Decisione di esecuzione della Commissione, del 22 maggio 2019, relativa alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea della domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione di cui all’articolo 53 del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per la denominazione «Cidre de Normandie»/«Cidre normand» (IGP).
(Decisione 22/05/2019, pubblicata in G.U.U.E. 3 giugno 2019, n. C 186)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
visto il regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, in particolare l’articolo 50, paragrafo 2, lettera a), in combinato disposto con l’articolo 53, paragrafo 2,
considerando quanto segue:
(1) La Francia ha presentato una domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione dell’IGP «Cidre de Normandie»/«Cidre normand» a norma dell’articolo 49, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 1151/2012.
(2) A norma dell’articolo 50 del regolamento (UE) n. 1151/2012 la Commissione ha esaminato la domanda e ha concluso che soddisfa le condizioni stabilite in detto regolamento.
(3) Al fine di consentire la presentazione di notifiche di opposizione a norma dell’articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012, la domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione di cui all’articolo 10, paragrafo 1, primo comma, del regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014 della Commissione, compresi il documento unico modificato e il riferimento alla pubblicazione del pertinente disciplinare di produzione, per la denominazione registrata «Cidre de Normandie»/«Cidre normand» (IGP) dovrebbe essere pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea,
DECIDE:
Articolo unico
La domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione di cui all’articolo 10, paragrafo 1, primo comma, del regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014 della Commissione, compresi il documento unico modificato e il riferimento alla pubblicazione del pertinente disciplinare di produzione, per la denominazione registrata «Cidre de Normandie»/«Cidre normand» (IGP) è contenuta nell’allegato della presente decisione.
A norma dell’articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012, la pubblicazione della presente decisione conferisce il diritto di opporsi alla modifica di cui al primo comma entro tre mesi dalla data di pubblicazione della presente decisione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Fatto a Bruxelles, il 22 maggio 2019
Per la Commissione
Phil HOGAN
Membro della Commissione
ALLEGATO
DOMANDA DI APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA NON MINORE DEL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DI UNA DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA/DI UN’INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA
Domanda di approvazione di una modifica ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, primo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012
«CIDRE DE NORMANDIE» / «CIDRE NORMAND»
N. UE: PGI-FR-00089-AM01 – 4.1.2017
DOP ( ) IGP ( X )
1. Gruppo richiedente e interesse legittimo
Nome: Organisme de défense et de gestion des cidres sous indication géographique protégée
Indirizzo: 123 rue Saint-Lazare
75008 Paris
FRANCIA
Telefono: +33 1 45 22 24 32
Fax +33 1 45 22 24 85
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il gruppo è un’associazione disciplinata dalla legge del 1° luglio 1901. È costituito da produttori di frutta da sidro e da trasformatori e ha pertanto un interesse legittimo a presentare domanda di modifica del disciplinare.
2. Stato membro o paese terzo
Francia
3. Voce del disciplinare interessata dalla modifica
— ☐ Denominazione del prodotto
— ☒ Descrizione del prodotto
— ☒ Zona geografica
— ☒ Prova dell’origine
— ☒ Metodo di produzione
— ☒ Legame
— ☒ Etichettatura
— ☒ Altro: [aggiornamento dei recapiti del servizio competente dello Stato membro e del gruppo richiedente, recapiti della struttura di controllo, requisiti nazionali, allegati]
4. Tipo di modifica
— ☒ Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata da considerarsi non minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012.
— ☐ Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata, per cui il documento unico (o documento equivalente) non è stato pubblicato, da considerarsi non minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012.
5. Modifica (modifiche)
5.1. Descrizione del prodotto
— Il paragrafo «I sidri di Normandia provengono dalla fermentazione di mosti ottenuti da «frutta da sidro» fresca, prodotta e lavorata in Normandia» è sostituito dal seguente:
«Il «Cidre de Normandie»/«Cidre normand» è un sidro effervescente che proviene dalla fermentazione di mosti ottenuti da frutta da sidro (mele da sidro o pere da poiré) fresca, prodotta e lavorata nella zona geografica delimitata dal presente disciplinare».
Questa definizione precisa la natura effervescente del sidro e il fatto che può essere ottenuto solo a partire da frutta da sidro. Il «Cidre de Normandie» è sempre stato prodotto esclusivamente con frutta da sidro ottenuta dai frutteti impiantati nella zona geografica. Tale restrizione è indicata nel paragrafo relativo alle materie prime del disciplinare in vigore. Con questa precisazione, fornita fin dal momento della descrizione del prodotto, si elimina l’ambiguità sulla presenza di altra frutta.
— Viene aggiunto un paragrafo che contiene una definizione della frutta da sidro: si tratta di mele da sidro o pere da poiré che producono un succo con un tenore di tannini (polifenoli) almeno pari a 0,6 g/l di acidi tannici totali, naturali od ossidati.
Il disciplinare in vigore fa riferimento a un elenco di varietà di frutta raccomandate accluso in allegato. Tale elenco non è limitativo, ferma restando l’evoluzione delle varietà di frutta. L’elenco indicativo di varietà è sostituito da una definizione della frutta da sidro che si distingue dalla frutta da tavola per tenore di tannini.
— Vengono eliminati i paragrafi relativi alla presentazione del prodotto. I confezionamenti menzionati sono infatti indicativi e corrispondono a quelli più spesso utilizzati. Tutte le presentazioni sono quindi autorizzate.
— Le disposizioni relative alla materia prima vengono spostate nella sezione «Descrizione del metodo di ottenimento del prodotto». L’ultimo paragrafo relativo alla struttura varietale del frutteto normanno è sostituito dal paragrafo seguente:
«La ricchezza della composizione varietale dei frutteti permette di trovare equilibri tra i diversi tipi di varietà all’interno della zona geografica. Con più di un terzo delle superfici coltivate a mele amare e dolci-amare, un altro terzo abbondante a mele dolci e il resto a mele acide e aspre, i produttori di sidro possono ricorrere a diversi tipi di frutta per ottenere gli assemblaggi più adatti.»
Le percentuali relative ai frutteti impiantati sono dunque eliminate («I frutteti ad alto fusto della Normandia sono composti essenzialmente di varietà dolci (44 %) e dolciastre (37 %). I nuovi frutteti a basso fusto sono costituiti a loro volta per il 60 % da varietà dolci e dolciastre») poiché rispecchiavano lo stato di una parte del frutteto normanno in un determinato momento, corrispondente al frutteto gestito dagli operatori del gruppo all’origine dell’IGP. Benché gli equilibri non vengano sostanzialmente messi in discussione, questi dati sono cambiati.
— Il paragrafo relativo al tipo e alle caratteristiche degli ingredienti (acqua potabile, zucchero, additivi, conservanti, edulcoranti, CO2) viene eliminato ad eccezione della frase sul caramello, che è spostata nella sezione «Descrizione del metodo di ottenimento del prodotto». L’unico colorante ammesso resta il caramello.
La cancellazione di questi elementi rientra nell’ambito di un aggiornamento delle disposizioni previste dalla normativa generale, sia nazionale che europea, in particolare per quanto concerne gli additivi alimentari.
— I paragrafi relativi alle caratteristiche fisico-chimiche e organolettiche sono stati riorganizzati affinché la descrizione sia più fluida e consenta di garantire una descrizione del prodotto coerente e di evitare ridondanze. Rimangono tre categorie: le principali caratteristiche fisiche, le caratteristiche chimiche e le caratteristiche organolettiche.
— Vengono specificate le principali caratteristiche fisico-chimiche del «Cidre de Normandie» o «Cidre normand», che «si presenta come una bevanda limpida o torbida ottenuta dalla fermentazione di mosti derivanti dalla spremitura della polpa della frutta da sidro, con o senza aggiunta di acqua. È caratterizzato da una schiuma finemente cremosa e dalla presenza di bolle.»
Queste caratteristiche sono menzionate nel disciplinare vigente in quanto caratteristiche organolettiche.
Viene inoltre aggiunto che «Le quantità destinate agli usi industriali e all’elaborazione di prodotti composti possono essere commercializzate senza la condizione dell’effervescenza». Il sidro può infatti essere impiegato in usi industriali come la produzione dell’aceto o l’elaborazione di prodotti composti come i succhi. Benché quest’uso non sia stato indicato esplicitamente nel disciplinare vigente, l’utilizzo del «Cidre de Normandie» senza effervescenza è stato costante nel tempo.
— Per quanto riguarda le caratteristiche chimiche del «Cidre de Normandie», vengono mantenuti solo i tre valori limite relativi al titolo alcolometrico volumico totale minimo, al titolo alcolometrico volumico totale effettivo minimo e al tenore massimo di acidità volatile. Per quanto concerne il titolo alcolometrico volumico totale minimo, si conserva solo il valore applicabile a tutti i «Cidre de Normandie» (5,0 %), mentre viene eliminato il valore relativo ai soli sidri «bouché» (5,5 %).
Gli altri valori (tenore massimo di ferro, tenore massimo di acetaldeide, tenore massimo di anidride solforosa totale) sono rimossi poiché sono contenuti nella normativa generale nazionale (Decreto 53-978 del 30 settembre 1953) applicabile a tutti i sidri e pertanto non sono specifici al «Cidre de Normandie».
— Le caratteristiche organolettiche del «Cidre de Normandie» non vengono sostanzialmente modificate. I paragrafi in questione sono fusi in un solo paragrafo per agevolare la lettura:
«L’aroma del «Cidre de Normandie» o «Cidre normand» è pronunciato, vario, particolarmente fruttato (ai sapori di mela, agrumi, pesca, albicocca ecc.). Il colore del «Cidre de Normandie» o «Cidre normand» va dal giallo chiaro all’arancio scuro. I sidri di colore piuttosto accentuato sono comuni, con una colorazione dovuta in tal caso all’assemblaggio di varietà di frutta ricche di polifenoli (dolci, dolci-amare ecc.) che si ossidano, specialmente in caso di fermentazione della polpa.
Il «Cidre de Normandie» è noto per il giusto equilibrio dei sapori tra amaro, acido e dolce.»
Le formulazioni relative agli aromi, ai sapori e ai colori integrano la variabilità naturale dei sidri in funzione del loro assemblaggio; i descrittori riflettono l’estensione della gamma esistente, non ricorrendo sistematicamente e in concomitanza in ciascun sidro.
— Tutte le altre disposizioni non citate in precedenza sono eliminate (tenore massimo di ferro, acetaldeide, anidride e caratteristiche specifiche in base al tipo di sidro considerato), in quanto contenute nella normativa generale applicabile ai sidri, che ne definisce in particolare i vari tipi («bouché», «dolce», «brut», «semi-secco»).
5.2. Zona geografica
Il paragrafo «I «Cidres de Normandie» (sidri e mosti concentrati) sono elaborati esclusivamente in Normandia. Per Normandia si intende la regione costituita dai seguenti dipartimenti» è sostituito da:
«La raccolta della frutta da sidro e l’elaborazione del «Cidre de Normandie», ad eccezione del confezionamento, sono effettuate nella zona geografica formata dai comuni di seguito indicati.
La zona geografica comprende la Normandia storica e le piccole regioni adiacenti (Perche, Domfrontais, Plaine d’Alençon, Pays de Bray), occupando i dipartimenti della regione amministrativa della Normandia e una piccola parte dei dipartimenti vicini di Mayenne, Sarthe, Eure-et-Loir e Oise.»
Nel disciplinare in vigore la delimitazione della zona geografica fa riferimento a dipartimenti e cantoni. Nel disciplinare modificato i cantoni sono sostituiti dall’elenco dei comuni che li compongono, essendo questi ultimi meno soggetti a evoluzione.
È stata aggiunta una carta della zona geografica.
Queste modifiche formali non hanno alterato la delimitazione della zona geografica.
5.3. Prova dell’origine
— Il paragrafo «Fatta eccezione per il confezionamento, i «Cidres de Normandie» potranno essere elaborati solo in unità di produzione situate nella zona geografica.» è eliminato. Le disposizioni ivi contenute descrivono le fasi che devono obbligatoriamente avere luogo nella zona geografica e sono state pertanto spostate al punto «Delimitazione della zona geografica».
— In generale, la sezione «prova dell’origine» viene completata per rafforzare la tracciabilità all’origine. Si specifica inoltre che gli operatori sono tenuti a garantire l’attuazione della tracciabilità e a identificarsi presso il gruppo.
— Vengono apportate modifiche ai seguenti paragrafi:
— elementi riportati sull’imballaggio: il paragrafo viene eliminato poiché contiene obblighi di carattere generale relativi all’etichettatura del prodotto e non alla tracciabilità;
— elementi relativi al controllo della fabbricazione: la parola «fabbricazione» è sostituita con «elaborazione», che è il termine adeguato in ambito sidricolo. Il concetto di «scheda di fabbricazione» viene eliminato, trattandosi di un tipo di documento che si può inglobare nel sistema di contabilità di magazzino, che permette di monitorare le informazioni corrispondenti;
— materie prime:
le parole «da una regione diversa dalla Normandia» sono sostituite da «da territori situati all’esterno della zona geografica» per distinguere senza ambiguità la frutta che può essere destinata all’elaborazione del «Cidre de Normandie» dalla frutta restante.
Il «titolo apposito» è sostituito dalla «bolla di consegna» di tutte le partite spedite e nella quale viene specificato il tipo di frutta («tipo frutta da sidro»). La bolla di consegna è quindi più precisa;
— fabbricazione (ridenominata «Elaborazione»): questo paragrafo è stato fuso con il paragrafo Confezionamento e distribuzione. La formulazione viene rivista per chiarire le disposizioni:
le parole «i documenti definiti più sopra» sono sostitute da «la contabilità di magazzino»;
— fatta eccezione per ciò che riguarda la tracciabilità, gli elementi del paragrafo «Confezionamento e distribuzione» sono stati eliminati in quanto si riferivano al confezionamento, fase che non viene eseguita obbligatoriamente nella zona geografica.
— È stata aggiunta una disposizione relativa alla denuncia dei quantitativi prodotti ed è stato inserito l’obbligo, per i produttori di frutta da sidro, di tenere dei registri (ubicazione degli appezzamenti, varietà corrispondenti, distinzione tra le categorie di frutta da sidro e da tavola) e per gli altri operatori di tenere una contabilità di magazzino o qualsiasi documento contabile equivalente (ingressi e uscite delle frutta da sidro, dei mosti o mosti concentrati e del sidro).
— Viene infine aggiunto uno schema di tracciabilità riassuntivo sotto forma di tabella.
5.4. Metodo di produzione
— Materie prime:
questo paragrafo, che viene aggiunto nella descrizione del metodo di ottenimento, riprende elementi contenuti nella sezione «descrizione del prodotto» del disciplinare in vigore (categorie di varietà di frutta da sidro secondo le loro caratteristiche: tenore di tannini, acidità).
Il riferimento all’elenco delle varietà di frutta da sidro raccomandate è sostituito dalla definizione della frutta da sidro (mele e pere che producono un succo con un tenore di tannini (polifenoli) almeno pari a 0,6 g/l di acidi tannici totali, naturali od ossidati).
L’elaborazione del «Cidre de Normandie» è caratterizzata dall’utilizzo di un’ampia gamma di varietà di frutta da sidro con sapori complementari. Queste varietà figurano solo in parte nel disciplinare in vigore, in un elenco di varietà «raccomandate» limitativo e poco coerente. Ad esempio, nell’elenco non compaiono integralmente le varietà raccomandate dai decreti del 20 aprile 1967 e del 30 maggio 1980, benché rientrino tutte nella definizione della materia prima indicata. Non sono rappresentate nemmeno varietà locali tradizionali, seppure molto numerose. Per garantire coerenza e correttezza e considerata la difficoltà di istituire elenchi di varietà esaustivi, viene scelto un criterio analitico distintivo della frutta da sidro. I tannini sono una delle caratteristiche della frutta da sidro, utilizzata insieme all’acidità per classificare le varietà in gruppi di sapori a fini di assemblaggio. All’interno dell’insieme definito, le varietà di frutta da sidro sono normalmente suddivise in 5 categorie che permettono ai produttori di sidro di classificarle.
In tal senso, nella frase «Le varietà di frutta da sidro sono suddivise in 6 categorie, di cui le principali sono di seguito indicate», il 6 è sostituito da un 5 per correggere un errore materiale.
— Fasi di elaborazione:
nel paragrafo «mescolamento e spremitura della frutta» viene aggiunto che la frutta da sidro originaria della zona geografica IGP deve essere pulita all’ingresso della catena di trasformazione. Questo requisito è legato all’eliminazione dell’obbligo di lavaggio della frutta; il lavaggio non è infatti richiesto in caso di frutta raccolta manualmente e/o senza contatto con il suolo.
Nel paragrafo «Chiarificazione prima della fermentazione» i metodi elencati (defecazione, depectinizzazione, operazioni di separazione ecc.) sono sostituiti dalle «pratiche e trattamenti autorizzati e consacrati dall’uso». Non tutte le operazioni elencate sono infatti sistematicamente obbligatorie. L’esecuzione di queste operazioni dipende dalle competenze degli operatori.
Nel paragrafo «Fermentazione» vengono eliminate le pratiche autorizzate (taglio, edulcorazione, impiego di zucchero per il sidro «bouché»), perché contenute nella normativa generale.
Nel paragrafo «Chiarificazione dopo la fermentazione» viene precisato che il collaggio può essere seguito «o meno» da una centrifugazione e/o da una filtrazione. La centrifugazione e la filtrazione mirano rispettivamente ad accelerare il deposito delle particelle in sospensione e a trattenerle al fine di ottenere un prodotto più limpido. Queste operazioni influenzano l’aspetto del sidro, ma non il suo sapore. Il fatto di renderle facoltative dopo l’esecuzione del collaggio non comporta dunque un impatto significativo sul prodotto.
Nel titolo del paragrafo «Formazione della spuma o carbonatazione» il termine «carbonatazione» è sostituito da «gassificazione». La gassificazione è già autorizzata dal disciplinare in vigore.
Tale modifica permette di evitare qualsiasi confusione tra i due termini che sono equivalenti: la gassificazione delle bevande fa specificatamente riferimento, nell’industria alimentare, all’aggiunta di CO2 (carbonatazione) per ottenere una bevanda effervescente (gassata).
Le disposizioni relative al confezionamento e alla conservazione sono eliminate nella misura in cui non impongono vincoli particolari.
Viene aggiunto uno schema del ciclo del prodotto con il riepilogo delle diverse fasi di produzione del «Cidre de Normandie»/«Cidre normand».
5.5. Legame
Il capitolo «legame causale» è stato strutturato in tre parti per definire meglio le specificità della zona geografica, le specificità del prodotto e il legame causale. Si tratta di modifiche testuali che non comportano cambiamenti sostanziali.
5. 6. Etichettatura
Gli elementi specifici dell’etichettatura sono limitati alla denominazione della bevanda, ovvero: «Cidre de Normandie»/«Cidre normand».
Le altre disposizioni contenute in questo paragrafo del disciplinare in vigore sono eliminate. Esse sono in gran parte contenute in normative nazionali applicabili ai sidri (diciture facoltative riguardanti il sidro «bouché», il puro succo, l’effervescenza naturale, la formazione di spuma naturale ecc.) oppure a una categoria di prodotti più ampia (la certificazione di conformità). Altre disposizioni non sono vincolanti (possibilità di informare il consumatore sulla natura, l’origine, l’elaborazione, le specificità e le caratteristiche organolettiche del prodotto).
L’obbligo di indicare l’organismo di controllo in etichetta viene rimosso. Questa informazione è disponibile altrove e l’organismo è suscettibile di variazioni.
Poiché dal 4 gennaio 2016 è obbligatorio riportare il logo IGP, viene eliminato anche il riferimento all’obbligo di indicare «IGP e/o Indicazione geografica protetta».
5.7. Altro
— Aggiornamento dei recapiti
Vengono aggiunti i recapiti dell’Institut national de la qualité et de l’origine (INAO) in quanto servizio competente dello Stato membro, conformemente al regolamento (UE) n. 1151/2012. Vengono inoltre modificati il nome e i recapiti del gruppo, a seguito di alcuni cambiamenti avvenuti nell’organizzazione della filiera.
— Struttura di controllo
I recapiti relativi all’organismo di controllo sono sostituiti con quelli dell’autorità di controllo competente. Con questa modifica si intende evitare di modificare il disciplinare in caso di variazione dell’organismo di controllo.
— Requisiti nazionali
Viene aggiunta una tabella contenente i principali punti di controllo.
— Allegati
Gli allegati del disciplinare vigente vengono eliminati: essi contengono infatti informazioni non vincolanti oppure disposizioni vincolanti sulla zona geografica già riportate nel disciplinare.
DOCUMENTO UNICO
«CIDRE DE NORMANDIE»/«CIDRE NORMAND»
N. UE: PGI-FR-00089-AM01 – 4.1.2017
DOP ( ) IGP ( X )
1. Denominazione
«Cidre de Normandie» / «Cidre normand»
2. Stato membro o paese terzo
Francia
3. Descrizione del prodotto agricolo o alimentare
3.1. Tipo di prodotto
Classe 1.8. Altri prodotti indicati nell’allegato I del trattato (spezie ecc.)
3.2. Descrizione del prodotto a cui si applica la denominazione di cui al punto 1
Il «Cidre de Normandie»/«Cidre normand» è un sidro effervescente che proviene dalla fermentazione di mosti ottenuti da frutta da sidro (mele da sidro o pere da poiré) fresca, prodotta e lavorata nella zona geografica delimitata.
I mosti di frutta da sidro possono essere ottenuti in parte da mosti concentrati a condizione che la proporzione di questi ultimi non superi il 40 % del volume totale dei mosti impiegati (espressa in mosti ricostituiti).
La ricchezza della composizione varietale dei frutteti permette di trovare equilibri tra i diversi tipi di varietà all’interno della zona geografica. Con più di un terzo delle superfici coltivate a mele amare e dolci-amare, un altro terzo abbondante a mele dolci e il resto a mele acide e aspre, i produttori di sidro possono ricorrere a diversi tipi di frutta per ottenere gli assemblaggi più adatti.
Il «Cidre de Normandie» / «Cidre normand» si presenta come una bevanda limpida o torbida ottenuta dalla fermentazione di mosti derivanti dalla spremitura della polpa della frutta da sidro, con o senza aggiunta di acqua. È caratterizzato da una schiuma finemente cremosa e dalla presenza di bolle.
L’effervescenza è dovuta all’anidride carbonica prodotta dalla fermentazione e/o aggiunta.
Le quantità destinate agli usi industriali e all’elaborazione dei prodotti composti possono essere commercializzate senza la condizione dell’effervescenza.
Il colore del «Cidre de Normandie» / «Cidre normand» va dal giallo chiaro all’arancio. Il suo aroma è pronunciato, vario, particolarmente fruttato (ai sapori di mela, agrumi, pesca, albicocca ecc.) e con un giusto equilibrio dei sapori tra amaro, acido e dolce.
3.3. Mangimi (solo per i prodotti di origine animale) e materie prime (solo per i prodotti trasformati)
Per l’elaborazione del «Cidre de Normandie» / «Cidre normand» può essere usata solo frutta da sidro. La frutta da tavola non è ammessa. Per «frutta da sidro» s’intendono le mele e le pere impiegate per ottenere il sidro, che producono un succo con un tenore di tannini (polifenoli) almeno pari a 0,6 g/l di acidi tannici totali, naturali od ossidati.
3.4. Fasi specifiche della produzione che devono avere luogo nella zona geografica delimitata
Produzione della frutta e sua trasformazione in sidro (produzione dei mosti mediante spremitura della frutta, produzione di sidro mediante la fermentazione dei mosti). Succo grezzo ottenuto mediante l’utilizzo di acqua non riscaldata, fermentazione a freddo o a temperatura ambiente. L’unico colorante ammesso è il caramello.
3.5. Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento ecc. del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata
—
3.6. Norme specifiche in materia di etichettatura del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata
Obbligo di indicare la denominazione della bevanda: «Cidre de Normandie»/«Cidre normand».
4. Delimitazione concisa della zona geografica
— Dipartimento della Seine Maritime: tutti i comuni.
— Dipartimento dell’Eure: tutti i comuni.
— Dipartimento del Calvados: tutti i comuni.
— Dipartimento della Manche: tutti i comuni.
— Dipartimento dell’Orne: tutti i comuni.
— Dipartimento dell’Oise, i seguenti comuni: Blacourt, Le Coudray-Saint-Germer, Cuigy-en-Bray, Espaubourg, Flavacourt, Hodenc-en-Bray, Labosse, Lachapelle-aux-Pots, Lalande-en-Son, Lalandelle, Puiseux-en-Bray, Saint-Aubin-en-Bray, Saint-Germer-de-Fly, Saint-Pierre-es-Champs, Sérifontaine, Talmontiers, Le Vaumain, Le Vauroux, Abancourt, Blargies, Boutavent, Bouvresse, Broquiers, Campeaux, Canny-sur-Thérain, Escles-Saint-Pierre, Formerie, Fouilloy, Gourchelles, Héricourt-sur-Thérain, Lannoy-Cuillère, Moliens, Monceaux-l’Abbaye, Mureaumont, Omécourt, Quincampoix-Fleuzy, Romescamps, Saint-Arnoult, Saint-Samson-la-Poterie, Saint-Valery, Villers-Vermont, Elencourt, Beaudéduit, Briot, Brombos, Cempuis, Daméraucourt, Dargies, Feuquières, Grandvilliers, Grez, Halloy, Le Hamel, Hautbos, Lavacquerie, Laverrière, Le Mesnil-Conteville, Offoy, Saint-Maur, Saint-Thibault, Sarcus, Sarnois, Sommereux, Thieuloy-Saint-Antoine, Achy, Blicourt, Bonnières, Fontaine-Lavaganne, Gaudechart, Haute-Épine, Hétomesnil, Lihus, Marseille-en-Beauvaisis, Milly-sur-Thérain, La Neuville-sur-Oudeuil, La Neuville-Vault, Oudeuil, Pisseleu, Prévillers, Rothois, Roy-Boissy, Saint-Omer-en-Chaussée, Villers-sur-Bonnières, Bazancourt, Buicourt, Crillon, Ernemont-Boutavent, Escames, Fontenay-Torcy, Gerberoy, Glatigny, Grémévillers, Hannaches, Hanvoile, Haucourt, Hécourt, Lachapelle-sous-Gerberoy, Lhéraule, Loueuse, Martincourt, Morvillers, Saint-Deniscourt, Saint-Quentin-des-Prés, Senantes, Songeons, Sully, Thérines, Villembray, Villers-sur-Auchy, Vrocourt, Wambez.
— Dipartimento dell’Eure et Loir, i seguenti comuni: Argenvilliers, (Les) Autels-Villevillon, Authon-du-Perche, (La) Bazoche-Gouet, Beaumont-les-Autels, Béthonvilliers, Brunelles, Champrond-en-Perchet, Chapelle-Guillaume, Chapelle-Royale, Charbonnières, Coudray-au-Perche, (Les) Étilleux, (La) Gaudaine, Luigny, Margon Miermaigne, Moulhard, Nogent-le-Rotrou, Saint-Bomer, Saint-Jean-Pierre-Fixte, Soizé, Souancé-au-Perche, Trizay-Coutretot-Saint-Serge, Vichères,
— Dipartimento della Mayenne, i seguenti comuni: Ambrières-les-Vallées, Chantrigné, Couesmes-Vaucé, La Haie-Traversaine, Le Pas, St-Loup-du-Gast, Soucé, Le Housseau-Brétignolles, Lassay-les-Châteaux, Rennes-en Grenouilles, St-Julien-du-Terroux, Ste-Marie-du-Bois, Thuboeuf, Gorron, Hercé, Lesbois, St-Aubin-Fosse-Louvain, Vieuvy, Désertines, Boulay-les-Ifs, Champfremont, Ravigny, St-Pierre-des-Nids, Champéon, Charchigné, Le Horps, Montreuil-Poulay, Le Ribay.
— Dipartimento della Sarthe, i seguenti comuni: Nogent-le-Bernard, Avezé, Dehault, La-Chapelle-du-Bois, La-Ferté-Bernard, Préval, St-Aubin-des-Coudrais, Louzes, Neufchâtel-en-Saosnois, Assé-le-Boisne, Douillet-le-Joly, Montreuil-le-Chétif, St-Aubin-de-Locquenay, St-Georges-le-Gaultier, St-Léonard-des-Bois, St-Paul-le-Gaultier, Sougé-le-Ganelon, Ancinnes, Gesnes-le-Gandelin, Moulins-le-Carbonnel.
5. Legame con la zona geografica
Da un punto di vista geologico, ad ovest la Normandia fa parte del Massiccio armoricano, mentre ad est appartiene al bacino parigino. La Normandia è caratterizzata da un clima mite e umido, senza deficit idrico estivo, di tipo oceanico. Gli inverni sono relativamente miti sul litorale, ma più rigidi nell’entroterra, mentre le estati sono fresche e umide. Le precipitazioni sono relativamente abbondanti. La diversità geologica comporta una certa varietà del paesaggio, che tuttavia è limitata dall’uniformità del clima, temperato e umido. Pertanto, certi paesaggi caratterizzati da praterie e bocage si ritrovano identici in numerose aree della Normandia.
Date le condizioni naturali propizie, soprattutto dal punto di vista pluviometrico, il frutteto che produce frutta da sidro, costituito fin dai tempi del Medioevo a partire da varietà provenienti dalla Spagna (Biscaglia), si è diffuso su tutto il territorio normanno.
Così la Normandia è divenuta il primo frutteto da sidro di Francia (melo da sidro e pero da poiré).
La frutta utilizzata proviene dalla zona geografica, che costituisce uno dei maggiori bacini storici e attuali per la produzione del sidro in Europa. Qui si sono sviluppate competenze ampie e riconosciute in materia di elaborazione.
I produttori e successivamente i costitutori e i vivaisti locali hanno selezionato, migliorato e adattato il materiale vegetale alle condizioni pedoclimatiche normanne fino a ottenere un gran numero di varietà di mele da sidro e di pere da poiré che si distinguono per tenore di tannini e attitudini tecnologiche particolari. Grazie all’ottenimento o all’introduzione di nuove varietà idonee alle condizioni di produzione locali e alla trasformazione, tale numero è in continuo aumento e garantisce il mantenimento della biodiversità della risorsa genetica.
La Normandia è anche la culla di competenze specifiche in materia di trasformazione.
In Normandia, inoltre, il sidro rappresenta un vero e proprio riferimento culinario e storico, onnipresente in campo gastronomico.
L’accelerazione della sua diffusione, col passare del tempo, ha determinato uno sviluppo dei metodi di elaborazione. Fino alla metà del XIX secolo il sidro era prodotto in fattoria, ma con l’aumento dei consumi gli artigiani e gli industriali si sono lanciati nell’elaborazione di questa bevanda facendo leva per svilupparsi sulla profonda conoscenza del processo di trasformazione (tecniche di chiarificazione, stoccaggio a freddo, pastorizzazione, gassificazione ecc.).
Le tecniche di spremitura meccanica hanno permesso di migliorare la resa in succo senza alterare le caratteristiche specifiche della frutta.
A partire dall’inizio del XX secolo si è gradualmente sviluppata la filtrazione per ottenere una maggiore stabilità dei sidri. Verso gli anni ‘50 le sidrerie di grandi dimensioni hanno iniziato a pastorizzare i sidri dolci per garantire una maggiore durata di conservazione, impedire lo sviluppo di microorganismi e spedire con meno rischi la produzione verso destinazioni più lontane.
Queste competenze riconosciute, applicate alla materia prima impiegata, hanno consentito di sviluppare la produzione di un sidro rinomato, mentre il consumo si radicava nel patrimonio della regione per diffondersi in seguito al di là dei suoi confini.
Secondo la tradizione, il segreto dell’elaborazione del sidro venne portato in Normandia dai marinai della Biscaglia nel VI secolo. Di fatto, l’uso del sidro conobbe un’autentica espansione solo nel XII secolo, prima nelle vallate della Touques e della Risle, quindi nel Cotentin e infine nel Pays de Caux. Nel XIV secolo il sidro cominciò a soppiantare la cervogia e in Normandia si vendeva quasi quanto il vino. Nel XV secolo, dopo la guerra dei cent’anni, il sidro era divenuto la bevanda comune della Bassa e MEDIA Normandia. A partire dal XVI secolo vennero realizzati passi avanti concreti nella sua elaborazione grazie all’arrivo nel Cotentin di Guillaume Dursus, proveniente dalla Biscaglia, che migliorò le varietà di mele da sidro coltivate. Il suo esempio fu seguito da altri signori locali, che cominciarono a selezionare e mantenere le varietà. Sotto Luigi XIII, a causa delle imposte sui vini, furono estirpati quasi tutti i vigneti della Normandia, mentre la coltivazione del melo continuò a svilupparsi e il consumo di sidro crebbe ulteriormente. Tuttavia in seguito, per via delle guerre, delle tasse e della miseria generale, l’interesse per i meli e il sidro conobbe fortune alterne.
Dal XVIII secolo in poi gli intendenti, le società agricole e il Conseil d’État unirono i loro sforzi per migliorare e incoraggiare la coltivazione del melo. Nel XIX secolo la fabbricazione del sidro ripartì e il consumo si sviluppò considerevolmente dopo il 1870.
La produzione e la trasformazione sidricole conobbero una grande espansione nel XIX secolo e all’inizio del XX secolo grazie anche alla presenza, fino alla Seconda guerra mondiale, di aziende che beneficiavano della dinamica della distillazione (sbocco in particolare dell’alcol di Stato).
Negli anni ‘20 la produzione nazionale di sidro superò quella della birra. Negli anni di produzione elevata i dipartimenti della Manche, del Calvados, della Seine-Inférieure e dell’Orne superano ampiamente il milione di ettolitri. Dagli anni ‘20 la Normandia è ed è rimasta la prima regione produttrice di mele da sidro.
Essa fornisce attualmente circa il 45 % della produzione totale di sidro in Francia.
Il «Cidre de Normandie»/«Cidre normand» è ottenuto a partire da frutta specifica, ossia mele da sidro o pere da poiré, che presentano caratteristiche particolari, soprattutto in termini di polifenoli, con l’esclusione della frutta da tavola; le pere da poiré sono ammesse (tradizionalmente possono far parte di un assemblaggio soprattutto per la loro acidità). Il sidro è limpido o torbido, in particolare a seconda del suo grado di filtrazione, e presenta un colore dal giallo chiaro all’arancio in base alle varietà di frutta e ai procedimenti impiegati. Vanta un’ampia gamma organolettica, che trova il proprio equilibrio tra i sapori forniti dalle diverse varietà di frutta e la dolcezza prodotta dagli zuccheri non fermentati. La loro effervescenza, caratterizzata dalle sue bollicine, non è aggressiva in bocca.
Il «Cidre de Normandie»/«Cidre normand» beneficia di una solida reputazione basata su una forte identità regionale e sulla crescita di una filiera specifica della Normandia.
Gli operatori locali hanno sviluppato da molto tempo una produzione di sidro diversificata, la cui originalità è dovuta all’impiego di frutta da sidro (mele e talvolta pere, che in Normandia si possono utilizzare per equilibrare l’acidità dell’assemblaggio) e alla padronanza delle competenze sidricole.
Le condizioni fisiche favorevoli alla sidricoltura (anziché alla viticoltura), con un clima mite e umido e l’assenza di deficit idrico estivo, hanno consentito lo sviluppo dei meli da sidro e dei peri da poiré.
È in Normandia che si è sviluppato un frutteto sidricolo che, dall’inizio del XX secolo, è e rimane il più grande della Francia, rendendo così questa regione la patria riconosciuta del melo da sidro. La padronanza delle competenze utili per la produzione del sidro, tra cui soprattutto la ricerca di varietà idonee e riconosciute con un tenore particolare di tannini, ha consentito di sviluppare un prodotto specifico noto al consumatore.
Le tecniche di spremitura meccanica, di chiarificazione prima e dopo la fermentazione e di fermentazione, nonché le competenze legate all’assemblaggio hanno permesso nel corso del tempo di ottenere il massimo dalla frutta e conservare le caratteristiche specifiche del prodotto.
Infine, con l’evoluzione delle competenze in materia di stabilizzazione e conservazione dei sidri (imbottigliamento, filtrazione, pastorizzazione ecc.) e l’adattamento alle nuove tecniche, la diffusione dei sidri normanni si è gradualmente rafforzata.
Tutti questi elementi hanno consentito di produrre sidri di qualità, riconosciuti come parte integrante del patrimonio culturale e culinario.
Una volta proposto su tutto il territorio nazionale, il «Cidre de Normandie» ha conosciuto dunque una «deregionalizzazione» del suo consumo, pur conservando la sua particolarità regionale e accrescendo la sua reputazione.
Dal punto di vista culturale e gastronomico, i consumatori associano chiaramente l’immagine dei meli al paesaggio normanno. Pertanto il «Cidre de Normandie» è totalmente radicato nell’immaginario nazionale e il sidro è la bevanda normanna per eccellenza.
Le numerose «sagre del sidro» (Barenton, Beuvron-en-Auge, Vimoutiers, Le Sap, Auffay, Forges-les-Eaux ecc.) e i concorsi di degustazione (Saint-Jean des Cidres a livello regionale e concorsi maggiormente localizzati, come ad esempio nel Pays de Caux) attestano il radicamento del prodotto nel cuore della Normandia e la sua reputazione.
Riferimento alla pubblicazione del disciplinare
(articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, del presente regolamento)
https://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-830d0e1e-32b9-4d63-82b9-f99ef2dce5d5/telechargement