, Chevannes, Chorey-lès-Beaune, Collonges-lès-Bévy, Comblanchien, Corcelles-les-Monts, Corgoloin, Cormot-Vauchignon, Corpeau, Couchey, Curtil-Vergy, Daix, Dijon, Échevronne, L’Étang-Vergy, Fixin, Flagey-Echezeaux, Fussey, Gevrey-Chambertin, Gilly-lès-Cîteaux, Gomméville, Griselles, Ladoix-Serrigny, Larrey, Magny-lès-Villers, Mâlain, Marcenay, Marey-lès-Fussey, Marsannay-la-Côte, Massingy, Mavilly-Mandelot, Meloisey, Messanges, Meuilley, Meursault, Molesme, Monthelie, Montliot-et-Courcelles, Morey-Saint-Denis, Mosson, Nantoux, Noiron-sur-Seine, Nolay, Nuits-Saint-Georges, Obtrée, Pernand-Vergelesses, Plombières-lès-Dijon, Poinçon-lès-Larrey, Pommard, Pothières, Premeaux-Prissey, Puligny-Montrachet, Reulle-Vergy, La Rochepot, Saint-Aubin, Saint-Romain, Santenay, Savigny-lès-Beaune, Segrois, Talant, Thoires, Vannaire, Villars-Fontaine, Villedieu, Villers-la-Faye, Villers-Patras, Vix, Volnay, Vosne-Romanée e Vougeot;

— Dipartimento del Rodano:

Alix, Anse, L’Arbresle, Les Ardillats, Arnas, Bagnols, Beaujeu, Belleville, Belmont-d’Azergues, Blacé, Le Breuil, Bully, Cercié, Chambost-Allières, Chamelet, Charentay, Charnay, Châtillon, Chazay-d’Azergues, Chénas, Chessy, Chiroubles, Cogny, Corcelles-en-Beaujolais, Dareizé, Denicé, Emeringes, Fleurie, Frontenas, Gleizé, Jarnioux, Juliénas, Jullié, Lacenas, Lachassagne, Lancié, Lantignié, Légny, Létra, Limas, Lozanne, Lucenay, Marchampt, Marcy, Moiré, Montmelas-Saint-Sorlin, Morancé, Odenas, Les Olmes, Le Perréon, Pommiers, Porte des Pierres Dorées, Quincié-en-Beaujolais, Régnié-Durette, Rivolet, Saint-Clément-sur-Valsonne, Saint-Cyr-le-Chatoux, Saint-Didier-sur-Beaujeu, Saint-Étienne-des-Oullières, Saint-Étienne-la-Varenne, Saint-Germain-Nuelles, Saint-Georges-de-Reneins, Saint-Jean-d’Ardières, Saint-Jean-des-Vignes, Saint-Julien, Saint-Just-d’Avray, Saint-Lager, Saint-Loup, Saint-Romain-de-Popey, Saint-Vérand, Sainte-Paule, Salles-Arbuissonnas-en-Beaujolais, Sarcey, Ternand, Theizé, Vaux-en-Beaujolais, Val d’Oingt, Vauxrenard, Vernay, Ville-sur-Jarnioux e Villié-Morgon;

— Dipartimento di Saône-et-Loire:

Aluze, Ameugny, Azé, Barizey, Berzéla-Ville, Berzé-le-Châtel, Bissey-sous-Cruchaud, Bissy-la-Mâconnaise, Bissy-sur-Fley, Bissy-sous-Uxelles, Blanot, Bonnay, Bouzeron, Boyer, Burgy, Burnand, Bussières, Buxy, Bray, Bresse-sur-Grosne, Cersot, Chagny, Chaintré, Chamilly, Champagny-sous-Uxelles, Chânes, Change, Chapaize, La Chapelle-de-Guinchay, La Chapelle-sous-Brancion, Charbonnières, Chardonnay, Charnay-lès-Mâcon, Charrecey, Chasselas, Chassey-le-Camp, Château, Cheilly-lès-Maranges, Chenôves, Chevagny-les-Chevrières, Chissey-lès-Mâcon, Clessé, Cortambert, Cortevaix, Couches, Crêches-sur-Saône, Créot, Cruzille, Culles-les-Roches, Curtil-sous-Burnand, Davayé, Dennevy, Dezize-lès-Maranges, Dracy-lès-Couches, Dracy-le-Fort, Épertully, Étrigny, Farges-lès-Mâcon, Fleurville, Fley, Fontaines, Fuissé, Genouilly, Germagny, Givry, Grevilly, Hurigny, Igé, Jalogny, Jambles, Jugy, Jully-lès-Buxy, Lacrost, Laives, Laizé, Leynes, Lournand, Lugny, Mâcon, Malay, Mancey, Martailly-lès-Brancion, Mellecey, Mercurey, Milly-Lamartine, Montagny-lès-Buxy, Montbellet, Montceaux-Ragny, Moroges, Nanton, Ozenay, Paris-l’Hôpital, Péronne, Pierreclos, Plottes, Préty, Prissé, Pruzilly, Remigny, La Roche-Vineuse, Romanèche-Thorins, Rosey, Royer, Rully, Saint-Albain, Saint-Amour-Bellevue, Saint-Boil, Saint-Clément-sur-Guye, Saint-Denis-de-Vaux, Saint-Désert, Saint-Gengoux-de-Scissé, Saint-Gengoux-le-National, Saint-Gilles, Saint-Jean-de-Trézy, Saint-Jean-de-Vaux, Saint-Léger-sur-Dheune, Saint-Mard-de-Vaux, Saint-Martin-Belle-Roche, Saint-Martin-du-Tartre, Saint-Martin-sous-Montaigu, Saint-Maurice des-Champs, Saint-Maurice-de-Satonnay, Saint-Maurice-lès-Couches, Saint-Pierre-de-Varennes, Saint-Sernin-du-Plain, Saint-Symphorien-d’Ancelles, Saint-Vallerin, Saint-Vérand, Saint-Ythaire, La Salle, Salornay-sur-Guye, Sampigny-lès-Maranges, Santilly, Sassangy, Saules, Savigny-sur-Grosne, Sennecey-le-Grand, Senozan, Sercy, Serrières, Sigy-le-Châtel, Sologny, Solutré-Pouilly, Tournus, Uchizy, Vaux-en-Pré, Vergisson, Vers, Verzé, Le Villars, La Vineuse sur Frégande (solo per la parte corrispondente ai territori degli ex comuni di Donzy-le-National, Massy e La Vineuse), Vinzelles e Viré;

— Dipartimento dell’Yonne:

Asquins, Augy, Auxerre, Beine, Bernouil, Béru, Bleigny-le-Carreau, Chablis, La Chapelle-Vaupelteigne, Charentenay, Chemilly-sur-Serein, Cheney, Chichée, Chitry, Collan, Coulanges-la-Vineuse, Courgis, Dannemoine, Deux Rivières, Dyé, Épineuil, Éscolives-Sainte-Camille, Fleys, Fontenay-près-Chablis, Irancy, Joigny, Junay, Jussy, Lignorelles, Ligny-le-Châtel, Maligny, Migé, Molosmes, Montholon (solo per la parte corrispondente ai territori degli ex comuni di Champvallon e Volgré), Mouffy, Poilly-sur-Serein, Préhy, Quenne, Saint-Bris-le-Vineux, Saint-Cyr-les-Colons, Saint-Père, Serrigny, Tharoiseau, Tonnerre, Tronchoy, Val-de-Mercy, Venoy, Vermenton (solo per la parte corrispondente al territorio dell’ex comune di Vermenton), Vézelay, Vézinnes, Villy, Vincelottes e Viviers.

b) La vinificazione, l’elaborazione, l’affinamento e il confezionamento dei vini possono essere effettuati anche nel territorio dei seguenti comuni:

— Dipartimento della Côte-d’Or:

Châtillon-sur-Seine, Grancey-sur-Ource, Montagny-lès-Beaune e Prusly-sur-Ource;

— Dipartimento dell’Yonne:

Cruzy-le-Châtel.

7.   Varietà principale/i di uve da vino

Pinot Gris G

8.   Descrizione del legame/dei legami

Fattori naturali rilevanti per il legame

La zona geografica sorge sui rilievi tradizionalmente votati alla viticoltura dei dipartimenti dell’Yonne, della Côte-d’Or, della Saône-et-Loire e del Rodano. La zona geografica comprende un gruppo di vigneti più o meno separati che si estende per circa 250 chilometri da nord a sud sul territorio di oltre 300 comuni.

I vigneti dell’Yonne e dello «Châtillonnais», a nord della «Côte d’Or», sono impiantati sui rilievi a cuesta del bacino parigino, su sedimenti risalenti al Giurassico superiore, ad eccezione del «Vézelien», impiantato su formazioni del Giurassico inferiore e medio, e del «Jovinien», impiantato su formazioni del Cretaceo superiore. Qui i substrati sono prevalentemente marnosi (calcareo-argillosi), localmente calcarei. Il vigneto è limitato ai rilievi più esposti delle cuesta, sulle pendici delle valli principali che drenano la regione, l’Yonne e i suoi affluenti, la Senna e i suoi affluenti. Il vigneto sorge ad altitudini comprese tra i 150 e i 300 metri.

Da Digione ai dintorni di Lione, i vigneti occupano una serie quasi continua di rilievi rettilinei. Si tratta del margine occidentale della piana di Bresse: importante struttura tettonica crollata durante il sollevamento nelle Alpi. I substrati sono prevalentemente sedimentari, calcarei o marnosi, generalmente risalenti al Giurassico, ma localmente anche al Triassico. Localmente, soprattutto nel dipartimento di Saône-et-Loire, le viti sorgono su formazioni di basamento metamorfico e granitico dell’era Primaria, generando terreni acidi. Anche se i rilievi dell’entroterra sono talvolta alti (650 metri in Côte-d’Or, 1 000 metri nel «Beaujolais»), l’impianto delle viti si limita ad altitudini comprese tra i 250 e i 400 metri. Ogni vigneto è caratterizzato da un paesaggio, una geologia e uno stile morfologico proprio:

— ampie valli che sprofondano negli altipiani calcarei del bacino parigino;

— sottile fascia continua situata al confine tra la pianura e l’altopiano per «la Côte»;

— successione di rilievi paralleli in asse nord-sud («chaînons») nel «Mâconnais».

La regione vinicola della Borgogna («Bourgogne viticole») presenta un clima oceanico piuttosto fresco. Questo clima è caratterizzato da un regime pluviometrico moderato e regolare senza particolari fenomeni di siccità estiva. Le temperature riflettono la freschezza del clima, con una media annua di 11 °C.

Ben pronunciato nel dipartimento dell’Yonne, il clima è in qualche modo attenuato, nel sud-est della zona geografica, dal rilievo dei monti del Morvan e dello Charolais che funge da schermo e genera un effetto foehn che si manifesta con un’umidità minore e una temperatura superiore a quella di riferimento regionale.

La parte orientale della zona geografica è interessata da influssi continentali che danno luogo a temperature invernali relativamente basse, periodi di gelate che possono essere lunghi e intensi, ma anche autunni talvolta molto secchi e soleggiati.

Gli influssi meridionali, che si avvertono soprattutto nella parte meridionale della zona geografica, possono dare momentaneamente luogo a elevate temperature estive e a risalite di aria calda proveniente dal mare, responsabili di tempeste estive.

Le parcelle delimitate per la raccolta delle uve corrispondono a tutti i settori tradizionalmente riconosciuti per la loro attitudine alla viticoltura. Queste parcelle occupano di preferenza i pendii ben esposti dei rilievi principali, oltre alle zone pedemontane, agli altipiani freschi e ai versanti rivolti a nord e a ovest: tutte condizioni che garantiscono un drenaggio ottimale e buone capacità di riscaldamento del suolo.

Fattori umani rilevanti per il legame

La coltivazione della vite è documentata fin dall’epoca gallo-romana.

Già nel Medioevo i vigneti della Borgogna avevano acquisito un’importanza economica ed erano conosciuti oltre confine.

È ben noto il ruolo delle strutture ecclesiastiche (abbazie, vescovadi) e dei nobili nella costruzione della fama dei vini di «Borgogna». Cluny, Cîteaux, Pontigny, il Capitolo di Langres e i Duchi di Borgogna hanno contribuito, ciascuno a suo modo, alla costruzione di un vigneto di prestigio e all’influenza di questi vini.

Nel XVIII secolo il significativo sviluppo del commercio di vini dà vita a una nuova potenza economica. I vini di Borgogna vengono ampiamente commercializzati verso il nord della Francia e l’Europa settentrionale e anche in altri continenti.

È tuttavia nel XIX secolo che la regione vinicola della Borgogna trova la propria individualità. Le vecchie divisioni amministrative (province) o le divisioni più recenti (dipartimenti) si fondono con la dimensione economica e centri urbani come Auxerre, Digione, Beaune, Chalon-sur-Saône e Mâcon garantiscono la distribuzione dei vini della regione. Il nord del «Beaujolais» si identifica in quel periodo con i vini di Mâcon. Anche il «Tonnerrois» e lo «Châtillonnais», alle porte della Champagne, si ispirano al modello della Borgogna.

All’inizio del XIX secolo i produttori della Borgogna si interessano all’elaborazione di vini spumanti secondo le tecniche messe a punto nella Champagne, in particolare a Rully, in Saône-et-Loire dal 1820, a Nuits-Saint-Georges, poi nel 1840 a Chablis. Il nuovo prodotto viene apprezzato soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti e il metodo si diffonde rapidamente. Alcuni vini spumanti sono prodotti nel cuore dei territori più belli come «Clos Vougeot», «Chambertin», «Chablis» ecc.

I produttori di vini spumanti si sono riuniti in un sindacato sin dal 1939 e nel 1943 hanno ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata «Bourgogne mousseux».

Il decreto riserva questa denominazione di origine controllata ai vini bianchi, rossi e rosati prodotti con seconda fermentazione in bottiglia. A partire dagli anni 1960, alcuni produttori della Borgogna hanno voluto formalizzare e tutelare la loro produzione di vini spumanti di alta qualità e hanno messo in atto rigorose norme di raccolta ed elaborazione che hanno condotto al riconoscimento della denominazione di origine controllata «Crémant de Bourgogne» con decreto del 1975 per alcuni vini bianchi o rosati.

Tra le varietà sono compresi tutti i vitigni della Borgogna, con una netta prevalenza di Chardonnay B e di Pinot Noir N. La frammentazione geografica del vigneto riflette alcune differenze nei metodi di produzione: ogni piccola regione, forte di un know-how antico, ha infatti mantenuto pratiche locali nella gestione della vite, come testimoniano gli archetti del Mâconnais o la potatura detta a «Chablis» nell’Yonne.

Nel 2011 il vigneto della denominazione di origine controllata «Crémant de Bourgogne» contava una superficie di 2 000 ettari, con una produzione annua di quasi 125 000 ettolitri, pari a quasi 15 milioni di bottiglie.

Il vino è caratterizzato da una spuma fine e sostenuta con bollicine delicate e persistenti. Al naso il vino giovane rivela spesso note fruttate, floreali e minerali, associate a una certa freschezza. Con il tempo si esprimono aromi più complessi che evolvono verso note secondarie e terziarie. La freschezza in bocca è esaltata dal rilascio dell’anidride carbonica.

Interazioni causali

Il «Bourgogne» è un vigneto settentrionale dove la vite è soggetta a forti pressioni climatiche. Per questo motivo l’impianto si limita alle situazioni più favorevoli che godono di mesoclimi più caldi e asciutti rispetto al clima regionale e di terreni drenanti capaci di smaltire gli eccessi idrici, beneficiando al contempo di una buona fertilità e di un rapido riscaldamento.

Il vigneto è pertanto concentrato sui rilievi principali, spesso di natura calcarea e di moderata altitudine.

Il clima fresco della zona geografica è particolarmente favorevole alla produzione di vini spumanti. I terreni e l’esposizione si combinano in zone che, oltre a garantire una buona maturazione delle uve, preservano l’acidità necessaria alla qualità dei vini che beneficiano della denominazione di origine controllata «Crémant de Bourgogne».

Un vitigno poco diversificato e autoctono, particolarmente adatto alle condizioni pedoclimatiche locali, contribuisce all’espressione di una gamma di vini bianchi e rosati che condividono caratteristiche di acidità e fruttato dei vini settentrionali che garantiscono loro un’indiscussa eleganza.

I produttori, desiderosi di ottenere un vino di alta qualità, si sono dati regole rigorose per preservare al meglio le qualità della materia prima e offrire vini ineccepibili. Il raccolto è trattato con la massima cura per evitare l’ossidazione dei succhi tra la raccolta e la pressatura. L’uso di uve intere, l’eliminazione dei succhi prodotti durante il trasporto, l’attenta manipolazione, la pressatura effettuata in un ambiente curato con attrezzature idonee e secondo regole che definiscono un preciso rapporto tra il peso del raccolto utilizzato e il volume del mosto estratto assicurano la qualità e la limpidezza dei succhi ottenuti, garantiscono un’estrazione delicata preservando la delicatezza degli aromi e permettono di offrire vini dal colore chiaro e brillante.

Forti dell’esperienza acquisita in oltre un secolo, i produttori di vini spumanti hanno una perfetta padronanza della composizione delle loro partite di prodotto. Per garantire un’espressione aromatica ottimale, l’uvaggio privilegia i vitigni più prestigiosi (Pinot Noir N, Pinot Gris G, Chardonnay B). Le caratteristiche aromatiche, la complessità e la finezza del vino sono frutto di un lungo periodo di affinamento, con l’immissione in commercio dopo almeno 12 mesi dalla data di imbottigliamento.

Il «Crémant de Bourgogne» costituisce una componente essenziale della produzione viticola della Borgogna. Al 2011 il 30 % della produzione è venduto in tutti i continenti.

9.   Ulteriori condizioni essenziali (confezionamento, etichettatura, altri requisiti)

Quadro normativo:

Legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

Confezionamento nella zona geografica delimitata

Descrizione della condizione:

a) Tutte le operazioni di produzione, dalla raccolta delle uve fino allo sboccamento, hanno luogo nella zona geografica.

b) Il confezionamento dei vini viene effettuato nella zona geografica tenendo conto del processo di elaborazione con seconda fermentazione in bottiglia.

c) L’imbottigliamento in bottiglie di vetro, in cui avviene la formazione della spuma, è effettuato a partire dal 1o dicembre successivo alla raccolta.

d) I vini sono immessi in commercio dopo un periodo minimo di affinamento di 12 mesi dalla data di imbottigliamento.

Quadro normativo:

Legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

Disposizioni supplementari in materia di etichettatura

Descrizione della condizione:

Tutte le indicazioni facoltative, il cui uso può essere disciplinato dagli Stati membri in virtù delle disposizioni comunitarie, sono riportate sulle etichette in caratteri le cui dimensioni non superano, né in altezza né in larghezza, il doppio di quelle dei caratteri che compongono il nome della denominazione di origine controllata.

Link al disciplinare del prodotto

https://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-883c2bee-8878-47f3-868b-dbbb71ff41f3