Tipologia: IGT
Regione: Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia
Provincia: Belluno, Gorizia, Padova, Pordenone, Rovigo, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza
Data aggiornamento: 14-02-2019
Categoria: Nessuna

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE VINI INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA "TREVENEZIE" O "TRI BENECIJE" (EX "DELLE VENEZIE")


Approvato con D.M. 21.11.1995 G.U. 297 - 21.12.1995

Modificato con D.M. 27.02.1996 G.U. 57 - 08.03.199Modificato con DM 03.10.1997 G.U. 242 - 16.10.1997

Modificato con D.M. 26.11.1997 G.U. 284 - 05.12.1997

Modificato con D.M. 06.10.1998 G.U. 242 - 16.10.1998

Modificato con D.M. 14.07.2000 G.U. 176 - 29.07.2000

Modificato con D.M. 24.10.2000 G.U. 255 - 31.10.2000

Modificato con D.M. 21.07.2009 G.U. 173 - 28.07.2009

Modificato con D.M. 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011 (pubblicato sul Sito ufficiale Mipaaf - Qualità - Vini DOP e IGP)

Modificato con D.M. 12.07.2013 (pubblicato sul Sito ufficiale Mipaaf - Qualità - Vini DOP e IGP)

Modificato con D.M. 28.10.2013 (pubblicato sul Sito ufficiale Mipaaf - Qualità - Vini DOP e IGP)

Modificato con D.M. 07.03.2014 (pubblicato sul Sito ufficiale Mipaaf - Qualità - Vini DOP e IGP)

A seguito della presentazione della domanda diretta ad ottenere la modifica del disciplinare di produzione della IGT Trevenezie, con Decreto 13 luglio 2018 è stata autorizzata l'etichettatura transitoria in attesa della conclusione della relativa procedura d’esame UE. Con Comunicazione della Commissione europea 26 febbraio 2020 è stata pubblicata la domanda di modifica del disciplinare di produzione.

Con Regolamento di esecuzione (UE) 13 luglio 2020, n. 2020/1065 è stata approvata in via definitiva la modifica del disciplinare di produzione relativa alla denominazione "Trevenezie"/"Tri Benečije" (ex "Delle Venezie" (IGP). Vedi anche il Comunicato 10 settembre 2020 (G.U. 10 settembre 2020, n. 225).




Articolo 1

Denominazione e vini

L'indicazione geografica tipica “Trevenezie”, o in lingua slovena "Tri Benečije", accompagnata o meno dalle specificazioni previste dal presente disciplinare di produzione, è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.


Articolo 2

Base ampelografica

L'indicazione geografica tipica “Trevenezie”/"Tri Benečije" è riservata ai seguenti vini:

bianchi, anche nella tipologia frizzante;

rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

rosati, anche nella tipologia frizzante.

I vini ad indicazione geografica tipica “Trevenezie”/"Tri Benečije" bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la provincia di Trento, per tutte le province della regione Veneto e per tutte le province della regione Friuli-Venezia Giulia, di cui al Registro nazionale delle varietà di viti approvato con DM 7 maggio 2004 (GU n. 242 del 14 ottobre 2004) e successivi aggiornamenti di cui all’allegato 1 del presente disciplinare di produzione.

Per quanto concerne la provincia autonoma di Trento, l'indicazione geografica tipica “Trevenezie”/"Tri Benečije" con la specificazione di uno dei vitigni idonei alla coltivazione nella provincia medesima, ad esclusione dei vitigni Marzemino e Pinot grigio, è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dal corrispondente vitigno. Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione di tali vini, le uve dei vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, idonei alla coltivazione per la provincia di Trento, di cui all’allegato 1 del presente disciplinare di produzione, fino ad un massimo del 15%.

Per quanto concerne la regione Veneto, l'indicazione geografica tipica “Trevenezie”/"Tri Benečije" con la specificazione di uno dei vitigni idonei alla coltivazione nelle singole provincie di rispettiva competenza: Chardonnay, Durella, Garganega, Incrocio Manzoni 6.0.13, Malvasia (da Malvasia istriana), Moscato bianco, Moscato giallo, Muller Thurgau, Pinella, Pinot bianco, Glera, Riesling renano, Riesling italico, Sauvignon, Tai (da Tocai friulano), Traminer aromatico, Verdiso, Verduzzo (da Verduzzo friulano e/o Verduzzo trevigiano), Vespaiola, Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Franconia, Incrocio M. 2.15, Malbech, Marzemino, Merlot, Pinot nero, Raboso (da Raboso Piave e/o Raboso veronese), Refosco dal peduncolo rosso è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti nell'ambito aziendale, per almeno dall'85% dal corrispondente vitigno. Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione di tali vini, le uve dei vitigni a bacca di colore corrispondente, non aromatici, idonei alla coltivazione rispettivamente per ciascuna provincia della regione Veneto, di cui all’allegato 1 del presente disciplinare di produzione, fino ad un massimo del 15%.

Per quanto concerne la regione Friuli-Venezia Giulia, l'indicazione geografica tipica “Trevenezie”/"Tri Benečije", con la specificazione di uno dei seguenti vitigni idonei alla coltivazione nelle rispettive provincie di Gorizia, Pordenone, Trieste ed Udine, è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti nell'ambito aziendale per almeno l'85% dal corrispondente vitigno:

Provincia di Udine:

Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Cabernet (da Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon), Malbech N., Malvasia (da Malvasia istriana), Merlot, Muller Thurgau, Pignolo, Pinot bianco, Pinot nero, Glera, Refosco nostrano, Refosco dal peduncolo rosso, Riesling italico, Riesling renano, Sauvignon, Schioppettino, Tazzelenghe, Traminer aromatico, Verduzzo (da verduzzo friulano), Chardonnay, Franconia, Gamay, Incrocio Manzoni 6.0.13, Moscato giallo, Moscato rosa, Sylvaner verde.

Provincia di Pordenone:

Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Cabernet (da Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon), Malvasia (da Malvasia istriana), Marzemino, Merlot, Pinot bianco, Pinot nero, Glera, Refosco nostrano, Refosco dal peduncolo rosso, Riesling italico, Riesling renano, Sauvignon, Traminer aromatico, Verduzzo (da Verduzzo friulano), Chardonnay, Forgiarin, Franconia, Incrocio Manzoni 6.0.13, Malbech, Moscato giallo, Moscato rosa, Muller Thurgau, Piculit Neri, Raboso (da Raboso Piave e/o Raboso veronese), Sciaglin, Ucelut, Verduzzo (da Verduzzo trevigiano).

Provincia di Gorizia:

Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Cabernet (da Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon), Franconia, Malvasia (da Malvasia istriana), Merlot, Pinot bianco, Pinot nero, Glera, Refosco dal peduncolo rosso, Riesling italico, Riesling renano, Sauvignon, Sylvaner verde, Terrano, Traminer aromatico, Verduzzo (da Verduzzo friulano), Chardonnay, Incrocio Manzoni 6.0.13, Moscato giallo, Moscato rosa, Muller Thurgau, Schioppettino.

Provincia di Trieste:

Garganega, Malvasia (da Malvasia istriana), Malvasia bianca lunga, Merlot, Pinot nero, Glera, Refosco dal peduncolo rosso, Sauvignon, Semillon, Terrano, Chardonnay, Piccola nera, Pinot bianco, Vitouska, è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'àmbito aziendale, per almeno l'85% dal corrispondente vitigno.

Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei vini sopra indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, idonei alla coltivazione per le rispettive province sopra indicate, di cui all’allegato 1 del presente disciplinare di produzione, fino ad un massimo del 15%.

I vini ad indicazione geografica tipica “Trevenezie”/"Tri Benečije" possono utilizzare la specificazione del nome di due vitigni tra quelli sopra indicati, per le rispettive aree amministrative, alle seguenti condizioni:

- il vino derivi esclusivamente da uve prodotte dai vitigni ai quali si vuole fare riferimento;

- l’indicazione dei vitigni deve avvenire in ordine decrescente rispetto all’effettivo apporto delle uve da essi ottenute e in caratteri della stessa dimensione e colore;

- il quantitativo di uva utilizzata del vitigno presente nella misura minore non deve essere inferiore al 15% del totale.

I vini ad indicazione geografica tipica “Trevenezie”/"Tri Benečije" con la specificazione di uno dei vitigni di cui al presente articolo possono essere prodotti anche nella tipologia frizzante e, limitatamente ai vitigni a bacca rossa, anche nella tipologia novello.
 

Articolo 3

Zona di produzione delle uve

La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini designati con l'indicazione geografica tipica “Trevenezie”/"Tri Benečije" comprende:

– per la provincia autonoma di Trento: l'intero territorio amministrativo della provincia;

– per la regione Veneto: l'intero territorio amministrativo delle province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza;

– per la regione Friuli-Venezia Giulia: l'intero territorio amministrativo delle province di Pordenone, Udine, Gorizia e Trieste.


Articolo 4

Norme per la viticoltura

Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei mosti e dei vini di cui all'art. 2 devono essere quelli tradizionali della zona.

Per i vini ad indicazione geografica tipica “Trevenezie”/"Tri Benečije" la produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata non deve essere superiore, nell'ambito aziendale, a:

per la provincia autonoma di Trento: 23 tonnellate per le tipologie bianco, rosso e rosato ed a tonnellate 19,5 per le tipologie con specificazione di vitigno;

per le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia: 23 tonnellate per le tipologie bianco, rosso e rosato ed anche con la specificazione di vitigno, ad eccezione dei vitigni Cabernet franc, Chardonnay, Incrocio Manzoni bianco, Moscato giallo, Moscato rosa, Pinot bianco, Pinot nero, Riesling renano, Sauvignon e Traminer aromatico per i quali la resa di uva ad ettaro non deve essere superiore a tonnellate 19.

La produzione massima di uva per ettaro in coltura specializzata, nell’ambito aziendale, della varietà Pinot grigio destinata esclusivamente alla produzione di vini bianchi, anche nelle diverse tipologie, non può essere superiore a tonnellate 19.

Le uve destinate alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica, “Trevenezie”/"Tri Benečije" dopo le eventuali operazioni di arricchimento, devono assicurare ai vini il titolo alcolometrico volumico totale minimo indicato all’art. 6 per le diverse tipologie di prodotto.
 

Articolo 5

Norme per la vinificazione

Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

La zona di vinificazione corrisponde con quella di produzione delle uve delimitata all’art. 3.

La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo non deve essere superiore all'80%, per tutti i tipi di vino.

Articolo 6

Caratteristiche al consumo

I vini ad indicazione geografica tipica “Trevenezie”/"Tri Benečije" all'atto dell'immissione al consumo devono avere le seguenti caratteristiche:

bianco, bianco frizzante, (anche con riferimento al nome di vitigno)

- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9.00% vol.;

- acidità totale minima: 3.5 g/l;

- estratto non riduttore minimo: 13.00 g/l.
 

rosso, rosso frizzante, (anche con riferimento al nome di vitigno)

- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9.00% vol.;

- acidità totale minima: 3.5 g/l;

- estratto non riduttore minimo: 17.00 g/l.
 

rosato, rosato frizzante, (anche con riferimento al nome di vitigno)

- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9.00% vol.;

- acidità totale minima: 3.5 g/l;

- estratto non riduttore minimo: 14.00 g/l.

novello (anche con riferimento al nome di vitigno)

- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11.00% vol.;

- acidità totale minima: 3.5 g/l;

- estratto non riduttore minimo: 17.00 g/l.
 

Articolo 7

Etichettatura designazione e presentazione

Alla indicazione geografica tipica “Trevenezie”/"Tri Benečije" è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.

È tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore.

L'indicazione geografica tipica “Trevenezie”/"Tri Benečije" può essere utilizzata come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti, coltivati nell'ambito del territorio delimitato nel precedente art. 3, ed idonei a produrre vini a denominazione di origine, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare l'indicazione geografica tipica di cui trattasi, abbiano, i requisiti previsti per una o più delle tipologie di cui al presente disciplinare.

È vietato riportare nella designazione e presentazione dei vini a indicazione geografica tipica ‘Trevenezie’ il riferimento alle varietà Pinot grigio e Ribolla gialla.


Articolo 8

Legame con l’ambiente geografico

Legame con l’ambiente geografico
 

A) Informazioni sulla zona geografica: Fattori naturali rilevanti per il legame.

Per tutte le categorie di vini regolamentati (vino e vino frizzante) l’areale di produzione dei vini IGT “Trevenezie”/"Tri Benečije" si estende nel nord-est della penisola Italiana e interessa amministrativamente le regioni Friuli-Venezia Giulia e Veneto e la provincia autonoma di Trento. Tale territorio a nord è delimitato dalla catena alpina che lo protegge e lo distingue dai sistemi ambientali continentali, racchiudendo così tutta l’area produttiva agricola che si estende fino al mare.

Il territorio è attraversato da numerosi corsi fluviali di notevole e costante portata dove originariamente si è sviluppata l’attività agricola e quindi anche la viticoltura del nord-est. I principali fiumi sono: l’Adige, il Brenta, il Piave, il Cellina, il Meduna, il Tagliamento e l’Isonzo. Nei secoli i corsi, che hanno taluni origine dai ghiacciai alpini altri sono invece di origine risorgiva, hanno plasmato in maniera quasi omogenea i territori agricoli a partire dall’area pedemontana/collinare fino alla pianura.

Dal punto di vista pedologico la parte prealpina e collinare, relativamente al territorio interessato alla coltivazione della viticoltura, è costituita da formazioni calcaree o calcareo-dolomitiche, di epoca mesozoica, soggette spesso a fenomeni di carsismo, che caratterizzano fortemente il paesaggio e la tecnica di coltivazione. L’alta e media pianura è costituita da depositi alluvionali prevalentemente ghiaioso sabbiosi, caratterizzati dal sistema di conoidi coalescenti formati dai ghiacciai che occupavano le valli percorse dai vari fiumi che hanno origine dal sistema montuoso. I suoli, originatisi dal materiale trasportato dai corsi d’acqua, sono prevalentemente a tessitura franco sabbiosa con pietrosità frequente e scheletro abbondante, hanno bassa capacità di conservare l’acqua e drenaggio rapido.

La bassa pianura a sud delle risorgive, invece, caratterizzata dal lento e divagante andamento dei fiumi che ne hanno ridotto la forza di trasporto delle acque, è formata da sedimenti progressivamente più fini. I suoli sono principalmente caratterizzati da sedimenti limoso-argillosi profondi, spesso associati alla presenza di materiale organico, con ridotta presenza dei carbonati prevalentemente depositati in profondità (caranto).

Il clima è caratterizzato da temperature medie annue comprese tra i 10 e i 14° C. I mesi più freddi sono dicembre e gennaio (temperature medie da 1 a 4° C) durante i quali le temperature possono scendere sovente sotto lo zero (medie da -1 a -5°C), mentre quelli più caldi sono luglio e agosto con una temperatura media compresa tra 20 e 25° C. Nei fondovalle gli intervalli di temperatura si abbassano di uno o due gradi mentre le piovosità tendono ad aumentare.

La piovosità media annua del territorio si aggira intorno ai 700-1300 millimetri e mediamente ben distribuita. I mesi più piovosi sono generalmente maggio, ottobre e novembre durante i quali possono anche superare i 150 millimetri mese. Nonostante l’elevata piovosità in taluni periodi vegeto produttivi, i suoli presentano una sufficiente capacità drenante. Generalmente, grazie al naturale apporto pluviometrico e alla complessiva buona dotazione di acqua disponibile, risultato di una efficiente struttura di distribuzione consortile, i suoli peraltro non presentano problemi di deficit idrico.

L’elemento che sicuramente condiziona maggiormente il clima dell’area agricola e le sue attività, ivi compresa la viticoltura delle “Trevenezie”/"Tri Benečije" sono l’effetto combinato dell’azione mitigatrice dall’arco alpino e prealpino a nord e dal mare Adriatico a sud che esercita un’importante azione sulla temperatura smorzandone gli estremi termici estivi e invernali. Un ulteriore elemento è l’effetto prodotto dal transito delle masse d’aria condizionato dal mare Adriatico e dal sistema montuoso, che ne regolano il flusso e quindi le relative precipitazioni. In particolare i cambi di direzione dei venti nell’arco della giornata durante i mesi agosto-settembre producono gli sbalzi temici ottimali per il processo di maturazione delle uve.

Quindi le tre componenti: l’arco alpino-prealpino, il mare Adriatico e soprattutto il reticolo dei fiumi che attraversano tutto il territorio da nord a sud, rendono l’areale della indicazione un territorio ai fini agricolo omogeneo.
 

Fattori storici e umani rilevanti per il legame.

I vini dell’Indicazione geografica “Trevenezie”/"Tri Benečije" devono il loro nome a “Tre Venezie” o “Le Venezie”, nome con il quale è conosciuto ancor oggi questo territorio interregionale e che deriva dalla storia comune che lo lega prima alla Repubblica di Venezia e successivamente all’Impero Austro Ungarico.

La zona era già conosciuta e famosa per la produzione di vino sin dall’epoca dell’Impero Romano, durante il quale il territorio interregionale era sede della X Regio di Augusto. I primi insediamenti viticoli nel nord-est risalgono comunque al periodo compreso fra il VII e il V sec. A C. Si ricordano alcuni importanti vini di fama tra i quali i “retici” e l’”Acinatico”, ricordati da Virgilio, o importanti ritrovamenti in Trentino le cui testimonianze attraversano diverse epoche (preistorica, romana, medioevale, etc.). Allo stesso modo tracce viticole molto antiche sono riscontrabili in Friuli, il cui nome deriva da Forum Julii, la città di Cividale dove Giulio Cesare organizzò foro e mercato, dando così il nome a tutta la zona. Prendendo a testimonianza Plinio, ai confini est verso Trieste, veniva prodotto il Pucinum al quale veniva attribuita la longevità di Livia Augusta e che i Greci lodavano moltissimo.

In epoca più recente l’elemento unificante nella storia vitivinicola delle “Trevenezie”/"Tri Benečije" è stata la presenza della Repubblica di Venezia le cui attività agricole si estendevano inizialmente ai territori che oggi fanno parte del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e del Trentino. L’immagine del Leone infatti campeggia ancora sulle vecchie porte d’ingresso delle città “dominate dai commerci” dalla Serenissima o negli affreschi sui palazzi più importanti.

I commercianti veneziani dalla metà del 1300 fino al 1700 circa, controllavano il mercato del vino di qualità dal Mediterraneo orientale fino alle ricche regioni del nord Europa. La Repubblica ha, in quel tempo, regolamentato non solo l’attività marittima e commerciale ma anche la gestione forestale ed agraria. Risalendo i fiumi i patrizi veneziani hanno progressivamente preso possesso del territorio, sviluppando una gestione aziendale secondo gli schemi innovativi dell’epoca. Hanno introdotto nelle proprie tenute nuove tecniche agronomiche, nuove varietà e migliorato i processi enologici, al fine anche di competere, con amici e rivali, per la qualità dei loro vini.

Le proprietà veneziane erano riconoscibili per la presenza di importanti ville di impronta agraria che ancora caratterizzano il territorio della IGT “Trevenezie”/"Tri Benečije".

Durante il lungo periodo di vita della Serenissima fiorirono non solo i commerci ma anche lo sviluppo dei vini prodotti nelle “Trevenezie”/"Tri Benečije". Ogni territorio si distingueva per i propri prodotti; l’area orientale per le Malvasie, la Ribolla, il Tocai, il Picolit, l’area occidentale per le Garganeghe e i vitigni rossi tra i quali la Rondinella, la Molinara ed infine le Corvine, tutte varietà legate alla tradizione dei vini appassiti della Valpolicella. Nella parte centrale del territorio all’epoca erano famosi il Marzemino, i Rabosi, i Verduzzi e i vini bianchi dei Colli trevigiani che daranno vita poi al famoso Prosecco.

Dopo la caduta della Repubblica di Venezia ad opera dei francesi l’intero territorio fu parte integrante per alcuni secoli dell’Impero Austro Ungarico. Per la sua collocazione mediterranea l’area agricola delle “Trevenezie”/"Tri Benečije" assunse una importanza rilevante per la fornitura di derrate alimentari per l’intero Impero. Quindi in quel periodo erano destinati a Vienna non solo il vino ma anche la frutta e taluni cereali del territorio.

La dominazione asburgica segna un’altra tappa importante per il rifiorire della viticoltura della zona; fonti storiche attestano l’interesse per il miglioramento varietale, le tecniche colturali e di moltiplicazione. Frequente era lo scambio di materiali e informazioni tra i viticoltori delle aree delle Tre Venezie con i produttori in particolare dell’area Dalmata e Ungherese. È proprio in questo periodo che il nome “Tre Venezie” o “Trevenezie” o “Le Venezie” acquisisce significativa notorietà sia all’interno dell’Impero Austro Ungarico sia nelle vicine terre del Regno d’Italia. I predetti nomi geografici hanno identificato il territorio più ampio costituito dall’insieme delle zone che fanno riferimento all’attuale Trentino (Venezia Tridentina), a parte del Veneto e dell’attuale Friuli (Venezia Euganea) ed alla parte più orientale un tempo costituita dall’attuale Venezia Giulia più parte dell’attuale area di confine slovena e dall’Istria (Venetia Giulia).

Tutti questi nomi geografici erano nomi amministrativi usati normalmente dalle Amministrazioni prima Austro Ungarica e successivamente Italiana. In epoca più recente il nome Trevenezie o delle Venezie era utilizzato frequentemente, si pensi che il Compartimento per l’agricoltura delle Venezie o il Compartimento per l’alimentazione delle Venezie, entrambi strutture dell’allora Ministero dell’agricoltura e dell’alimentazione, hanno coordinato fino agli anni ’70 del secolo scorso, periodo dal quale hanno iniziato ad operare amministrativamente le Regioni, tutti gli Ispettorati per l’agricoltura e l’alimentazione delle provincie del nord est (Trento, Verona, Vicenza, Rovigo, Padova, Treviso, Belluno, Udine, Gorizia, e Trieste).

Con il completo passaggio dei territori delle Trevenezie al Regno di Italia, è iniziata la lenta e dolorosa ricostruzione del territorio devastato da quasi quattro anni di guerra. La viticoltura come il resto del settore agricolo è stata oggetto di un nuovo sviluppo al quale hanno contribuito le allora “cattedre e circoli agrari” formando gli agricoltori sulle nuove tecniche viticolo-enologiche risultato delle attività di ricerca e formazione che tuttora sono il motore dell’innovazione del territorio. Tra questi ricordiamo la Scuola di San Michele all’Adige (istituzione nata come scuola per la formazione dei viticoltori e frutticoltori dell’area meridionale del Tirolo – allora parte dell’Impero Austro Ungarico) e Conegliano che è tutt’oggi il centro di riferimento nazionale per la viticoltura. Non va dimenticata l’importanza della scuola di Parenzo oggi parte della Croazia, che ha formato fino alla fine del secondo conflitto mondiale gli operatori agricoli dell’area del litorale (attività iniziata quando l’Istria era ancora parte dell’allora Impero Austro Ungarico).

A partire dalla seconda metà del secolo scorso la ricerca e la formazione, frutto delle attività di Conegliano e San Michele all’Adige e delle strutture universitarie, hanno contribuito alla crescita e sviluppo del settore favorendo in particolare la nascita e sviluppo di importanti imprese vitivinicole, che sono tutt’oggi tra le principali realtà a livello nazionale. Con il XX° secolo l’area è diventata uno dei principali bacini viticoli nazionali di produzione dei vini da tavola con nome di vitigno come il Merlot, i Cabernets, i Pinots, i Rabosi, le Garganghe, ecc..

La produzione dei vini mossi frutto della rifermentazione in bottiglia a causa di condizioni naturali hanno dato vita alla tradizionale preparazione dei vini frizzanti, che ora sono elaborati secondo precisi processi tecnologici, identificando l’area come uno dei principali player nazionali per questo particolare segmento.

Nella commercializzazione gli operatori hanno utilizzato il termine Trevenezie per identificare i vini da tavola fino al 1977, data dalla quale, in relazione a quanto stabilito dal regolamento CEE 816/70 e delle normative nazionali di recepimento, il termine geografico riconosciuto è stato “delle Venezie” e “Trevenezie” è stato utilizzato invece come sinonimo.

La presente IGT è la prima in Italia sia per volume complessivo di utilizzazione, con circa 1,5 – 1,7 milioni di ettolitri fino alla vendemmia 2016, sia per i volumi esportati. Le tipologie di prodotto oggetto dell’offerta sono essenzialmente: i rossi bordolesi, ossia il Merlot e i Cabernets monovarietali o bivarietali, la tipologia rosso che deriva da un blend delle varietà rosse autoctone essenzialmente veronesi, i Rabosi talvolta anche in versione rosato e poi le varietà bianche tra le quali lo Chardonnay, i Verduzzi talvolta anche in versione frizzante e poi il bianco a base essenzialmente di Garganega. Infine i numerosi vini prodotti con le molteplici varietà che si coltivano nel territorio sia autoctone sia internazionali. La maggioranza dei volumi è comunque rappresentata dai vini fermi, mentre marginale è la produzione della categoria frizzante.

In termini economici è una delle voci principali dell’export enologico italiano.

I vitivinicoltori dell’area delle Trevenezie per la conduzione dei vigneti e la produzione dei relativi vini si attengono a quanto segue:

- base ampelografia dei vigneti: le varietà utilizzate sono quelle classificate come idonee alla produzione così come individuate dalla provincia autonoma di Trento, dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e dalla Regione Veneto, vitigni che sono il risultato di una lunga tradizione viticolo-enologica a partire dalla Repubblica di Venezia;

- le forme di allevamento, i sesti d’impianto e i sistemi di potatura sono quelli introdotti dalla evoluzione tecnologica operata dalle scuole enologiche di San Michele all’Adige e Conegliano, in grado oggi di coniugare sostenibilità ambientale con sostenibilità economica e garantire la produzione di uve destinate poi alla elaborazione dei vini della IGT “Trevenezie”/"Tri Benečije";

- le pratiche relative all’elaborazione dei vini, sono quelle tradizionalmente utilizzate in zona risultato di un processo tecnologico che pone l’area ai vertici dell’enologia Italiana.
 

B) Informazioni sulle caratteristiche qualitative e sulla notorietà del prodotto attribuibili all’origine geografica, ai sensi dell’articolo 7, commi 3 e 4 del regolamento (CE) n. 607/2009

I vini IGT “Trevenezie”/"Tri Benečije", nelle categorie “vino” e “vino frizzante” sono così classificabili per tipologie, categorie e versioni:

– bianco e bianco frizzante, (anche con riferimento al nome di vitigno)

– rosso, rosso frizzante, (anche con riferimento al nome di vitigno)

– rosato, rosato frizzante, (anche con riferimento al nome di vitigno)

– novello (anche con riferimento al nome di vitigno)

I vini bianchi delle “Trevenezie”/"Tri Benečije", sono prodotti essenzialmente freschi, giovani, con una buona acidità, ed equilibrati dal punto di vista del titolo alcolometrico. I colori variano quindi dal giallo chiaro al giallo paglierino con riflessi talvolta verdognoli. Si tratta perciò di vini leggeri e freschi al palato, con una caratterizzazione aromatica, in relazione alle varietà da cui provengono (prevalentemente Chardonnay, Pinots, Sauvignon, vitigni autoctoni quali le Garganeghe, il Tocai friulano, ecc.).

In particolare, nel bianco della categoria “frizzante”, la presenza di bollicine partecipa all’equilibrio gustativo, esaltandone i profumi varietali.

I vini rossi della IGT Trevenezie, sono prevalentemente espressione delle varietà Cabernet e Merlot o delle varietà autoctone (Corvine, Schiave, Rabosi, Marzemino, ecc.). Sono vini che si presentano con un colore che varia dal rosso vivo al rosso rubino intenso, che con l’affinamento in botte tende al granato. Sono vini con una intensità olfattiva, che in relazione alla prevalenza varietale, possono presentarsi talvolta morbidi e di facile beva, ma se elaborati ed affinati adeguatamente esprimono una struttura importante con aromi avvolgenti di frutta rossa e nel caso della prevalenza del Cabernet e Merlot i tipici sentori erbacei. L’invecchiamento in legno esalta e arricchisce il bouquet. Nel complesso i vini rossi possono essere freschi e con ridotta acidità ma sovente troviamo vini complessi con una buona struttura, vellutati e armoniosi con un gusto pieno, una buona tannicità e un giusto equilibrio acido.

I vini rosati, anche nella categoria frizzante, derivano prevalentemente da varietà a bacca nera (Rabosi, le Schiave, Corvine). Si caratterizzano per un colore rosato, più o meno intenso, talvolta tendente al cerasuolo. È un vino piacevole, dal consumo stagionale, con un profumo delicato, che presenta tutta la variabilità dei fiori e della frutta fresca, fruttato e fragrante. Un vino con una aromaticità che richiama le varietà che lo compongono, sapido e fresco, di alcolicità contenuta, chiude talvolta con note acidule piacevoli.

Nelle versioni novello, i vini IGT “Trevenezie”/"Tri Benečije" sono caratterizzati dai sentori legati alla macerazione carbonica delle uve, che si legano ai caratteri sensoriali del vitigno.

Oltre che per le caratteristiche qualitative sopradescritte, la riconoscibilità della IGT in questione è dovuta alla notorietà che hanno riscosso da lungo tempo sui mercati i vini provenienti dal territorio delle “Trevenezie”/"Tri Benečije".

Infati, come evidenziato nella descrizione degli elementi storici ed umani alla lettera A), la secolare tradizione per la produzione di vini nell’area, si è consolidata ed aggiornata, grazie alle nuove tecnologie vitivinicole, facendo acquisire ai vini IGT del territorio delle “Trevenezie”/"Tri Benečije", una elevata notorietà sui principali mercati nazionali e internazionali, sia per l’elevato livello qualitativo degli stessi vini, sia per i consistenti volumi prodotti ed esportati (circa 1,5 milioni di ettolitri annui).
 

C) Interazione causale fra gli elementi della zona geografica (fattori naturali ed antropici) e la qualità e la notorietà dei prodotti, ai sensi dell’articolo 7, commi 3 e 4 del regolamento (CE) n. 607/2009

Per tutte le categorie di vini regolamentati (vino e vino frizzante) la qualità e la notorietà dei vini “Trevenezie” o "Tri Benečije" è connessa all’ambiente naturale della zona di produzione, che è caratterizzato da un clima temperato, fresco e ventilato, terreni ben drenanti, con sufficiente disponibilità idrica, risultato di una piovosità distribuita anche nei periodi estivi. Ciò garantisce un apporto limitato ma costante di acqua e consente una maturazione regolare dei grappoli, permettendo così di ottenere delle uve a maturazione con caratteristiche qualitative ed analitiche coerenti con le caratteristiche dei vini IGT che ne derivano. Contribuiscono in particolare alla caratterizzazione dei vini in questione le marcate escursioni termiche notte-giorno durante la maturazione dei grappoli.

È determinante nel periodo antecedente alla vendemmia la presenza di frequenti correnti di aria fresche da nord o da est che, oltre a favorire significative escursioni termiche giornaliere, assicurano riduzioni delle temperature massime anche in piena estate e una sufficiente piovosità che evita problemi di stress idrici.

La qualità e la notorietà dei vini “Trevenezie”/"Tri Benečije" sono altresì connesse ai fattori umani descritti alla parte A).

Infatti contribuiscono ai risultati viticolo enologici l’apporto degli operatori del territorio, che con le loro capacità, frutto dell’evoluzione agronomica, scientifica e tecnologica, consentono di ottenere ogni anno dei vini con i requisiti mercantili rappresentativi della potenzialità e tipicità dell’area.

A ciò contribuisce la continua innovazione del settore tecnologico che supporta i processi enologici dalla vinificazione all’imbottigliamento.

Il legame dei vini “Trevenezie” o "Tri Benečije" con la zona geografica e quindi la loro riconoscibilità è il risultato dell’interazione dei fattori naturali ed antropici descritti alla lettera A) con il livello qualitativo e la notorietà che hanno riscosso sui mercati nazionali e internazionali.
 

Articolo 9

Riferimenti alla struttura di controllo

TRIVENETA CERTIFICAZIONI Srl [1]

Piazza Liberazione, 325

35030 Vo (Pd) Tel. 049 9941068 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Società Triveneta S.r.l. è l’Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell’articolo 64 della legge n. 238/2016 che effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente all’articolo

19, par. 1, 1° capoverso, lettera b) e c), ed all’articolo 20, par. 1, del Reg. CE n. 34/2019, per i prodotti beneficianti della IGP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a campione) nell’arco dell’intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento), conformemente al citato articolo 19, par. 1, 2° capoverso.

In particolare, tale verifica e espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli, approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 2 agosto 2018, pubblicato nella G.U. n. 253 del 30.10.2018.

--------

[1] Si veda il Decreto 8 luglio 2021, prot. n. 313211.


 

ALLEGATO 1
 

A. Varietà di vite idonee alla coltivazione nella Regione Veneto

Provincia di Belluno

Barbera

Bianchetta trevigiana

Cabernet franc

Carmenère

Chardonnay

Malvasia istriana

Manzoni bianco

Marzemina grossa

Merlot

Pavana

Pinot bianco

Pinot grigio

Pinot nero

Glera

Glera lunga

Riesling

Sylvaner verde

Tocai friulano

Trevisana nera

Turca

Moscato bianco

Traminer aromatico

Teroldego

Muller Thurgau

Kerner

Provincia di Padova

Cabernet franc

Cabernet sauvignon

Carmenère

Cavrara

Chardonnay

Corbina

Garganega

Grapariol

Malbech

Malvasia istriana

Manzoni bianco

Marzemina grossa

Marzemino

Merlot

Moscato bianco

Moscato giallo

Pinella

Pinot bianco

Pinot grigio

Pinot nero

Glera

Glera lunga

Raboso piave

Raboso veronese

Refosco dal peduncolo rosso

Riesling

Riesling italico

Sauvignon

Tocai friulano

Turchetta

Barbera

Incrocio Bianco Fedit 51 CSG

Marzemina bianca

Trebbiano toscano

Manzoni moscato (Incrocio

Manzoni 13. 0. 25)

Manzoni rosa (Incrocio

Manzoni 1. 50)

Petit verdot

Syrah

Provincia di Rovigo

Cabernet franc

Cabernet sauvignon

Carmenère

Corbina

Chardonnay

Grapariol

Marzemina grossa

Merlot

Raboso piave

Raboso veronese

Riesling italico

Tocai friulano

Sangiovese

Turchetta

Trebbiano toscano

Malvasia bianca di Candia

Manzoni bianco

Moscato bianco

Pinot bianco

Pinot grigio

Lambrusco Maestri

Sauvignon

Refosco dal peduncolo rosso

Provincia di Treviso

Bianchetta trevigiana

Boschera

Cabernet franc

Cabernet sauvignon

Carmenère

Chardonnay

Corbina

Franconia

Glera

Glera lunga

Grapariol

Incrocio Manzoni 2.15

Malbech

Malvasia istriana

Manzoni bianco

Marzemina grossa

Marzemino

Merlot

Muller thurgau

Perera

Pinot bianco

Pinot grigio

Pinot nero

Raboso piave

Raboso veronese

Recantina

Refosco peduncolo rosso

Riesling

Riesling italico

Sauvignon

Tocai friulano

Traminer aromatico

Turchetta

Verdiso

Verduzzo friulano

Verduzzo trevigiano

Wildbacher

Barbera

Incrocio Manzoni 2-14

Incrocio Manzoni 2-3

Lambrusco di Sorbara

Marzemina bianca

Manzoni moscato (Incrocio

Manzoni 13. 0. 25)

Manzoni rosa (Incrocio

Manzoni 1. 50)

Moscato bianco

Tocai rosso

Ancellotta

Fertilia

Flavis

Italica

Nigra

Petit verdot

Prodest

Rebo

Syrah

Provincia di Venezia

Cabernet franc

Cabernet sauvignon

Chardonnay

Carmenère

Corbina

Glera

Glera lunga

Grapariol

Malbech

Malvasia istriana

Manzoni bianco

Marzemina grossa

Merlot

Pinot bianco

Pinot grigio

Pinot nero

Raboso piave

Raboso veronese

Refosco peduncolo rosso

Riesling

Riesling italico

Sauvignon

Tocai friulano

Traminer aromatico

Turchetta

Verduzzo friulano

Ancellotta

Barbera

Franconia

Marzemina bianca

Marzemino

Moscato bianco

Muller thurgau

Tocai rosso

Verduzzo trevigiano

Petit verdot

Syrah

Provincia di Verona

Cabernet franc

Cabernet sauvignon

Carmenère

Chardonnay

Corbina

Cortese

Corvina

Corvinone

Durella

Enantio

Garganega

Grapariol

Manzoni bianco

Marzemina grossa

Merlot

Molinara

Moscato giallo

Muller thurgau

Pinot bianco

Pinot grigio

Pinot nero

Riesling

Riesling italico

Rondinella

Sylvaner verde

Teroldego

Tocai friulano

Trebbiano di soave

Turchetta

Barbera

Bianchetta trevigiana

Casetta

Croatina

Dindarella

Forsellina

Lagrein

Malvasia bianca lunga

Malvasia istriana

Marzemino

Moscato bianco

Negrara

Nosiola

Raboso veronese

Schiava gentile

Schiava grigia

Schiava grossa

Traminer aromatico

Trebbiano toscano

Ancellotta

Goldtraminer

Gosen

Oseleta

Petit verdot

Rebo

Rossignola

Sangiovese

Sauvignon

Sennen

Syrah

Trebbiano giallo

Trebbiano romagnolo

Veltliner

Provincia di Vicenza

Cabernet franc

Cabernet sauvignon

Carmenère

Cavrara

Corbina

Chardonnay

Durella

Garganega

Grapariol

Malvasia istriana

Manzoni bianco

Marzemina grossa

Marzemino

Merlot

Pinot bianco

Pinot grigio

Pinot nero

Glera

Glera lunga

Raboso veronese

Pedevenda

Riesling

Riesling italico

Sauvignon

Tocai friulano

Tocai rosso

Trebbiano di Soave

Turchetta

Vespaiola

Barbera

Freisa

Groppello gentile

Incrocio Bianco. Fedit 51

CSG

Marzemina bianca

Moscato giallo

Negrara

Rossignola

Traminer aromatico

Trebbiano toscano

Ciliegiolo

Moscato bianco

Petit verdot

Refosco dal peduncolo rosso

Syrah


 

B. Varietà di vite idonee alla coltivazione nella Provincia autonoma di Trento

Cabernet franc

Cabernet Sauvignon

Chardonnay

Lagrein

Manzoni bianco

Marzemino

Merlot

Meunier

Moscato giallo

Moscato rosa

Müller Thurgau

Nosiola

Pinot bianco

Pinot grigio

Pinot nero

Rebo

Riesling renano

Sauvignon

Schiava gentile

Schiava grossa

Teroldego

Traminer aromatico

Casetta

Franconia

Goldtraminer

Gosen

Groppello di Revò

Kerner

Lambrusco a foglia frastagliata

Negrara

Pavana

Petit Verdot

Riesling italico

Rossara

Schiava grigia

Sennen

Sylvaner verde

Syrah

Trebbiano toscano

Veltliner

Carmenère

Lagarino

Verdealbara

Paolina

Maor

Saint Laurent


 

C. Varietà di vite idonee alla coltivazione nella Regione Friuli Venezia Giulia

Provincia di Gorizia

Chardonnay

Tocai Friulano

Glera

Malvasia istriana

Manzoni bianco

Moscato giallo

Müller thurgau

Picolit

Pinot bianco

Pinot grigio

Ribolla gialla

Riesling italico

Riesling renano

Sylvaner verde

Sauvignon

Traminer aromatico

Verduzzo friulano

Vitouska

Cabernet franc

Cabernet sauvignon

Carmenere

Franconia

Gamay

Malbeck

Merlot

Pignolo

Pinot nero

Refosco dal peduncolo rosso

Schioppettino

Terrano

Moscato rosa

   

Provincia di Pordenone

Chardonnay

Tocai Friulano

Glera

Malvasia istriana

Manzoni bianco

Moscato giallo

Müller thurgau

Picolit

Pinot bianco

Pinot grigio

Ribolla gialla

Riesling italico

Riesling renano

Sauvignon

Traminer aromatico

Verdiso

Verduzzo friulano

Verduzzo trevigiano

Ancellotta

Cabernet franc

Cabernet sauvignon

Carmenere

Franconia

Lambrusco maestri

Malbeck

Marzemino

Merlot

Pignolo

Pinot nero

Raboso Piave

Raboso veronese

Refosco dal peduncolo rosso

Refosco nostrano

Terrano

Moscato rosa

Provincia di Pordenone comuni di Castelnuovo del Friuli, Pinzano al Tagliamento

Cividin

Sciaglin

Ucelut

Cjanorie

Forgiarin

Piculit neri

Provincia di Trieste

Chardonnay

Garganega

Glera

Malvasia istriana

Malvasia bianca lunga

Moscato giallo

Pinot bianco

Pinot grigio

Sauvignon

Sèmillon

Traminer aromatico

Vitouska

Cabernet franc

Cabernet sauvignon

Franconia

Merlot

Piccola nera

Pinot nero

Refosco dal peduncolo rosso

Terrano

Provincia di Udine

Chardonnay

Tocai Friulano

Glera

Malvasia istriana

Manzoni bianco

Moscato giallo

Müller thurgau

Picolit

Pinot bianco

Pinot grigio

Ribolla gialla

Riesling italico

Riesling renano

Sauvignon

Sylvaner verde

Traminer aromatico

Verduzzo friulano

Ancellotta

Cabernet franc

Cabernet sauvignon

Carmenere

Franconia

Gamay

Lambrusco maestri

Malbeck

Marzemino

Merlot

Pignolo

Pinot nero

Refosco dal peduncolo rosso

Refosco nostrano

Schioppettino

Tazzelenghe

Terrano

Moscato rosa

Provincia di Udine comune di Forgaria del Friuli

Sciaglin

Ucelut

Cjanorie

Forgiarin

Piculit neri

Provincia di Udine comuni di Buttrio, Cividale del Friuli, Corno di Rosazzo, Forgaria del

Friuli, Premariacco, Prepotto, San Pietro al Natisone, Torreano

Cividin